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Se io fossi Berlusconi

Se io fossi Berlusconi oggi avrei riunito le Camere (Camera e Senato) e avrei fatto un discorso che suona più o meno così:

“Stimatissimi Senatori, Stimatissimi Onorevoli,
Il Governo che presiedo da quattro anni sta in questi giorni vivendo una profondissima crisi.
Dopo il voto delle Regionali nel quale la maggioranza degli Italiani ha votato per quella che in queste Camere è la minoranza, le forze che compongono la coalizione che chiamiamo Casa delle Libertà sono entrate in fibrillazione e da giorni riuniscono i vertici dei propri partiti al fine di Istituzionalizzare questa crisi. Confesso che queste riunioni producono vocaboli e considerazioni che mai avrei pensato di sentire durante il mio impegno politico viste le motivazioni che mi hanno spinto a compiere quella che da molto tempo definisco una “discesa in campo”.

Parole come rimpasto, governo-bis, crisi pilotata, discontinuità e cambio di programma appartengono a quel modo di fare politica che non ho mai amato e che pur di combattere mi hanno fatto decidere di impegnarmi in prima persona. Ritengo che queste parole siano incomprensibili, o quantomeno stridenti, anche alle orecchie dei milioni di elettori che ci hanno dato mandato per governare il Paese. Credo che offendano il loro entusiasmo e che mortifichino i loro ideali di una Politica che smettesse di essere “mestiere” ed iniziasse ad essere impegno. Sono quindi a comunicarVi che non intendo dare le dimissioni oggi per presiedere un nuovo governo domani in cui cambino poltrone persone e programmi solo a causa di un mancato consenso elettorale.

Non sono disposto a farlo perchè ho la profonda convinzione che tutto quello che è stato fatto da questo governo ed approvato da questo Parlamento sia stato fatto per quello in cui crediamo e quello per il quale ci siamo impegnati a raccogliere una responsabilità così grande come il mandato elettorale.
Non voglio sminuire con questo il segnale che l’elettorato ha dato: è chiaro lampante e non si presta ad interpretazioni ma mi piace pensare che sia stato frutto di una cattiva comunicazione nostra e di una diffamante comunicazione dei nostri oppositori. Sono costretto a pensarlo perchè se così non fosse dovrei pensare di aver lavorato male in maniera consapevole e questo non è comportamento tale da meritare la mia stima.

Onorevoli, Senatori,
Mi rivolgo soprattutto a coloro che occupano questo ruolo tra le file della maggioranza.
Abbiamo governato per quattro anni. Per quattro anni avete approvato e difeso ciò che questo governo ha fatto e mi stupisce che nell’arco di solo 10 giorni alcuni di Voi si siano affrettati a disconoscere il nostro, il Vostro operato, a criticarlo aspramente. E’ inevitabile che questo pone un problema di coscienza ancora prima che politico e sono quindi a chiederVi:

Avete operato, promosso, votato in coscienza?
Avete ancora fiducia in questo Governo?

Se la risposta è SI mettiamoci al lavoro e facciamolo in fretta perchè questo Paese ha bisogno di molte cose e abbiamo meno di un anno per fare il poco che ci è concesso e per impegnarci in quello in cui crediamo e mentre lavoriamo senza risparmiarci spieghiamo alla gente, agli elettori cosa come e perchè abbiamo fatto. Tra un anno ci giudicheranno come è giusto che sia.

Se la risposta è No rimettiamo nelle mani del Popolo Italiano il Sacrosanto diritto di dare mandato a governare a noi o ai nostri oppositori. Solo loro possono decidere di un governo e di un programma diverso da quello per il quale hanno già votato. Abbiamo sempre difeso questo concetto. Mi auguro che ognuno di noi abbia l’onestà di difenderlo anche a proprie spese”

Ma io non sono Berlusconi.
Sono solo un ignorante.

Buona Vita!