Blogging in a USA State of Mind

Destra, Sinistra e Religione Cattolica

Arriviamo dopo tre post sull’argomento destra / sinistra a parlare di una cosa a me molto cara.

Qual’è il ruolo della Religione o della visione religiosa in politica? Ma soprattutto… in futuro avrà senso parlare di cattolici e laici?
Partiamo innanzi tutto da una piccola e senza pretese fotografia della situazione attuale.

Dopo la scomparsa della DC [segnalo una serie di tre post di Velenero per una bella analisi] e la successiva frantumazione della sua classe dirigente in partiti partitucoli e partitelli, l’elettorato che aveva un suo punto di riferimento nella balena bianca ha subito una vera e propria diaspora.

Chi in Forza Italia, chi nell’UDC, chi nell’UDEUR, chi nella Margherita, chi nei DS (perfino!).

Questa frammentazione dell’elettorato cattolico ha portato una serie di conseguenze negative. In primis tutti i partitini si fanno esegeti dei dettami della nota multinazionale romana (*) col risultato che la forza dei Ruini e dei Ratzinger del momento s’è notevolmente incrementata. (Non ho fatto il conto, ma tra tutti credo che la percentuale relativa della somma dei partiti vaticanisti sia maggiore dell’ex DC).
Nella nuova collocazione politica lascerei l’anticlericalismo e le battaglie anni settanta a chi vuole ancora farle.
A me interessa la creazione di due schieramenti che possano dirsi sovrani della politica.
Non me me frega nulla e non dovrebbe fregare a nessuno di ciò che esterna la nota multinazionale romana.

Detta così è impopolare, lo so, ma riflettiamoci bene.

Abbiamo un retroterra culturale più o meno comune. (tra Liberali e Socialisti se ci sta bene la nomenclatura)

Quindi non possiamo non dire che la nostra morale è di stampo cattolico.

E allora smettiamola con questa pantomima dell’accaparramento-del-voto-cattolico (che in realtà è la ricerca del voto della casalinga di Voghera) perchè è patetico.
I cattolici non hanno bisogno di un sistema di riferimento, hanno già il loro. Cercare di sovrapporre all’universo cattolico, come si fa adesso, una etichetta politica non ha più senso. Se vogliamo uscirne bisogna smettere di leccare i piedi ai Ruini.
Usiamo con parsimonia e intelligenza, senza forzature, i riferimenti etici e morali che la religione cattolica ci ha dato, ma non facciamone bandiera o peggio l’unica bandiera. (evito link per non scatenare l’inferno).

E in più: la politica, a mio avviso, è (dovrebbe) uno degli esercizi più alti della mediazione sociale, con la sua missione di pacificazione culturale esercitata attraverso un “buon compromesso”.
La domanda è come può essere la Chiesa Cattolica (e quindi la sua gerarchia e la comunità dei fedeli) portatrice di compromesso culturale, quando le sue fondamenta si basano su assoluti inamovibili?
Dove sta, in fondo in fondo, la grande divisione tra chi si professa laico e chi cattolico? Relativismo vs assolutismo?
L’unica soluzione è quella di affidarci ai cattolici maturi, per dirla alla Prodi, e incrociare le dita, altrimenti non usciremo mai da logiche democristiane.

Riassumendo, nel futuro nessun partito o schieramento multinazionalista, accordi trasversali su temi etici.

(*) Marco, grazie.

E grazie anche a Robinik per aver accettato una seconda serpe in seno.

30 comments

1 Robinik { 06.12.06 at 8:36 am }

Grazie a te per il contributo ;)

Mo ci ragiono e poi commenti IT (anche se sostanzialmente mi trovi d’accordo).

Ola!

2 Kagliostro { 06.12.06 at 8:56 am }

Capemaster in gran parte hai ragione però devi tenere di vista due cose.
Primo: la DC si è sciolta da troppo poco tempo e quindi l’elettorato è ancora “mobile” ed i partiti lo sanno.
BAsta guardare a Rutelli come tiene d’occhio gli UDCCINI.
Secondo: da pochi anni, pochissimi, non si viene più bollati come bigotti reazionari e tutta quella parte di persone cattoliche + gli ATEI che erano stati costretti a votare DC si sono “liberate” e non sono più prigioniere di nessun clichè né di un partito.
E dopo 30 anni di pensiero unico, se permetti hanno voglia di sgranchirsi le gambe e sparare pure qualche parolaccia.
La grande attenzione al Vaticano vedremo quanto durerà… Sicuramente l’influenza rimarrà, ma sarà molto ridotta.

Quello che mi preme farti notare è che se lo scopo è usare l’argomento della laicità dello Stato per far passare certi temi, mi sa che in futuro cadrete male.
Attenzione a non confondere il popolo del referendum con quello delle parrocchie perché il target è assolutamente diverso.
Ciao

PS: bel post!

3 SGS { 06.12.06 at 10:12 am }

Mah.. la nota multinazionale romana ha il suo sacrosanto diritto di parlare a chi l’ascolta: i credenti, sia singolarmente sia intesi come comunità, quello vale in Italia, come nel resto del Mondo.
Sta al libero arbitrio di chi crede il prendere più o meno in considerazione quello che il Papa e i Vescovi dicono.
In Italia, il problema è, come dici giustamente tu, il “cercare” il voto cattolico (ammesso che sia definibile un voto cattolico) “appiattendosi” sulle posizioni Vaticane. In realtà è un falso problema, alla fine siamo tutti più o meno intelligenti e capaci di decidere con la nostra testa.
Non c’è distinzione tra laico e cattolico, un cattolico è laico, a meno che non sia un prete!
Il problema è la continua ricerca del consenso. Non si è più capaci, nessuno lo è, di dire “Io la penso così” e essere votati di conseguenza, ma si cerca di dire quello che la gente vuole sentirsi dire, insomma mancanza di idee, mancanza di programmi e la sola ricerca di un consenso. In un mondo politico che di idee ne produce poche o si va contro quelle esistenti o si cerca di farle proprie… per pigrizia. Qui sta il problema, a mio giudizio, di “ricerca del voto cattolico”.

4 Marco { 06.12.06 at 10:29 am }

benvenuto cape e grazie per la citazione
Il problema, secondo me, è che la politica può imparare - a costo di inenarrabili sofferenze - a fare a meno della nota multinazionale. è che la nota multinazionale non potrà mai fare a meno della politica, con le sciagure che questo comporta.

5 Capemaster { 06.12.06 at 10:30 am }

@ Kagliostro: grazie per il complimento.
Non intendo usare il tema della laicitò dello Stato in senso strumentale. Dico solo che siccome abbiamo basi comuni si potrebbe fare a meno di dire “io sono più cattolico di te” o “io sono più laico di te”.

@ SGS: quando dici

In realtà è un falso problema, alla fine siamo tutti più o meno intelligenti e capaci di decidere con la nostra testa.”

Mi pemetto di dissentire. Ci sono molte persone, moltissime (mi dispiace andare su base personale, ma è così) che decidono su grandi argomenti solo dopo la pronuncia della multinazionale romana.
La ricerca del voto cattolico mira a queste persone.

Quando dici che il mondo politico è latitante mi trovi in sintonia. Con una Politica, la Chiesa non avrebbe l’esposizione mediatica che ha adesso.
Luogo comune, ma vero.

6 Capemaster { 06.12.06 at 10:33 am }

@ Marco: doverosa la citazione!
Infatti hai ragione. Non credo che la Chiesa ne possa fa re a meno della politica.
Ma i molti non capiscono che così presenta due facce che si contraddicono.
Ma qui ci vuole un altro post.

7 SGS { 06.12.06 at 10:48 am }

@Capemaster: per me quello che dice la Chiesa è estremamente importante perchè, dal mio punto di vista, la fede abbraccia tutti i livelli della vita anche la politica. Con ciò vale il detto paolino “Vagliate tutto e trattenete ciò che vale”. Alla fine però sono io, con la mia libertà e la mia responsabilità a scegliere, a volte anche a scegliere di “fidarmi” di quello che dice la Chiesa pur non capendolo completamente.
Chi decide in base ai pronunciamenti della chiesa, senza usare la propria intelligenza, non è nemmeno a mio giudizio un buon cattolico. La Chiesa, come la società, non ha bisogno di pecoroni, ma di persone, individui, che si interroghino su quello che gli accade e sul loro modo di stare al mondo.

8 Robinik { 06.12.06 at 10:50 am }

Mi piacciono molterrimo i post che si sviluppano (e chiariscono) nei commenti e questo è “one of them”.

Non siamo tutti inteligenti. Vero. Ma la colpa è del Vaticano? No.
Un buon 90% degli Italiani decide su garndi temi populistici. Gli interlocutori se li scelgono: Vaticano, Sindacato, Ambientalisti, Giornalisti, Scuola, gli stessi politici.

Questo è quindi un problema più di capacità critica dell’elettorato piuttosto che di laicità isn’t it?

Sul commento di Marco poi dissento. La politica può fare a meno di tutti e di nessuno ma il fatto che il Vaticano non possa fare a meno della politica è irrilevante. Lo stesso vale per i sindacati, il calcio, i commercialisti, i giornalisti, ecc. ecc.

Il problema (quello vero) non è chi dice cosa ma piuttosto il politico che promuove un idea non in quanto valida di suo ma “autorevole in quanto sostenuta da”.

Questo (nel caso della multinazionale) è tanto vero quando Casini chiama a raccolta il “voto Cattolico” ma anche quando Pannella vuole l’amnistia “per onorare il papa”.

Se facessimo il censimento delle lingue politiche sulle quali sono rilevabili tracce di chiappe papali se ne salverebbero pochi.

Pensiamo piuttosto a non aver paura delle idee e scegliere quelle che più ci piacciono indipendentemente da chi le ha sostenute (tra le altre cose non aremmo affossato la bicamerale ma qs è un altro post).

Ola!

P.S. Cape… ho sparato tutte le cartucce qua. Adesso fare un post diventa una repetita. lol

9 Capemaster { 06.12.06 at 11:04 am }

@ Robinik: repetita juvant… o era juventus? Boh!

10 oggi { 06.12.06 at 11:12 am }

“Quindi non possiamo non dire che la nostra morale è di stampo cattolico”.
Piacerà o no, ma meno male che è così!

11 Cachorro Quente { 06.12.06 at 11:17 am }

Però secondo me si sta dimenticando una cosa. Oltre al diverso partito che va a caccia del “voto cattolico” mettendo il proprio cappello su quello che dice il Papa di turno (comportamento che abbraccia l’arco parlamentare da Bertinotti a Calderoli), c’è anche il problema dei politici che sono più cattolici dell’elettorato stesso.
Cioè il potere di lobby delle gerarchie vaticane che va al di là della libera coscienza dell’elettore cattolico (riflessa nelle dichiarazioni dei politici e nella legiferazione degli stessi).
O no?
Cito ad esempio i ritardi nell’approvare una convenzione (di fatto già istituita) tra stato italiano e Testimoni di Geova sull’8 per mille. Io non penso che nessun cittadino cattolico, o quasi, abbia delle obiezioni in merito…

12 velenero { 06.12.06 at 11:20 am }

@cape: Onoratissimo di essere stato citato in un posto importante come questo…! :smile:

Bello il tuo post e belli gli sviluppi…

@rob: anche a me piacciono molto i post che si sviluppano nei commenti…

13 Carmelo { 06.12.06 at 11:52 am }

Non ricordo chi fu a dire che la nostra società è a metà tra Socrate e Gesù:
il laicismo di “so di non sapere” e la compassione di “ama il prossimo tuo come te stesso”.
La nota multinazionale cerca, ovviamente, di spostare il baricentro sul secondo personaggio ed approfitta di tutti i mezzi che le vengono messi a disposizione in quanto rappresentanti del “think leader” per eccellenza.
Ecco perchè alla gente frega di ciò che dice.
E sta proprio lì il danno, alla base.
Nella misura in cui la chiesa, a mio giudizio, non rappresenti degnamente i dettami del Cristo, ma ne rappresenti una versione “personalizzata” ad uso ed abuso meramente politico.
Non troverete traccia di “eclissi di Dio” nei vangeli.
Mentre ne troverete negli scritti dei prelati.
Ultima domanda:
quanti cattolici maturi conoscete?
Io ben pochi.
Ok. Adesso giù critiche feroci…

14 Capemaster { 06.12.06 at 12:17 pm }

@ Oggi (e altri dopo): si, ma anche

Usiamo con parsimonia e intelligenza, senza forzature, i riferimenti etici e morali che la religione cattolica ci ha dato, ma non facciamone bandiera o peggio l’unica bandiera. (evito link per non scatenare l’inferno).

15 Cachorro Quente { 06.12.06 at 12:51 pm }

la compassione di “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Una precisazione: “ama il prossimo tuo come te stesso” non è un messaggio evangelico ma è una citazione che Gesù fa dal Vecchio Testamento.
Il messaggio evangelico è ben diverso ed é: “E’ scritto ‘ama il prossimo tuo come te stesso’, ma io vi dico: ‘ama il tuo nemico’ ” (sono due concetti diametralmente opposti).
Tolstoj dimostra in maniera magistrale che il cristianesimo non può che essere anarchico.

16 Chris { 06.12.06 at 1:01 pm }

A primo acchito mi vien da dire che hai sparato una serie di stronzate da inorridire. Infatti alla fine ho visto la firma tua, non quella di Rob (grazie a Dio). Però rispondere in questo modo mi si ritorce ovviamente contro e non è nel mio stile di sempre, ma sopratutto non è intelligente. Di solito rispondono così i sinistri radicali o chi non ha nulla da dire, e qui che scrive non c’è una persona che fa parte di questi due gruppi. Quindi prendila solo come risposta a caldo. Ci penso bene per trovare le parole adeguate e poi ti rispondo, così poi puoi contro replicare.
Un salutone.

17 Capemaster { 06.12.06 at 1:08 pm }

@ Chris: beh, lasci alternative? Aspetto le stronzate fredde allora.

18 giamo { 06.12.06 at 1:20 pm }

Il punto dolente, a mio modo di vedere, sta proprio nel fatto che la chiesa si sia messa a far politica direttamente quando ha visto venir meno i tradizionali riferimenti che aveva nella DC.
Lontano da me ogni rimpianto del passato democristiano, ma almeno la DC tentava, a volte con successo altre volte meno, una sorta di “traduzione” delle posizioni della chiesa in “politichese”, rappresentandone in qualche modo una mediazione.
Adesso le gerarchie cattoliche entrano direttamente nel discorso politico, sostenendo però posizioni dogmatiche ed assolutiste (cosa del resto tipica di ogni pensiero religioso e/o comunque di tutte quelle ideologie che ritengono di essere in possesso di una “verità assoluta”) sulle tematiche etiche, politiche, morali, sanitarie ecc.
E il paradosso è che la politica spesso non riesce ad elaborare risposte adeguate e si limita ad inseguire quelle posizioni.

19 Tudap { 06.13.06 at 12:18 am }

Ma, io dico meno Follini e più Acton Institute per tutti!

Cmq anch’io sostemgo che il problema sono i politici che inseguono il voto cattolico più che Ruini che parla per chi lo vuole ascoltare

20 Lontana { 06.13.06 at 7:15 am }

In tutti i Paesi i partiti hanno a che fare con i movimenti religiosi. O almeno i partiti che difendono i valori tradizionali. Vedasi il partito repubblicano americano e il conservatore canadese.
La Chiesa si occupa da millenni della società, dunque é perfettamente normale che si occupi della cosa pubblica e della polis.
Poi, dove esiste la divisione tra Stato e Chiesa, come nel momdo occidentale, lo stato terrà o non terrà conto delle istanze religiose e morali a seconda del volere dei suoi cittadini.
La manfrina dell’influenza più o meno occulta sui cittadini mi sembra irrispettosa e tipica della sinistra (la televisione influenza la gente e la fa votare per Berlusconi…).
In un paese libero si deve anche essere liberi di lasciarci influenzare da chi ci pare.

Un’ultima cosa: gli italiani sono molto più conservatori di quello che pensano. Ed é un bene, crdetemi! :-D

21 Nessie { 06.14.06 at 7:51 am }

Sono sostanzialmente d’accordo con Lontana. In Occidente tuttavia ci sono due concetti di laicità che vanno chiariti: quello alla francese e che è diventato un po’ generalmente europeo. Quello all’americana.
Il primo separa in modo reciso la cosa pubblica da quella religiosa estromettendo quest’ultima e relegandola alla sfera del privato.
Il secondo, viceversa, la incorpora in sé nella sua democrazia, nella sua Costituzione (Right Nation under God), la cita nel dollaro (in God we trust)e ne fa un elemento identitario principe per l’integrazione di nuovi popoli, nuove razze e nuove religioni. In sostanza chi entra, sa di entrare in un paese di coloni (Padri Pellegrini e Padri fondatori) dove prevale lingua, cultura e religione angloprotestante.
Credo, per ciò che mi riguarda che la nuova Europa, a fronte delle sfide che sta vivendo (la penetrazione islamica), o sarà cristiana o non sarà affatto.
Quel che vedo è uno scarso futuro per il laicismo alla Zapatero. O per l’olandismo permissivo. Spero di essere stata chiara.

22 Ombrone { 06.14.06 at 10:15 am }

Il discorso è sicuramente bello anche se molto complicato e va affrontato su molteplici livelli di lettura e di interpretazione per poter essere sviscerato.

Per prima cosa vorrei dire la mia su quello che è il livello teorico della questione.

Io direi che attualmente siamo talmente abituati alla ns laica libertà di pensiero che difficilmente riusciamo a vedere e comprendere diverse impostazioni di pensiero e questo mi sembra che si veda anche in questo thread.

Ad esempio capemaster ci fa giustamente notare che

non possiamo non dire che la nostra morale è di stampo cattolico.

Il che è vero… ma una morale di “stampo cattolico” NON è una morale cattolica. Una cosa è dire Non faccio male agli altri, rispetto il prossimo, sono buono, perdono e tollero… Non offendo la comune morale di stampo cattolico di chi mi circonda…. Una cosa ben diversa è il concetto religioso di morale… i famosi peccati capitali non sono solo un offesa a chi circonda, sono una offesa a Dio… ci meritiamo l’inferno se li commettiamo.

Quindi non illudiamoci che basti la ns morale di “stampo cattolico” per far felice un vero credente.

Se sono credente è VERO che il peccato di lussuria mi porta la dannazione, eterna, certo posso essere perdonato e redento… ma è chiaro che è molto meglio evitare dal principio questo rischio, se non ci riesco con le buone a far capire la Verità ai tutti sti cechi miscredenti, non può far che bene ad avere l’aiuto del braccio temporale per far rispettare certe regole morali Vere buone e sante rivelate in diretta da DIO che è Verità e Bontà assoluta.

Insomma se Dio ci dice che fare X è male cosa c’e’ da discutere? Lo stato e la comunità deve aiutare a far rispettare queste regole.

Insomma Cape, insomma Rob entrambi avete figli… li amate…rispettate i loro diritti ma se son piccoli e non potete fargli capire che non bisogna giocare con le spine elettriche o che per attraversare la strada devono dare la mano, beh la loro libertà passa in secondo piano e magari giudicate che una punizione ci sta bene tanto per evitare che ci riprovino in un momento di vs distrazione correndo pericoli ben maggiori.

Per cui anche l’affermazione di SGS passa in secondo piano:

La Chiesa, come la società, non ha bisogno di pecoroni, ma di persone, individui, che si interroghino su quello che gli accade e sul loro modo di stare al mondo.

Basta leggersi Fides et Ratio per capire che questo è proprio una cosa che la chiesa contesta, riflettete si ma nei limiti definiti dalla parola di Dio, e ovviamente dal suo rappresentante in terra, CEO della Nota Multinazionale Romana.

Riflessioni al di fuori di questa sono solo una manifestazioni dell’Orribile Mostruoso Relativismo.

Per questa ottima ragione il concetto di laicità prevede che la religione sia separata dallo stato, perché su certe Verità la Religione non può scendere a compromessi e trattare (se non a livello meramente tattico, come sta facendo il la Nota Multinazionale in questo secolo), perché non sono Verità sue di cui può disporre sono Verità di Dio.

23 Capemaster { 06.14.06 at 4:43 pm }

@ Ombrone: bellissima rilflessione e grazie per la sottolineatura dello “stampo cattolico”.

Il tuo discorso porta ad una domanda pesantissima:

Può la Chiesa convivere con uno stato liberale?

Secondo me quasi no.

24 Ombrone { 06.14.06 at 5:00 pm }

La chiesa deve poter vivere in uno stato liberale se non altro perchè in uno stato liberale vero i cittadini dovrebbero godere del diritto di associarsi liberamente per scopi non illegali.

E se parliamo sempre di uno stato liberale dovrebbe essere legale tutto ciò che non danneggia i terzi.

Per bilanciare questo diritto dei suoi cittadini con il rischio di una eccessiva influenza la soluzione finora applicata è proprio quella della separazione tra stato e chiesa.

La cosa forse non funziona perfettamente… ma la democrazia liberale non è perfetta… e per questo penso sia il miglior sistema politico.

Un sistema imperfetto è l’unico che può funzionare con un essere imperfetto come l’uomo.

25 Robinik { 06.14.06 at 5:19 pm }

@ Capemaster:

Velocissimo

La risposta alla tua domanda e tanto semplice quanto disarmante: SI

Non ti farò due palle mezze su alcuni padri del liberalismo che consideravano gli atei (come me) inadatti a rimanere vivi. Sarebbe pallosissimo e darebbe al liberalismo quell’idea di ideologia che il liberlalismo non ha e non deve avere. Aiuterebbe magari a capire molte cose ma ripeto: te la risparmio.

Il problema è molto più easy: la Chiesa ha diritto di esistere, ha diritto di parola. Un vero laico (come me) la vede come può vedere la Cgil o Confindustria: un parere autorevole di una rappresentanza che diventa problematico solo nel momento in cui diventa autoritario.

Dal momento che la laicità non è a rischio in Italia non capisco come mai la Chiesa debba essere messa in discussione.
Molto più pericoloso e meno adatto a convivere (se proprio) è l’Islamismo che pretende di essere autoritario e non si accontenta di essere autorevole.

E’ un altro discorso, certo, ma come mai nessuno ne parla?
Il motivo è semplice. Troppo clericofobici ossessionati dalla chiesa si sono fatti rincoglionire dal monito di S. Giacinto detto Marco e hanno la pretesa di vestire il liberalismo di Anticlericalismo-Odio verso i cattolici.

Questo è uno dei tanti motivi per i quali i liberali sono sempre stati incapaci di prendere più del 3% …

In summa sintesi quindi: La Chiesa ha diritto ad esistere. i Laici hanno il dovere di decidere ascoltando anche il loro parere e concludendo in autonomia.

Hi ;)

26 Robinik { 06.14.06 at 5:21 pm }

Ombrone bella sintesi… se avessi letto meglio non scrivevo un papiro :D

27 Capemaster { 06.14.06 at 5:54 pm }

@ Rob: io non metto in discussione la Chiesa Cattolica. Non ho purtroppo una grossa formazione su testi liberali, noto solo che se non è in pericolo la laicità in senso pieno, ufficiale, lo è negli atteggiamenti supini della classe dirigente.
La verità assoluta (che qualcuno mi dirà non esiste) contrasta a mio avviso con una idea relativa (in senso positivo lo dico).

Detto ciò sono d’accordo. L’ho scritto nel post quello che penso delle esternazioni, legittime, della Chiesa. MI autoproclamo laico vero ;).

28 Ombrone { 06.14.06 at 7:40 pm }

Intendiamoci, io parlavo di come penso che il problema vada impostato dal punto di vista teorico: libera chiesa in libero stato.

Dal punto di vista pratico posso dire cha nch’io sono della personale opinione che il mondo politico sia un po’ troppo “azzerbinato” sulle posizione Vaticane (in una affanoso lecchinagio di un cosidetto potere forte).

Sempre personalmente dico che la cosa non mi piace perchè penso che la chiesa cattolica non sia stata negli ultimi secoli propriamente un fulgido esempio di apertura mentale, onesta intellettuale e di difesa delle libertà. Ma questo è un giudizio di valore sulla situazione contigente non sui valori

29 Robinik { 06.14.06 at 8:59 pm }

Infatti il post stonava con la conclusione Cape ;)

Ultima cosa se la classe didiregnte è supina il problema sta nella classe dirigente e non nella Chiesa ;)

RIpeto: Pannella che promuove l’amnistia per onorare il Papa è il simbolo della falsità dei presunti laici ;)

30 inopera { 06.17.06 at 1:03 pm }

Ha ancora senso parlare di destra e sinistra?
in base a cosa? Ideologie? E quali?

Il mondo cattolico, per definizione è considerato “moderato”.
Un elettorato moderato. Esiste secondo voi? Per me no. Un elettore moderato si dovrebbe spaventare a guardare la sola faccia di Calderoli, a sentir parlare di crociate religiose o guerre.

Non è che l’elettorato moderato non è mai esistito e chi votava DC era per un semplice calcolo di tornaconto che ora lo ricerca in FI, UDC, Margherita e perfino DS?

Oggi si è di sinistra o destra perchè si vota a sinistra o destra….si è cattolici perchè si vota UDC o Margherita.
Ma di ideologico non c’è nulla, altrimenti la solidarietà cristiana con l’ideale sociale e socialista dovrebbero coincidere. Basta leggere i loro “scritti”.