L’uragano Latrina
Evviva, abbiamo un altro Fahrenheit 9/11. E’ “When the levees broke: a requiem in four acts” di Spike Lee. Il contenuto del polpettone - quattro ore e cotica di documentario - è arcinoto, e qui lo si ricorderà sommariamente: l’anno scorso a New Orleans c’è stato l’uragano, gli argini non hanno retto, è morta un sacco di gente e la colpa è di quel porco di Bush e dei suoi amici neocon. La stampa mondiale - quella italiana in testa - ha fatto la solita gara a spompinare Lee (approfittando della contemporaneità del lancio del film di Stone sull’undici settembre, da stroncare senza alcuna pietà perché mica puoi fare i film sul terrorismo islamico dicendo che effettivamente i terroristi sono stronzi e pensare di passarla liscia, no no no). Si vedano i quotidiani di oggi - Repubblica, Liberazione e Unità su tutti: c’è anche il manifesto, chiaro, ma qui si preferisce ricordare di quando, l’anno scorso, scrissero che Bush aveva usato Katrina per fare puilizia etnica a New Orleans. Quello che nessuno però dice - e qui il parallelo col panzone maledetto si fa più stringente - è che il film di Lee, come peraltro larga parte delle opere partorite a gettone per sostenere una tesi con piglio e argomentazioni da talebano, è una sequela di balle di clamorosa portata, imbarazzanti forzature e omissioni interessate. Segue breve ma succoso elenco.
- Il sindaco Ray Nagin - la cui incompetenza è stata ampiamente dimostrata dai fatti - è presentato come l’eroe della situazione: giova ricordare che il Nagin: a) dispose l’evacuazione dei quartieri a rischio della città 24 ore prima dell’arrivo di Katrina nonostante Bush glielo avesse chiesto invano da giorni; b) che il Comune di N.O. non si era mai sentito in dovere di predisporre un piano anti-uragano nonostante il rischio fosse reale da anni; c)Nagin ne ha dette di ogni a Bush perché sosteneva di non avere mezzi per evacuare la gente: e invece li aveva, solo che non li ha usati; d) . Giova anche ricordare che Nagin è - al pari del Governatore Blanco - espressione dei Democratici, e questo chiude la faccenda.
- Lee dà conto delle teorie secondo le quali gli argini sono stati intenzionalmente fatti saltare (e si torna alla storia dle manifesto) senza preoccuparsi di smentirle o, quantomeno, di confutarle. Sarà perché ci crede.
- Lee enfatizza come - ovviamente per colpa di Bush - dopo l’uragano si sia scatenata la più grossa ondata (scusate il calembour) criminale a memoria di niuorliansese: peccato che contemporaneamente la polizia spieghi questa cosa qua
- Il massimo referente politico di Lee è Harry Belafonte, ripreso mentre parla male di Bush insieme a Hugo Chavez, noto difensore dei diritti umani
- Non si fa menzione di tale William Jefferson: costui è da sedici anni membro del Congresso per conto di New Orleans, e l’unica cosa che si ricorda abbia fatto riguardo all’uragano - invece, tanto per dire, di controllare gli argini, organizzare le simulazioni pre-impatto o altre cose utili - è stato precipitarsi in città a disastro avvenuto (a bordo di un furgone della Guardia nazionale, che stile) per mettere in salvo elettrodomestici e altro mobilio. L’uomo - che l’Fbi ha documentato essere uno dei tangentari più impenitenti della storia americana - è però Democratico e membro del Black Caucus. Ergo, silenzio.
- Sfanculare Bush “perché non ha messo piede a N.O. dopo Katrina” è una bestialità: l’avesse fatto, le già insufficienti forze dell’ordine disposte dal governatore della Louisiana in città sarebbero stae completamente assorbite dalla sicurezza di Dabliu, e sai che bel casino che succedeva.
- Si manda in culo a più riprese Condoleezza Rice che fa compere mentre la gente soffre. Certo, la Rice è segretario di Stato (e pertanto ha mansioni che con la protezione civile c’entrano quanto lo scrivente con la pesca sportiva) ma di ricordare questa cosa non pare il caso: come se in Italia ci fosse un terremoto e la gente si incazzasse con D’Alema.
Forte di tanto prodotto, il regista si augura che il film “sia mostrato nelle scuole”. Come se il Camera Fabietti non bastasse
Ultima noterella: l’epocale e coraggioso film di denuncia sociale in questione che tanto gioverà al risveglio democratico delle coscienze intorpidite da anni di edonismo reaganiano e immoralità diffusa è stato realizzato con i quattrini della Hbo, l’impegnata emittente che ha rieducato le trentenni del pianeta spiegando loro che per emanciparsi davvero non devono più nemmeno sposare Simon Le Bon, basta si comprino un paio di scarpe.
ps che c’entra poco: voi non so, ma io questo lo vorrei menare.
Sullo stesso Tema (segnalato da Robinik):
Lexi Amberson: Cinema e Realtà
UPDATE!!! E qui si consuma lo sconcio finale


65 comments
Ma tu l’hai visto??
nu, ma in amerega l’hanno visto settimana scorsa. poi uno fa pochissima fatica a immaginarselo…
Marco non è che sto post te lo sei fatto scrivere da Robi
veramente bello, il titolo è da Pulitzer.
Bacio le mani al mio socio adorato. 10 e lode (p.s. non è che si riesce a tradurlo in Inglese per gli amici mmerigani??) Leggevo giusto oggi pomeriggio la recensione del film sulla Gazzetta (pazzesco vero?). Spike diceva tra le altre “finalmente la gente si accorge che i poveri ci sono anche in America”.
Illuminante….
Quindi hai scritto tutto sto post su un film in 4 puntate senza averlo visto. Ahahahahh.
Ci siamo. Sei pronto per fare il giornalista!
Fabrizio… spiace dirti che di questo film sta parlando mezzo mondo e quando anche sulla “Gazzetta dello Sport” Lee scrive “è giusto che sappiano tutti che non è stata Katrina ma le dighe acreare casino” e spara a zero su Bush & Company…
…non ci vuole molto a capirlo.
Ora ti chiedo la cortesia di dirmi sinceramente se hai intenzione di trolleggiare in ogni post e se vuoi portare contributi (anche dissentendo ma argomentando) ai post in questione. Così giusto per sapere a che gioco vuoi giocare perchè io sono uno che si annoia in fretta
@ titolare: lo copio sulla chiavetta e domani lo traduco a casa. in cambio però voglio i diritti reali sulla erli devison per fare un po’ di raid laic de uind pure io ;-P
@ jimprono: grazie, ma è tutta roba mia
@ fabrizio: per il post non serviva avere visto il film, bastava avere informazioni sul film, ampiamente reperibili sul web e sulla stampa americana. E comunque il giornalista lo faccio da un pezzo.
Uhm…
non mi pare corretto recensire ciò che non si è visto…
Mi leggerò qualcosa e aspetterò il film. Non penso si possa fare altro.
Cape: Posso recensire il film di Michael Morone anche se non lo vedrò mai (cosa della quale vado particolarmente fiero :D)
Marco: Diritti concessi. Quando ci troviamo (spero presto) ti faccio guidare la bimba
ma certo, sono liberale e lo puoi fare…
Ma comunque come approccio è sbagliato.
Promettimi che se mai ci incontreremo non porterai la tua motaccia scureggiante, ok?
No, non sto trolleggiando. Ho letto anch’io un po’ dappertutto. Ho letto anche degli applausi che ha avuti a Venezia.
).
Tutti questi commenti mi hanno incuriosito e volevo vederlo e siccome l’HBO non ce l’ho, la mia prima domanda era del tipo “ma che c’è un modo di vederlo?” (che poi un modo c’è…
Quando ho capito che neanche Marco l’aveva visto ho capito che il post non era niente che una summa di alcuni commenti. E soprattutto che lui prende per principio come giusti tutti i commenti di una certa parte politica (come molti americani che utilizzano il doppio significato della parola right per dire che la destra ha sempre ragione). Come sai, sul medesimo “in giro” ci sono una multitudine di commenti diversi, neanche lontanamente citati.
Non sono sicuro, ma in italiano scrivere così si dice fazioso.
PS: la frase “per il post non serviva avere visto il film” la può scrivere solo un giornalista. E te lo dice uno che non è anti-Bush. Uno che un anno fa cacciò il denè:
http://tinyurl.com/hose8
anche se mi rodeva moltissimo il fatto che il NOAA aveva previsto quella disastrosa stagione di uragani e nessuno se lo filò:
http://tinyurl.com/j2koq
Vorrai mica dire che dopo la nostra moda siamo riusciti a esportare pure l’”italian way of… lies”.
Ecchecacchio. Li facevo più furbi gli ammerigani. Pazienza da noi un Moretti che ti caimana Berlusca con l’italomedio che scuote la testa come i cagnolini sulla cappelliera dell’auto, ma che dopo Moooore ora loro si facciano riempire la testa di coglionate pure da Leeee… no, nun ce pozzo crede!!!
E magari AlQaeda riesce pure a convertirli all’Islam.
:-)))
Fabrizio:
grazie per la risposta: stai trollegiando… buono a sapersi.
A bè… se ha avuto applausi a Venezia allora deve essere verissimo
lol @ Valeforn
P.S. Alcuni GOP dicono che il prossimo nemico da sconfiggere sia Hollywood
Durante le ferie mi sono vista quel documentario sulla cospirazioni riguardante l’11 settembre, posto che qualche pulce nell’orecchio me l’ha messa, mi pareva un po’ “grossa” come cosa. Tu l’hai visto? Se sì, smantellalo che sono curiosa
Se per te trollare è commentare un post su un film scritto da uno che il film, per sua ammissione, non l’ha visto, okay.
Se vuoi un commento tipico di TV, eccolo: il post è bellissimo, pieno di informazioni utili! Ti linko!
Se ti interessa il parere di qualcuno che la pensa diversamente da te, let me know.
PS: tra parentesi il post stesso attacca in sostanza la correttezza del prodotto di Lee e il fatto che il film stesso sia stato fatto senza informarsi. Come dite in italiano? Il bue che dice cornuto all’asino.
Fabrizio:
a me interessano i pareri diversi dal mio. quello che non mi interessa è il ciarlare di chi pretende di far passare per parere la neazione dellla dignità del post e dell’autore. Si staparlando di katrina e su questo non hai detto mezza parola. Ti sei limitato a fare il supponente sbeffeggiando una persona.
Mizarin
Chi parla di complotti esercita sempre un discreto fascino (non a me). Non ho visto il film ma in ogni caso non sta a me sbugiardarlo ma a loro dimostrare
Scusa, ma per te il post è su Katrina???
Io ho letto un post su un film, non sull’uragano; post con paragoni a Moore e tutta una serie di accuse specifiche e piuttosto pesanti a Spike Lee. Potresti farmi una cortesia? Immagina una premessa al post con su scritto: il seguente post è stato fatto senza vedere il film in questione; poi rileggiti tutto il post e dimmi cosa ne pensi.
A me sembra un modo pessimo di commentare un film del genere; io sto aspettando di “poterlo vedere”
Poi, e solo poi, lo commento.
PS: Io la mia opinione su Katrina l’ho scritta un anno fa e l’ho anche linkata; ho donato alla croce rossa statunitense. Non mi sono mai unito alle critiche che, soprattutto in quei momenti, sono da sciacalli.
Fabrizio … abbiamo capito ora fai uno sforzo di immaginazione e prova a pensare “se le cose scritte fossero vere” e poi dicci la tua.
Grazie
se ti sforzi ad entrare in tema te lo tolgo 
P.s. per ora ti ho messo il cappello
Aho. Ti ho detto che dare addosso in quelle situazioni è da sciacalli! Che vuoi di più? Era nel primo link che ho messo.
Però, te lo ripeto, un commento al film di Spike Lee te lo do solo dopo averlo visto. Perchè a tutti i registi capita una cappella, o una super pellicola, ogni tanto.
Ad esempio a me i film di Moore non piacciono (come non mi piace l’opposizione alla Beppe Grillo); però, per aver conosciuto Denver in modo diretto, Bowling for Columbine mi è piaciuto moltissimo.
(OT: l’unico film che mi è piaciuto sull’9/11 è quello dei fratelli Naudet che stavano facendo un documentario sui pompieri di NY)
Meno male che hai specificato OT…
… è l’unica cosa IT (quasi) che hai detto
P.S. In quelle situazioni è da sciacalli… e con un film?
Azz, il cappello da trollatore nooooo!
Mi spieghi una cosa: come si fa a commentare a tema un post su un film che nessuno dei comuni terrestri europei ha ancora visto? Compreso l’autore del post!
Io vorrei commentare a tema, ma proprio è impossibile!
Sarò ingiusto e prevenuto, ma a me Spike Lee sta mastodonticamente sui coglioni… un pressappochista che si atteggia a comunicatore di concetti impegnati…
Gente come lui andrebbe solo ignorata.
@Rob: geniale il cappello da troll!
Ragazzi se avete sky girate su National Geographic…
C’è un documentario sull’11/9 (in Italiano)
P.S. lol @ Velenero
Che poi si può commentare qualsiasi cosa senza averla vista né provata, ma poi non bisogna scandalizzarci se qualcuno ce lo fa notare.
Fino a che punto siamo liberali?
marco, ma il titolo si riferisce all’uragano o al film? perchè se all’uragano, non fa ridere
Rhadamanth
nessuno scandalo.
Solo un po’ di rottura al 100esimo commento OT di chi vuole far solo polemica. Il giramento di balle è liberale
Nullo
Al film
Se leggi il post è anche abbastanza chiaro.
Ragazzi, prima di smontare un film, almeno fingere di averlo visto.
Altrimenti dirlo subito: non ho intenzione di vedere il film, tanto ci sono i blog americani che mi spiegano già quello che penso. Li traduco, faccio un pastone, e sono già un giornalista.
Dovrò vederlo prima di pronunciarmi, anche se mi sembra di capire che è uno di quei film che spara affermazioni senza fondamneto per sottoloneare il fatto che se al potere ci fosse l’opposizione, il mondo sarebbe salvo e tutti potrebbero starsene a sorseggiare cocktail ai bordi della piscina.
post di Marco? O di Robinik? Sembra il seguito del mio “filouraganisti” di un anno fa.
Leonardo
Giusto per terminare questa noiosa polemica di chi non vuol entrare nel merito… Non servono i blog americani. Ci sono una marea di recensioni dei critici che hanno visto il film ed una tonnellata di interviste allo stesso Spike Lee (ripeto addirittura sulla Gazzetta dello Sport) che lasciano poco spazio alle interpretazioni di quale sia il messaggio.
Nikita
Io invece non lo guarderò. La vita è troppo breve per vedere una cagata del genere
Watergate
Di Marco
Io ero a Venezia e ho visto il film e posso dirti che hai preso una grande cantonata (non so se sei un cinefilo, ma uno dei pochissimi dogmi che seguo è che non si parla MAI di un film che non si è visto. MAI.). Lee con Moore non c’entra proprio un cazzo, è in un altro universo; la sua voce narrante non si sente mai (ovvio che poi le interviste le ha montate lui, ma esiste un documentario imparziale?).
Il documentario non è solo una denuncia, ma una costellazione di interviste (davvero tantissime) che accoglie indignazione ma anche commozione, che parla di spiritualità, di musica, della cultura di New Orleans… sembra quasi che per te sia un crimine parlare male della gestione del disastro (sulla cui inadeguatezza pochi dubitano).
Belafonte parlerà forse 1 minuto su 4 ore e mezza: ascolta piuttosto gli interventi degli abitanti di New Orleans, di come reagiscono (con umorismo, con incazzatura, con disperazione); se ami l’America come dici, probabilmente ti commuoverai. Il film non ti impedisce di pensare che questa gente cerchi un capro espiatorio, che vogila far ricadere le responsabilità, che le accuse a Bush siano strumentali (del resto interviene sia Nagin, sia persone che lo criticano, e anche i media sono messi alla berlina); e comunque raramente punta basso (sono morte 1300 persone nel disastro, ma solo una donna nel documentario parla della morte di una figlia).
Del resto Spike Lee, che probabilmente tu considererai l’apoteosi del vittimismo nero e della cultura “radical”, ha fatto un film che dovrebbe piacerti tantissimo, “La 25a Ora”, il cui tema è americanissimo e per niente socialisteggiante: ognuno deve assumersi le responsabilità di ciò che ha fatto e convivere con le conseguenze.
Di nuovo: hai preso un’enorme cantonata, perchè pensi che si parli di un documentario alla Stone.
Alcune persone intervistate (mica esperti, solo degli “slobs” che abitavano vicino agli argini) dicono di aver sentito delle esplosioni.
Altri dicono che non credono affatto che siano saltati gli argini.
Poi degli storici spiegano le motivazioni storiche di questa leggenda metropolitana (uragano Betsy, alluvione del ‘27).
In seguito, le motivazioni della rottura degli argini sono spiegate in maniera esaustiva, senza neanche citare la possibilità di una causa dolosa.
Lee non smentisce o conferma niente, perchè NON INTERVIENE DIRETTAMENTE nel documentario.
[b]Giova anche ricordare che Nagin è - al pari del Governatore Blanco - espressione dei Democratici, e questo chiude la faccenda.[/b]
Giova anche ricordare che Nagin e Blanco si odiavano. Giova anche ricordare che entrambi appaiono nel documentario a difendere la propria posizione. Giova anche ricordare che alcuni intervistati criticano entrambi. E’ colpa di Lee se per molti New Orleansesi (come cazzo si dice?) è un eroe? Poi, probabilmente, a Lee Nagin sta simpatico, ma non si può crocifiggerlo per questo.
Veramente Robi MAI PIU’ parlare di un film che non hai visto. Io non so che film abbiano visto sti bloggers, proabilmente si sono addormentati durante il documentario, ma un personaggio intervistato - quello che parla più lungamente al riguardo e con più autorevolezza - dice proprio che non è vero che la criminalità è aumentata dopo l’uragano, è semplicemente tornata ai livelli normali (mi pare che la frase è “Bisognava aspettarsi che non tornassero solo i ‘buoni’, ma anche i ‘cattivi’”)!!! E in genere si dice che le notizie riferite a criminalità, stupri, bande armate, durante e dopo l’uragano sono esagerate.
Grazie Cachorro per aver confermato tutto quello che sta scritto nel post.
Scusa “Moore”, non Stone.
Comunque questo link (http://gatewaypundit.blogspot.com/2006/08/bad-timing-spike-airs-requiem-on-bush.html) che metti è veramente di uno che non ha capito un cazzo o non ha visto il film, visto che nel documentario viene detto chiaramente che l’uragano ha fatto uscire sia il meglio che il peggio dalla gente, e che il poliziotto che parlava di bambini stuprati era probabilmente un mitomane o comunque una persona emotiva distrutta da quello che ha visto.
Perfetto Cachorro
)
Pensa che ci sono una marea di persone che hanno visto il film di Michael Moore e l’hanno trovato “documentato e realistico”.
Quindi immagina da 1 a 1 miliardo quanto possa valere per me il fatto che tu l’abbia visto (con tutto il rispetto si intende
Il fatto è, Robinik, che tu citi critiche PUNTUALI al documentario e che queste critiche sono assolutamente fuori luogo. Semplicemente, non viene detto quello che secondo il tuo post verrebbe detto.
Nel documentario di Spike Lee ci sono alcune immagini di repertorio e soprattutto persone intervistate che parlano. E’ chiaro che ha scelto lui chi intervistare, ma a meno che non siano attori è degno di interesse ciò che dicono.
Io non sto dicendo che il documentario di Spike Lee dovrebbe essere considerato una prova in una commissione di inchiesta, dico solo che le critiche che citi sono ingiuste, molto più ideologiche del film stesso è assolutamente fuori luogo.
E soprattutto, è assolutamente fuori luogo qualsiasi analogia con Moore. Questo film sta a Farenheit come Pasolini alla Guzzanti.
Lo spettatore europeo (non mi tiro completamente fuori) potrà provare un piacere perverso nel vedere il fallimento, per una volta, del sistema America. Ma il film è stato fatto per spettatori americani che ci hanno sicuramente visto tutto altro.
Come se poi servisse un documentario di Spike Lee per far pensare alla gente che l’emergenza è stata gestita malissimo (stupende le T-Shirt che si vedono nella scena del Mardi-Gras “I survived Katrina and all I had was this lousy t-shirt”, “Evacuation plan for hurricanes: Run, motherfucker, run”, o l’ironia delle scritte sui muri).
Ripeto: guardalo, potresti avere una sorpresa.
Cachorro, non insistere, ti ha già detto che lui sa tutto e tu non sai un cazzo. che fai trolleggi?
Cachorro… il post non è mio ed in ogni caso ben disposto a dibatterne a patto che il presupposto “se non l’hai visto (anche se hai letto mille interviste di lee e mille recensioni) non ne puoi parlare”. Tutto li
Non è che se non l’hai visto non ne puoi parlare.
Se non l’hai visto ne puoi parlare, ma basandoti su altre fonti. E se la scelta delle fonti è palesemente faziosa, non puoi pretendere che non te lo si faccia notare…
Tra l’altro dai toni utilizzati mi sa che non solo non avete visto questo film, ma che non avete proprio mai visto niente di Spike Lee. Altrimenti il paragone con Moore (che fa proprio un altro mestiere) non vi sarebbe neanche venuto in mente.
Non entro nel merito dell’argomento principale del post, ma sul post scriptum sono decisamente favorevole, meniamolo!!
L’OT è intenzionale, adesso voglio il cappello del troll; quando mi davi del troll non lo avevi ancora inventato, ma credo che mi spetti
Scusa non avevo letto chi era l’autore (ma Marco l’ha visto? Nun credo).
Comunque se ne si può parlare (ho detto che è un MIO dogma non parlare di film che non ho visto - figuriamoci che ho addirittura scaricato da internet La forza della Ragione - non che devono rispettarlo gli altri), solo che chi non ha idea di cosa sta parlando è soggetto inevitabilmente a numerosi errori, come quelli che ha commesso nel suo post Marco.>
Masaccio:
Ci sta ci sta
Cachorro:
Siamo di idee opposte. Credo sopravviveremo entrambi
Puntaspilli:
Lo menerei anche io. Quindi niente cappello
Boh… sti film di “denuncia” che denunciano sempre “a senso unico” mi hanno stufato.
Sul PS: io menerei il patrigno stupratore.
Tra l’altro non è il cardinale che applica la scomunica.
Come al solito Repubblica quando scrive di religione spara cavolate e approssimazioni a go-go.
L’aborto è uno dei casi in cui la scomunica scatta automaticamente (latae sententiae) sia per chi esegue l’aborto, che per chi collabora.
Siete proprio sicuri che per la bambina sia stato meglio abortire, piuttosto che portare a termine la gravidanza e dare in adozione il neonato?
Quando sarà adulta e si renderà conto di quello che le è successo, non subirà un nuovo trauma irreparabile?
Trovo inquietante che si possa considerare la soppressione di una vita innocente come il “male minore”.
Sì ho capito ma penso che arricchisca vedere le cose da più punti di vista (altrimenti non leggerei questo blog!). Da cui il mio consiglio di recuperare “When the leeves broke”. Le idee e le posizioni possono essere opposte, ma la conoscenza è un valore assoluto, o no?
Giusto per porre fine alla polemica “L’ho visto … non l’ho visto”:
“Secondo me - ha spiegato Spike Lee ai giornalisti - non è stato solo Katrina a causare la devastazione di New Orleans, ma soprattutto il terribile lavoro svolto dal genio civile, che non ha assicurato le dighe e agli argini”.
“Bush - ha ribadito il regista - il 29 agosto scorso è tornato a New Orleans e ha fatto conferenze stampa fasulle dicendo che la ricostruzione è in atto.Non bisogna credergli perché in alcune parti di New Orleans e attorno alla città tutto è rimasto come allora, ci sono ancora persone che non hanno né luce né gas, il 25 per cento della popolazione”.
“L’America - ha proseguito Spike Lee - è una grossa contraddizione: c’è una massiccia sacca di povertà, tantissimi bambini che vanno a letto e si svegliano senza avere da mangiare. Questa è una caratteristica dell’America che è molto brava a nascondere alcuni aspetti quando non li si vogliono cambiare. Si dice che a Bush non importino i neri poveri. Vi dico che non gli importano né i neri né i bianchi poveri. Solo se siete ricchi si occupa di voi. E comunque Bush a fine mandato dovrà andarsene, ma con lui dovranno andarsene anche Rumsfeld, Cheney e Condoleezza Rice che per me sono esseri umani tremendi”.
Detto da uno che il film non l’ha visto ma l’ha fatto
E ancora…
E ancora…
Ora… se non volete tutti il cappello del Troll (A Cachorro che ha visto il film quello del cieco
) smettetela di vangare l’orto sul “non l’hai visto” a Marco
P.S.:
Esatto… e le cazzate di Lee non portano nulla alla conoscenza
@Mauro
Non so dirti come si sentirà la bambina tra qualche anno, l’unica cosa che posso dirti è che mi fa piacere che almeno in ambiti molto personali ( questo è uno di quei casi non credi?) anche in Colombia ci sia la possibilità di scegliere. Non sta ne a me, ne a te, ne tantomeno al cardinale dare giudizi su quanto accaduto.
C’è tutta una parte del mondo che le tue domande se le è già poste, e ognuno a trovato la risposta giusta, la sua.
Era “ha trovato”
Mauro:
io il patrigno lo ammazzerei… anche in questo non sono in linea …
In ogni caso menerei (in senso lato ovviamente) anche il tizio citato perchè il primo a ribellarsi ai dogmi è stato Gesù Cristo e una ragazza stuprata, dopo un aborto non merita certo un’altra mazzata in testa
poi che a Repubblica ci marcino per scrivere cazzate invece di sputarsi in faccia a vicenda (che sarebbe la cosa migliore da fare per loro) non ci piove
Ciao!
Non capisco cosa vuoi dimostrare con quest’intervista. Io mica ho detto che Lee (che ripeto, tu palesemente non conosci, non può essere assolutamente accomunato alla massa degli anti-bushiani dell’ultima ora; le sue idee politiche, di lunga data, sono coerenti, non conformiste e ha spesso trattato molto peggio i capi-popolo neri dei razzisti bianchi, vedi “Bamboozled”) è un moderato. La gestione di Katrina è stato un disastro, su questo ci sono pochi dubbi; e neanche sul fatto che gli argini erano inadeguati e che la catastrofe era annunciata; le parole di Lee sull’interesse mostrato da Bush e soci per i poveri non vengono da un entusiasta fan del partito democratico.
Per quanto riguarda
“L’America - ha proseguito Spike Lee - è una grossa contraddizione: c’è una massiccia sacca di povertà, tantissimi bambini che vanno a letto e si svegliano senza avere da mangiare. Questa è una caratteristica dell’America che è molto brava a nascondere alcuni aspetti quando non li si vogliono cambiare.”
Non è vero? E’ una cazzata? Non pensi, qualsiasi siano le tue idee, che un personaggio come Lee faccia bene alla democrazia?
[il regista si augura che il film “sia mostrato nelle scuole”. Come se il Camera Fabietti non bastasse]
Sempre un piacere leggerti. Tutto bene?
Sempre un piacere leggerti.
Tutto bene da quelle parti? Un saluto.
Cachorro… quelle considerazioni sono populismo di quarta segata e uno come Lee alla democrazia (se proprio) fa del male.
Si interessasse alle condizioni di Cuba, dell’Iran e di paesi dove il “pericolo democrazia” è sicuramente più pesante.
P.S. L’intervista evidenzia quanto antiamericano (e nemmeno dell’ultima ora) sia il pregiudizio di Lee. Bush non ha scoreggiato per Katrina…
Mamma mia com’è difficile farti capire le cose quando di mezzo c’è l’America.
Comunque guarda… gli USA combattono per la libertà di espressione… anche quella di Lee quindi ben venga.
A me fa vomitare ma ben venga.
Trovami un altro paese così… altro che Lee che fa bene alla democrazia
Ciao Textman…. grazie ma il post è di Marco
P.S: Che sia una notizia il fatto che negli USA ci siano delle persone povere … lo è giusto per te…
Ma il fatto è semplicemente che tu Lee non lo conosci. Come puoi dire che ha un pregiudizio anti-americano?
Quello che dice è che gli USA (paese che sicuramente ama moltissimo) sono un gigante che fa fatica ad ammettere le sue debolezze.
Che ci sono, e sono peculiari degli States, così come sono peculiari i punti di forza (che come forse sai non ho mai negato, anzi).
Posso anche dirti quali sono secondo me queste debolezze, evidenziate drammaticamente da Katrina:
- mancanza di cultura dello stato
- insufficienza del welfare-state e eccesso di affidamento alle assicurazioni private nel post-uragano
- segregazione razziale (in tutti e due i versi, mi raccomando: il documentario è esemplare di questo, gli intervistati neri, sindaco compreso, parlano di “brother” riferendosi ad altri afro-americani)
Non credo proprio sarai d’accordo, ma non mi pare di essere io quello che diventa irrazionale quando si parla degli USA.
A Spike Lee di Cuba e dell’Iran non frega assolutamente niente, credo. Da buon yankee, si occupa di quello che succede nei suoi confini, non è Oliver Stone per intenderci (ah tra l’altro: mi si dice che il suo film non è stato fischiato in quanto patriottico, ma in quanto faceva cagare).
guarda che l’ho visto e non l’ho visto conta e parecchio.
Come fai a dissertare su ciò che non si conosce per approfondimento personale?
Fai come quelli che il calcio che iniziano a fare le terasmissioni orwellesche sul campionato che non è iniziato e si inventano i gol?
Si può fare, ma è profondamente antiscientifico, per dirla come mi piace.
Pensa Cachorro che le prime 2 sono i loro punti di forza (oppure trovami una nazione che li ha sviluppati e che è emersa).
Poi basta con sta discussione… ripetiamo sempre le stesse cose. Visto che lo conosci salutami il tuo amico filoamericano Lee..
Siete irrecuperabili … e le Amburgo si moltiplicano

Quando sarò presidente degli USA vi sbatterò tutti a Guantanamo
Cape… ma de che?
Secondo te non bastano le dichiarazioni di Lee per dire che è un film con forti pregiudizi?
Mamma miaaaaaaaaaaaa come siete sinistri…
Un Paese che Lee ama moltissimo e non fa promo per i democratici… come qui:
”Penso che Katrina, cosi’ come il fiasco in Iraq, abbiano aperto gli occhi agli americani su Bush. Anche i repubblicani che lo hanno sostenuto iniziano a prendere le distanze”. Lo afferma il regista Spike Lee, al Festival del Cinema di Venezia nella sezione ‘Orizzonti’ con un document film sulla tragedia che lo scorso anno ha colpito la citta’ di New Orleans e le aree confinanti.
Una pellicola che e’ stata particolarmente apprezzata dal pubblico, che ha voluto tributare a Lee, oggi in sala alla proiezione, un lungo applauso. Oltre 4 ore di denuncia delle falle dell’amministrazione centrale americana, per quello che lo stesso Lee ha voluto definire un ‘work in progress’, perche’ ”ci sono molte aree di New Orleans -osserva- dove sembra Katrina sia passata soltanto ieri”.
Il dramma è che le vostre fette di salame sugli occhi antiamericani sono concime per il terrorismo…
Che poi… (scusate ma sono proprio BASITO) come cazzo fa un URAGANO ad aprire gli occhi su un Presidente? E’ solo la vostra tara socialista di vedere in tutto lo Stato unita all’antiamericanismo che vi può far pensare questo… (che poi nel paese socialista di nome Italia senza assicurazioni private lo sappiamo quanto siano adatte le strutture e veloci i soccorsi…)
Altri Link:
Lee idolo di “Resist the Neo-con Empire” (con i torrent per i film….)
Altra bella recensione di chi l’ha visto (sarà uno di quelli che fischiano Stone perchè non ha vomitato sugli States e applaudono Lee…
Siamo sempre alle solite.
Se aveste il coraggio di dire “Bush mi sta sul cazzo e l’America è un modello sbagliato” ne potremmo discutere.
Invece vi insinuate nelle pieghe delle caxxate “il film non l’hai visto” pure di poter battere le mani ad un coglione che fa un film su una tragedia solo per scopi politici.
Allora facciamo una bella cosa.
Me lo scarico e me lo guardo così potrò insultarlo ancora peggio.
Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
mi accorgo solo ora del casino sollevato
mi arrendo (e profondo ringraziamenti al titolare per essersi sobbarcato i vaffanculi in conto terzi)
E per che scopi dovrebbe farlo? Che siamo tornati all’antipolitica?
(scusa amare un paese = sostenere il governo? Hai appeso la foto di Prodi in casa tu?)
dai rob
qui esageri.
La mia , e come credo quella di altri, è una critica al metodo. Basta.
Vedrò e giudicherò.
Non traggo conclusioni da menti altrui se posso fami una idea da solo.
cachorro… apprendo che anche per te Katrina è stata utilizzata da Lee per scopi politici. Quindi la discussione è finita a favore del post. Per il resto niente antipolitica: amare un paese= sostenerlo anche contro il proprio governo e tirare fuori i poveri in America per attaccarne il modello non mi sembra uno dei casi.
Cape:
Voi siete inconsapevoli vittime di 90 anni di propaganda illiberale
Socio:
De che?
Quando ci sono di mezzo gli USA sono instancabile
Il “panzone maledetto” ci ha messo davanti delle verità incontestabili, mica come quel pagliaccio di Bush ed il suo (ex) schiavo nanetto, entrambi contaballe di professione…