Destra e Sinistra: hanno ancora senso?
Le elezioni sono terminate. Le elezioni sono alle porte. Le elezioni in Italia non finiscono mai e siamo ormai rassegnati ad essere in Campagna elettorale perenne. Il risultato è un dialogo politico che ha perso gli argomenti, una classe politica che ha perso l’educazione ed una classe elettorale che ha perso la cultura politca (se mai in Italia l’abbiamo avuta).
Un post scritto tempo fa, un topic sul Forum di Tocque-Ville [Solo per i cittadini iscritti] ed una promessa fatta mi portano a discutere di questa divisione nella quale non mi riconosco più: destra vs. sinistra.
Questa divisione è ideologica e non politica ed affonda le radici in un terreno ideologico vecchio, nella migliore delle ipotesi, di oltre trent’anni. I favolosi ed indimenticabili anni ‘70 durante i quali si svolse la seconda guerra civile italiana. I bellissimi anni 70, quelli che ci hanno lasciato il più pesante fardello ideologico ed economico che si possa immaginare e che ancora stiamo concimando in attesa che qualcuno dal futuro ci urli “Grazie ma di merda ne abbiamo a sufficienza. Ora smettetela”.
Questa divisione civile non smette di affascinarci consegnandoci una eterna lotta tra il bene ed il male che identifica il male nel Fascismo (caduto nel 1945) o nel Comunismo (fallito nel 1989) a seconda dell’appartenza ad uno o all’altro schieramento. Ad un politico non è chiesto di produrre idee innovativie o risolutive ma solo di assestare un insulto ben piazzato nel salotto di Vespa o nell’arena di Floris. Ad una classe politica non viene chiesto il conto del proprio operato capaci come siamo di infiammarci al primo “gong” della scazzottata-elettorale.
Durante la campagna elettorale per le politiche dell’Aprile scorso i due schieramenti si sono scannati per un argomento che stava in entrambi i programmi (anche se con pesi diversi).
Questo modo “calcistico” di affrontare la politica non ci porterà da nessuna parte. Questa divisione ideologica non risolverà nessuno dei nostri problemi. L’attuale divisione non ha più senso di esistere se è vero, com’è vero, che Alemanno parla come Bertinotti.
Come possono convivere al’interno dei due schieramenti posizioni così contrastanti come quelle della Destra Sociale e dei Riformatori Liberali? Come quelle della Margherita e di alcune aree DS con quelle dei Comunisti Italiani? Cosa ci fanno Pietro Ichino e gli altri come lui a sinistra? Cosa ci fanno Alemanno e gli altri come i suoi a Destra? E’ possibile che la destra estrema e la sinistra estrema abbiano le stesse posizioni in politica estera? Com’è possibile che tutte le campagne elettorali che ho ascoltato da quando avevo 14 anni hanno gli stessi argomenti? Com’è possibile che il Sud (a titolo esemplificativo e non esaustivo) sia un’opportunità da illo tempore e che la gara sia a chi finanzia di più, ovvero a chi propone la stessa soluzione in amniera più convinta?
Il discorso, in sintesi, è che noi stiamo giocando ad un gioco nuovo con le regole e le squadre di un gioco che è finito da tempo e questo ci rende privi di argomenti, aridi di soluzioni con l’unica prospettiva di delegittimarci a vicenda ogni giorno di più.
Io una soluzione la propongo (lascio il resto al dibattito e poi seguiranno altri post).
I futuri due schieramenti devono abbandonare le ali estreme. Non hanno più senso. Rappresentano idee e sistemi politico-economici morti e sepolti da tempo. Se vogliono possono continuare a proporre la divisione tra Ittiti e Sumeri ma a me suonano di morto. Lasciamo che loro si rinfaccino i rispettivi morti e assumiamoci la responsabilità ed il coraggio di stendere un velo pietoso sulla guerra civile perenne.
I futuri schieramenti devono rappresentare le uniche due aree contrapponibili nell’anno 2006: I Socialisti (quelli che vedono nello Stato una soluzione, quelli più orientati al “Sociale”) ed i Liberali (quelli che vedono nello Stato un problema, quelli più orientati alla libera iniziativa).
Continuare a lamentarsi delle stesse cose non ha senso (si rischia di fare la fine di Pannella). Il futuro è alle porte e noi ci stiamo andando a sbattere.
Buona Vita!


60 comments
E i liberalsocialisti dove si mettono?
la redistribuzione distingue quelli che tu chiami Socialisti e Liberali. ed in nome di quella, la differenza tra destra e sinistra ha ancora senso.
Ti spiego io, dal mio punto di vista è naturale, che senso ha. E’ una questione generazionale. I 40-50enni di oggi non hanno mai contato niente…prima erano troppo giovani, ora improvvisamente sono troppo vecchi per il nuovo che avanza…E’ una generazione strana la mia, ci corrono pochi anni con gli attuali 35enni, ma ci divide un mondo. Un’educazione. Uno stile. Stile che non abbiamo mai potuto far valere…Quello stile barricadero e guerrafondaio (inteso in senso positivo…) che ho visto nel Senatore Butti pochi giorni fa, alla battaglia sul Senato.
Convincere questi giovani anziani che quello per il quale hanno lottato a suo tempo è ‘niente’ è dura…fare loro accettare che la battaglia sui contenuti è appannaggio dei giovani e giovanissimi è ancora più dura. Convincerli ad abbandonare i vecchi schemi è durissima… Cosa fare dunque? Molto semplice Robinik. Un’opera di mediazione. E’ quello il vero stile del politico, la mediazione. Chi non sa mediare la politica se la deve scordare. La mediazione è Berlusconi che stappa lo champagne per Bertinotti ed offre l’aranciata ai suoi nipoti. Esempio del cavolo ma che rende l’idea. Il gioco è forse nuovo, ma la battaglia è vecchia. Il segreto è far convivere anime diverse nelle quali batte un cuore sintonico. Mica facile…!
Grande! Complimenti: ti dimostri una persona libera. Fossimo tutti così!
Mah, non sono tanto convinto.
Anzi un mese fa ti avrei dato sicuramente ragione.
Oggi no.
Finché parliamo di questioni economiche o sociali, ci sono molti punti di contatto con alcuni.
Ma tu sei sicuro che passando ad altri argomenti ci sia davvero questa somiglianza? E per altri argomenti intendo anche quelli economici.
Soprattutto io credo che più che il punto di incontro, conti il “modo” in cui ci si arriva, i passaggi mentali seguiti: insomma abbiamo “tracciati mentali differenti”.
Eppoi guardala in modo positivo: uno della destra capitalista potrà sempre convincere uno della destra sociale che il capitalismo è bene (e stessa cosa a sinistra). Ma uno di sinistra estrema non potrà mai fondersi con uno di destra estrema e gli unici punti di contatto sarebbero quelli di avere due diversi estremisti pronti a fare la guerra agli “schifosi inciucioni”.
Invece così rompono solo il caxxo, ma se provano a fare qualche caxxata, la farebbero separati con il 90% del paese contro…
Eppoi starei attento al fusionismo: anche perché oggi non sento nessuno di quei sinistri che ieri erano sempre pronti a blaterare sulla dittatura della maggioranza, chiedere almeno la presidenza della Repubblica per la destra o per Berlusconi stesso.
Anche da quelli che sembrano “amici, amici”.
Il fusionismo funziona solo quando c’è una fortissima attrazione dalle parti, talmente forte da rompere tutti gli ostacoli, ma oggi… non mi pare proprio che le cose stiano così e forse è anche un bene.
E te lo dice uno che sarebbe contentissimo di vedere strette di mano e peace and love.
Ma se ’ste cose non ci sono, non ci sono.
In due parole:
Ciò che è di interesse pubblico e collettivo (scuola, sanità, trasporti, previdenza, ricerca, energia etc…) dovrebbe essere di competenza dello Stato, sia pure non in maniera categorica e con margini di sinergia fra pubblico e privato.
Ciò che è di interesse privato (attività economiche, artistiche, culturali etc…) dovrebbe essere lasciato alla libera iniziativa privata.
Valgono gli stessi margini di flessibilità detti prima.
Ovviamente è una semplificazione forse eccessiva, ma è solo una indicazione di massima.
Ma credo sia un tentativo di conciliare gli eccessi sia del socialismo che del liberalismo.
La contrapposizione fra destra e sinistra, non è cambiata molto rispetto a decenni fa, è una sorta di simbiosi che conviene ad entrambi gli schieramenti.
Ho paura che, così come ha contato poco la generazione precedente, anche quella attuale non avrà la soddisfazione di vedere risolto questo conflitto.
Passeranno ancora molti anni.
Ammesso che ci si arrivi…
Auguri
Bravo Roby…è proprio questa la discriminante.
ciao
Domiziano
I liberali socialisti non esistono. Il termine è una bruttura che può reggere solo dopo masturbazione mentale a due mani
Nullo
Io mi riferivo a questa destra e questa sinistra. Non voglio trasformare la camera in un condominio verticale solo per cambiare le coordinate
Inyqua
Ti confesso di non aver capito il tuo commento
PdL
Kagliostro
Come mai un po’ di tempo fa si e adesso no?
Non è forse perchè sei incazzato come una biscia per le elezioni?
Scherzo.
In ogni caso:
a) Convincere uno della destra sociale che il Capitalismo è bene è impossibile (oltre che una contraddizione in termini) se lo convinci non è di destra sociale (attenzione non cadere nel tranello della sinistra che ha fatto in modo di far percepire il capitalismo come “quelli che hanno una fabbrica”)
b)Sono convintissimo che ci sia questa somiglianza. Ho letto molti blog e parlato con molte persone di sinistra con il quale si può ragionare su tutto ed essere in sintonia. La sintonia finisce con il momento del voto (la squadra) e allora significa che qualcosa non va.
c) Uno di destra estrema e uno di sinistra estrema dicono le stesse identiche cose. Non si fonderanno mai ma non per questo ci devono fracassare i coglioni a vita
d) Quello che fa la sinistra oggi è autorizzata a farlo da un mandato popolare e lo potrà fare fino a quando avrà i voti in Parlamento. Non ci vedo nulla di strano. Per quale motivo dovrebbero proporci una camera?
Questa ds vs sx va così. Il fusionismo non si fa con questo parlamento altrimenti si chiama inciucio
e) Il fusionismo funziona se ci sono idee attorno alle quali unirsi (e oggi nessuno propone idee nuove) e la volontà di capire che il singolo interesse di un 3% non vale nulla rispetto all’interesse generale di un 60%.
f) Il fusionismo non è “peace & Love” e ridisegnare gli schieramenti è solo un atto di onestà intellettuale. Poi ci si scanna ma sulle cose reali
g) I politici sono ossessionati dal consenso: Si genera un ciclo diabolico: Loro dicono cose populistiche, prendono voti e quindi pensano di aver generato consenso. Le idee di Ichino (sono monoesempio :mrgreen:) sono state sottoscritte da D’Alema che però ha dichiarato di non “poterle proporre”. Il risultato è che avrebbe avuto il mio consenso (e quello di molti altri) e non ce l’ha.
Il risultato è che magari avremo Di Pietro Ministro ed Ichino a fare conferenze che nessuno ascolta. A seminare idee nuove che non faranno fiorire nessun albero.
h) Si in effetti questo tema non si esaurisce con un post
Ciao a tutti!
Giano
Può essere. Però le generazioni precedenti si estremizzavano. Giustificavano le proprie violenze in base alle violenze dell’altro. Questo è quello che hanno prodotto. Qui invece si vuole dire a queste estreme che hanno rotto i c****i
Pinocchio
grazie cugino
Io ho sempre auspicato un abbandono delle ali estreme per dare coerenza, credibilità e governabilità a questo paese. Il problema è: il centrodestra ci rimetterebbe poco, pochi punti percentuali, ma la sinistra? Troppo peso ha rifondazione, comunisti italiani e parenti. Di sicuro senza la sua ala estrema non avrei paura di un’alternanza di governo.
In questa tua analisi manca totalmente il terzo in gioco, che dal 1989 è anche (in sostanza) l’unico in gioco, e cioè il neoliberismo (o liberismo che dir si voglia).
E’ anch’esso un’ideologia (per quanto venga fatto passare come prassi consolidata, come necessità storica, come scelta di ordine pratico…).
Inoltre, è un’analisi sballata perchè il richiamare il fascismo e il comunismo non è stato assolutamente simmetrico. Di “pericolo comunista” ha parlato la destra (cioè: Berlusconi), mentre a sinistra nessuno (almeno tra i leader e i leaderini) ha mai messo in dubbio l’effettività del cambiamento di AN (per dirne una). In neanche un mese, politici di spicco dello schieramento della CDL hanno usato più volte la parola “regime” di quanto sia stata usata dai girotondini (sempre isolati dai politici dell’Unione e tacciati di essere isterici da parte degli opinion-leader della destra, da Panebianco in giù) in 5 anni.
Ma detto questo:
tu parli, in sostanza, solo di economia e di intervento statale.
Sugli argomenti di ordine “morale”? Sulla giurisdizione? Sulla politica estera (Europa, USA, guerre)? Come si situano “liberali” e “socialisti”, su due piani diversi, o sullo stesso (potenzialmente vicino al tuo)?
E poi: siamo sicuri che l’attuale CS voglia “più stato”, e l’attuale CDL “meno stato”? A me pare che, fondamentalmente, si tratta di distribuire il carico fiscale in modo diverso. Mastella e Rutelli sono socialisti? Probabilmente non lo è neanche Fassino. E, dall’altro lato, Berlusconi è liberale?
A me pare che la differenza fondamentale sia proprio quella che vuoi eliminare tu, e cioè la differenza tra la sinistra e la destra.
In che termini? E’ molto semplice.
Lo zucchero di canna è di sinistra, lo zucchero di barbabietola è di destra. E via così.
Tu vuoi snaturare la politica italiana. Se avessi successo nel tuo intento, sopravviverebbe solo un’entità: la Democrazia Cristiana.
Scusa se rompo i coglioni.
secondo me dal punto di vista utopico pecchi in fantasia, (ha più fantasi anullo, potrebbe essere che la distinzione è che la destra redistribuisce poco e la sinistra molto, per il resto liberismo spinto).
Dal punto di vista reale pecchi però in ottimismo! Cioè quello cdici te vorrebbe dire che rauti si presenta con la sinistra europea e il correntone, An udc riformiste e margherita al centro e forza italia, radicali e liberisti vari (?) a destra. mi sembra un po’ difficile come cosa.
Led hai ragione ma calcola che si prenderebbero un bel pezzo dell’attuale AN, dell’UDC ecc. ecc.
Se da loro i liberali sono pochi da noi i socialisti sono molti
Alla fine saremmo equilibrati credo.
In ogni caso la tua osservazione è puntualissima e me la fece anche il mio Karl Rove. Il problema è che bisogna smettere di pensare a questo centrodestra e questo centrosinistra e tutto appare più chiaro.
Ciao!

Cachorro
Non ti preoccupare. Tu rompi sempre i coglioni … ci sono abituato
Nel tuo commento commenti due errori grossolani:
1) Il primo è quello di identificare il liberalismo come un’ideologia. Vecchio trucco comunista (anche se i liberali ci hanno messo del loro)
2) Il secondo è quello di non riuscire a scardinarti dal “però loro hanno detto però loro hanno fatto”. Seguendoti arriveremo ai fascisti ed ai partigiani rossi. (lo dimostri chiedendomi se le caratteristiche sobno rispettate in questo cdx ed in questo csx mentre sono io il primo a dire che negli schieramenti attuali convivono ledue posizioni)
E’ proprio quello che voglio superare.
Non parlo di politica economica. Parlo di tutto. Giustizia, Interni, Esteri ecc. ecc.
P.S. Dopo il 1989 i liberali alla terza guerra vinta possono anche permettersi di farsi sentire. Il problema è che il nuovo gioco che tu dici non è proprio iniziato.
Nessuno si è accorto che è il Berlusconi che ha parlato di uno stato che costa meno quello che ha recuperato un -12%. Lo ha fatto facendo capire un concetto elementare a chi non sa nulla di liberalismo (alla faccia degli intelletualoidi liberali… ma questo è un altro discorso)
Astrolabio
La storia è stata fatta da chi ha creduto di riuscire in imprese impossibili. Chi si rasegna sta a guardare gli eventi che passano
Per il resto ripeto: si superino i partiti attuali e vedrai che Rauti ed Alemanno non avrebbero nessun timore a presentarsi negli statalisti socialisti “viva lo stato” ecc. ecc.
P.S. La DC (quella finale) era statalista. Va con i socialisti nella nuova sinistra.
Robinik come non mi hai capito….:-) Mi riferivo al tuo incipit…Che partiva dalla triste eredità degli anni ‘70…e del perchè se ne parla ancora…Era un commento agiografico….
Rob quello che tu dici è stato appena smentito dai fatti: alle elezioni non c’era una destra IPERLIBERALE E IPERLIBERISTA, bensì una destra MODERATAMENTE LIBERALE. Viceversa dall’altra parte c’era uno schieramento che MENO LIBERALE E MODERNO non si poteva.
Se quelli con cui si dialoga bene non sono stati capaci di fare ORA il gran passo, come pensi che possano un giorno avventurarsi in un partito ANCORA PIU’ LIBERALE di così?
E’ irrealistico.
E se non l’hanno fatto è perché sapevano che Prodi aveva 17% di punti di vantaggio e quindi per opportunismo: davvero vogliamo dei simil mastelliani?
Eppoi questo dialogo tanto bello c’è solo perché la destra di oggi, grazie a Berlusconi e a tanti ex-comunisti che il salto l’hanno pagato a caro prezzo, di passi in avanti ne ha fatti parecchi liberandosi proprio della META’ SINISTRA DELLA DC e caricando gli ex-socialisti craxiani o ex-comunisti alla FERRARA. C’è perché oggi la DESTRA è più moderna in quasi TUTTI I SETTORI (per quanto NON PERFETTA). C’è perché la sinistra è troppo legata ad un 20% di elettorato e ne subisce le scelte.
Loro hanno una zavorra che il CDX non ha.
Siamo sempre lì: ed in ogni caso gli Alemanniani pur essendo politicamente contigui ai rifondaroli hanno tutto un altro PERCORSO MENTALE. E questo non può non essere tenuto in considerazione. Saranno pure destra sociale, ma non bruciano bandiere né fanno muro contro muro.
In ogni caso che ci siano interlocutori a sinistra mi fa molto piacere, ma ormai l’hanno capito tutti qual’è lo schieramento nel quale si possono fare le riforme in senso LIBERALE. Se non vogliono essere solo interlocutori, facciano il gran salto o diano SEGNI VISIBILI DI DISCONTINUITA’.
Io li accoglierò volentieri a braccia aperte e sarò lieto di scendere anche a compromessi.
Ma più di questo non vedo cosa potremmo farci noi se loro non vogliono liberarsi dei fantasmi del loro passato.
Fratello sono daccordo sull’obbiettivo, è il percorso che ci crea qualche problema, parafrasando quella stupida vecchia barzelletta “non sono io ad essere anticomunista, sono loro ad essere comunisti”.
E’ questo il mio stato d’animo, non è mia abitudine etichettare la gente e farei volentieri a meno di stare di qua o di la, ma sai meglio di me con quale intolleranza sono loro i primi ad etichettarci, sono loro a dirsi migliori perchè stanno di la cosa dovremmo fare?
Davanti a persone che si dicono comuniste che mi collocano dove gli fa comodo perchè non voglio esserlo a mia volta con tutta la mia buona volontà anche volendomi allontanare da quegli antichi schemi mi ci trovo spinto a forza.
E se mi spingono io reagisco così mi viene il triste pensiero che anche se contro la mia volontà l’unico modo per far si che la contrapposizioni cessi è che uno dei due gruppi cessi di esistere.
Così siamo tornati a bomba negli anni settanta e non certo perchè lo volessimo o per incapacità di staccarsi da quella concezione politica, ma solo perchè ci costringono a farllo per “sopravvivere”.
Un abbraccio.
Ho scritto come un dislessico ma spero che il concetto sia chiaro
Ciao
Purtroppo, la vedo come il nostro gemello dislessico
Chi è ancora rigidamente ancorato al dualismo destra-sinistra è proprio la sinistra, quella parte che, avendo perduto per sempre i riferimenti culturali storici ed essendo superata dall’evoluzione delle idee, paradossalmente ne sta facendo una questione di identità, o con me o contro di me.
Sono loro che hanno bisogno di marchiarci a fuoco, mentre noi facciamo i fusionisti.
ciao , Abr
a) Ci sia un sano ricambio generazionale.
b) I due schieramenti non siano troppo lontani gli uni dagli altri come nei paesi anglosassoni: di qua conservatori, di là laburisti, ma entrambi di ispirazione liberale.
c) Che i partitucoli con percentuali di seggi da prefisso telefonico spariscano.
d) che sia finita la menata del bipolarismo, ma che ci si avvii al bipartitismo, facendola finita con le varie quote proporzionali (mattarellum, tatarellum e altre stronzate).
E mi ci dici niente? Sembra una bazzeccola, ma in Italia è come rimuovere una montagna che dura a secoli et seculorum. Ciao Nessie
Io non ho parlato di liberalismo (secondo me il liberalismo è una necessità storica dimostrata dal 1776 in poi) ma di liberismo.
Il liberismo è un’ideologia, che si forma su un’interpretazione dell’economia che è arbitraria come quella marxista (cioè: mercato che si auto-regola e che se lasciato libero è benefico per tutti).
Lo dimostrano, per parlare di un campo che mi è vicino e che posso capire, le decisioni dell’FMI sulla sanità pubblica nei paesi dell’Africa, che si sono dimostrate disastrose.
Sul “non riuscire a scardinarmi”: è verissimo. Non riesco a scardinarmi.
Ma la mia idea è che questa posizione destra-sinistra inscardinabile (lo zucchero di canna è di sinistra ecc. ecc.) sia quella che in Italia mantiene una posizione attiva di una maggioranza degli aventi diritto al voto (75%, per non parlare dell’80 e rotti percento delle ultime elezioni).
La tua idea di “superamento destra-sinistra” è quella americana, cioè 30% di aventi diritto che votano due partiti uguali per tantissimi motivi?
Hanno rappresentanza i radical? Hanno rappresentanza le persone (tantissime) contrarie alla guerra in Iraq? Hanno rappresentanza le persone che non hanno assicurazione sanitaria?
Per non parlare poi dell’Inghilterra evocata da Nessie… dove Blair è odiato più o meno da tutti, e continua a vincere le elezioni perchè chi sta alla sua sinistra non ha rappresentanza, e chi sta alla sua destra… lo vota.
Nella tua visione, chi ha idee diverse dalla maggioranza “moderata” (che poi se secondo te FI e Lega Nord sono partiti moderati…) deve essere isolato? Come elettore (critico) di Rifondazione mi sento un po’ offeso.
Secondo me Rifondazione è una garanzia nei confronti di posizioni fortemente ideologiche (nei termini liberisti) e anche nei confronti di scelte di politica estera per me scellerate. Appoggio Bertinotti proprio perchè vorrebbe creare una “sinistra di alternativa” forte in Europa. Ci vorrebbe una Rifondazione anche negli USA per come la vedo io.
E poi, parlando di “moderati”: dio santo, io considero molto più pericolosi per la stabilità politica italiana un Mastella (o, potenzialmente, un Rotondi, che è uno psicopatico per fortuna marginalissimo nella CDL) che non un Bertinotti.
Per non parlare poi della Lega che dopo la malattia di Bossi è veramente senza controllo.
Su Berlusconi: non ho capito bene a cosa ti riferisci.
Da ignorante (non intellettualoide liberale… per carità, io sono un trinariciuto para-comunista) a me sembra che abbia giocato su esenzioni fiscali (peraltro bilanciate da un aumento delle tasse locali) senza privatizzazioni, insomma che abbia fatto una politica sostanzialmente populista più che liberale.
Forse parlando di “base” (e di menti pensanti nella stessa) questo discorso ha un senso.
Però se parliamo di vertici, chi è fusionista sono i vertici dell’Unione, e chi parla di terrore, miseria e morte sono i vertici della CDL.
Cioè non so se state dando ascolto ai discorsi di Berlusconi nelle ultime settimane.
Destra/sinistra, socialimo/liberalismo, pippo/pluto: questione lessicale.
La sostanza è che siamo profondamente spaccati. Direi che l’unico sentimento che ci accomuna (non che ci unisce) è l’odio reciproco.
In questa situazione - e ne abbiamo un esempio con l’okkupazione delle cariche istituzionali da parte di una sinistra sulla cui “vittoria” si stagliano come ben sai ombre enormi - offrire la mano, perchè qualche furbetto di sinistra indossa il doppiopetto, significa solo fare il loro gioco, dividendo la nostra parte politica.
Anche perchè ogni volta che si è trattato di fare un passo verso una sorta di riconciliazione, siamo sempre stati noi - stupidamente - a farne tre a fronte del loro mezzo passo.
E cosa mai ci accomuna con chi ha come alleati Caruso, Bertinotti, Diliberto e Pecoraro ridens ?
Poi la Destra Sociale.
La differenza fondamentale con la sinistra è che la Destra Sociale vuole correggere il sistema capitalista, non abbatterlo come i citati Caruso etc.
Non ci sono gruppi collaterali alla Destra Sociale come i no global.
E come hanno dimostrato le pacifiche manifestazioni (anche ostracizzate) di AS e FT durante la campagna elettorale a fronte delle violenze no global spesso giustificate e comunque perdonate (con candidature ed elezioni al parlamento anzichè spedizioni in galera) di quella feccia, integrata ormai nella coalizione di prodi.
E la Destra Sociale può rappresentare quell’anima sindacale che manca al Centro Destra.
A mio parere, quindi, le Italie sono due, profondamente spaccate, e la dicotomia Destra/sinistra esiste tutta, è bene che esista e che si prenda consapevolezza che chi ha votato Centro Destra vuole quel che Berlusconi ha proposto in campagna elettorale e che è estatamente l’opposto dei desiderata di chi ha votato per l’altra parte.
Che dobbiamo organizzarci partendo dall’esistente -questo Centra Destra con il suo Leader - magari per essere aggreganti di quanti hanno il mal di pancia a stare con i Caruso, Diliberto, Bertinotti, Pecoraro ridens …
Poi esiste, certo, una border line.
Ma temo che sia più fondata su interessi di cadrega che su un afflato ideale.
Buona giornata a tutti.
Lasciando da parte le ovvie difficoltà di questo “nuovo” approccio nell’affrontare la politica, non posso che essere pienamente d’accordo con te, caro Rob.
Penso che il superamente dello steccato tra questa destra e questa sinistra richieda però un radicale cambiamento della mentalità dell’italiano medio (quanto odio questo termine) e un pò di tutti noi. Innanzitutto tutti i giornali, tutti i così detti intellettuali hanno la pretesa di essere gli unici tenutari di una superiore verità, il cittadino è considerato un essere non intelligente (in effetti ogni tanto lo è), anche se poi il politico medio cerca di seguire il consenso e i songaggi a suon di battute, lontano dalle idee.
E’ anche colpa nostra, sempre pronti ad azzuffarsi su quello che è stato, poco attenti a quello che è e che sarà, più interessati alle pecche umane o storiche, che alle idee che vengono proposte.
Insomma questa politica è anche figlia delle nostre voglie.
QUante volte in campagna elettorale si è sentito dire che agli elettori non interessa il come si fanno le cose, ma le cose che si vogliono fare? In fondo è vero! Anche io (ma non credo di essere il solo) il più delle volte ho la pirgrizia di non voler capire il come e di essere più propenso a criticare e a lamentarmi che a proporre.
Come al solito mi spiego, per usare un termine tecnico… alla cazzo!
quelli sono i social-opportunisti della social-democrazia. il principio socialista, proprio perche’ “socialista” e’ contro lo Stato e contro il nazionalismo.
Ma scusa non siete voi quelli che elogiano gli “eroi italiani”? e come facciamo a eliminare lo Stato italiano? dopo non ci sarebbero piu’ “eroi italiani”.
Comunque Robnik concordo con le tue idee. Solo che è necessario capire dove sono i limiti veri, che non sono nella destra e nella sinistra, ma nell’ignoranza dei principi su cui sia la destra che la sinistra sono sorte. Forza Italia, per esempio, raccoglie paradossalmente l’eredita’ storica del populismo “socialista” di Craxi mentre la sinistra italiana ha raccolto parte dell’eredita’ cattolica. Alla fine la vera differenza sta negli interessi che i due gruppi difendono di questo o quell’altro gruppo di industriali o finanziario, e non certo nelle ideologie che sono state avvelenate dall’opportunismo.
Io sono d’accordo con l’analisi di Robinik… va superata (poco tempo fa non la pensavo così) la distinzione lessico-culturale di destra e sinistra.
Va sostituita con altro.
Credo che molti abbiano però frainteso l’intento di Robinik. Credo che lui voglia ridisegnare l’intero parlamento, dicendola un po’ con l’accetta, riallocando persone e idee in contenitori che non abbiano radici affondate nell’odio reciproco bensì nella stima reciproca. Il problema italiano è che un discorso come quello di Robinik fa subito pensare alla rifondazione della DC, un partito nel quale era possibile qualsiasi sfumatura, tutto e il contrario di tutto, pur di governare.
L’idea Socialisti vs Liberali è buona, ma c’è da lavorare sui termini, che sono vecchi.
Un futuro politico di questo tipo mi piace, spero di farne parte.
Mi sembra di capire che tu cominci ad essere nelle posizioni di Panebianco (Mieli).
Separare il grano dal loglio e tenere solo la “roba buona”.
Io ho invece idea che tolta la rumenta resta ben poco anche nel mezzo (tolta destra e sinistra)e di concimate me ne aspetto ancora tante. Ma mi sono munito di ombrello e salvagente
Vabbè però così non è “valido”: un conto è dire se è cosa buona e giusta, un altro dire se è possibile.
E’ ovvio che sarebbe meglio un sistema in cui da una parte solo LIBERALI e dall’altra SOCIAL COMUNISTI FASCISTI.
Bella forza.
Ma è possibile?
Io penso che l’unico modo sia un altro evento DEVASTANTE come TANGENTOPOLI che spezzi in due la SINISTRA (che il punto di frattura è proprio dentro la sinistra) ricollocando quel 25% a DESTRA.
Il punto è tutto qua: per questo 10 anni fa avrei detto SI SI all’idea di ROB ed oggi sono contrario. 10 anni fa non c’era verso di spezzare quell’agglomerato.
Ma oggi c’è Frodi che sta per franare ed automaticamente per mostrare al mondo che quell’agglomerato non sta in piedi.
E parte di quella sinistra dovrà arrendersi all’evidenza che sono troppo diversi per governare.
Altro che il Prodramma di Prodi.
A quel punto, allora si potrebbe discutere di fondare un partito LIBERALE ed uno STATALISTA. Ma se non vogliamo nuove DC, sarà bene lucidare i cannoni e preparare i pezzi migliori, come i DElla Vedova e soci, al RIASSETTO.
PS: Rob ma come si fa a fare un trackback a ’sto post?
Destra e sinistra hanno ancora senso? Sí.
Non hanno piú senso l´attuale destra o sinistra.
In tutte le democrazie mature ci si scotenna e ci si azzanna fino al risultato delle elezioni. Dal giorno successivo ai risultati UFFICIALI delle elezioni vi é una maggioranza e un´opposizione matura che si scontrano e si incontrano in PARLAMENTO.
Per l´obiettivo da te agognato in Italia ci dovrebbe essere una rivoluzione nei mass media, nella classe dirigente, nella scuola nelle universitá, nei sindacati, ovunque, mi sembra SINCERAMENTE quantomeno impossibile. Si vede qua e lá in alcuni settori qualche spiraglio di luce ma é ben poca cosa perché si finisce con lo scontrarsi con le terre armate sopra citati.
Il popolo italiano é consapevole di tutto ció, basti vedere il successo clamoroso avuto dalla Lega agli inizi. Un partito che non si schierava né a dx né a sx ma criticava fortemenet il sistema italiano sopracitato. Un movimento che avrebbe potuto ottenere ben altri traguardi se avesse una dirigenza degna.
Insomma, per finirla, gli italiani sarebbero pronti ad un passo avanti, non c´é chi li accompagna.
beh non hanno piuttosto senso il “centro-destra” ed il “centro-sinistra” come ci ostiniamo a chiamarli in Italia con il nostro pudicissimo senso del politically correct, che ha partorito questa bruttura insieme ad altre tipo la “par condicio”. Ottenendo il solo risultato di omologare politica e cultura verso il minimo comun denominatore più minimo della storia… pensavamo di aver chiuso definitivamente il capitolo democrazia cristiana anni fa ed invece siamo riusciti a riaprirlo per altri cinquant’anni almeno. Il problema é che nessuno in Italia dice e pensa qualcosa di destra (la destra liberale) o dice e pensa qualcosa di sinistra (la sinistra liberale). O estremisti o democristiani. Quello é il dilemma. E torniamo sempre al compromesso. Non prendiamo mai una direzione. Se la destra italiana (”centro-destra”, sigh) si schiera ancora con Andreotti, il problema non é superare la dicotomia destra-sinistra, ma superare il centro. Abbiamo una classe politica che oltre che incapace é vecchissima. Vivono ancora di contrapposizione fascismo-antifascismo con la democrazia cristiana come sintesi (”turiamoci il naso e votiamo dc”…é successo ancora pochi giorni fa).
Quindi destra e sinistra hanno ancora assolutamente senso e mi meraviglio che la domanda arrivi dagli Stati Uniti, dove mi sembra che siano ancora vive e vegete e non producano gli effeti nefasti che la loro negazione produce in Italia.
Ciao e complimenti.
sono in macchina e sto navigando con il cellulare quindi non posso rispondere a tutti. Dico solo che Capemaster ha colto nel segno: ad oggi gli schiramenti sono nati perche’ affini nell’essere “contro” a qualcosa. Per sperare di uscire dallo stallo servono due schieramenti che si generano dal fatto di essere a favore di qualcosa.
Certo che fino a quando si ragionera’ nei termini della politica odierna la cosa non si puo’ apprezzare.
Chiariro’ comunque il cobcetto (ci tengo molto)
Ciao!
L’Italia è vecchia!
Nonostante le pseudo-rivoluzioni dello scorso decennio (tangentopoli, Berlusconi in politica), le idee e soprattutto, l’organizzazione politica, solo minimamente sono cambiate: è questo, perché le menti sono vecchie, perché le persone sono vecchie. Aumento della lunghezza della vita e bassa natalità non portano problemi solo all’INPS, ma anche alla società nella sua globalità è a ciò, da cui questa è rappresentata: la politica. Non basta cambiare nome ad un partito o cambiare alleanze, per portare vera innovazione. La mancanza di propria dinamicità in “questa” - che questa è e questa rimane da troppo tempo - classe politica, che si lascia facilmente manovrare da “altri poteri”, dipende direttamente dal livello di anzianità della società e dal suo basso livello di dinamicità mentale.
Le persone, difficilmente durante il corso della loro vita, riescono a cambiare i meccanismi, le idee, che ad un certo punto “hanno preso possesso delle loro menti”. Solo le (poche) persone intelligenti, vecchie o giovani che siano (nel corpo), riescono a trovare il coraggio di affrontare i cambia-menti. Pertanto, se “per via naturale” non avviene o si rallenta il ricambio generazionale, se la “parte anziana” acquista sempre maggiori posizioni rispetto a quella “giovane”, e quest’ultima, preferisce “gongolarsi” nel desiderio di poche responsabilità e di una vita “mentalmente” comoda (con pochi cambia-menti), ai pochi che non riescono più a trovare soddisfazione nei “vecchi sogni”, tutto apparirà immutabile.
La soluzione certo non è (come potrebbe apparire) quella di una sorta di eutanasia raggiunto un certo limite di età. La soluzione è nella “comunicazione fondata sull’esperienza diretta”: è nel riuscire (per quanto siano pochi quelli che possano farlo) a portare il maggior numero di individui ad una maggiore consapevolezza su loro stessi, sui loro pensieri, sulla loro vita e sulla loro responsabilità nei confronti della società comune, di cui, volenti o nolenti, fanno parte.
Era ora che trovassimo qualcosa su cui non siamo d’accordo
Il fatto di creare una politica dove si vota a favore di qualcosa e non contro qualcosa o qualcuno, non per fare il vanitoso ma se permetti è quello che invoco da tempo io, ma come questa idea abbia come naturale conseguenza il fusionismo, francamente mi sfugge.
Non scambiamo la democrazia sana, e cioè non viziata dalla contrapposizione violenta e dagli odii atavici, con l’inciucismo.
si può confontarsi su idee e principi e rimanere aperti a idee e collaborazioni della parte avversa (questo è lo spirito liberale stesso), senza necessariamente fare un mischione di destra e sinistra.
Ecco pian pianino ci avviciniamo all’ombelico del mondo.
Dopo 5 anni di questo governo in cui molte tematiche sono state portate avanti BENE (magari non completate), chi è che ha il coraggio di dire che a destra vota con la stessa convinzione con cui si votava la DC?
Siamo davvero sicuri che il centrodestra venga votato come MENO PEGGIO?
Un’eventuale fusione tra FI e DS porterebbe davvero ad un partito ancora più liberale? o invece sarebbe una sorta di via di mezzo (sicuramente diversa dalla DC per fortuna) SOLO per attenuare lo scontro frontale fra le due metà del paese?
Dopo il 9 aprile e con il clamoroso risultato berlusconiano, siamo sicuri che ci sia ancora l’antiberlusconismo o che cmq sia forte come prima?
Splendido intervento, Robinik… analisi lucida ed obbiettiva e conclusioni identiche a quelle a cui sono arrivato io.
Anche se per motivi diversi (tutto sommato Bertinotti e Tilgher non hanno fatto una gran cagnara) sulla cura (il taglio delle ali estreme) credo che non ci possano essere dubbi. Due partiti comunisti, e altri deviazionisti estremi a sinistra e destra sono roba da repubblica delle banane del ‘900.
Ancora di fretta. Risponderò questa sera.
Una sola cosa per Kagliostro
Io non pretendo che tu sia d’accordo ma mi farebbe piacere quanto meno che tu capissi il significato del post mentre dai tuoi commenti mi sembra che tu non abbia capito nulla (con amicizia ovviamente). Un consiglio: non farne una questione personale. QUesto centrodestra in ogni caso è stato ingessato dal fatto di avere posizioni diverse.
Siamo un’accozzaglia ance noi con due soli vantaggi rispetto alla sinistra: Un maggior senso di responsabilità e una maggiore propensione a transare.
P.S. Mi chiedo cosa cazzo c’entri la DC con il mio discorso :mrgreen:. Ancora di più mi chiedo cosa cazzo c’entri una fusione tra DS e FI
e una per JJ
IL fusionismo l’ha tirato fuori k e io gli ho risposto. Certo che un progetto del genere implica la fusione di gruppi che ora sono divisie la divisione di gruppi che ora sono fusi.
Textman
Bingo
Ci si vede dopo cena
Ciao!!!!!!!!
Post condivisibile, tranne quando dici “Che ci fa uno come Ichino a sinistra e uno come Alemanno a destra”, nel senso che così ricadi nella distinzione che tu aborrisci. Semmai ci sarebbe da chiedersi che ci fa Ichino nella coalizione di Rizzo e Alemanno in quella di Martino, tanto per fare esempi. Io credo che un grosso passo avanti per il bene dell’Italia sia un bel maggioritario a doppio turno di collegio, in teoria taglierebbe le estreme, ma ho paura che sia una questione di cultura politica e che si riuscirebbe a eludere anche in questo caso l’effetto della legge elettorale. Diciamo che due schieramenti simili, uno un po’ più progressista e l’altro un po’ più conservatore, che si alternino al governo. Gli estremisti hanno il diritto di esistere, ma mi piacerebbe un po’ più lontani dal parlamento e dal governo
non è solo questione di essere “contro”, è anche quello, ma non soltanto. Finora, dal 1996 a oggi c’è stata un’alternanza perfetta, ma -ahimè- non provocata da notevoli flussi elettorali, bensì dalla diversa composizione dei due poli. nel 96 la lega non era alleata con la cdl, nel 2001 di pietro e bertinotti non lo erano col centrosinistra, nel 2006 sono rientrati e infatti le elezioni coi due poli schierati per intero si sono concluse al filo di lana. a me piacerebbe avere 4 partiti: sinistra-centrosinistra-centrodestra-destra, con gli estremi che sono di rottura, di lotta ma non di governo, che servano da pungolo a chi hanno vicino (la sinistra per il centrosin., la destra per il centrodx). tutto sta alla volontà di entrambi gli schieramenti più centristi di fare a meno dei voti delle estreme. finora non è successo perché entrambi per vincere (o per non perdere) hanno preso di tutto, di qui anche la poca governabilità e le notevoli differenze all’interno della maggioranza…che ne pensi?
…dovrebbe essere più appropriato parlare di statalisti e libertari ?
ma gli statalisti sono defunti dopo il crollo del muro di Berlino con manipulite e la seconda repubblica. mi sa che siete rimasti un po’ indietro.
In effetti io non vedo tutte ste differenze tra destra e sinistra. diciamo che uno dovrebbe appoggiare di piu’ confindustria e l’altro la finanza ma i fatti delle ultime elezioni hanno dimostrato che neanche questa differenza e’ piu’ realistica. d’altra parte l’opportunismo e’ opportunismo e quando gli interessi sono grandi e’ meglio attingere il piu’ possibile da tutti. ecco spiegato perche’ la vittoria e’ risicata.
poi voglio dire, Prodi era il direttore generale dell’IRI, l’azienda statale piu’ potente d’Italia, da cui sono nate le piu’ grosse multinazionali private italiane. Berlusconi non e’ mica l’unico al governo ad avere avuto aziende del calibro di Fininvest per le mani.
Robnik mi sembra di capire che le tue idee siano piu’ radicali, insomma pochi compromessi, o sbaglio? condivido la tua impressione che ci stiano raccontado un mucchio di fesserie da troppo tempo, pero’ onestamente le “ali estreme” io mica le vedo.
Vabbè, l’ho riletto, ma forse continuo a non capirci niente.
Figurati se è una cosa personale.
Mica voglio che assolutamente Berlusca diventi Imperatore d’Italia.
Cmq mi è chiaro l’ottimo intento.
Ma non mi sono chiari né il MODO, né perché tu divida SOLO tra Socialisti e Liberali quando su certi temi si riformerebbero divisioni ancora più profonde.
Insomma so’ scettico, ma, magari, se fai un altro post in cui spieghi COME si arrivi a questo RIASSETTO del sistema politico…
E basterebbe prendere il referendum sulla legge 40: lì, Berlusca e Prodi non c’entravano nulla e nemmeno la politica o i soldi. Lì si fronteggiavano due schieramenti che parlavano tutti e due di LIBERTA’, intendendo due cose diverse.
Lo scontro è stato molto, ma mooooolto più duro che sulla legge Biagi o su Silvio.
Ed i morti maggiori ci sono stati proprio tra le fila dei moderatissimi che, suppongo, saranno al 90% quelli che dovrebbero far parte del nuovo partito Liberale.
Vabbè, basta, aspetto un altro post sul tema!
Ciao
ravelstein, è più statalista storace o la bonino? è libertario e antistatalista chi a parole dice di esserlo e poi aumenta i privilegi dei dipendenti pubblici, dà sovvenzioni per i decoder del digitale terrestre favorendo un concorrente che li distribuisce rispetto agli altri? c’è molto statalismo a sinistra e ce n’è a destra, io credo che ci si debba prima depurare di tante cose, faccio un breve e non esaustivo elenco: strapotere dei sindacati, delle lobby e delle professioni, della chiesa, di chi coltiva il proprio orticello e dei tanti privilegiati che mangiano alle spalle di chi non fa parte di nessuna delle categorie citate…raffaele costa di forza italia ha scritto un bel libro su tutti i privilegi, purtroppo poi il governo della parte politica che rappresenta non ha invertito la tendenza, anzi. Sarà un caso che sia finito a presiedere la provincia di Cuneo e non lo si senta più nelle cronache politiche nazionali?
davvero? quando e’ successo? chi e’ stato? le assunzioni del pubblico impiego sono prticamente bloccate da anni. gli unici metodi di assunzione sono i contratti a basso salario e alta precarieta’, senza contributi ne’ ferie ne’ malattie riconosciute. l’Italia e’ perfettamente in linea con l’Europa, la Germania ha gia’ attuato i primi provvedimenti per il settore pubblico, riduzione dei salari e allineamento dell’orario di lavoro. La Francia deve prima ridurre gli esuberi, l’Italia segue a ruota.
Ma se non ci si riesce nemmeno a mettere d’accordo se siano conservatori i socialisti o i liberali!
Comunque due schieramenti troppo vicini che rappresentano una fetta troppo limitata dell’elettorato non garantiscono sufficienti tutele democratiche. Poco da fare.
In tutti i paesi europei esiste una sinistra di alternativa (in Francia ben più estremista che in Italia), e una destra nazionalista.
L’anomalia italiana è un’altra e non starò a nominarla…
certo quella di Bertinotti non si puo’ definire di “alternativa”, e’ al governo!
Bè questo non inficia in nessun modo i privilegi dei dipendenti pubblici (che sono già assunti)… parlando di dipendenti pubblici, poi, costituiscono una sacca importante di elettori non solo per la sinistra ma anche per AN, giusto per scarnificare sempre di più questi due fantomatici schieramenti ripuliti.
L’Italia non è l’America e neanche l’Inghilterra. Grazie a Dio, dico io.
Sinistra di alternativa (per come la intendo io) è semplicemente una sinistra che porta istanze diverse rispetto ai grossi partiti di sinistra associati al PSE.
Vedi Verdi in tutti i paesi scandinavi, vedi PDS in Germania, vedi trotzkisti e PCF in Francia: alcuni di questi partiti hanno partecipato a governi di sinistra, altri no (anche Rifondazione ha modificato nel tempo le sue alleanze), quello che conta è che non siano semplici propaggini dei partiti di sinistra principali.
signore e signori e’ con grande cordoglio che vi annuncio che la socialdemocrazia e’ defunta 15 anni fa’.
noi stiamo andando in quella direzione, come il resto d’Europa, pagando il doppio del prezzo per gli anni in cui la socialdemocrazia ha distribuito ricchezze in egual misura e alzato il livello del welfare di cui ora i governi di destra e di sinistra stanno egualmente scalpellando e martellando i fondi per recuperare i soldi da investire in infrastrutture per le multinazionali italiane che pero’ del mercato italiano se ne fregano perche’ non e’ competitivo con quello del resto d’europa e dell’asia.
Cachorro Quente, chi va al governo mette le mani nella marmellata, e’ inevitabile
gabriele, i pubblici hanno avuto l’aumento dello stipendio, ticordi il tira e molla l’anno scorso (95 euro, 100, 105?), e mi sembra che abbiano ottenuto quel che volevano. Non possiamo certo definirli dei diseredati e non sono stati maltrattati dal governo uscente, almeno a mio modo di vedere. Che poi oggi i postini siano tutti precari, è un altro discorso…
il tanto vituperato zapatero mi pare stia provando a far passare il concetto di “produttività” per i pubblici dipendenti, qui da noi abbiamo situazioni che taccio per carità di patria, altro che produttività…
cachorro, togliere gli schieramenti alternativi vuol dire togliere 10% a sx e 4-5 a destra considerando la lega, ma poi mica li togli dalla scena politica. i libdem in inghilterra non governano mai e hanno il 25%, nessuno parla di democrazia calpestata, mi pare…
watchdogs, sono cose ridicole! gli stipendi, e non solo quelli del pubblico impiego, non sono piu’ allineati al costo della vita da tempo, e questo per una necessita’ ben precisa, quella di farci consumare i soldi accumulati e i beni accumulati dai sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto e che sono stati agevolati dalla social-democrazia a mettere da parte per farci stare bene. Oggi si deve creare rapidamente quella condizione sociale che caratterizza i governi liberali e le economie liberiste dove le multinazionali detengono ricchezze spropositate e la gente detiene debiti da saldare anche per tutte le generazioni che verranno dopo.
Carissimo concordo con molto di quello che hai detto, il problema che le ideologie sono estremamente difficili da scardinare e ci vuole tempo è pazienza. Già il fatto di parlarne per me è una gran cosa , perchè questo non è solo un problema politico ma anche culturale.
Ciao
Oggi ho postato anch’io qualcosa sulla distinzione e definizione di destra e sinistra…
Sempre velocemente.
Gabriele:
per vedere le estreme usa uno specchio
Io sì… difatti ho citato proprio l’esempio dell’Inghilterra, dove non solo i liberal-democratici non hanno rappresentanza ma neanche chi sta a sinistra di Blair. L’appiattimento verso il centro degli schieramenti riduce le tutele democratiche, perchè restringe lo spettro delle istanze sociali.
Se una persona in Inghilterra si considera svantaggiata dalla politica sociale di Blair, cosa può fare? Non votarlo più? Vincerà uno schieramento che virtualmente avrà la stessa politica finanziaria e sociale.
Solo politiche che svantaggino direttamente enormi quote di elettori (e sottolineo: elettori, perchè le persone che normalmente non votano sono carne da macello) potrebbero portare a una correzione di rotta da parte delle forze del governo (o dell’opposizione in termini di propaganda).
Qualsiasi altro voto (che sia ai liberal-democratici o al Worker Party) sarà disperso.
Idem negli USA, dove vota il 30% degli aventi diritto al voto.
Comunque nell’idea di Robinik mi pare bisognerebbe togliere più del 4% alla CDL, a meno di non lasciarvi la Lega.
P.S. mi piace molto più la tua idea di destra e sinistra fuori dalle coalizioni ma rappresentate in parlamento come “pungolo”.
Questo può avere un senso… però le alleanze sarebbero inevitabili.
Ho ufficialmente deciso che unirò le risposte per un nuovo post.
Nel frattempo vi ringrazio tutti
Qui si continua a speculare su teorie e idee che non interessano la gente e non rispondono alle priorita` dei cittadini.
A quando un bel articolone sui carrarmatinpiazzappperlalibberta` o sui cecchini abbandonati che possono essere adottati da ogni famiglia italiana?
C`e` un cecchino che aspetta solo il tuo amore, basta che gli dai un tetto, lui si piazza la` e ti protegge da chiunque si avvicini alla tua casetta. In cambio vuole solo amore.
Su, diffondi.
Molto presto Eppols