Mao più senza
Epocale pezzo di Rina Gagliardi sul domenicale di Liberazione: la vestale del giornalismo progressista riscopre Mao Tse Tung e il basilare contributo dato dal maoismo al risveglio delle coscienze democratiche negli anni belli. «Certo», ammette la Gagliardi, «sottovalutammo gravemente i costi umani - e sociali - della rivoluzione culturale» ma vuoi mettere. Loro volevano cambiare il mondo, e Mao era l’unico «leader libertario capace di scatenare l’iniziativa di massa contro le gerarchie calcificate, di mettere in discussione la sacralità del partito, di pensare alla rivoluzione permanente». E poi, che belle cose che c’erano scritte nel Libretto rosso, che belli gli slogan tipo “Bombardate il quartier generale”, che belli i dibattiti nelle università occupate sulle possibili applicazioni del pensiero del Grande Timoniere nella corrotta società occidentale. Per tacere del decisivo contributo dato dal maoismo alla causa della «liberazione della donna» e alla fine della «mortificazione dei contadini».
La stagione del maoismo all’italiana pertanto fu, in ultima analisi «uno straordinario ingrediente dei nostri bisogni di cambiamento». E non si venga a ritirare in ballo la solita storia dei milioni di morti ammazzati. I costi umani - e sociali - loro li avevano sottovalutati. E mica li vorremo mettere in croce per una sciocchezzuola del genere.


20 comments
Caro Marco,
ti invito a visitare questo link. Vorrei dessi un’occhiata e partecipassi e mi aiutassi a diffondere quest’iniziativa, quest’idea.
Mi fai sapere? Buona notte!
http://squareplaza.blogspot.com/2006/08/squaregallery.html
Di un po’ Marco.
Non è che per caso il Libretto rosso c’aveva 281 pagine?
Per la sinistra italiana, per quella sinistra lì, vale la regola che ci si esalta per le cose per cui ci si dovrebbe vergognare.
andrea: la fotografia non mi appassione granché, ma ora do un occhio
vale: mi hai fatto fare la sghignazzata del mattino, il cielo te ne renderà merito ;-P
water: ragionissimo, ma non sembra singolare anche a te che continuino a volerci spiegare, trent’anni e trentamila fallimenti dopo, che in fondo in fondo avevano ragione loro?
è evidente che come tutti gli intellettuali anche lei non sa di cosa diavolo parla.Si da il caso che abbia studiato non poco la storia cinese,con particolare attenzione quella dal 49 ad oggi e Mao era tutt’altro che un cretinetto alla che guevara estraneo alla politica e alla burocrazia partitica nonchè all’arte della congiura.Rivoluzione permanente dice,mi viene da scoppiare a ridere.Se solo sapesse come gestiva i movimenti di popolo mao credo che diventerebbe rossa….dalla vergogna per quel che dice.
ciao!
liberista: l’ipotesi più inquietante, per me, è che invece lo sappia…
Che Mao fosse un mostro era Nixon a dirlo; in Europa si manifestava inneggiando a lui però e Nixon era considerato un nazista. Parigi e Roma erano piene di giovani sfaccendati che guardavano a Mao come al realizzatore della rivoluzione, a quel tempo l’URSS era nel mezzo delle sue proverbiali cazzate nell’Est Europa e piaceva solo all’establishment comunista occidentale. Ma la base guardava a Mao, a Castro. Senza rendersi conto che non erano affatto diversi dai sovietici.
Un socialista da poltrona, con tendenze rivoluzionarie e un intelletto sopraffine, come John Lennon, se n’era reso conto un mese dopo i primi moti universitari, sebbene fosse strafatto di allucinogeni:
You say you’ll change the constitution
Well, you know
We all want to change your head
You tell me it’s the institution
Well, you know
You better free you mind instead
But if you go carrying pictures of chairman Mao
You ain’t going to make it with anyone anyhow
Don’t you know it’s gonna be all right
all right, all right
all right, all right, all right
all right, all right, all right
Ma a parte i morti, mi sembra che il maoismo abbia lasciato un’ereditá tossica e duratura nella cultura cinese. Forse sono stato sfortunato io, ma mi sembra che il tratto dominante dei cinesi sia una fredda e calcolatrice amoralitá. Dopotutto, ho letto anche di dissidenti cinesi che danno la colpa di questa situazione alla Rivoluzione Culturale.
@ FabioC. : proprio domenica c’era uno speciale su Raitre che parlava della cina da un punto di vista culturale… Da sempre sembra che i cinesi abbiano quasta scarsezza di pietà cristiana e moralità per come la intendiamo noi.
Mao ha aperto una porta sfondata.
Per me Mao porta sfiga e basta
mai dire mao
The Grinch is comin bek.

Se interest tu iu.
ilgrinch.blogspot.com
water: non escludo che jonlenno senza allucinogeni avrebbe capito moooolto meno (per jonlenno più che per gli allucinogeni)
liberista: non è mao troppo tardi
cape: a dire tutto quello che ha sfondato mao - le mie palle in testa - facciamo mattina. Un po’ come a spiegare perché moore è meglio di sherinan (parola di batterista, genere di persona che ai tastieristi gli vorrebbe sparare come li vede lontano un chilometro)
Marco, ti mando il commento già inviato ieri ma non andato a buon fine.
La sinistra ha come caratteristica di pensare ciò che agli pensano soltanto dopo molto tempo. E’ successo con la dittatura sovietica, cambogiana, vietnamita e ora con quella cinese. Aspettiamo che rivedano il loro parere anche sulla dittatura cubana…
Sarà un caso che gli idoli della sinistra di lotta e di piazza sono tutti dittatori ?
sei batterista?
no perchè se lo sei ho una barzelletta…
Due batteristi si incontrano…
B1: come va fratello?
B2: eh… tiriamo avanti!
monica: il bello sarà quando ci verranno a dire che, pensandoci bene, anche la storia dell’ulivo non era poi granché… spero solo di arrivarci vivo
cape: sarà che sono batterista, ma non l’ho capita
sei proprio un batterista… ho la conferma
tirare avanti o tirare indietro è una caratteristica di batteristi che rispettivamente anticipano o posticipano sulla normale scansione del tempo.
capita adesso?
ah
sai, è che sono talmente metronomo umano che conosco tali bizzarri inconvenienti solo per sentito dire
(parole accolte da un boato di pernacchie in dolby surround)
aggiungerei col DTS
tatatùn tatùn tatùn (tututà tutu tututà tutu)
(magistrale esecuzione del pattern di metropolis part 1, a maggior gloria di kevin moore)
;-PPPPP