Blogging in a USA State of Mind

La Brescia che nessuno vi racconta…

Una serie di omicidi efferati in un arco di tempo brevissimo (7 morti in 17 giorni n.d.r.) e le luci dei riflettori si accendono su Brescia. Non c’è amico o conoscente che non mi chieda al telefono, via mail o msn se giro con il giubbotto antiproiettile, se sto meditando di emigrare, se vivo barricato in casa. Nessuno che mi chiede il perchè Brescia è così mal ridotta, nessuno che lo spiega perchè tutti hanno già trovato il colpevole: Il Sindaco diessino Paolo Corsini. Sarebbe bello se fosse così facile ma non lo è. Le righe (sono molte… chiedo scusa) che seguono sono per chi ha voglia di capire.

Brescia è sempre stata una cittadina tranquilla al limite del noioso dedita quasi esclusivamente al lavoro, cosa che gli ha fruttato una ricchezza che in Italia (ed in Europa) ha pochi eguali. Qui se arrivi in ufficio alle 8.30 sei uno “che non fa un cazzo” (io arrivo dopo le 9 n.d.r.), quando ti prendi un giorno di ferie puoi star certo che qualcuno ti dirà “bella la vita eh!?” con il sottointeso “sei uno che non fa un cazzo” e se non hai un lavoro ti guardano come un extraterrestre: essere disoccupati a Brescia è praticamente impossibile. Le varie amministrazioni che hanno governato la città hanno sempre fatto di tutto per non turbare queste apine operose tanto che la vita notturna è stata sempre osteggiata: a nanna presto ed in ufficio presto. Una banca ogni 100 metri e un parco macchine da sfilata di gala completano il quadretto al turista che per caso vi si trovi a passare: qui ci sono i danè.
La macrocrminalità (Brescia è una dei maggiori centri del traffico della droga in Italia) è sempre rimasta nell’ombra e tutto è sempre filato liscio fino a quando i folli flussi migratori richiamati da folli politiche, imprenditori in cerca di personale sottopagato, affittuari senza scrupoli desiderosi di affittare baracche di 50 mq. a 50 persone per incassare 50 affitti e la succitata criminalità hanno cambiato il volto ad una provincialissima città trasformandola in qualcosa che non era pronta a divenire.

Nel 1998 i cittadini di Brescia iniziano a manifestare i primi malumori identificando nella non-gestione del Sindaco Martinazzoli (a fine mandato) la principale causa del degrado che sta subendo la città. Il Cattocomunismo, dominatore indiscusso della politica Bresciana, è con le spalle al muro ed il candidato del Centrodestra Vito Gnutti sembra avere la vittoria in tasca: appartiene alla Lega Lombarda e promette il pugno di ferro contro la microcriminalità crescente, quella che per i cittadini è molto più pericolosa della macro che non sarà onorabile ma almeno si fa i “caxxi sua”.

Il centrodestra bresciano però non ha fatto i conti con l’uomo delle passeggiate a braccetto, ai tempi Presidente del Consiglio, che entra a gamba tesa nelle elezioni comunali Bresciane e chiede a Paolo Corsini (ai tempi deputato diessino e capogruppo della commissione stragi n.d.r.) di immolarsi sull’altare Cattocomunista.
Corsini è il candidato ideale: è bresciano, è uno stimato docente, uno stimatissimo storico ed è molto benvoluto a Brescia. La sua militanza nel PCI prima e nel PDS poi non gli impedisce di essere apprezzato in maniera trasversale (io stesso ho chiesto e ottenuto che fosse lui a sposarmi per la stima che ho nei suoi confronti). E’ inoltre persona corretta e lo dimostra all’indomani della sua vittoria elettorale quando decide di rinunciare alla carica di parlamentare per potersi dedicare completamente alla città che l’ha incoronato sindaco.

La frittata però è fatta e nel 1999 (sette anni fa… dedicato a chi si dice impreparato per la situazione odierna) Brescia conosce un momento di violenza più drammatico di quello che oggi occupa le pagine dei giornali. E’ in corso una guerra tra bande di immigrati per il controllo della città e capita che dopo una lotta furibonda con accoltellamenti vari in Via Milano il Sindaco sbotti.
La Rete per trovare i documenti del 1999 non è il massimo ma valgano per tutti questi due documenti ritrovati:
Nel primo, in un’intervista a Repubblica, Corsini dimostra di avere le idee chiare:

Questa è una battaglia di libertà, che vale per tutti. E che molti, a destra come a sinistra, hanno sottovalutato o usato strumentalmente [...] . “Vedesse che cosa diventa di notte [riferendosi alla zona del Carmine n.d.r.] - racconta Corsini sempre a passo svelto -.Ricevo decine di segnalazioni documentatissime, dai cittadini. Nomi e cognomi, locali equivoci. Le passo a polizia e vigilanza urbana, ma ho anche deciso di farne un libro. Il fatto è che nessuno riconosce più il suo quartiere, che pure ha una tradizione piuttosto malfamata. Non controlliamo più il territorio. Non è più piccola delinquenza, ma guerra fra bande organizzate. Lo spaccio ai maghrebini, le puttane ai nigeriani”. [...] Ecco via delle Battaglie: qui in primavera un albanese venne giustiziato da un compatriota con un colpo alla nuca. “È che sono troppi, diciamolo. A Brescia città gli extracomunitari sono il 4,9 per cento della popolazione, e i reati che gli vengono attribuiti nelle statistiche sono il 18-19 per cento del totale. Qui al Carmine, poi, gli immigrati sono addirittura il 20 per cento”. Una ragione ci dev’essere, sindaco Corsini, e i buoni bresciani devono averci qualcosa a che fare. “Ah, certo. Qui ci sono fior di bresciani che affittano un letto, in case fatiscenti, per 700 mila lire al mese”. [lo si trovasse ora... euro maledetto n.d.r.] [...]

Si noti per chi ha la pazienza di leggersi tutta l’intervista lo sbeffeggiamento del sinistrato di Repubblica nell’intervistarlo… ma non voglio anticiparvi il finale…

Nel secondo, in una lettera aperta a Losio.com è ancora più esplicito:

Caro direttore,

sono il sindaco di Brescia, la città che, in un vostro articolo, avete definito «assediata dalle mafie straniere». E voglio provare a raccontarle che cosa questo significa.

L’altro giorno, mentre salgo le scale del mio ufficio, mi ferma un vigile della polizia municipale: «Sindaco - mi chiede, con l’atteggiamento di chi domanda aiuto - ma chi me lo fa fare? I responsabili di uno scontro armato scarcerati perché il fatto non sarebbe di estrema gravità…».

Avete parlato e scritto molto, di noi, nei giorni scorsi. Ma ora i riflettori nazionali si sono spenti. La mia città - offesa, ferita - è tornata alla sua «quotidianità». Il «caso Brescia» sta per abbandonare le prime pagine dei giornali, le luci della ribalta. E io, da solo, nel mio ufficio, oggi mi chiedo: cosa rimane delle parole, dei gesti, delle polemiche? Come impedire la rimozione di tutto quello che abbiamo subito? Abbiamo attraversato 7 giorni di ferimenti, sparatorie, omicidi: come tradurre la tremenda lezione di tutto ciò in misure concrete ed efficaci? No, non servono parole. Ma misure che possano promuovere sicurezza in tutte le città: in città come la mia, Brescia, che in tempi rapidi hanno conosciuto non più la presenza di una microcriminalità diffusa, piuttosto l’affermarsi di una criminalità aggressiva, efferata, organizzata per bande. Questo è ciò che abbiamo oggi, qui: e tutto ciò, non possiamo né vogliamo più tollerare.

Brescia, l’intero Nord del Paese sono oggi lacerati da tensioni esplosive. Caro Direttore, glielo dico dal mio punto di osservazione, ma la stessa cosa penso possano sostenere i miei colleghi sindaci di tutto il Nord: la situazione è grave, gravissima. L’emergenza criminalità deve assurgere a «questione nazionale», entrare a pieno titolo nell’agenda di Governo e Parlamento, pena l’imbarbarimento della convivenza civile in questo Paese. Noi sindaci viviamo oggi in uno stato di vera e propria impotenza, costretti come siamo a contrastare un fenomeno dalle proporzioni sempre più allarmanti con mezzi assolutamente inadeguati. Eppure su di me, su tutti noi, si scaricano le aspettative e le ansie dei nostri concittadini, di cui spesso dobbiamo - faticosamente, con la sola forza della ragione - spegnere istinti di ribellione, la tentazione di farsi giustizia da sé.

Cosa ne è stato delle parole e degli intenti di quello che nel 1999 veniva chiamato il “Sindaco Sceriffo”?

Il giorno seguente a quello della “lettera aperta” venne a Brescia l’allora Ministro degli Interni Rosa Russo Jervolino, (la donna che vietò Lupo Alberto che parlava di AIDS da Ministro della PI quando ero al Liceo…. n.d.r.) e mise in scena quello che ancora oggi è un ricordo a me vivissimo di quanto possa essere disgustosa la politica, di quanto il potere politico possa cadere in basso calpestando tutto.

La Jervolino (le rivolgo volentieri tutti gli insulti che le rivolsi allora nel caso a mezzo di ricerca internet capitasse su questo articolo) si fece riprendere da tutte le televisioni più importanti mentre a braccetto con l’allora questore passeggiava per il carmine (la zona del centro storico alla quale si riferiva Corsini ove ancora oggi è sconsigliatissimo entrare a piedi se si tiene alla pellaccia n.d.r.) ripetendo con quella sua insopportabile voce una nenia che faceva più o meno così:

“Sto camminando da ore per il Carmine e ancora non ho incontrato un extracomunitario, Brescia è una città tranquillissima”

Eh grazie al cazzo… con duemila poliziotti che ti scortano vorrei vedere. Tornaci stasera da sola brutta stronza che ci facciamo una risata” le urlai mentre gracchiava dal mio televisore ma ai tempi non avevo un Blog e l’unica a sentirmi fu mia moglie…

Era il messaggio del partito per un Corsini che aveva osato toccare tasti che la sinistra non ha mai voluto toccare per non rischiare di perdere una parte dell’elettorato di quei giorni e di quello che ancora oggi stanno cercando di concimare. I riflettori, che come scriveva Corsini si stavano spegnendo, si spendero definitivamente. Il caso è chiuso, il fatto non sussite.
La proposta del Sindaco di sgomberare i campi nomadi e di fare pulizia in città, già sbeffeggiata dal redattore di Repubblica, fu messa al bando dai soliti buonisti, benpensanti, no global e compagnia bella e Corsini rimase da solo con il cerino in mano, abbandonato da quelli (e quello) che gli chiesero il sacrificio e deriso dall’opposizione colpevole allora come oggi di non dare una mano per la paura di “essere scavalcati a destra”. Il peggio del peggio della politica Italiana (e dell’amore occidentale per il suicidio) riprodotto in scala.

Da allora Brescia è sempre stata una bomba inesplosa e vi posso assicurare che quello che è accaduto in questi 17 giorni non è nulla rispetto alla situazione in cui versa la città.
La politica Italiana delle chiacchere che non fa mai nulla, gli interessi egoistici di tutte le parti in gioco (imprenditori, affittuari, centri commericiali che adorano l’idea che il centro si svuoti, affittuari e politicanti da strapazzo) hanno ucciso e continuano ad uccidere la mia città… noiosa ma onesta, provinciale ma sicura, piccola ma accogliente. Una città che ho amato ed amo sulla quale i riflettori si spegneranno di nuovo… fino alla prossima puntata…

Buona Vita!

43 comments

1 FC { 08.31.06 at 5:59 pm }

Uno dei tuoi migliori post, amico mio. Bello e istruttivo. Grazie. ;-)

2 Kagliostro { 08.31.06 at 6:04 pm }

Il brutto di tutta questa vicenda è che Brescia o Parigi sono solo l’inizio se non si inizieranno a mettere in atto delle politiche serie sull’immigrazione. E questo sarebbe uno di quei famosi punti su cui destra e sinistra non hanno davvero senso.
Mentre leggevo pensavo al pugno di ferro di Cofferati a Bologna. Perché cofferati sì e altri (vedi padova) no?

L’unica cosa buona è che ora pare che il problema non passi così inosservato e quindi qualche speranza c’è!

Cmq chi ti fa quelle battute sul giubbetto è proprio uno stronzo-insensibile! :mrgreen:
Pure un po’ menagramo se vogliamo!

3 aluccia { 08.31.06 at 6:39 pm }

io la città la vivo poco perchè abito e lavoro in provincia, ma quello che vedo in certe zone della città è veramente preoccupante. succedono troppe cose, e purtroppo (perchè non sono e non voglio diventare una xenofoba) la maggior parte sono causate dagli extracomunitari allo sbando. ho sentito parlare di commesse del centro che chiudono i negozi e vanno via in gruppo per timore di stupri e rapine, ho sentito parlare di quartieri inagibili dopo che il sole scende. sento tante persone che meditano di andare via, anche se non credo sia la strada giusta. ma la soluzione dov’è? brescia è solo l’avanguardia dei problemi che domani si presenteranno ovunque.

4 aluccia { 08.31.06 at 6:43 pm }

dimenticavo, grazie per questo post.

5 Fabrizio { 08.31.06 at 6:56 pm }

“e tutto è sempre filato liscio fino a quando i folli flussi migratori richiamati da folli politiche, imprenditori in cerca di personale sottopagato, affittuari senza scrupoli desiderosi di affittare baracche di 50 mq. a 50 persone per incassare 50 affitti e la succitata criminalità hanno cambiato il volto”
Questo è il tuo passaggio logico chiave. Ed è clamorosamente cannato!
Non sono state le politiche folli a far sì che ci fosse quella richiesta di manodopera sottopagata. È l’economia bellezza. Tu quando vai a comprare qualcosa o ti vuoi fare il nuovo giardino, cerchi di avere il prezzo più basso, no?
Ecco, questa dinamica dei prezzi si riflette nelle aziende che sono spinte ad abbassare i costi di produzione per mantenere almeno i salari degli amministrativi e della dirigenza.
Sotto ad un certo livello di salario con la manodopera locale non ci si va, per cui o si esporta il lavoro o si importano i lavoratori.
Si chiama globalizzazione e non è colpa dei cattocomunisti, di Martinazzoli, di Berlusconi o di Bush. È colpa del diritto di tutti a commerciare con tutti e del fatto che tu scegli sempre i prezzi più bassi. No way. Non ci sono dazi che tengono, come disse quel genio di Tremonti, perchè ci butterebbero subito fuori dai mercati. Ci sta da capire come si costruisce una società multiculturale e multireligiosa.
E, te lo ripeto, è colpa TUA-TUA-TUA e del tuo fatto di stare sempre lì a confrontare i prezzi.

6 Robinik { 08.31.06 at 7:23 pm }

Grazie Fausto… quel onore :)

Kagliostro … e pensa che cheè il tizio al quale probabilmente sono più affezionato ;)

Aluccia
Grazie a te per la visita. La città è molto peggio :(
P.S: Ci conosciamo?

Fabrizio
Premesso che il “passaggio chiave” o comunque il messaggio che voglio dare è ben altro ti comunico ufficialmente che hai detto una tavanata.
Quella domanda è generata da una politica del lavoro socialista, ingessata, ottusa e immobile. Inoltre le dirigenze sono sottopagate (in Italia) e io raramente scelgo qualcosa in base al prezzo (avendo sempre lavorato per aziende che sono le più costose del mercato sarei pure pirla). Il mercato in Italia non è mai esistito e la globalizzazione con quello che dici non c’entra una mazza.
Ho come l’impressione che tu ultimamente abbia una gran voglia di cercare il pelo nell’uovo ma vedo solo buchi nell’acqua ;)

Ciao!

7 loupsos { 08.31.06 at 7:44 pm }

Quando ho iniziato a leggere il post avevo voglia di capire. Ora, dopo averlo letto e aver digerito un pezzo crudo di realtà che (come giustamente dici) non si legge sui giornali e men che meno si vede in tv, ho voglia di saperne ancora di più. Spero che posterai ancora su questo tema. Intanto, grazie!

8 Fabrizio { 08.31.06 at 9:19 pm }

Se dici che il messaggio era un altro, non trollo e chiedo venia. Per me era il passaggio chiave in cui hai provato a dare una giustificazione politica ad un fenomeno economico.
Ci si tornerà se un giorno si parlerà di quei temi. Caso strano comunque queste tematiche ci sono anche negli USA, pari pari pari. Se anche quello è uno stato socialista che applica scelte socialiste, allora vabbè.
PS: non hai capito che quel TU vuol dire il portafoglio della persona quadratica media.

9 Capemaster { 08.31.06 at 9:22 pm }

causa modem, me lo salvo e me lo leggo con comodo..
a domani.

10 Robinik { 08.31.06 at 9:27 pm }

Loupsos
Grazie a te :)

Fabrizio
Non era il passaggiochiave. Senza quello infatti il post sta in piedi cmq ;)
per il resto: Negli USA quel problema a cui ti riferisci non esiste e non solo perchè non si può arrivarci con un barcone e scorazzare liberi ma anche perchè il mercato del lavoro è estremamente più libero. Non devi sposare il tuo dipendente. Inoltre (se proprio devo pignolare) quella era una delle cause da me citata ;)
Per il resto mi riferisco proprio alla persona media, quella che ha meno soldi da spendere proprio perchè rifare il giardino (per tenere il tuo esempio) due volte a 600 € perchè si è scelto un giardiniere cazzone contro quello bravo che ne chiedeva 900 non è una scelta intelligente ;)

11 Robinik { 08.31.06 at 9:28 pm }

Cape sei scusato solo per il modem :mrgreen:

12 fabio { 08.31.06 at 9:51 pm }

Negli USA quel problema a cui ti riferisci non esiste e non solo perchè non si può arrivarci con un barcone e scorazzare liberi

Infatti entrano a piedi dalla frontiera messicana.

Che i messicani non siano musulmani li rende, in teoria, più integrabili, ma il problema della clandestinità, e conseguente microcriminalità, è lo stesso.

13 Robinik { 08.31.06 at 11:05 pm }

Perfetto Fabio… ora basta che qualcuno la butti su Berlusconi e anche oggi abbiamo dato il meglio.

Il prossimo che viene a farmi la ramanzina che devo essere orgoglioso di essere italiano lo castro :mrgreen:

14 aluccia { 08.31.06 at 11:41 pm }

non credo che ci conosciamo, a meno che i labirinti della vita reale non ci abbiano portato a confrontarci in altri ambiti. io comunque vivo in franciacorta e faccio l’architetto. l’email ce l’hai.

15 Gianmario Mariniello { 09.01.06 at 12:18 am }

…a Brescia avete la Beccalossi che - oltre ad essere una bellissima donna - ha le idee chiarissime ed è in gambissima: fidatevi di Lei.
La colpa non è di Corsini, ok (PS: un sinistro non avrebbe mai fatto un riconoscimento del genere): ma se i vigili urbani controllassero gli appartamenti e la regolarità degli affitti, le cose potrebbero controllarsi. E i VV.UU. dipendono dal Sindaco.
Basta partire dalle regole elementari: Rudolph Giuliani insegna. GM

16 Robinik { 09.01.06 at 12:37 am }

Io lavoro in franciacorta ma non faccio l’architetto :)

Domani ti scrivo
Ciao!

17 Robinik { 09.01.06 at 12:43 am }

Mariniello:
Conosco la Beccalossi, ci salutiamo anche se lei probabilmente non sa nemmeno come mi chiamo :D
Se a Brescia la Lega non avesse il vizio di “pesarsi” presentandosi da sola alle elezioni Viviana sarebbe Sindaco di Brescia. Per il resto non cambia molto quando per parola dello stesso Corsini i pm mettono in libertà le persone arrestate dalla polizia (è nell’intervista… :( ).

Non so se un sinistro avrebbe fatto lo stesso ma io mi sforzo di capire e se un’idea è buona o una persona è valida non mi chiedo da che parte sta. Corsini ha le sue colpe, molte. Ha fatto installare telecamere ovunque solo per dare multe a chi passa nella zona ZTL :?
Però ridurre il problema a lui significa tenerselo (il problema) per sempre.

Ciao!

18 eppols { 09.01.06 at 5:55 am }

Finiscila di fare la persona seria, suvvia..

19 Fabrizio { 09.01.06 at 8:03 am }

“Negli USA quel problema a cui ti riferisci non esiste e non solo perchè non si può arrivarci con un barcone e scorazzare liberi.”
Presumo che sto parlando con uno come il sottoscritto che ha esperienza diretta del fenomeno statunitense, e non di uno che vede il TG4. :-)
Tu stai dicendo che negli Stati Uniti il problema della delinquenza dei ghetti, dei neri, degli ispanici, etc, non c’è. Stai dicendo che negli USA le sequenze di assassini tra bande e/o nelle villette non ci sono.
Stai dicendo che negli USA non sono mai successe rivolte di interi quartieri. Stai dicendo che negli USA non ci sono delle Brescia.
Boh, sinceramente non so di quale america parli. Io quella che vedo e con cui lavoro ha gli stessi identici problemi di integrazione di Parigi e di Brescia. Identici.
Forse invece il problema è un altro; potrebbe essere un problema intrinseco alla globalizzazione, per cui o esporti lavoro o importi manodopera. E non ci sono dazi o quote che reggono.

20 Robinik { 09.01.06 at 9:38 am }

Fabrizio… io pensavo tu ti riferissi al discorso dal quale siamo partiti ovvero delle imprese che cercano lavoro. Se non avessi riportato solo un pezzo della frase sarebbe chiaro a tutti ;)

21 Robinik { 09.01.06 at 9:39 am }

Eppols
ma come?
non ti rendi conto che questo post è il cavallo di troia ideale per la campagna ADOTTAUNCECCHINO? :mrgreen:

22 otimaster { 09.01.06 at 9:55 am }

Bellissimo Rob, uno splendido spaccato della Brecia degli ultimi anni con richiami a molti episodi che avevo dimenticato o che nemmeno conoscevo, ora la situazione mi è molto più chiara.

23 isp. { 09.01.06 at 10:04 am }

post interessante e che mette tristezza allo stesso tempo…

vedo lo stesso processo di trent’anni fa in america: ora i centri delle citta’ (o i quartieri subito attorno al downtown) sono stati presi da immigrati o delinquenti di vario tipo e sono praticamente inagibili. i lavoratori onesti si sono spostati negli exurbs, ovvero in quartierini modello subito fuori dalla citta’… cosi’ hanno rovinato Detroit, Philadelphia, Baltimora…

24 Fabrizio { 09.01.06 at 10:18 am }

“Negli USA quel problema a cui ti riferisci non esiste e non solo perchè non si può arrivarci con un barcone e scorazzare liberi ma anche perchè il mercato del lavoro è estremamente più libero.”
Adesso l’ho copiata tutta. Se per te il mercato libero risolve il casino dei getti neri delle città americane, vabbè, fantastico!
Ritorniamo al tuo tema (scusa, volgio assolutamente evitare di fare il drifting/trolling).
Abbiamo un problema di criminalità dovuto ad un input di criminalità. Tu ci fai tutto un post argomentato citando scelte sbagliate dal punto politico (Martinazzoli, Corsini e Jervolino). Concludi il post dicendo “La politica Italiana sta uccidendo la mia città” (scusa per l’abbreviazione, ma voglio rimanere sul fatto che hai fatto un passaggio sbagliato).
Mi permetti di dire che la politica in alcuni casi non ci può fare nulla, può arginare in minima parte alcuni fenomeni ma non risolversi. Per me il problema ha a che fare con la globalizzazione che (positivamente) sta dando a tutti la possibilità di commerciare con tutti.
Risultato: prezzi che vanno giù, lavoro che si esporta, lavoratori che si importano.
Per cui, a Brescia, a Detroit, a Houston come a Parigi ci sono dei conflitti dovuto al fatto che si incontrano popolazioni con colore della pelle diversi e con un diverso concetto di polis.
Io non vedo altra soluzione che far passare una generazione.

25 Fabrizio { 09.01.06 at 10:22 am }

ghetti non getti .. sorry.

26 Kagliostro { 09.01.06 at 10:25 am }

Fabrì, ma che stai a dì?

Ragionando come fai tu allora bisognerebbe dare la colpa al partito comunista e ai sindacati che alzando il costo del lavoro favoriscono l’immigrazione clandestina ed il lavoro in nero (alzando il costo del lavoro in patria ed abbassandolo all’estero nei territori dove c’è un certo regime… Cina?).
Duqnue la colpa non è della globalizzazione, bensì dei sindacati. Ma è un ragionamento normale secondo te? O quantomeno bastevole a spiegare l’esplosione di criminalità? No, tant’è che no nspiega quanto avvenuto a Parigi.

Per non parlare poi del parallelo fra USA, Parigi e Brescia.
I 3 casi hanno in comune solamente il fatto che gruppi non omogenei, non solo economicamente, ma anche per cultura e religione sono delle bombe pronte ad esplodere. La cosa più grave è che a Parigi (e Londra) poi, non è bastato che i livelli economici fossero simili. Se non c’è forte integrazione economica e culturale, finisce che con le divergenze religiose scoppino le guerre.
Ed il caso francese (e inglese) smentisce in pieno la tua teoria della globalizziazione e delle aziende sfruttatrici.
Con buona pace delle teorie politicamente corrette della sinistra.

Poi a te che sei “scienziato” dovrebbe saltare subito all’occhio che superata una certa percentuale di immigrati (il 20%) i casini scoppino per forza di cose, non c’è politically correct che tenga.
Come succedeva anche negli USA quando ci andavamo noi.
L’integrazione è una cosa molto difficile da realizzare. Gli esempi del passato sono lì a dimostrarlo basta saperli decifrare.

L’unica soluzione buona l’aveva trovata il centrodestra ed è la Bossi-Fini: entrano un tot di immigrati a seconda di tot lavoro. Non basterebbe nemmeno quello (manca l’integrazione culturale e religiosa), ma almeno è un passo avanti.
Così si aveva integrazione dovuta ad un posto sicuro (anzi, non integrazione, ma possibilità di integrarsi sì) ed in più non si dovevano trasferire le aziende all’estero. e c’era manodopera per fare lavori che noi non facciamo.
Ma anche questo non basta come, torno a ripetere, i casi francesi ed inglesi sono lì chiaramente a dimostrare.
Però la bossi-Fini introduce almeno in parte dei criteri del controllo del flussi migratori.
E se presi per tempo, avendo alle spalle l’esperienza europea del modello francese, qualcosa è possibile farla.

Purtroppo la sciagurata idiozia di questi idioti al governo li porta a disfare una delle idee migliori per garantire flussi migratori regolati e civili.
E solo un super idiota come Prodi poteva far trapelare la possibilità POCO PRIMA DI AGOSTO (il periodo migliore per le traversate)di un piano di REGOLARIZZAZIONE TOTALE di tutti gli immigrati abbassando addirittura il numero di anni per avere la cittadinanza.

Poi non ci lamentiamo di Padova dove la sinistra ha creato il NUOVO GHETTO e dove adesso sono gli stessi immigrati a creare una POLIZIA UFFICIOSA per controllare il territorio.
Cmq tutto come previsto.

27 Robinik { 09.01.06 at 10:42 am }

Fabrizio:
Non ci siamo
Io credo che il problema sia politico perchè manca la volontà di far rispettare la legge nella quale si usano più pesi e più misure.
A fronte di questo nessuna generazione è sufficiente perchè queste cose favoriscono il razzismo e non aiutano l’integrazione (tant’è vero che a Brescia gli immigrati sono ghettizzati… alla faccia dell’integrazione). Succede che una cosa necessaria (l’immigrazione) e positiva (l’integrazione) diventino irrealizzabili ed il problema rimanga.
Se un passaggio sbagliato c’è (e non è voluto) è quello che dà l’impressione che l’immigrazione abbia creato problemi. In effetti non è chiaro ma non è la mia posizione in assoluto.

In questo la globalizzazione il mercato e compagnia bella non c’entrano una fava

28 Robinik { 09.01.06 at 10:44 am }

Master: Grazie ;)

Ispi: Grazie :) Qui è la stessa cosa. il cntrocittà ormai è rovinato e stanno uscendo tutti. Spero arrivi il momento in cui rientreranno (come a Chicago ;) )

Ciao!

29 fabio { 09.01.06 at 12:32 pm }

Berlusconi l’ho votato, ma te, che lo nomini a sproposito, mi sa che c’hai la fissa.
Sugli USA hai toppato.

Che palle! Un altro che cerca di svicolare per non ammettere l’errore.
Migrerò (clandestinamente?) verso altri lidi. :D

30 monica { 09.01.06 at 12:33 pm }

Intanto complimenti. Hai rappresentato chiaramente, anche i tuoi sentimenti per la Rosa…
Brescia vive certamente un’escalation del crimine, lo stesso Milano, Roma non è da meno. Ti pongo però una domanda: è un caso che l’innalzamento dei delitti si verifichi in particolare al nord ? O se vuoi, al centronord ? Temo di no. Senza privare del mio disprezzo i criminali locali, molti atti di violenza portano il marchio straniero. L’aumento degli extracomunitari (maggioranza clandestini)che prendono d’assalto le nostre coste prima, le città produttive poi, non fa che aumentare gli episodi delittuosi dei nostri giorni. Intendiamoci…lo voglio ripetere ancora una volta per chi mi definirà “razzista”: i balordi italiani li abbiamo già in casa, gli stranieri contribuiscono. E la situazione diventa ingestibile, troppo grande, troppo complessa e pericolosa. Anche per le forze dell’ordine, anche per lo Stato. Del Governo poi non ne parliamo. Da non sottovalutare poi che un immigrato proveniente dal Marocco ha una considerazione dell’universo femminile ben diverso da quello di un immigrato che viene dalla Polonia.
Un saluto a te. :)

31 velenero { 09.01.06 at 12:40 pm }

Post interessantissimo!

Mi viene in mente il sindaco sceriffo del nuovo millennio: Cofferati… a lui nessuno sta impedendo nulla, ciò nonostante la sicurezza non c’è (penso al tentato stupro di qualche giorno fa) e la vita culturale bolognese è quasi morta, uccisa dalle sue ordinanze.

32 Fabrizio { 09.01.06 at 12:57 pm }

Ci siamo quasi. Sei all’angolo, un altro paio di ganci e vai giù. :-)
Mi trovi d’accordo che c’e’ un problema di ordine pubblico. Mi piacerebbe che tu mi confermassi che il problema ce l’ha Brescia come moltissime altre città del mondo (e smentissi la smargiassata sugli USA di un paio di commenti sù).
Ora andiamo al pratico. Città di 200mila abitanti, bisogno di manodopera, importazione di 2mila immigrati nell’arco di circa 10 anni (faccio l’esempio della piccola città operosa del Nord, ma se metti 3milioni-30mila hai una città grande). Spero tu sia d’accordo sui numeri.
Di questi 2mila almeno la metà hanno “problemi” col nostro concetto di polis. E sono gli esempi che citavi tu. Quando intendo “problemi” dico due cose:
1. Che accettano di vivere in condizioni disumane (leggiti l’ultimo articolo dell’Espresso sulla Puglia e i pomodori)
2. Reagiscono in modo violento (furti, rapine, scazzottate, stupri sia tra di loro che con gli altri).
Preparati per il knock-out: mi spieghi secondo te quanta polizia e magistratura è necessaria per far rispettare quelle leggi? Ti parlo per esperienza diretta, ma solo a Brescia ci vorrebbero tra i 100 e 200 poliziotti in più addetti solo a quello; ricordati che devi fare almeno 4 turni perchè in questi casi ci vuole la copertura 24h; per cui a lavorare effettivi, tra vacanze e fine settimana, hai un quinto di quella somma.
Tu farai il leghista e dirai, troviamoli. Sì però, 200 a Brescia, 200 a Padova, 2000 a Roma. Quanti ce ne vogliono veramente per maneggiare il clash? Basta la polizia (ricordati la rivolta di L.A.), o a volte ci vuole l’esercito.
E soprattutto, chi cacchio lo paga questo gruppo di 100mila poliziotti che in Italia non fanno altro che rispettare la legge nei quartieri ghetto?
Si può lavorare sulle quote di immigrazione, sulle coste, sulla Bossi-Fini. Alcuni paesi lo fanno, anche se ci riescono bene solo i paesi del nord Europa e nord america, perchè non hanno i confini con questi stati disperati. Gli stati come l’Italia, la Spagna, la Grecia, il Texas, provano ad arginare. Ma non ci riescono nè con le amministrazioni di destra, nè con quelle di sinistra.
Perchè è e rimane un problema economico senza soluzione immediata; ci vuole una generazione. Ed è lo stesso che hanno vissuto gli Italiani in Germania o negli Stati Uniti, i neri negli USA, gli ispanici negli USA, i russi in Europa negli anni 90: la prima generazione non si integra, c’è poco da fare. Si integra la seconda, i figli. Per motivi culturali e linguistici.
Ci siamo? Oppure sei al tappeto e non riesci ad alzarti? :-)
PS: scusa, ma il tuo “A fronte di questo nessuna generazione è sufficiente” è ingeneroso verso la povera Pakistana trucidata dai familiari. Lei, seconda generazione, si era integrata eccome. Proprio per questo l’hanno ammazzata!

33 FabioC. { 09.01.06 at 1:55 pm }

Penso che dare ai cittadini la possibilitá legale e materiale di difendersi da soli sia un punto importante.

Tanto per fare un esempio, anche le bombolette di spray irritante sono considerate “armi comuni” e richiedono un’apposita autorizzazione. E’ assurdo.

34 Capemaster { 09.01.06 at 2:37 pm }

Il degrado… il degrado è alle porte in tutte le cittadine media dell’italica penisola. Anche a PG, in certe zone, io da solo non ci vado.
Ci sarebbero molti commenti da fare, vedo che ce ne sono più di trenta (non ho tempo di leggerli sorry), ma credo che la questione forte da porre è che in Italia non si riesce a valutare tranquillamente i costi sociali di qualsivoglia operazione. Questo è il problema. Ovunque anatemi e invettive ma poi restano solo chiacchiere… quando viene il momento di intervenire la pratica si perde nel castello.

——————-parte non seria——————————-

Le varie amministrazioni che hanno governato la città hanno sempre fatto di tutto per non turbare queste apine operose tanto che la vita notturna è stata sempre osteggiata: a nanna presto ed in ufficio presto

Poi un bresciano ha aperto il blog e da allora tutto è cambiato :lol:.

35 Robinik { 09.01.06 at 4:11 pm }

Velocissimo (sono di passaggio) ringraziamento a tutti.

Fabrizio non pensavo fosse un incontro di boxe ma uno scambio di idee… per il resto al carmine non lavora nessuno ;)

lol @ Cape

Monica grazie :)

Velenero: Cofferati è il mio (e di LucaP) idolo.
Tempo fa feci campagna per lui :mrgreen:

36 Kagliostro { 09.01.06 at 4:33 pm }

Mah, Fabrizio, quando elabori una teoria dovresti assicurarti che questa sia verificata sennò è una cavolata.
Negli scontri di Parigi e negli attentati di Londra così come ultimamente nella ridente Olanda, non mi pare che ci fosse un vero problema economico.
La globalizzazione e la ricerca di basso costo del lavoro li porta in Italia, Francia, Olanda e Inghilterra e infine anche Germania però una volta che il lavoro ce l’hanno, non è detto che non scoppino lo stesso ribellioni nel paese che li ospita.
Ma non per motivi economici e cmq sicuramente non solo per quello.

Io capisco qual’è il ragionamento alla base del tuo discorso perché anni prima dell’11 settembre mi trovai coinvolto in una feroce discussione con un mio carissimo amico che accusava il vescovo di razzismo per aver detto che bisognava dare precedenza, nei flussi migratori, agli immigrati di religione cattolica.
Anche se è “duro” accettare una realtà del genere (e tu pensa che questa discussione avvenne PRIMA dell’11 sett) purtroppo la realtà è quella. DURA ma è quella.

I motivi della mancata integrazione sono ovviamente economici ma anche e soprattutto culturali e religiosi.
Non tenerne conto vuol dire toppare alla grande e non aver individuato il problema.

Ovviamente mi piacerebbe sentire da te quali sono i metodi miracolosi adottati negli stati del nord e di cui USA e Europa centro meridionale non si sono accorti.

Dal canto mio contnuo a pensare che la soluzione sia da ricercare in più punti a partire anche dal controllo più stretto del territorio in modo “dinamico”: ci sono regioni colpite in modo diverso nel corso dei mesi.
Ad un miglioramento della bossi-Fini.
Ma soprattutto a ridurre il più possibile le quote di posti disponibili affinché un flusso più piccolo possa meglio “sciogliersi” nel territorio in cui si trova evitando di creare i GHETTI di padoviana memoria dove l’immigrato crea solo uno stato nello stato!

Però come vedi le mie sono soluzioni di DESTRA: cioè CATTIVE e DURE e poco politicamente corrette.
Voi a sinistra accettereste cose del genere?

37 watchdogs { 09.01.06 at 10:49 pm }

Mariniello, Giuliani prima di tutto (non come sindaco, come procuratore, ma è per farti capire meglio il personaggio) ha usato il pugno di ferro con i “colletti bianchi”, i maghi di Wall Street e compagnia bella. Gente che ha fregato la SEC e s’è beccata decine di anni di galera. Poi, da sindaco ha avuto le palle e la credibilità per usare il pugno di ferro anche con la criminalità da strada. Qui credo che nessuno sia in grado di fare entrambe le cose, e secondo me colpire gli extracomunitari per quel che fanno la sera e non colpire chi li fa lavorare in nero di giorno, non serve a nulla (e, sia ben chiaro, io sono per colpirli entrambi, ho letto oggi l’articolo di Gatti sul’Espresso e m’ha messo addosso una tale rabbia, come uomo, destra e sinistra non c’entrano).

Robinik, questo tuo attacco:
Qui se arrivi in ufficio alle 8.30 sei uno “che non fa un cazzo” (io arrivo dopo le 9 n.d.r.), quando ti prendi un giorno di ferie puoi star certo che qualcuno ti dirà “bella la vita eh!?” con il sottointeso “sei uno che non fa un cazzo” e se non hai un lavoro ti guardano come un extraterrestre: essere disoccupati a Brescia è praticamente impossibile. Le varie amministrazioni che hanno governato la città hanno sempre fatto di tutto per non turbare queste apine operose tanto che la vita notturna è stata sempre osteggiata: a nanna presto ed in ufficio presto. Una banca ogni 100 metri e un parco macchine da sfilata di gala completano il quadretto al turista che per caso vi si trovi a passare: qui ci sono i danè…

mi ha fatto pensare che io in un posto così non ci vorrei vivere, che me ne faccio della macchina da sfilata se la sera devo andare a letto presto? non ti offendere :-)

38 Fabrizio { 09.02.06 at 7:20 am }

Kaglio’, guarda che io quando mi riferivo agli stati del nord, non mi riferivo a “metodi”, ma a differenze geografiche.
La Germania non ha una frontiera a süd verso stati poverissimi. Per cui può controllare le sue frontiere meglio, mentre per l’Italia, la Spagna o il Texas, avresti bisogno di centinaia di navi e/o di una barriera.
Ho anche scritto che puoi lavorare sulle quote; però non dimenticarti che così facendo, fai un intervento sul costo del lavoro.
Quello che proprio non capisco del “vostro” ragionamento, è che non c’è uno stato in cui i problemi di integrazione sociale non ci siano stati e non siano durati almeno una generazione (vedi gli italiani d’america). Voi vedete però solo i motivi intermedi: i non cattolici non vanno importati, bisogna limitare “gli altri” (non commento il dettaglio sul “cattolico”, perchè io lavoro con protestanti, induisti e musulmani e ti assicuro che quello che dici è una cazzata, ma lasciamo perdere). OK, fatelo. Tanto guarda che le dinamiche del mercato del lavoro lavorano a prescindere.
Ti faccio un esempio, ricollegandomi alla storia disumana dei pomodori riporata sull’Espresso: mettiamo che usiamo la tua proposta di importare solo cattolici.
Risultato? Molti meno immigrati, prezzo dei pomodori italiani che sale, pomodori italiani fuori dal mercato. In tre anni non hai bisogno di importare più manodopera e si sono impoveriti anche un sacco di italiani che hanno le aziende che lavorano i pomodori.
Capiscimi bene, non è che io sto facendo il caritatismo peloso di certi settori. Io sto dicendo: problema globale, soluzione globale.
C’è un detto americano che dice: per ogni problema complesso c’è una soluzione semplice; quella sbagliata. Ecco la tua soluzione “di destra” a me non sembra nè CATTIVA nè DURA nè poco politicamente corrette; a me sembra la risposta semplice ad un problema complesso.

39 Kagliostro { 09.02.06 at 10:09 am }

Vabè Fabrì, lasciamo stare il tuo esempio che lavori con i protestanti: se mi dici che le probabilità di integrazione di un ingegnere italiano emigrato in Germania sono anche lontanamente paragonabili a quelle di un marocchino allora è inutile anche che iniziamo a discutere.

Semmai la tua storia dimostra tutto il contrario: che possibilità di integrazione c’è se esistono dei punti di contatto che ovviamente non sono solo la religione, ma anche culturali ed economici.

Insomma il concetto è che c’è bisogno di un insieme di fattori affinché si verifica un’integrazione degna di questo nome.

Sulle generazioni poi ti sbagli alla grande come dimostrano i casi di Francia e Inghilterra dove altro che una generazione è passata.

Il discorso sulle quote poi non l’ho capito: io mi dico che se servono 100 lavoratori ne devi importare 50. Se ne servono 100 ne importi 100. E’ la logica che sta alla base della Bossi-Fini.
(Ah pErò forse sono stato poco chiaro io in un commento dunque magari è un errore bipartisan).

Sul problema globale non posso che darti ragione: è verissimo e gli stati del nord se ne fottono dell’Italia. Però se loro se ne fottono, almeno nel nostro piccolo qualcosa la dobbiamo pur fare.

Non capisco perché sei contro lo stato-di-polizia: usando il tuo ragionamento sui costi-benefici è vero il contrario. Maggiore criminalità = maggiori poliziotti, maggiori poliziotti = maggiore sicurezza, maggiore sicurezza = maggiore guadagni.
(Senza contare poi i benefici ai progressi della SCIENZA: come per la GUERRA che mette in moto le migliori menti del globo così la lotta alla criminalità sbloccherebbe finanziamenti a centri di ricerca e chissà quali meraviglie).

Poi se vogliamo fare qualche esempio concreto: gli italiani in USA e in Germania (non tu ovviamente che non c’entri una sega con quei tipi di emigrazione) ci hanno messo una generazione (forse due va!).
I filippini da noi ne combinano di cotte e di crude, ma che io sappia non hanno mai tentato di farci saltare in aria dentro le metro (e cmq hanno tassi di criminalità forse anche inferiori agli italiani).
I polacchi e gli albanesi so’ mandrilli, ma a parte criminalità comune o episodi isolati non è che siano così fastidiosi.

Purtroppo rimangono loro e sempre loro e tu sai di chi sto parlando.
Volenti o nolenti bisogna farsene una ragione: nessun intento discriminatorio, ma se l’integrazione di un musulmano è più complessa e costosa (per non parlare di “pericolosa”) di quella di un ateo-cristiano-protestante-buddista-induista etc etc bisogna metterlo nel conto sì o no?
Sempre per quel discorso costi-benefici.

So già che tu mi risponderai che l’immigrato non è una “merce”: chi mai potrebbe sostenere il contrario.
Però non lo è né il musulmano né tantomeno il filippino. E partendo dal fatto che sono entrambi molto poveri e che entrambi hanno bisogno, bisognerebbe tener presente quello che più ha possibilità di integrarsi.
Altrimenti poi non solo stanno male loro, ma rischiamo di affondare pure la barca su cui stiamo noi.

Per quanto riguarda le proposte non ne vedo altre (e nemmeno tu ne indichi qualcuna salvo dire che è una situazione globale).
Sul fronte globale l’unica cosa davvero utile sarebbe una BELLA GUERRA per andare a rompere il culo ai dittatori. Ma di solito anche questo argomento a sinistra non è ben accetto!
Ma allora cosa ci resta?

40 Fabrizio { 09.02.06 at 11:12 am }

Sei un caso disperato! :-)
Io mi riferivo alle persone di altre religioni con cui interagisco per dirti che ti assicuro che nel contesto internazionale i cattolici non sono i migliori a relazionarsi con altre culture.
Io invece dicevo proprio che i lavoratori e il lavoro si comporta come una merce, per cui, volenti o nolenti, i lavoratori sono una merce. Brutto da dirsi, ma ipocrita da non dirsi.
Sulla sequela di popolazioni e religioni, non so che dirti. Sei tenero.
Io non condivido per niente questo odio strisciante diffuso contro le persone di religione musulmana. Capisco che ci sono state delle persone che, USANDO come scusa la religione, hanno fatto degli atti violenti. Ci sono stati parimenti dei brigatisti che, usando la politica come scusa, hanno ammazzato.
Da lì a dire che tutti i milioni di persone che erano comuniste in Italia fossero assassini non assimilabili ad una “civiltà” occidentale ce ne passa.
E poi sulla seconda generazione, e l’ho già detto, la povera pakistana sta lì (purtroppo sul tavolo dell’obitorio) a dimostrare che dopo una generazione, andando a scuola e frequentando persone, ci si integra eccome! Italiani, pakistani, filippini o quant’altro. I figli faranno parte di quel tessuto sociale, non di quellooriginale.
Sui metodi forti per i dittatori, e qui mi sa che a sinistra siamo in due-tre, mi trovi d’accordo. La guerra è una estrema ratio. Però sanzioni serie, controllo delle vendite di armi e, SOPRATTUTTO, “operazioni chirurgighe” dei servizi segreti, ci stanno tutte.

41 watergate { 09.02.06 at 12:42 pm }

non potendo entrare sul piano del merito mi associo al Carioti nazionale.

42 Astrolabio { 09.02.06 at 1:48 pm }

e sì, adesso la l’immigrazione e la microcriminalità sono dovute al liberismo.
infatti come è universalmente noto le strade cittadine sono proprietà privata, e le forze dell’ordine sono un ente privato in concorrenza con altri enti di sicurezza privati.

sì sì, proprio così.

43 Buonsenso { 09.04.06 at 6:00 pm }

Diciamola tutta il razzismo non esiste, almeno in Italia, in particolare nei paesi e nelle cittadine un delinquente è sempre stato un delinquente indipendentemente dal colore o dalla provenienza, 50 anni fa i “disadattati” erano italianissimi e la condanna morale della brava gente non faceva sconti nemmeno al “paesano”. Provate a prendere le pagine di cronaca nera di un giornale locale e cancellare le notizie originate da immigrati di ogni sorta, vi ritroverete nel 99% con il bollettino parrocchiale, stesso discorso per i TG ..è ora di darci un taglio, continuare a prenderci per il culo non ha senso!!