Resto Di Pietra
Uno zapping preserale mi porta su “Matrix” di Mentana. Non si parla di complotti sul 9/11 ed è già un bel progresso (nota: Mentana su Vanity Fair ha scritto che chi crede ai complotti è un coglione. Autoinsulto?). Si parla del caso Cogne e della Franzoni. Ospiti il Ministro Di Pietro e l’avvocato Taormina.
Di Pietro esordice con una frase da brividi:
“La differenza tra il p.m. e l’avvocato difensore è che il primo cerca la verità mentre il secondo le scappatoie”
In questa utopistica dichiarazione c’è tutto il giustizialismo totalitario di Di Pietro. Il dna del suo credo che ha permesso che violasse in maniera così drammatica i diritti dei suoi inquisiti quando era la Star di “Mani Pulite”.
Non relativizzo sulle verità, posso concordare sul fatto che ne esista una. Pensare che esista aprioristicamente nel caso di un processo conferisce a pm e giudici un potere divino che mi spaventa assai è che permea l’ignoranza italiota.
In un processo si deve verificare se esistono le prove affinchè un cittadino possa essere condannato a pagare per la violazione della Legge. Pensare di dimostrare una verità è follia e porta a quei processi (Cogne ne è un bell’esempio) in cui ci si sforza di dimostrare una tesi precostituita e non di far valere diritti e doveri del cittadino.
In questa ricerca (quella delle prove e non della verità) il pm deve dimostrare l’accusa e il difensore smentirla o ancora meglio dimostrare la sua inconsistenza. La Verità lasciamo che la cerchino altri.
Spengo la TV meditando sul fatto che anche Di Pietro si è definito Liberale.
Buona Vita!


23 comments
Portando il ragionamento alle sue logiche conseguenze, Di Pietro ritiene che l’unica verità possibile sia la colpevolezza dell’imputato. E’ così?
Tempi bui…
Di Pietro ha detto una cazzata, forse viziata dal fatto che realmente in Italia esiste un certo malessere per la giustizia. Non entro in valutazioni troppo trancianti, ma volgio dire che molte troppe volte anche le verotà processuali sono mistificate.
Mi fa schifo la sua frase, ma cosa facciamo(a parte legittimarci a vicenda che è già un bel traguardo visti i tempi) per cercare di fare chiarezza in un settore che andrebbe ricostruito dalle fondamenta? Niente. Vedi CdL vedi Unione. Una pippa.
di pietro parla pro (ex-)domo sua. tipico attaggiamento scuoti-manette.
Su Cogne non ho opinioni definite, non avendo seguito l’iter. Pero’ non posso non notare (saro’ “complottista” ?) la stretta parentela della signora Franzoni con la moglie del prof. Prodi. Che mi fa sospettare che se di avere ucciso il figlio fosse stata accusata la proverbiale casalinga di Voghera, sarebbe dentro condannata in via definitiva sai da quando…
ciao - V.
ciao Robinik,
non l’avevo sentita questa uscita del ministro…ma mi sarebbe piaciuto vedere la faccia di Taormina ed ascoltarne la replica (se c’è stata).
certo, se questo fosse ciò che pensa anche solo la metà dei PM italiani andrebbero riviste molte delle garanzie a difesa dell’imputato, evidentemente troppo blande; o, ancora meglio, trovare un nuovo sistema per far abbassare la cresta a questi sedicenti onnipotenti detentori della Giustizia.
di sicuro, per chi studia giurisprudenza, come me, quelle parole sono un pugno in faccia e la dimostrazione di cosa fu tangentopoli.
La logica conseguenza di questa linea di pensiero è che l’unica verità possibile rimane la colpevolezza dell’imputato (tranne quando il PM lascia cadere le accuse). Alla faccia della presunzione d’innocenza.
Non si può ridurre Tangentopoli a DiPietro, che è un po’ coglione e si sa. Detto questo, non ho capito bene il riferimento a Cogne.
Cape
Che facciamo?
Importiamo il modello americano… come con tutto il resto
VFiore
Però la Franzoni è stata condannata a 30 anni…
Marco
Si un pugno nello stomaco. Non c’è stata replica.
Fabio
Durissimi
Cachorro
Non riduciamola a Di Pietro. In effetti c’è stato di molto peggio oltre a lui.
Il riferimento a Cogne it’s easy. Ho come l’impressione che in quel processo si sia badato più a mettere insieme le tessere affinchè giustificassero la condanna della Franzoni piuttosto che a individuare il colpevole.
O si è spiegato male lui o avete capito male voi. Probabilmente entrambi. Quanto voleva dire è una cosa molto semplice: lo scopo del pm è (dovrebbe essere) il tentativo d’accertamento della verità (esistono peraltro dei casi in cui lo stesso abbia chiesto archiviazione o assoluzione). Questo teoricamente. Che poi ci possano essere state degli accanimenti può anche essere. Ma sulla carta è così. La difesa, invece, non ha il fine della verità nemmeno teoricamente. Il suo solo e unico scopo è difendere il suo cliente con qualsiasi mezzo, per cui è assai più frequente che giochi sporco rispetto alla pubblica accusa.
Sapete, infine, che c’è? Che magari c’è davvero una certa presunzione giustizialista in giro. Il fatto è, e chi denuncia ciò sul resto tace, è che poi finisce sempre tutto a vacca.
Lasciam stare i processi a politici che così non ci dividiamo tra destra e sinistra, pensiamo a quelli su fatti della società: vi ricordate una dico una condanna esemplare, di quelle che ci stanno tutte, per qualche gravissimo fatto?
proprio tutto no, e lo sai anche tu.
@ Domiziano: no, non me la ricordo
propongo un’eliminazione dallo zapping di presunti programmi di approfondimento giornalistico quali porta a porta e matrix. chi mi sostiene nella battaglia?
http://sonodaria.blogspot.com/
@ Cape
Tutto tutto!
Ecco magari lasciamo fuori la pena di morte toh…
@Domiziano
lasciamo fuori gli attacchi ad Israele, al mondo arabo, agli US a Londra, in Spagna ed in altri pochi paesi. Ti ricordi un attacco di Bin Laden?
per ilresto Di Pietro si è spiegato benissimo e io ribadisco che non credo che la giustizia debba cercare la Verità… quella con la V maiuscola di Di Pietro.
@ Sono Daria
Io no
Di Pietro non perde mai occasione per definirsi liberale. Nessuno, io credo, ha l’autorità per distribuire la tanto ambita patente di liberalismo. Ma io credo che se uno sceso da Marte sente parlare Di Pietro e poi un Della Vedova e li sente entrambi definirsi liberali…mmm, povero marziano:che ci può capire di liberalismo?
@vfiore: riguardo la stretta parentela Franzoni/Prodi che tu dai per certa, mi sembra di ricordare che si tratti di una leggenda metropolitana smentita più volte.
Ci dev’essere stat oqualche problema con i commenti, ecco il motivo di due molto simili da parte mia.
Flusso
Pure Betinotti si dice Liberale :S
Fabio
Non so come mai ma i tuoi commenti finiscono in moderazione. Ecco perchè ti sembrava di non averlo inserito
Mentana scrive che chi crede ai complotti è un coglione? Si è già dimenticato che lui l’11 settembre l’ha ricordato facendo parlare Chiesa(di complotto americano) e Blondet(di complotto israeliano)?
Di Pietro……mi diverte solo quando lo fanno incazzare
Ciaoooo
Ti sorprendi che Di Pietro si sia detto liberale?
Pensa a quando d’Alema avava dato del liberale a Gobetti il quale quardava con simpatia alla Rivoluzione Russa come evento cardine per la conquista della libertà.
non ho visto la trasmissione, caro robinik, per cui non so se di pietro ha detto questa frase con enfasi, facendo intendere che i pm cerchino la Verità con la V maiuscola. Tecnicamente e teoricamente ha ragione domiziano, prova ne è che il pm può chiedere l’archiviazione. senza enfasi, effettivamente in teoria la “mission” è diversa da quella dell’avvocato. poi, alla prova dei fatti tanti pm, per partigianeria e per malattia di protagonismo, si possono essere (e si sono) comportati come se avessero un cliente da difendere con ogni mezzo, ma questo è un altro discorso…
e aggiungo (maledetto invio): il pm non deve cercare la verità ma deve osservari certi principi tra cui quello di economia della giustizia, per cui se ritiene che proseguire con un procedimento può far perdere tempo per nulla, può appunto chiedere l’archiviazione…
Le motivazioni della magistratura sono diverse da quelle dell’avvocato, sia parlando di motivazioni nobili che di motivazioni veniali. DiPietro ha demagogicamente (e stupidamente) semplificato una differenza reale, perchè il compito dell’avvocato è difendere il suo assistito, che sia innocente o colpevole (come dice il Dr Gonzo: “Anche un fottuto lupo mannaro ha diritto a un avvocato”), quello del magistrato di procedere a giudizio chi ritiene colpevole.
Sul caso della Franzoni: la tizia è ovviamente colpevole. La cronaca nera non è come CSI, così come la medicina non è come Dr House. Se un ragazzo di vent’anni ha dolore in fossa iliaca destra, febbre e leucocitosi è appendicite. Magari in un caso su 20.000 sarà un’altra malattia rarissima, ma il medico che spende 10.000 euro in test per il gusto di fare un’improbabile diagnosi brillante è un criminale.
Così, il magistrato o l’inquirente si fanno un’idea di come stanno le cose, di quella cioè che ritengono la verità. Per limitare il loro potere (che può essere falsasto da interessi o pregiudizi) esiste l’avvocato che ha l’interesse a dimostrare l’innocenza del proprio assistito, anche con delle “scappatoie”.
La pochezza di DiPietro sta nel rendersi conto che il suo compito e quello dell’avvocato sono ugualmente utili per la società. Ma la differenza c’è (vive la difference), così come esistono diverse possibili degenerazioni per entrambe le parti in gioco.
Non entro nel merito di Tangentopoli perchè non mi pare il caso.
Cachorro non toccarmi Dr. House!!!
Dottor House è anche un mio mito - da un punto di vista etico ed estetico - ma, scientificamente, è difettoso. Non per niente è una rielaborazione di Sherlock Holmes, il cui assunto di base era fallacissimo. E non per niente Arthur Conan Doyle si è fatto buggerare dai peggio ciarlatani sedicenti medium dell’epoca.
Oggi come oggi, chi pensa che “scartate le ipotesi impossibili, quelle rimaste, per quanto improbabili, sono vere” finisce a credere alla demolizione controllata delle Twin Towers. O all’innocenza della Franzoni.