La distinzione destra e sinistra non ha senso e nesso con la realtà.
Però le nostre forze politiche sono divise cosi infatti non hanno senso e nesso alcuno con la realtà.
Come mi sembra dici tu: Statalisti e anti statalisti, liberali e non liberali. Correggimi se sbaglio!
Bella prova dei Riformisti, meno male. Non ne potevo più di questo governo statalista, ma Bersani, che anche in epoche non sospette definivo un grande (ed in effeti lo è) sfodera, contro tutto e tutti questo inzio “liberale” sperando che no sia il solito specchietto per le allodole che la sinistra, spesso, usa nella sua politica.
Ma quello che dovrebbe fare riflettere, è l’applauso di follini al disegno di legge, e le bocche storte di molti di AN e Forza Italia. Dovrebbe fare riflettere.
Forza e coraggio, se Prodi non si cala le braghe e questa gente riesce ad aver un pò di mano libera, forse ne vediamo delle belle. Purtroppo però sappiamo come la sinistra estremista, la faccia da padrone.
Sono d’accordo sulla dxsociale.
Mi sembra però che ci sia troppo entusiasmo in alcuni autorevoli blog tocque-villiani per il provvedimento bersani.
Aspettiamo i decreti attuativi, per vedere se c’è veramente l’arrosto…
Inoltre ahinoi trionfano ancora le logiche politiche, per cui si liberalizza, se va bene, in ambiti politicamente ostili, mentre si prepara la mazzata nel più ambio mercato del lavoro, per non parlare del pubblico impiego.
ciao
Adolfo Urso, ad esempio, critica sì la concertazione «a giorni alterni», ma poi riconosce che «la strada delle liberalizzazioni è certamente da condividere».
E anche Gianni Alemanno accompagna le critiche al riconoscimento che «questa riforma contiene delle innovazioni che dovevano essere fatte già durante il governo di centrodestra».
Non c’è solo Storace, meno male…. Mi sento meglio…
Purtroppo a dx si tende a imitare la sx nel non ammettere quanto di buono a fatto o sta facendo l’avversario, riesco a comprendere lo stato d’animo di chi per cinque anni non ha ricevuto sconti, forrse è l’unico modo per tornare a governare anche se si correil rischio di dimostrarsi altrettanto ottusi.
Tu insisti prima o poi qualcuno comincierà a vedere le cose in modo più trasversale.
Un abbraccio.
L’applauso di Follini non si capisce se sia una cosa in cui crede o l’ennesimo assist… peròattendiamo.
@ Liberista
Confeso che anche io sono rimasto colpito da un azzeramento di tutte le brutture dei sinistrati per un’aspirina nei supermercati e poco altro mentre la Biagi ed il resto rimangono a due millimetri dalla spazzatura. Sono richieste della Coop e stangate ai nemici. Certo che però è un inizio.
@ Mariniello
Immagino… pensavo proprio a te. Cosa aspetti a prendere in mano il partito?
@ Panka
Le liberalizzazioni sono un bene. Anche quando sono punitive o fatte per aumentare il budget della Coop
@ Master
Nel caso di Storace non si tratta di no bertinottiani. Basta vedere il sito di destra sociale per vedere i loro temi must: Europeismo, antiglobalizzazione, anticapitalismo, stato assistenzialista…
Io non mollo
@ Ombrone
Non esageriamo. Io l’unico taxista con cui ho parlato a Roma avrebbe fatto a fette Veltroni… ma forse è un caso.
Ciao Rob, quello che segue è tratto dall’introduzione a “Liberalismo” di Pascal Salin. Ti piacerà…credo.
“La libertà individuale si è affermata lentamente nella storia dei Paesi occidentali ed è stata all’origine della loro straordinaria prosperità: per la prima volta, a partire dalla fine del XIII secolo, masse enormi hanno avuto la possibilità di abbandonare lo stato di povertà, perché gli uomini sono stati lasciati liberi di creare. Questa lezione è stata tuttavia dimenticata e, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, il “liberalismo” è diventato quasi un termine da disprezzare. Il crollo recente, non solo dei vecchi Paesi comunisti, ma anche di tutti i Paesi, che avevano adottato le ricette dell’interventismo statale, avrebbe dovuto segnare il trionfo delle idee liberali. Tuttavia ciò non è accaduto. Questa strana situazione ha probabilmente delle radici di natura intellettuale: anche se, spontaneamente, gli uomini hanno bisogno della libertà individuale, nella nostra epoca [....] mancano gli strumenti intellettuali per capire il funzionamento complesso di una società fondata sul principio della libertà. Ciò nonostante, il pensiero liberale conosce uno sviluppo straordinario nel mondo: economisti, filosofi, giuristi, storici ne riscoprono i fondamenti, ne studiano le innumerevoli sfaccettature, ne ricercano le implicazioni per tutti gli aspetti dell’attività umana. Ma questa esplosione intellettuale, per quanto affascinante, rimane largamente sconosciuta. A causa di questa mancata conoscenza di fondo, il dibattito sul liberalismo poggia su un enorme malinteso che ci proponiamo di chiarire. E’ in effetti sorprendente e nello stesso tempo tragico constatare come si attacchi il liberalismo attribuendogli caratteristiche che gli sono del tutto estranee [....] Si rimprovera al liberalismo di essere materialista, di predicare l’esclusiva ricerca della ricchezza a scapito di tutti gli altri valori, mentre invece la sua sola aspirazione è permettere lo sviluppo degli esseri umani e la realizzazione dei loro obiettivi spirituali, affettivi o estetici, oltre che materiali. Lo si accusa di essere selvaggio laddove invece, essendo fondato sul rispetto integrale degli altri, esprime l’essenza stessa della civiltà. Contrariamente ad una definizione ricorrente, ma restrittiva, ciò che caratterizza il liberalismo non è neanche l’economia di mercato. Infatti l’economia di mercato può esistere anche in società collettivistiche. Ciò che caratterizza il liberalismo è il riconoscimento dei diritti di proprietà e della libertà contrattuale [....] Forse alcune presentazioni scorrette del liberalismo vanno interpretate non come frutto di sola ignoranza, ma come il risultato di una manipolazione volontaria, finalizzata a fare la caricatura di eventuali avversari politici [....] …l’esigenza principale è [....] quella di riconoscere che esistono due tipi di relazioni tra gli uomini: il libero scambio volontario o la costrizione. Essa conduce a due concezioni radicalmente opposte della vita sociale: la concezione individualista e la concezione costruttivista, cioè quella che consiste nel pensare che sia possibile costruire una società indipendentemente dai suoi membri. Si ottiene così una griglia di lettura che rende le distinzioni tradizionali, per esempio l’opposizione tra destra e sinistra, obsolete. Così si può ritenere che i “conservatori” e i “progressisti” appartengono entrambi alla categoria dei costruttivisti, perché tutti desiderano modellare la società in base alle loro idee - risultato che può essere ottenuto solo attraverso la costrizione - con la differenza che i conservatori desiderano mantenere lo stato attuale della società, mentre i progressisti desiderano modificarla. Al contrario, i liberali sottolineano solo la necessità di regole del gioco, senza che sia possibile conoscere in anticipo i risultati del “gioco” prodotto dalle interazioni tra gli individui. La libertà non è in ogni caso una libertà “anarchica” di fare qualsiasi cosa, ma, al contrario, una libertà limitata al rispetto dei diritti degli altri. Occorre inoltre capire in che cosa consistono questi diritti, come sono definiti, qual è la loro legittimità. A partire da queste semplici basi, è possibile sviluppare in maniera rigorosa una discussione sul ruolo dello Stato, sulla spartizione tra la sfera privata (quella del libero scambio) e quella pubblica ( fondata sulla costrizione).”
16 comments
La distinzione destra e sinistra non ha senso e nesso con la realtà.
Però le nostre forze politiche sono divise cosi infatti non hanno senso e nesso alcuno con la realtà.
Come mi sembra dici tu: Statalisti e anti statalisti, liberali e non liberali. Correggimi se sbaglio!
Non ti correggo
Non sbagli…
Bella prova dei Riformisti, meno male. Non ne potevo più di questo governo statalista, ma Bersani, che anche in epoche non sospette definivo un grande (ed in effeti lo è) sfodera, contro tutto e tutti questo inzio “liberale” sperando che no sia il solito specchietto per le allodole che la sinistra, spesso, usa nella sua politica.
Ma quello che dovrebbe fare riflettere, è l’applauso di follini al disegno di legge, e le bocche storte di molti di AN e Forza Italia. Dovrebbe fare riflettere.
http://ilrumoredeimieiventi.blogspot.com/2006/07/il-riformismo-di-sinistra-vivo.html
Forza e coraggio, se Prodi non si cala le braghe e questa gente riesce ad aver un pò di mano libera, forse ne vediamo delle belle. Purtroppo però sappiamo come la sinistra estremista, la faccia da padrone.
Aspettavo un tuo post Rob,quello che da fastidio è vedere i liberali a corrente alternata,e nella cdl ne abbiamo sentiti davvero molti.
Ciao.
Sono d’accordo sulla dxsociale.
Mi sembra però che ci sia troppo entusiasmo in alcuni autorevoli blog tocque-villiani per il provvedimento bersani.
Aspettiamo i decreti attuativi, per vedere se c’è veramente l’arrosto…
Inoltre ahinoi trionfano ancora le logiche politiche, per cui si liberalizza, se va bene, in ambiti politicamente ostili, mentre si prepara la mazzata nel più ambio mercato del lavoro, per non parlare del pubblico impiego.
ciao
Sono in sofferenza, Rob…
tanto si liberalizza… e basta che le liberalizzazioni sono una punizione per i nemici.
Le liberalizzazioni sono un bene.
Adolfo Urso, ad esempio, critica sì la concertazione «a giorni alterni», ma poi riconosce che «la strada delle liberalizzazioni è certamente da condividere».
accompagna le critiche al riconoscimento che «questa riforma contiene delle innovazioni che dovevano essere fatte già durante il governo di centrodestra».
E anche Gianni Alemanno
Non c’è solo Storace, meno male…. Mi sento meglio…
Purtroppo a dx si tende a imitare la sx nel non ammettere quanto di buono a fatto o sta facendo l’avversario, riesco a comprendere lo stato d’animo di chi per cinque anni non ha ricevuto sconti, forrse è l’unico modo per tornare a governare anche se si correil rischio di dimostrarsi altrettanto ottusi.
Tu insisti prima o poi qualcuno comincierà a vedere le cose in modo più trasversale.
Un abbraccio.
Sta a vedere che mi tocca pure votare a sinistra….
Solo non capisco… che io sappia la lobby dei tassisti di Roma è fieramente di sinistra.
ho cercato di fare un’analisi approfondita, ma “politica”: all’inizio mi ha preso lo sconforto anche a me…
@ Chris:
L’applauso di Follini non si capisce se sia una cosa in cui crede o l’ennesimo assist… peròattendiamo.
@ Liberista
Confeso che anche io sono rimasto colpito da un azzeramento di tutte le brutture dei sinistrati per un’aspirina nei supermercati e poco altro mentre la Biagi ed il resto rimangono a due millimetri dalla spazzatura. Sono richieste della Coop e stangate ai nemici. Certo che però è un inizio.
@ Mariniello
Immagino… pensavo proprio a te. Cosa aspetti a prendere in mano il partito?
@ Panka
Le liberalizzazioni sono un bene. Anche quando sono punitive o fatte per aumentare il budget della Coop
@ Master
Nel caso di Storace non si tratta di no bertinottiani. Basta vedere il sito di destra sociale per vedere i loro temi must: Europeismo, antiglobalizzazione, anticapitalismo, stato assistenzialista…
Io non mollo
@ Ombrone
Non esageriamo. Io l’unico taxista con cui ho parlato a Roma avrebbe fatto a fette Veltroni… ma forse è un caso.
Grazie degli auguri!
ciao
ennò! Io sono d’accordo su una momenclura un po’ più soft. La decideremo meglio. Ma NON LIBERALE non mi piace.
Meglio come dice Chris Riformisti.
…ti dò la mia risposta sul mio blog, tirando in ballo niente popò di meno che il futuro di Tocqueville (mica il futuricchio del governo) ….
Ciao Rob, quello che segue è tratto dall’introduzione a “Liberalismo” di Pascal Salin. Ti piacerà…credo.
“La libertà individuale si è affermata lentamente nella storia dei Paesi occidentali ed è stata all’origine della loro straordinaria prosperità: per la prima volta, a partire dalla fine del XIII secolo, masse enormi hanno avuto la possibilità di abbandonare lo stato di povertà, perché gli uomini sono stati lasciati liberi di creare. Questa lezione è stata tuttavia dimenticata e, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, il “liberalismo” è diventato quasi un termine da disprezzare. Il crollo recente, non solo dei vecchi Paesi comunisti, ma anche di tutti i Paesi, che avevano adottato le ricette dell’interventismo statale, avrebbe dovuto segnare il trionfo delle idee liberali. Tuttavia ciò non è accaduto. Questa strana situazione ha probabilmente delle radici di natura intellettuale: anche se, spontaneamente, gli uomini hanno bisogno della libertà individuale, nella nostra epoca [....] mancano gli strumenti intellettuali per capire il funzionamento complesso di una società fondata sul principio della libertà. Ciò nonostante, il pensiero liberale conosce uno sviluppo straordinario nel mondo: economisti, filosofi, giuristi, storici ne riscoprono i fondamenti, ne studiano le innumerevoli sfaccettature, ne ricercano le implicazioni per tutti gli aspetti dell’attività umana. Ma questa esplosione intellettuale, per quanto affascinante, rimane largamente sconosciuta. A causa di questa mancata conoscenza di fondo, il dibattito sul liberalismo poggia su un enorme malinteso che ci proponiamo di chiarire. E’ in effetti sorprendente e nello stesso tempo tragico constatare come si attacchi il liberalismo attribuendogli caratteristiche che gli sono del tutto estranee [....] Si rimprovera al liberalismo di essere materialista, di predicare l’esclusiva ricerca della ricchezza a scapito di tutti gli altri valori, mentre invece la sua sola aspirazione è permettere lo sviluppo degli esseri umani e la realizzazione dei loro obiettivi spirituali, affettivi o estetici, oltre che materiali. Lo si accusa di essere selvaggio laddove invece, essendo fondato sul rispetto integrale degli altri, esprime l’essenza stessa della civiltà. Contrariamente ad una definizione ricorrente, ma restrittiva, ciò che caratterizza il liberalismo non è neanche l’economia di mercato. Infatti l’economia di mercato può esistere anche in società collettivistiche. Ciò che caratterizza il liberalismo è il riconoscimento dei diritti di proprietà e della libertà contrattuale [....] Forse alcune presentazioni scorrette del liberalismo vanno interpretate non come frutto di sola ignoranza, ma come il risultato di una manipolazione volontaria, finalizzata a fare la caricatura di eventuali avversari politici [....] …l’esigenza principale è [....] quella di riconoscere che esistono due tipi di relazioni tra gli uomini: il libero scambio volontario o la costrizione. Essa conduce a due concezioni radicalmente opposte della vita sociale: la concezione individualista e la concezione costruttivista, cioè quella che consiste nel pensare che sia possibile costruire una società indipendentemente dai suoi membri. Si ottiene così una griglia di lettura che rende le distinzioni tradizionali, per esempio l’opposizione tra destra e sinistra, obsolete. Così si può ritenere che i “conservatori” e i “progressisti” appartengono entrambi alla categoria dei costruttivisti, perché tutti desiderano modellare la società in base alle loro idee - risultato che può essere ottenuto solo attraverso la costrizione - con la differenza che i conservatori desiderano mantenere lo stato attuale della società, mentre i progressisti desiderano modificarla. Al contrario, i liberali sottolineano solo la necessità di regole del gioco, senza che sia possibile conoscere in anticipo i risultati del “gioco” prodotto dalle interazioni tra gli individui. La libertà non è in ogni caso una libertà “anarchica” di fare qualsiasi cosa, ma, al contrario, una libertà limitata al rispetto dei diritti degli altri. Occorre inoltre capire in che cosa consistono questi diritti, come sono definiti, qual è la loro legittimità. A partire da queste semplici basi, è possibile sviluppare in maniera rigorosa una discussione sul ruolo dello Stato, sulla spartizione tra la sfera privata (quella del libero scambio) e quella pubblica ( fondata sulla costrizione).”