Blogging in a USA State of Mind

Midterm e paraocchi, ovvero Topo Gigio for president (in Italia però!)

Solo adesso sappiamo esattamente come è andata: è andata che i repubblicani hanno perso la maggioranza sia alla Camera che al Senato.
Ieri , tuttavia, nessuno era a conoscenza di questa informazione.
Ieri l’unica cosa certa era che i repubblicani avevano perso la maggioranza alla Camera, cosa peraltro prevista da almeno due mesi.
Questo scontato esito è stato però sufficiente a dare la stura al solito pressapochismo disinformato.
Ieri pomeriggio mi danno il “Corriere della sera- anteprima”, la versione gratuita distribuita a partire dalle 5 di sera circa all’entrata della metropolitana. Titolo:”BUSH SCONFITTO”.
Non faccio tempo ad arrivare a casa che al telegiornale mi devo sorbire la sequela di idiozie poi riportate dal’ANSA da parte del nostro governo.

E mi sento in dovere di chiarire, prima di fare una doverosa considerazione in merito.

  • Conoscendo il sistema americano, si sa che la vittoria dei democratici alla camera ed al senato USA non pregiudica in alcun modo la governabilità del paese, la cui guida resta saldamente in mano a Bush per i prossimi 2 anni.
  • Non ha senso parlare di “sconfitta” di Bush, perchè Bush non può più nè vincere nè essere sconfitto. Infatti l’attuale presidente è al suo secondo mandato e non è più rieleggibile per un terzo mandato. Evitiamo quindi i soliti personalismi da Italietta, e parliamo, se proprio vogliamo criticare (e non ce n’è motivo, come vedremo in seguito) della “sconfitta dell’impostazione del governo Bush”
  • La motivazione della sconfitta non è l’Iraq. Ovvero, è anche l’Iraq, ma l’oggetto dell’ossessione della sinistra italiana e dell’avversione europea verso gli Stati Uniti non è stato il primo punto della lista degli argomenti sui quali i democratici hanno deciso di condurre la loro campagna elettorale di midterm. I veri motivi della sconfitta dei repubblicani sono gli scandali finanziari e sessuali che hanno coinvolto esponenti del partito e leader religiosi (evangelici) collegati al bacino elettorale dei repubblicani, nonchè altri temi di politica interna come l’immigrazione e le politiche economiche ed ecologiche. E non sono idee mie, ma considerazioni evinte da dichiarazioni di esponenti democratici, fra cui quelle di Nancy Pelosi, neo-speaker per la Camera dei rappresentanti.
  • La motivazione della sconfitta non è l’Iraq, ma come è stato gestito l’Iraq. I democratici hanno appoggiato e tuttora appoggiano la missione irachena, perchè (è il caso di dirlo una volta per tutte) la politica estera di Bush non è una politica estera neocon, ma una politica estera americana, come è sempre stata e come è stata anticipata da Madeleine Albright (Segretario di Stato durante il secondo mandato di Bill Clinton, democratico): “agiremo multilateralmente quando possibile, unilateralmente quando necessario”. Sulle difficoltà e gli errori della GESTIONE del dopoguerra in Iraq, invece, lo stesso George Bush ha ammesso i propri errori con un umiltà che i politici italiani si sognano.
  • Questa non è una clamorosa sconfitta, dato che è consuetudine in America che un presidente abbia una o entrambe le camere con una maggioranza appartenente al partito avversario. La cosa di cui stupirsi è invece ciò che è accaduto finora: che Bush sia riuscito nell’impresa incredibile di avere il secondo mandato E la maggioranza in entrambe le camere.
  • Questa non è una clamorosa sconfitta, anche perchè per vincere i democratici hanno dovuto candidare esponenti di una sinistra “spostata” idealmente a destra, oppure ex-repubblicani. Ed in ogni caso solo marginalmente questo voto esprime un giudizio verso la politica di tutta l’Unione, mentre si concentra molto di più sulla valutazione dell’amministrazione di ogni stato.
  • La sconfitta alle elezioni di midterm non “predice” in alcun modo l’esito delle elezioni presidenziali del 2008. Quindi questo risultato non assicura la poltrona di Presidente alla più probabile candidata democratica per il 2008, Hillary Clinton. Anzi i sondaggi americani rilevano che, nonostante la maggioranza degli americani intervistati non abbia niente in contrario ad una candidatura femminile, la stessa maggioranza non crede che sia il momento adatto a causa delle contingenze in politica estera, che si reputano meglio gestibili da un uomo.

Fatti questi doverosi distinguo, una nota:

I nostri giornali, passino (sappiamo da che parte tira il Corriere).
I nostri TG, passino (sappiamo da che parte tira la RAI).
Gli esponenti della sinistra italiana passino (si sa che l’analisi oggettiva della realtà è oramai loro impossibile, e poi devono adempiere al loro ruolo istituzionale di essere faziosi)
Ma Prodi, il nosto Presidente del consiglio, ci è o ci fa?
Spero ci faccia, perchè io trovo a metà fra il patetico ed il vergognoso che il primo ministro si esprima su un evento politico estero con una finezza di analisi pari a quella dei peggiori agit-pop provenienti dai centri sociali della suburbia di Milano.
Cioè, spero che ci rendiamo conto che tutte le dichiarazioni di ogni esponente del governo si possono riassumere in “Hai voluto andare in Iraq e le hai prese, cicca cicca cicca!!”
Ora io sono un umile cittadino, che di mestiere studia Informatica all’università, e del politico non ho proprio niente. Ma posso fare in qualunque momento una valutazione di queste elezioni americane più consapevole ed approfondita di quella fatta ieri da esimi politici di mestiere, fra cui ministri, capi di partito e di governo.
E non ci vuole granchè, basta leggere ed informarsi!!
La verità è questa: che l’Europa, e la sinistra italiana in particolare, hanno perso il metro della realtà.
Vivono ormai avulse dai fatti, in un empireo di idee dove nulla ha una reale conseguenza pratica, e dove la realtà va piegata, deformata, interpretata in modo tale da giustificare e corroborare tesi obsolete e sconfitte (nei fatti: vedi le ultime presidenziali) che non si ha il coraggio di ammettere come perdenti o errate.
Insomma: la competenza politica, l’onestà intellettuale, la correttezza di Topo Gigio.
Anzi, solo la competenza di Topo Gigio, dato che il popolare topo ammette la sua passione per il formaggio con una franchezza disarmante.
Come costoro, ostaggi delle loro ideologie che vogliono difendere oltre l’indifendibile, pensino poi di sostituirsi alla potenza americana nel risolvere i reali problemi e le gravi sfide dell’universo mondo, solo Dio lo sa.

E forse nemmeno Lui.

25 comments

1 Robinik { 11.09.06 at 5:46 pm }

Io mi permetto di aggiungere il seguente consiglio:

Leggete questo articolo.
A quello che scrive Teodori non ho nulla da aggiungere

2 Paolo { 11.09.06 at 6:06 pm }

So what? direbbe un americano. Valutare un risultato elettorale è uno sport molto noto. Generalmente io provo a chiedermi che cosa direbbe il mio avversario politico con questi risultati.
Se a parti invertite, completamente, i repubblicani avessero ottenuto questo risultato oggi si griderebbe alla grande affermazione della politica di Bush, alla sua visione del mondo e roba di questo tipo. Negare questo è ipocrisia.
Per il resto condivido quello che hai scritto anche se, leggendo sempre il tuo blog, non hai proprio l’aurea autorevole per essere credibile. Troppo facile essere obiettivi nelle sconfitte, bisogna esserlo nelle vittorie per essere credibile e quindi non gridare all’orgoglio di una presunta filosofia moralista quando vincono i repubblicani per poi scrivere, giustamente, che la sconfitta di ieri non modificherà di molto etc etc…..
Sempre con affetto nel profondo dissenso civile.

3 Marco { 11.09.06 at 6:09 pm }

la sinistra italiana è cieca, si sa per due motivi: si sentono sempre superiori e hanno da sempre da trovare un nemico contro cui perdere pesantemente, ma poi additare come inferiore una volta che, dopo vari tentativi, riescono a vincerlo.
lo stonfo repubblicano è solo un pretesto per poter dire le loro cagate da intellettualoidi dell’asilo; per mettere in faccia all’opinione pubblica non la verità, ma la loro pravda costruita su veline più rosse che mai.
oggi Prodi e compagni si vantano nel poter dire che Bush ha perso per colpa dell’Iraq per poi assimilare il presidente americano a Berlusconi, in merito ad una politica estera comune (o quasi).
tutto insomma si fa strumento.
e quando uno la vede così è normale che poi distorca ogni cosa…

4 velenero { 11.09.06 at 7:04 pm }

A me le due cose che hanno disgustato di più sono state:

- Prodi attribuisce la scoffita di Bush alle scelte fatte in Iraq;

- Casini che dice che i democratici hanno vinto perché si sono spostati “al centro” che, per quanto ne so io, è un concetto estraneo alla cultura politica americana… (correggimi se sbaglio, Rob)

5 Cachorro Quente { 11.09.06 at 7:13 pm }

Non è l’Iraq il motivo della sconfitta dell’amministrazione Bush? Ergo, ha fatto cagare anche in politica interna? Peggio di quanto pensassi.
Sinceramente non capisco cosa vuoi dimostrare. Che agli americani interessi più con chi scopi il tal repubblicano che non 3000 soldati morti (per non parlare del resto), è cosa che fossi in te nasconderei per amor di patria adottiva. Che Bush non perda in “governabilità” è stato ben chiarito da tutti i quotidiani, più o meno bolscevichi (chiedere informazione ai telegiornali mi pare una causa persa).
La verità è che l’Iraq ha pesato, eccome. E distinguere il problema “gestione post-occupazione” dal problema della guerra a priore è in realtà una strategia dei democratici, che scontano un assurdo appoggio all’invasione sull’onda emotiva del 911. E’ chiaro che la differenza è meno importante per chi abita in Europa dove che sarebbe andata di merda si era capito fin dal primo secondo (probabilmente l’aveva capito anche Berlusconi), e non ci voleva Nostradamus. Non solo, ma la sola decisione di attaccare l’Iraq ha causato il disastro in Afghanistan, rimasto con poche truppe (e i britannici a controllare da soli zone caldissime), dove la maggior parte dei commentatori dice che la situazione è peggio a quella irachena.
La guerra all’Iraq è stata una guerra neo-con, per la sua imprudenza, arroganza e per essere stata voluta da un piccolo gruppo di strateghi e ideologi che avevano guadagnato con il 911 un capitale politico tale da ottenere l’unanimità. L’appoggio democratico non cambia di una virgola questo FATTO.
Inoltre, non mi pare che il governo di sinistra si aspetti “rivoluzioni” (per rispondere all’articolo del Giornale). Semplicemente una retromarcia rispetto alla fallimentare strategia della guerra preventiva, come ha detto D’Alema.
Infine, non vedo questo grande coraggio ad ammettere degli errori che ormai erano evidenti anche ai “white-trash redneck” à la Southpark con roulotte, denti marci e bandiera dell’Unione annessi. Mille morti fa, poteva avere un senso. Quando si negava a piena voce il rischio di una palesemente incombente (e di fatto già iniziata) guerra civile.

6 Robinik { 11.09.06 at 10:26 pm }

@ Paolo del commento 2
Se ne può parlare per carità… ma il post non è mio ma del mio co-blogger JJ ;)

7 freedomland { 11.10.06 at 12:01 am }

Tra i repubblicani eletti antiabortisti, veterani non pentiti della guerra in vietnam, sostenitori della war on terror e della guerra in iraq, un ex sottosegretario di Reagan.
L’agenda politica la fa la destra. Questo è il dato politico.

Nancy Pelosi e Hillary Clinton (che occupano i nostri telegiornali in queste ore) sono le cose più lontane dal sentimento degli States in queste ore. Non per niente la Pelosi non si è vista mai in questa campagna elettorale, mentre si è visto il religiosissimo Barack Obama.

E Pecoraro Scanio festeggia, ma noi non sappiamo cosa festeggi.

Grandissimo Post! Ciao! ;)

8 Kagliostro { 11.10.06 at 1:18 am }

JJ in generale sarei d’accordo con te.
In questo senso: i politici di sinistra spesso mentono spudoratamente contro Berlusconi pur sapendo di mentire.

In questo caso tu sei sicuro che sapessero tutte le cose che tu hai riportato? ;))))))

Se chiedessi a Pecoraro Scanio come funziona il Parlamento ed il Senato americano credi che lui saprebbe risponderti?
Semplicemente hanno fatto 2+2 per dire le solite banalità e leccare il culetto ai populisti che li votano. Addirittura PEgoraro ha detto che gli americani hanno bocciato Bush per la sua politica ambientale… figurati come sta il Peco!
Ciaoooooooo

PS: complimenti per il post!!!

9 G.L. { 11.10.06 at 2:20 am }

Purtroppoo l’Italia è il paese dei tifosi. La sinistra, essendo priva di un’anima socialdemocratica, coglie le mode del momento e le fa proprie: ieri jospiniani, oggi zapateriani, domani chissà.
Ovvia e stucchevole la polemica sull’Iraq degna del peggior gabinetto della storia patria (e il termine non ha alcuna accezione governativa).

10 G.L. { 11.10.06 at 2:23 am }

P.S. JJ, sul mio blog ho elaborato qualche riflessione su Rumsfeld. Poiché in materia sei stato evasivo, concentrandoti legittimamente su altri aspetti, vorrei sapere la tua opinione sulla defenestrazione.

11 Joliet Jake { 11.10.06 at 10:54 am }

risposte:
@ paolo
1. spero tu abbia compreso che il fine del post è quello di sbugiardare le solite affermazioni aprioristiche della sinistra italiana. L’assunto base è “Ha perso Bush personalmente, e la colpa è dell’impegno in Iraq”. E’ una baggianata e lo dimostro. Fine.
2. La reazione prevista da te (se ti posso dare del tu) sarebbe stata possibile e giustificata alle elezioni presidenziali. E’ lì infatti che ad essere premiata non è la conduzione del singolo stato dell’Unione, ma il carisma e la visione politica del leader, che in america ha sempre nel background anche una filosofia personale.
3. Qualora trovassi un mio post eccessivamente entusiastico nel mio passato, ti invito ad indicarmelo. Sarà un’ottima occasione di chiarimento o di contrizione, a seconda del caso.

@cachorro
1.Non ha fatto c***re in politica interna, l’opposizione ha puntato sugli errori degli amministratori “locali”, sulla deprecabile ma storica politica ecologica che rifiuta il trattato di Kyoto (e che sono il primo a condannare), sulla contestata scelta dell’invio delle truppe al confine col Messico per contrastare la piaga dell’immigrazione clandestina messicana, che ha compromesso un rapporto finora inedito coi repubblicani della comunità ispanica, tradizionalmente democratica.
2. La cosa divertente è che bisogna sempre attribuire alla posizione avversaria un manto di stupidità.. Agli americani interessa più con chi scopi il tal repubblicano che non 3000 soldati morti (per non parlare del resto), è una cosa normale per 2 motivi: perchè da sempre la politica in america è stata collegata alle scelte morali dell’eletto (e magari fosse così anche quì, senza necessariamente scadere nel Sexgate che è un’esagerazione) e perchè SULL’INTERVENTO IN IRAQ C’E’ UN CONSENSO AMPIO dimostrato proprio dai fatti che tu volutamente eviti di citare, e cioè l’appoggio democratico alla war on terror e le elezioni presidenziali

3.I democratici non scontano un assurdo appoggio all’invasione sull’onda emotiva del 911. Sono coerenti con l’appoggio che hanno dato anche loro. E poi basta con questa “Europe Pride” che proprio non ci conciene. Basta vedere la composizione della commissione sui diritti umani o gli abusi sessuali delle truppe NATO per zittirsi.
4. Mi aspetto che tu spieghi/dimostri a)la diretta conseguenza, dati alla mano, della missione in Iraq su quella in Afghanistan. b) come mai la guerra in Afghanistan è giustificata, e già che ci siamo quella in Kosovo, mentre quella in Iraq no. c) come mai la situazione in Afghanistan è ingestibile. Vuoi forse dire che degli americani abbiamo bisogno? Vuoi forse dire che il problema che abbiamo con gli americani è che vogliono usare il loro potere ANCHE pro-america invece che metterlo sempre, truppe e influenza economica e politica, al nostro servizio? E quando mai lo hanno fatto, tranne che durante la guerra fredda? Non leggi Kagan, e fai male…
5. non è stata una guerra neo-con, se ne ha avuto elementi non sono stati “l’arroganza” egtc. etc. (ma lol, l’arroganza parte di un pensiero socio-politico..), e l’appoggio dell’opposizione cambia DI MOLTO le cose. O forse vuoi dire che le larghe intese sono come dover chiedere la fiducia? Ops, forse ho fatto l’esempio che ti fa più male..
6. non vedi quale grande coraggio ci sia? Citami chi ha ammesso i propri errori in Italia, tranne Berlusconi.

12 Joliet Jake { 11.10.06 at 10:57 am }

P.S.
@ G.L.
ti visiterò e commenterò più che volentieri! ;)

13 Bisquì { 11.10.06 at 12:37 pm }

Iraq,
i sinistri non riescono a capire che l’America tutta è sempre con i suoi soldati. In USA non ci sono nè traditori nè disfattisti come da noi.
Le parti politiche possono essere dissenzienti sui modi e sui tempi ma una volta presa una decisione si è tutti uniti e compatti.

Questa è la grande differenza tra gli USA e noi, lìassunzione delle responsabilità e la collaborazione delle parti politiche per il bene della propria nazione.

Fino a pochi anni fa invece i nostri sinistri facevano di tutto per il bene dell’URSS ed adesso che è sparita continuano imperterriti a fregarsene della nazione ed a lavorare solo per il partito che gli da da mangiare.

14 monica { 11.10.06 at 1:53 pm }

Come non meno infelice è stato il prodi-pensiero, quando il premier ha detto al Gr Rai che “Bush sarà un presidente che dovrà trattare tutto con l’opposizione” (!)

Senza contare che agli Usa le opinioni dell’Europa non importa un bel nulla.

Sottoscrivo il tuo post, dalla a alla z.
Ciao

15 FulviaLeopardi { 11.10.06 at 2:09 pm }

Tra l’altro tutti avevano dimenticato (se lo sono ricordato solo stamattina - Usa, «pochi cambiamenti nella politica estera» -, ma vabbeh) che in caso di guerra la costituzione USA assicura i poteri non alla camera e tantomeno al senato, ma al presidente

16 FSci8 { 11.10.06 at 2:28 pm }

ottimo post.

17 fausto { 11.10.06 at 3:55 pm }

jj, concordo con quanto hai scritto. dopo due giorni di letture e controletture posso affermare che il tuo post è una delle cose più intelligenti viste sull’argomento da queste parti.

18 RadiconED { 11.10.06 at 5:01 pm }

Bene. JJ analizza in maniera lucida, e di questi tempi è merce rara. Dico questo : se i Democratici hanno 49 senatori e i Repubblicani hanno 49 senatori e 2 senatori sono stati eletti come indipendenti, la maggioranza chi ce l’ha ? Di certo i Democratici hanno migliorato la loro posizione. Infatti quando i Democratici fanno un po’ i Repubblicani e candidano anche degli ex Repubblicani, possono vincere. Con tutti i suoi difetti l’America rimane un grande paese, dove , tra l’altro, la gente a volte si concede persino il lusso di cambiare voto serenamente. L’Italia, invece, con tutti i suoi difetti rimane un paesino con un paio di contraddizioni : è un paese meraviglioso, unico al mondo, solo che è pieno di italiani.

19 Joliet Jake { 11.10.06 at 6:05 pm }

@ radiconED
L’America è un grande paese anche perchè lì va a votare chi si è iscritto nella lista dei votanti, ben prima delle elezioni vere e proprie.
Un modo efficace per escludere chi della politica non si interessa attivamente. Noi un sistema del genere ce lo possiamo sognare..

@ tutti gli altri
grazie per i complimenti, ma non sono meritati ;)

20 Cachorro Quente { 11.10.06 at 6:27 pm }

Partendo dal fondo
1) ero contrario alla guerra in Afghanistan come a quella in Kosovo (su cui però sono meno informato). Sono tendenzialmente pacifista, e penso che i bombardamenti aerei siano raramente utili e quasi mai giustificati; questo dipende dalla mia formazione ideologica e dalla mia sensibilità individuale. Ma nei termini strategici di una “war on terrorism”, la guerra in Afghanistan aveva un senso: rovesciare un governo direttamente collegato con i terroristi responsabili del 9-11 e setacciare il territorio per eliminare o catturare tutti i militanti. Da un punto di vista diplomatico, l’Afghanistan era un paese fondamentalmente isolato; l’unico vero referente politico dei talebani, il Pakistan, non poteva fare storie per vari motivi. Il motivo principale per cui gli obiettivi in Afghanistan sono tragicamente falliti (non parlo di democratizzazione, ma semplicemente dell’eradicazione dei terroristi dal territorio afghano, della dissoluzione del movimento politico talebano e della pacificazione della zona) è che l’attenzione dello sponsor principale dell’operazione, gli USA, si è spostato in Iraq prima del tempo. Non penso di dire cose assurde, vedi anche http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A52673-2004Oct21.html
Risultato: ampie fette di territorio controllate dai talebani, organigramma di Al Qaeda presumibilmente sopravvissuto, miliziani stranieri ancora in grado di fare offensive paragonate da alcuni ufficiali britannici a quella del Tet.
2) questo consenso ampio sull’Iraq non lo vedo sinceramente come un dato che faccia onore agli statunitensi. Che tutti abbiano condiviso l’invasione è possibile, ora si stanno rendendo conto della merda che ne è dipesa, mi pare sterile distinguere critica alla gestione da critica all’invasione. E’ stata una decisione stupida, e Bush la paga insieme ad altre cose, punto.
3) non penso di essere un ottuso filo-europeo, ma non vedo neanche cosa ci sia da vergognarsi ad apprezzare la propria cultura. Semplicemente, per un europeo risulta difficile credere che l’Iraq non sia un punto nodale della sconfitta di Bush, perchè proietta sull’elettorato americano ciò che ritiene ovvio per sè. Il fatto che considerazioni di tipo religioso-morale contino meno in Italia per il voto che non negli uSA lo considero personalmente un vanto.
4) non vedo neanche cosa ci sia di tanto figo nello stringersi aprioristicamente attorno ai proprio soldati. Bisquì parla addirittura di “disfattismo”, termine caro alla retorica fascista quando non a quella marxista rivoluzionaria. Insomma, la sinistra vede gli americani come esseri umani preoccupati per una guerra che va sempre peggio. Voi come degli automi militaristi e nazionalisti. Chi è l’antiamericano?
5) non ammettere i propri errori da parte di Bush non sarebbe stato mancanza di coraggio, ma segnalare agli elettori un incipiente delirium tremens. In Italia tutti ammettono i propri errori tanto vige l’indulgenza plenaria sulle cazzate ogni due-tre anni.

21 Cachorro Quente { 11.10.06 at 6:36 pm }

L’America è un grande paese anche perchè lì va a votare chi si è iscritto nella lista dei votanti, ben prima delle elezioni vere e proprie.
Un modo efficace per escludere chi della politica non si interessa attivamente. Noi un sistema del genere ce lo possiamo sognare..

Questa è un’enormità. Se in Italia fosse così e in America com’è ora in Italia, diresti che “è assurdo e burocratico il sistema della registrazione, pensa ai pragmatici anglosassoni che non devono passare la vita a firmar carte” e avresti perfettamente ragione.
Che poi non so se ti converrebbe tanto un sistema del genere, in Italia avrebbe vinto la sinistra a ripetizione dal ‘48 in poi. Per non parlare delle ultime elezioni… quanto dell’elettorato di FI dell’ultima ora (quelli che si sono divertiti a falsare gli exit-poll per intenderci) si sarebbe registrato?

22 FabioC. { 11.11.06 at 11:33 am }

Cachorro, il principale obbiettivo strategico della mission in Afghanistan era quello di negare un santuario ad al-Qauida, e quello è stato pienamente raggiunto. Tutto il resto è bonus.

Quello che mi disturba è la pura e semplice ignoranza dei nostri politici. Basta leggere la Costituzione degli Stati Uniti per sapere quali sono i poteri di Presidente e Congresso. Nemmeno questo hanno fatto.

23 Il Pizzino { 11.11.06 at 1:07 pm }

Signor Robnik lei è pregato di non venire più nel mio blog, perchè da me si discute e non sono accettati i provocatori. è ben accetto chiunque - al di là del pensiero politico che ha - abbia la capacità di ragionare, gli ottusi no. è pregato di rivolgersi, tra l’altro, al sottoscritto con educazione per quanto le sia possibile. Scriva quel che gli pare - in solitudine, in compagnia, in polemica - ma altrove. Inoltre è pregato di non arrogarsi poteri che non sono a lei conferiti. Il quod principis placuit non piace a nessuno.
La ringrazio.

24 Robinik { 11.11.06 at 9:32 pm }

lol

Caro Pizzino… non si preoccupi. non venire nel suo blog è cosa che faccio quotidianamente.
Quando però le cose orripilanti che lei scrive capitano su TRN sono costretto a verificarle.

Duro lavoro il mio :)

P.S: Poi mi spiegherà come mai dando del fascista a uno che dice di essere fascista si è ottusi…

25 alepuzio { 11.12.06 at 6:02 pm }

un momento, se sono convinti che nel 2008 la Clinton sarà presidente degli USA anzichè Condileeeza Rice (per esempio) ma in base a quello che ha scritto Robinik non è proprio così dov’è il problema?
Anzi è meglio… così quando i repubblicani li stracceranno la loro botta si sentirà meglio :)

Come diceva (grosso modo) San Tommaso d’Aquino: “aderenza della ragione alla realtà”…
Se ti inventi una realtà tutta tua io non mi sorprendo se poi a Washington non conti nulla ;)