Blogging in a USA State of Mind

Lo Stato Laido/3

Che Stato è quello che si indigna per le parole di Calderoli ma non osa dire nulla sulle intolleranze che seminano morte e distruzione? Dove stanno i Laicisti di casa nostra se le uniche parole da statista sono state pronunciate da un Papa?
Uno stratosferico Angelo Panebianco sul Corriere di oggi risponde a questi e ad altri interrogativi (solo per utenti registrati):

Bisognava aspettare che parlasse Benedetto XVI per sentire le parole ferme e chiare che i timorosi leader politici europei non sanno pronunciare. Il Papa ha deplorato la mancanza di rispetto per i simboli religiosi, ma ha anche dichiarato totalmente inaccettabile la violenza in nome della fede. Confrontate le parole del Papa con l’inerzia delle capitali europee di fronte alla selvaggia violenza scatenata nel mondo islamico col pretesto delle vignette satiriche. Sarebbe questa la «potenza civile», quella che, secondo certi involontari umoristi, avrebbe dovuto, niente meno, «bilanciare» la potenza americana, e imporre la propria autonoma influenza sui destini del mondo? Assalti alle ambasciate europee anche nei Paesi ove niente avviene se i tiranni non lo ordinano, l’uccisione di un sacerdote cattolico, i cristiani trucidati in Nigeria, gli assalti alle chiese in Pakistan, le manifestazioni antioccidentali dette «spontanee», organizzate da religiosi estremisti ovunque. E l’Europa sa solo balbettare «ci vuole il dialogo». Quando il regime siriano ordinò l’assalto alle ambasciate danese e norvegese, quando una squadraccia assaltò la sede dell’Unione europea in Palestina, l’Europa non reagì sentendosi colpita tutta, non reagì contro quegli atti di guerra chiarendo che non se ne sarebbero tollerati altri. Ogni giorno che passa l’Europa (come ha scritto Galli della Loggia su questo giornale) trasmette il senso della propria nullità politica e manda un chiaro messaggio a quel vasto mondo fondamentalista, di cui il terrorismo jihadista è l’appendice armata: potete esercitare contro di noi qualunque prepotenza avendo la certezza che noi cederemo. D’accordo, sono fanatici, pericolosissimi, e ci fanno paura. Ma non è mai accaduto nella storia che si subisse la prepotenza altrui senza ricavarne grandi disgrazie.
Non si è sentito neanche un leader europeo di peso, da quando è cominciata l’orchestrata sollevazione contro le vignette, dire al mondo islamico quanto andava detto, ossia che quelle vignette erano di pessimo gusto, ma anche che il cattivo gusto è un prezzo che noi paghiamo per la libertà, e che essi non devono osare mettersi contro le nostre libertà. Non si è sentito un leader europeo, ad esempio, dire ai governanti musulmani che pretendiamo che si dissocino da quei fanatici pronti a pagare a peso d’oro l’assassinio dei disegnatori danesi.

La vicenda italiana è parte di questa latitanza europea.

…continua…

4 comments

1 inopera { 02.22.06 at 12:25 pm }

In Libia brucia il consolato italian0, conseguenza della maglietta indossata da Calderoli, che conteneva le vignette satiriche su Maometto. Nessuno ha fatto in tempo a spiegare che l’esponente della Lega non ne aveva ancora capito il senso ed era solo in attesa che qualcuno gli desse spiegazioni.

Il Ministro della Repubblica, a camere già sciolte, si è comunque dovuto dimettere sotto pressione di un Premier imbarazzato, come se lo avesse ascoltato per la prima vota. La novitá più interessante è che Berlusconi non ha preso l’interim di quel ministero.

Le famose vignette danesi sembrano così aver scatenato una vera e propria rappresaglia popolare; strani questi islamici.
Dopo 2 anni di guerra in Iraq, Imam cacciati da tutte le parti del mondo occidentale, accuse di essere tutti terroristi a prescindere e decine di migliaia di editoriali al vetriolo contro, decidono di esprimere il loro dissenso solo ora per tre vignette.

Potenza della satira?

Anche dopo queste dimissioni e prima ancora le scuse ufficiali del governo danese, la situazione non è comunque migliorata. Anzi. I fuochi accesi intorno alle ambasciate Europee, in medio-oriente e nella fascia del Maghreb, hanno superato quelli delle banlieue parigine.
Il presidente Chirac non è riuscito a tenere neanche questo di primato.

Un grosso smacco per l’Eliseo.

Ci si chiede cosa accadrà il giorno che capiranno che non sappiamo ancora la differenza tra la parola “musulmano” ed “islam”, e pretendiamo di aver capito quel mondo, giudicandolo sbagliato e spendendoci pure un sacco di soldi pubblici in armamenti e guerre per farli diventare come noi!

Speriamo che ai cinesi non venga in mente di esportare il loro modello su scala mondiale, come facciamo noi, perchè ho delle serie difficoltà a mangiare il riso solo con le bacchette.

2 korallo { 02.22.06 at 4:47 pm }

Il commento di sopra nn merita risposte…

3 Augusto { 02.22.06 at 6:33 pm }

Non riparliamo di vignette e magliette, sono cazzate, sbagli politico diplomatici, però MINORI

Quando studiavo ” rudimenti ” di diritto internazionale, il primo concetto che mi é stato presentato é quello della ” RECIPROCITÀ ”

Ho vissuto in Brasile e vivo e lavoro oggi in Colombia, stati ” occidentali ” e ” cattolici “.
In Brasile come in Colombia, uno straniero ( con regolare permesso di residenza ) non potrà MAI votare, nemmeno alle amministrative.

Il nominato permesso di residenza viene concesso:
-Per lavoro, permesso sempre e solo temporaneo, in Brasile e Colombia - perdi il lavoro, perdi il permesso ed hai tempo 6 mesi per espatriare, mi é successo in Brasile, dopo 10 anni di lavoro.
-Per investimenti, permesso permanente, in Brasile - devi dimostrare che stai importando, al minimo, 300.000 dollari ed impiegherai vari brasiliani in una tua impresa.
-Per pensione, residenza permanente, in Brasile - devi dimostrare di ricevere dall’ estero una pensione di non meno di 2.400 dollari
-Per permanenza, residenza permanente, solo in Colombia - dopo 5 anni di permanenza con regolare visto di lavoro puoi fare la domanda per trasformarlo in visto di residenza permanente, la risposta é a insindacabile giudizio del governo Colombiano.

Come si comporta l’ Europa con gli immigrati Brasiliani e Colombiani? quale tipo di reciprocità viene applicata?
Non cito gli immigrati provenienti da paesi Islamici perché la reciprocità non é nemmeno nominabile.

Conclusione:
se l’ Europa esiste, dovrebbe evitare ” cadute di stile ” come quelle citate all’ inizio, ma dovrebbe anche richiedere un minimo di reciprocità agli stati da dove provengono gli immigrati; in oltre, ovviamente, dovrebbe charire agli immigrati che in Europa si vive secondo le leggi Europeee.
Chi non accetta, torna a casa
Chi non si regolarizza, torna a casa.

Ma, sfortunatamente, l’ Europa non esiste come ” sentimento di appartenenza ” quindi tutti sono liberi di sputare per terra in casa nostra.

Per corollario, gli USA, che rispetto ma non amo, continuano a fare gli sceriffi del mondo non avendo nessuna potenza in condizione di bilanciarli.

Il quadro é triste; spero che la Colombia mi conceda la rsidenza permanente e cercherò, con difficoltà, di dimenticarmi di essere Ligure, Italiano e Europeo
Ciao
Augusto

4 Robinik { 02.22.06 at 7:40 pm }

Augusto… che dire… la cittadinanza Colombiana a questo punto te la auguro anch’io :roll: