Il Caso Sofri/3
[...Segue da Il Caso Sofri/1 e Il Caso Sofri/2...]
La calunnia è il peggiore dei flagelli:
crea due colpevoli ma una sola vittima
Erodoto

Nell’Aprile del 1972 Franco Serantini, anarchico Pisano, muore in carcere a seguito di un malore. Lotta Continua, nel frattempo divenuta quotidiano, fa l’ennesimo processo per direttissima e dichiara il verdetto: «pestaggio subìto dalla polizia» (mercoledì 12 aprile 1972).
Anche quando si parla di Serrantini gli attacchi a Calabresi non conoscono tregua:
Lotta Continua 9 maggio:
«Da Pinelli a Serantini:
Così, tutta la capacità di odio e di violenza vigliacca di un pugno di poliziotti, uomini come Calabresi, si è congiunta con le decisioni e i programmi dei potenti, dei padroni e dei ministri, di quelli che dosano la quantità di furia omicida dei loro dipendenti a seconda dei tempi».
Pisa 13 Maggio 1972:
Adriano Sofri tiene un comizio per commemorare Serantini. Lotta Continua pubblica il suo discorso in prima pagina il 16 maggio (manca un giorno all’uccisione di Calabresi):
«Siamo venuti a dire che, come il ferroviere anarchico Pinelli non era solo, così lo studente rivoluzionario Serantini, figlio di nessuno, non è solo… A dire che noi strumentalizziamo Pinelli e Serantini, perché Pinelli e Franco, e ogni altro compagno rivoluzionario, sono, da vivi e da morti, strumento cosciente e volontario di una lotta collettiva: la lotta per il comunismo… Al contrario che nel 1921-22, lo squadrismo irregolare è oggi la truppa di rincalzo nei confronti della truppa decisiva, formata dalla polizia… I militanti, i proletari, si trovano immediatamente contro la violenza squadrista dell’apparato statale e la individuano come il nemico principale». Tale nemico, «proletari del Pci e proletari delle organizzazioni extraparlamentari» devono affrontarlo uniti «con tutta la loro forza, politica e militare».
16 Maggio 1972:
Negli Stati Uniti un’attentatore spara,senza ucciderlo, al candidato democratico alla Presidenza George Wallace.
Sulla prima pagina di Lotta Continua del giorno seguente (giorno in cui Calabresi verrà ucciso) viene data la notizia con uno scritto che suona da avvertimento:
«George Wallace, bianco, 53 anni, fascista, criminale, assassino, forse sopravviverà. Peccato. Tutti i criminali che ordinano i bombardamenti dei popoli indocinesi, quando viene toccato uno della loro cricca, un porco dello stesso porcile, allora piangono e parlano, come il boia Nixon, di violenza. All’attentatore suggeriamo, per la prossima volta, di non usare una pistola calibro 22. Come dicono i compagni rivoluzionari neri, che lo hanno imparato a proprie spese, per ammazzare il porco ci vuole la calibro 38 Special»
Firmano:
Enrico Deaglio direttore,
Gad Lerner vicedirettore.
17 Maggio 1972:
Luigi Calabresi di prima mattina compie i soliti gesti prima di andare al lavoro. Da lì a qualche giorno deve rispondere al magistrato che indaga sulla morte di Pinelli ed agli investigatori che stanno portando avanti l’inchiesta sulle minacce ricevute da Lotta Continua (richiesta che Calabresi accettò di promuovere solo dopo forti pressioni dei suoi superiori). Saluta i due figli piccoli, abbraccia la moglie (che sta aspettando il terzo figlio).
E’ disarmato.
Nel pieno di una condanna a morte di “stampo giornalistico” la moglie aveva chiesto al Commissario il perchè girasse disarmato.
“No, non la porto, perché non avranno mai il coraggio di spararmi guardandomi negli occhi. Se dovessero decidere di spararmi, lo faranno alle spalle. E allora avere la pistola non mi servirebbe a niente”.
Scende la scale e sta per uscire ma si ferma. Qualcosa lo trattiene.
Risale le scale e decide di cambiarsi la cravatta. Ne sceglie una bianca. “E’ il simbolo della mia purezza”” dice alla moglie mentre le dà l’ultimo bacio.
Una volta riscese le scale, saluta il portiere Benedetto e attraversa la strada. Cadrà a terra morto a seguito di due colpi (uno alla schiena e uno alla testa) sparati da una 38 Special. Alle spalle.
Oggi avrebbe 68 anni.
Leonardo Marino, militante di Lotta Continua che confessò di essere nell’auto degli attentatori disse pochi anni fa ad un congresso di CL che di Calabresi non sapeva nulla. Non l’aveva mai nemmeno visto. Semplicemente gli era stato insegnato di odiarlo [Dagli archivi di Radio Radicale... vale la pena di ascoltarlo].
Lotta Continua commemorerà così la sua morte:
“Calabresi era un assassino, e ogni discorso sulla spirale di violenza, da qualunque parte provenga, è un discorso ignobile e vigliacco, utile solo a sostenere la violenza criminale di chi vive sfruttando e opprimendo… Non possiamo accettare un giudizio opportunista che fa di ogni azione diretta il risultato della provocazione e dell’infiltrazione del nemico di classe. L’uccisione di Calabresi è un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia.”
Note: Non mancano molte “puntate” alla fine (una ancora di cronaca e poi le mie conclusioni). Poco dopo aver pubblicato il primo episodio di questa serie mi capitò di leggere un post di una bellezza disarmante. Avrei voluto lincare quello e chiudere la serie ma volevo essere sicuro che i miei quattro lettori prima di leggerlo conoscessero gli episodi di allora.
A questo punto della Storia posso serenamente segnalare “Lo dico Sottovoce” di Martin Venator. Leggetelo più volte. Se l’avete già letto rileggetelo. Se Rocca è un giornalista e Martin un Blogger qualcosa non funziona.
[... Segue con "Il Caso Sofri/4"...]


25 comments
Sei già linkato in contemporanea al posting …
Quello che avevo da chiederti (una puntata anche sul PROCESSO) è nel mio commento alla puntata 2. Se avessi tempo (riesco a postare max. tre sere la settimana …) lo farei io.
ciao, Abr
La puntata sul processo è in cantiere
Ti ho appena risposto sotto
Robinik, complimenti. Rileggere gli stralci degli appelli, degli editoriali e delle invettive di quegli anni, tutti ugualmente carichi di un odio furioso e messo lucidamente per iscritto, mi fa ripensare profondamente la considerazione che nutro per alcune delle firme che li sottoscrissero allora. Lerner, Mieli, Deaglio, Scalfari, Eco…la rabbia viscerale scatenata dalla cieca ideologia trasforma in assatanati perfino quelle che, in condizioni di confronto pubblico “normalizzate”, sarebbero delle degnissime persone. Dove ovviamente non intendo in alcun modo ignorare la violenza - verbale e fisica - che nello stesso arco di tempo provenne dal fronte politico opposto.
Però, se proprio devo cercare la stonatura, direi che dovresti controbattere più efficacemente a chi ti contesta che la “strategia della tensione” vi fu e che il dato emerge da “evidenze probatorie” incontrovertibili. Perché, se tale “strategia” vi fu, infatti, il motivo va ricercato nella necessità di tenere sotto controllo, ed eventualmente di far uscire allo scoperto, i servizi deviati tramite manovre diversive di vario genere. Il donchisciottesco “golpe De Lorenzo”, ad esempio, fu una di quelle. Ciao!
Sulla tua conclusione sono daccordo da quando lessi il primo post di Martin, tutto il resto sono solo piaghe che dolorosamente si riaprono si riaprono.
Buona domenica fratello.
Una mail a Giuliano Ferrara
Christian Rocca non sembra voler interrompere i suoi spiacevoli atteggiamenti, anzi non perde occasione di reiterarli aggiungendo offese alle offese…
@ Isamel
). Vero è però che intellettuali ed “extraparlamentari” si volevano giocare l’Italia a suon di morti e di terrore (tanto a destraquanto a sinistra).
Stretegia delle tensione era un termine strumentalizzato dalla sinistra (lo fanno ancoraoggi …
Firmate la mail del Master (ci arrivate cliccando il trackback qua sotto).. che saluto;)
Ciao!
ah però! lo stesso gad lerner che si offende, scalpita e arriccia la barba ferito da cotanta violenza quando ferrara lo contraddice un po’?
come si cambia, canterebbe fiorella mannoia.!
Ciao Robi,
il post sul Canada non ce l’ho ancora, ma in compenso, ho fatto un piccolo post ispirato da questa tua bella ricostruzione.
Un bacione!
Splendido lavoro Robinik
Ti ho linkato e ho preso spunto, spero non ti dispiaccia.
Salùt
Consiglio di leggere i post di Lontana e di Eskin’ che ringrazio.
Marco… sono proprio loro.
Peril commento sotto: rimane saldo anche il mio link a te
Ciao!
C’è una grave contraddizione che emerge da tutte e tre le puntate: la firma di intellettuali (idioti o meno) agli appelli pro Pinelli, anti Calabresi, per la “teoria del complotto” etc. Quelle schifezze non le diceva soltanto il giornale di Sofri, dunque, ma anche altri. Non solo, ma tutti, esclusa la DESTRA ESTREMA, e i montanelliani, condividevano alcune opinioni comuni… sballate o meno.
Già, perché NON tutte quelle opinioni erano sballate: il depistaggio all’indomani della strage di Piazza Fontana, col tentativo di addossare a Valpreda e agli anarchici la colpa di tutto, non è un’invenzione. Diciamo che la polizia seguì giustamente una pista probabile, ma aggiungiamo che fu aiutata nell’errore. A meno che non vogliamo dire che fu Valpreda il colpevole di Piazza Fontana. Dunque è in QUEL CONTESTO che vanno iscritti i “processi politici”, la violenza verbale etc. La sinistra (tutta!) si sente in guerra ed emette le SUE leggi speciali: ecco perché il “tribunale del popolo” emette la sua condanna irrevocabile.
Attenzione però, un po’ di esegesi serve: Sofri (quando parla lui) dice sempre: popolo. Questa differenza è sottile e importante, in quanto segna la differenza e la rottura tra chi agisce in nome del popolo e chi vuole una “lotta di popolo armata” (verso presente nell’inno di LC). “Lotta di popolo armata” è una bestialità 1000 volte, ma significa che NESSUNA AVANGUARDIA può impugnare le armi, senza che ci sia una adesione “popolare e di massa” al progetto rivoluzionario. Su questo Sofri fu chiaro più di una volta: si tratta di una linea di demarcazione importante.
Torno al punto di partenza: mettiamo in galera Eco e Paolo Mieli?
Dunque: confermo il commento alla parte 2. Ma non posso esimermi dal ricordare che identica ricchezza di documentazione dovrai mettere nella parte relativa al processo. Agli 8 (otto) processi, per essere precisi. Quanto ai nomi dei firmatari di quegli appelli demenziali, hai fatto un’opera meritoria: non dimentichiamo mai chi sono i personaggi che, superato il periodo “ludico” delle loro esistenze, ora vengono a spiegarci come funziona il mondo. Mettiamo pure il tutto nel giusto contesto storico, comunque. Il mio non cerchiobottismo, beninteso.
Per Paolo:
No, non mettiamoli in galera, ma che siano sputtanati a dovere, invece di essere premiati!
Non credo che qui si voglia mettere in galera qualcuno per reati d’opinione. Questo nonostante manchino patenti da liberale
Il punto è che la superiorità morale con cui Lerner (per fare un esempio) condanna il ricorso alle armi e alla guerra è la stessa con cui suonava il valzer della P38 e questo a me sembra incoerente. A meno che non si passi per un rigetto della lotta di classe, della rivoluzione armata, del comunismo reale. Ma questo rifiuto della falce e del martello (a scopi politici s’intende, nessuno vuol vietare il bricolage) dov’è?!
Ciauz
Ma per voi è meglio
a) scendere a più miti consigli senza rigettare platealmente “la falce e martello”
b) rigettare la “falce e martello” e diventare estremisti di segno opposto
Insomma, Gad Lerner o Ferrara?
Cachorro, non necessariamente si deve essere estremisti.
Scendere a più miti consigli e non rigettare la falce e martello è contraddittorio almeno tanto quanto essere moderatamente fascisti.
Non si può essere veramente comunisti e non contemplare tra le cose lecite la rivolta armata: il comunismo da un punto di vista teorico prevede la dittatura del proletariato, assunta, a spese della borghesia, con le armi in pugno e volta all’annientamento del nemico di classe.
Altrimenti si è, scusami se lo dico in modo non proprio diplomatico, solo dei borghesucci figli di papà che per noia giocano a fare i rivoluzionari da salotto - a parole.
Giusto per capirci, ricordi il finale amarissimo di Ovosodo?
Che fine fa il figliolo rasta dell’ingegnere?
Che fine fa il proletarissimo protagonista?
Ferrara tutta la vita. Chi ammette i propri errori non è detto che poi non ne commetta altri (anche se è tutto da dimostrare che Ferrara sia fascista o che stia sbagliando
), ma almeno capisce ed evita di ripetere i vecchi.
Ciauz
A parte il fatto che Marx non è la Bibbia per cui uno puo’ prendere un pezzo di Marx e non un altro come hanno fatto i partiti socialisti storici molto prima che nascesse Gad Lerner e come, tra l’altro, hanno fatto tantissimi operai che votavano comunista senza sognarsi di prendere le armi (mentre i loro coetanei borghesi leggevano il Libretto Rosso).
e nello specifico a Giuliano Ferrara. Un tempo sognava la lotta armata e interrompeva i concerti di Luciano Berio per protestare contro Israele, adesso si gasa coi bombardamenti e progetta di tirare torte in faccia a Benigni. Insomma meglio cambiare le idee o lo spirito?
Ma a parte questo io mi riferivo proprio a persone precise non a concetti
Bravo Robi. Ho letto che qualcuno parla di “reato di opinione”. Che opinione “sarebbe” quella di uno che suggerisce quale calibro d’arma usare per un’omicidio, o lo sottoscrive? Pero’ se una Fallaci si azzarda a dire che l’immigrazione in Europa e’ pericolosa, o che chi ci odia ha caratteristiche culturali ben precise la processano di corsa.
La giustizia la fanno i media; i media sono sotto tutela dei “firmatari”: che ognuno ne tragga le debite conclusioni.
Forse sarebbe bene sapere che nelle automobili c’è l’acceleratore ma ci sono anche i freni.
Adesso processiamo anche Ferrara? Lo mettiamo sullo stesso piano di Lerner?
Temo che così facendo si facciano dei colossali salti all’indietro: effetto Tafazzi.
la domanda non è “se Rocca è giornalista” ma “se Gad lerner ha un programam tutto suo in televisione, se Eco è (vabbè, era) direttore di una scuola universitaria ecc. ecc.”
Ferrara e altri che si sono effettivamente ravveduti, stanno combattendo gli errori di gioventù. Tra l’altro non mi risulta che Ferrara fosse tra i firmatari di cose come quella di cui si parla. Ma i Mieli e i Lerner non hanno mai chiesto scusa pubblicamente. Mai Dario Fo, col suo “soccorso rosso” per i terroristi, eppure , come dice lo Pseudo, Oriana non può parlare..
@ Paolo
Tu chiami contraddizione una cosa che è voluta. Ho voluto evidenziare tutti quei nomi. Demonizzare solo Sofri sarebbe stato tanto facile quanto urlare per la sua grazia stracciandosi le vesti liberali.
Se avrai pazienza di aspetare e di leggere il mio post coclusivo (l’unico in cui non ci sono fatti ma opinioni) sarai stupito
Per il resto… ho scritto che Valpreda fu assolto. Credo che non ci fosse nessuna premeditazione e credo che in ogni caso non avrebbe mai giustificato tanto sangue.
Per il resto ti dico una cosa: Sarò sempre per la grazia a Sofri quando questa viene contestualizzata, quando vengono spiegate tutte le cose e quando si può rendere onore a Calbresi. Ogni tentativo di farlo passare per intelligente, martire,buono tra i cattivi o altro a suo favore mi avrà sulla sponda avversa. Sto leggendo tonnellate di cose su di lui e tutte confermano l’idea che ho di lui: Lo trovo disgustoso.
@ Phastidio
Grazie
Dedicare la stessa precisione a tutti gli 8 processi significherebbe scrivere 20 libri.
Non lo farò. Ma sono sicuro che sarai soddisfatto del lavoro e delle conclusioni
@ Pseudosauro & Astrolabio
Esatto
Grazie a tutti.
P.S. Paolo
Aggiungo che non condivido letue supposizioni. Allora perchè Nardi?
E poi i ragionamenti dietrologici:
a)non mi piacciono
b) erano alla base di tutto ciò cheportò agli anni di piombo
Rob, ho potuto leggerlo solo adesso. Stai facendo un lavoro meraviglioso…aspetto il resto.
Ciao
Francesco