Blogging in a USA State of Mind

I Cancelli della Cina

Dopo un traghetto superveloce arrivo nella Repubblica Popolare Cinese e l’inizio è inquietante con quella bandiera che sventola nel darmi il benvenuto… quella bandiera che fino ad ora avevo visto solo nei videogiochi e che, con quella dell’U.R.S.S., ha sempre rappresentato per me “il male” in senso assoluto. Vengo da una Hong Kong tutta grattacieli e luci ed il contrasto è rumoroso.
Passo la dogana e trovo il primo paese comunista che abbia mai visitato. Il primo paese che una generazione ci ha raccontato come modello da seguire sulle ali di un mito romantico condito con il veleno della rabbia, dell’invidia e dei peggiori mali che il pensiero umano possa partorire.
Il caso vuole che in questi giorni io stia legendo questo libro e quello che vedo si mescola con quello che leggo e ricordo. Ne esce una miscela di emozioni esplosiva ma tiro dritto. Sono qui per lavoro e non posso fare il turista.
La realtà però non accetta questa mia decisione e mi sbatte in faccia quello che la Cina (la parte sud… nemmeno la peggiore) di oggi è. Strade inesistenti, una sporcizia senza fine, un posto dove essere semplicemente poveri è un lusso per pochi. Desolante.

Arrivo ai cancelli dell’azienda che devo visitare presidiata da uomini armati. L’azienda è più grande di molti paesi italiani. All’interno è un oasi occidentale creata da ex-cittadini di Hong Kong che hanno trasferito qui l’attività una volta avuto il nulla osta dalla Cina per poter operare liberamente. A fianco di un numero elevatissimo di capannoni ci sono i palazzi dove vivono gli operai. Ci sono le scuole, i campi da tennis, le piscine, giardini curati come nei palazzi reali. Un mondo a sè rispetto alla desolazione provata prima.

Dopo un delizioso pranzo offerto dai “capi” esco a fumare una sigaretta e vedo il cancello che separa questa oasi dal disastro lasciato da anni di comunismo e ripenso a quel libro, ripenso a quei tempi.
Mi chiedo quanto dovrà passare perchè un Sofri Cinese, uno studente, un professore cazzofacente decida di donare la sua vita all’operaio massa con un in(?)conscio desiderio di terminarne altre attraverso questo “target”.
Mi chiedo quanto tempo dovrà passare perchè a quei cancelli arrivino i Sofri, i Deaglio, i Panella, i Liguori (mi fermo qui potrei scrivere ducento nomi ad oggi rispettabilissimi) in versione cinese per fondersi con l’operaio-mito, per fargli fare la rivoluzione, per iniettare il virus letale che in Italia ancora vive e che terminerebbe il faticoso cammino di queste persone che sulla strada del capitalismo stanno trovando una nuova e migliore vita.
Giusto il tempo di ricordarmi uno dei capolavori dell’Anarca (forse “il” Capolavoro) e mi rassereno.

Quella squadra di animali parlò agli operai propronendogli il comunismo più sfrenato. Un po’ come potrebbe fare un dottore che prescrive un virus letale ad un influenzato. Qui quel virus l’hanno sperimentato per anni e sono convinto che abbiano anticorpi a sufficienza per rispondere ai sofri di domani quello che andava risposto a quelli di ieri:
“Ma vedi dannaaaaaaaaaaaaaaffanculo. Stronzo!”

Buona Vita!

P.S. Il libro ovviamente è consigliatissimo. Soprattutto per capire con questo post quanto una parte della destra faccia buona compagnia ad una parte della sinistra nel ricordo di allora. Inutile dire che sono le parti peggiori. La feccia squadrista.

23 comments

1 Marco { 11.27.06 at 7:50 pm }

…che prosa…per un attimo m’è sembrato di immaginarti davvero davanti a quei cancelli!

a proposito della Cina che molti in Italia voleva più vicina…tempo fa lessi l’ultimo libro di Tiziano Terzani: si capisce perchè il maoismo ha tanto affascinato i comunisti di casa nostra e si capisce anche perchè è impossibile non rendersi conto di aver solo perso tempo dando credito ad una tragedia ancora tutta da raccontare!

peccato che solo in pochi fanno questa autocritica…
troppo pochi…

buon lavoro…

2 alef { 11.27.06 at 10:30 pm }

Grande Roby :-): Post da conservare e meditare con cura. Grazie! ;-)

Buon proseguimento!

Un abbraccio fraterno

Ale

3 watchdogs { 11.27.06 at 11:09 pm }

Complimenti, bellissimo post

4 Kagliostro { 11.28.06 at 10:01 am }

Ora l’unico Sofri che potrebbe andare a fare danni è Junior, il figlio scemo di Adriano.
MA quello per fortuna sta a casuccia sua con il suo bell’IPOD a scrivere le playlist con le sue canzonette americane favorite.
Il giorno che diventerò Primo Ministro, la prima cosa sarà inserire il libro di Sofri nei programmi scolastici e dire: “questi sono i sinistri del 2006″ (ovviamente anche con la foto di Sofri Junior per aumentare la drammaticità).

A quel punto non dovrei più spendere nemmeno una lira di pubblicità elettorale: il 100% del paese con me.
E guerra alla Cina.

Dì un po’: ma mica starai facendo affari con i cinesi? ;)))

5 Robinik { 11.28.06 at 2:24 pm }

No K sono qui per diletto :D
(faccio affari solo con quelli capitalisti don’t worry ;) )

Grazie a Alef, Marco e Watchdogs

6 Joliet Jake { 11.28.06 at 2:29 pm }

e poi dicono che le società e le culture non si possono confrontare.. che disgusto..

7 Cachorro Quente { 11.28.06 at 2:36 pm }

Ma Robinik, in tutta coscienza, sei così sicuro che il capitalismo stia facendo bene alla Cina?
Cioè: per te l’applicazione di principi di libero mercato è un valore aggiunto, virtuoso indipendentemente dalle tutele personali e dai diritti civili?
Io in Cina non ci sono mai stato ma conosco persone che per motivi di studio ci hanno passato abbastanza tempo, oltre ad avere un’informazione prettamente “giornalistica” (non male il libro “L’impero di Cindia” di Rampini). La mia impressione (banale se vuoi) è che si stiano semplicemente sommando alcuni degli aspetti peggiori del comunismo agli aspetti peggiori del capitalismo. I diritti civili sono a zero (forse non tanto superiori a quelli della Cina Comunista pre-Rivoluzione Culturale), la libertà di iniziativa privata beneficia pochissimi, lo sfruttamento dei contadini (cittadini di serie B nel termine più letterale possibile) ha raggiunto livelli vergognosi; anche la crescita dell’aspettativa di vita ha avuto un rallentamento da quando la sanità è stata “desocializzata”.

Non penso di sicuro che la Cina abbia bisogno di un revival marxista. Penso abbia invece bisogno di una nuova generazione politica che contesti il regime cinese su due fronti, quello della libertà (di religione, di parola, di pensiero) e quello dello sfruttamento “sponsorizzato” dallo Stato. O no?

8 Cachorro Quente { 11.28.06 at 2:39 pm }

P.S. mi chiedo come sarebbe stata la tua analisi di fronte a una delle grandi città del “miracolo economico cinese”, vedi Pechino o ancora di più Shangaii (lascia stare Hong Kong, ormai è marginale…).
Palazzi e lusso (come quelli che descrivi tu) costruiti da imprenditori e funzionari statali cinesi (non hong-konghesi) che spazzano via i vecchi quartieri popolari costruiti da contadini sottopagati (se hanno fortuna). E’ questo il progresso che non va arrestato in Cina?

9 Robinik { 11.28.06 at 4:24 pm }

Cachorro… a parte che a Shangaii cagano per strada eHonk kong è stata inglese fino al 1997 alla tua domanda rispondo si.
Vieni qui a vedere. Ti passeranno queste ossessioni anti-capitalisiche.

più tardi se riesco ci scrivo pure un post.

E’ triste però vedere quella povertà e sentire i tuoi discorsi. Ascoltati da qui sono ancora più intelletualoinutili :(

10 Robinik { 11.28.06 at 4:26 pm }

P.S. Cachorro… evitadi scrivere queste cose. A sofri andava bene perchè c’era poca informazione ma davvero… lascia perdere pechè non ne azzecchi una…

i vecchi quartieri popolari sono delle latrine di povertà e gli hongkonghesi stanno (qui al sud) trasformando questi posti in posti civilizzati. I contadini sottopagati (quelli della madre cina) adesso hanno un lavoro decente e possono far fortuna.

Mamma mia quanto mi deprimono questi discorsi…

P.S./2 Se vuoi vieni qui a parlare con quei contadini e fagli questi discorsi.
Ti sparano

11 Robinik { 11.28.06 at 4:39 pm }

P.S./3
Scusate ma queste cose davvero non si possono sentire.

I diritti stanno a zero perchè lì li ha lasciati il comunismo. Come ha lasciato i palazzoni e le cose che racconti belle o brutte che siano.
Con lalibertà arriverà il resto.

Mamma mia cachorro… questa l’hai proprio ciccata… :roll:

12 Edmund Dantex { 11.28.06 at 6:16 pm }

Come fai a distiguere un cinese capitalista…. da ub cinese comunista?
Sono curioso.
PS.
Attento a quello che mangi.
:-)

13 Cachorro Quente { 11.28.06 at 6:46 pm }

No, guarda Robinik non ci stiamo proprio capendo. A parte il fatto che non ho mai citato Sofri, a me la lobby di LC (qualsiasi scelta abbia fatto nel corso degli anni) mi sta abbastanza sulle palle a prescindere e non sto neanche a difendere i maoisti del ‘68 visto che i mezzi per capire le stronzate che stava facendo Mao ce li avevano (e non tutta la sinistra è cascata nella drammatica sòla della Rivoluzione Culturale, anche se una consistente percentuale di coglioni che si esaltavano davanti ai film-balletto c’è stata), non sto dicendo che il capitalismo sta rovinando la Cina, sto dicendo che il sistema cinese sfrutta i metodi capitalisti come ha usato in passato quelli comunisti per sfruttare e privare dei propri diritti i cittadini.
Ho capito che tu ora sei là e io no, ma mi permetto di avanzare l’ipotesi che la tua visione sia abbastanza distorta.
a) gli hong-konghesi conteranno al Sud, ma gli industriali di Pechino e Shangai hanno imparato perfettamente il loro lavoro e non è più con la finanza hong-konghese che si trovano a interfacciarsi l’Europa e l’America. Il Partito Comunista Cinese ha quasi perfettamente assimilato il capitalismo, non il contrario
b) i contadini che “possono fare fortuna” è veramente assurdo. Ma tu sai che spesso non vengono neanche pagati, altro che un lavoro decente? Sai che il loro status civile è inferiore (ufficialmente) a quello degli abitanti delle città?
c) io non metto in dubbio in nessun modo che le iniziative dei capitalisti hong-konghesi siano una manna dal cielo per le regioni in cui investono. Io metto in dubbio che questa sia la via che sta prendendo il capitalismo cinese.

Vedi in questo momento tu pensi che sia io l’anticapitalista a prescindere. Ma chi ha una visione fideistica e messianica delle leggi del mercato IMHO sei tu. Io contesto l’idea che queste cambieranno dall’interno il regime comunista cinese, perchè questo NON sta succedendo. La morsa della censura non si sta allentando, i diritti civili sono ancora fermi al palo, le esecuzioni sommarie sono ancora di moda e chissà quanto sono felici i parenti delle vittime di Tien-Amen del fatto che la nomenklatura del PCC ha raggiunto finalmente gli standard dei petrolieri texani. Inoltre, i grossi gruppi finanziari (più o meno vincolati al monopartito) sfrattano migliaia di cinesi per sfruttarli facendoli costruire a tempo di record e praticamente a gratis la Nuova Shangaii e la Nuova Pechino (tra i quartieri rasi al suolo c’erano rinomati quartieri storici condannati al degrado dal Vecchio Comunismo, ma definitivamente demoliti dal Nuovo Capital-comunismo… ti piacerebbe che costruissero parcheggi e maxi-ville al posto di Perugia o Urbino?).
I miei discorsi potranno essere idealisti e inutili, ma non certo intellettuali e neanche anti-capitalistici.

14 giancarlo { 11.28.06 at 7:56 pm }

Robinik, stai attento a quel che scrivi. Se ti sgamano a sputtanare il comunismo col c###o che ti fanno tornare :)

15 daverik { 11.29.06 at 11:10 am }

Io mi inserisco non entrando nel merito (dove potrei anche pendere a favore di Rob) ma nel metodo complimentandomi con Cachorro per la sua calma olimpica. E non sto facendo ironia.

16 masaccio { 11.29.06 at 2:14 pm }

Robinik, io i tuoi post dalla Cina li leggo anche volentieri… Però se ci metti in mezzo delle castronerie come Lotta Continua maoista (?!?!?!) o il link a un articolo secondo cui Potere Operaio “tenne a battesimo le BR”, perdi credibilità. Tutto qua.

17 Robinik { 11.29.06 at 7:33 pm }

Cachorro ti chiedo scusa se sono stato brusco… qui va tutto veloce… Sry.
Adesso ho capito meglioil tuo commento. Appeno ho tempo con calma ti rispondo.

Dav
Cachorro ha sempre una calma olimpica. COn me ci vuole ;)

Giancarlo sono riuscito a passare la dogana per ora ;)

Masaccio
Sono felice che tu li legga volentieri. LC è citata come “ente che si mette dalla parte dell’operao e lo mitizza… che vuole che tutti siano proletari”. Il secondo link non l’ho controllato. E’ l’unico link che ho trovato in cui si parlasse dell’operaio massa. chi conosce la storia di LC sa cos’è. Sul fatto che le BR poi siano state tenute a battesimo anche da PO non ci vedo nulla di strano. Però per carità… se ne può parlare… Ciao!

18 Angelo { 11.29.06 at 8:51 pm }

Robinik in Cina hai trovato la tua dimensione.
Li ci sono atei comunisti censuratori vestiti da liberali, come te…

19 Cachorro Quente { 11.30.06 at 12:10 am }

No te preocupes. Hai una potenza emergente comunista da sconfiggere… :)

20 Robinik { 11.30.06 at 1:31 am }

lol

In realtà ultimamente mi “sprangano” i fasci :D

21 masaccio { 12.01.06 at 6:02 pm }

Sì, chi conosce la storia di LC sa cos’è l’operaio massa, ma chi ha scritto quell’articolo viene da un altro pianeta, o è in malafede.
Il fatto che Potop abbia “tenuto a battesimo le BR” è proprio fuori dalla storia. Le Br sono nate nel 1970, quando Potop era un gruppetto che il problema dell’organizzazione illegale stava appena cominciando a pensare di porselo…
Politicamente stiamo parlando di radici diverse: da una parte il leninismo duro e puro delle BR, dall’altra l’operaismo eterodosso e intellettualoide di Potop.
Che contatti ci siano stati è innegabile, ma in epoche ben successive: Morucci e la Faranda sono gli unici due casi di militanti passati da Potop alle Br che mi vengono in mente, e lo stesso Morucci nei suoi libri descrive bene il salto totale, ideologico e organizzativo tra un’esperienza e l’altra. E si tratta in ogni caso di fatti avvenuti ben dopo la morte di Potop (1973).
Quindi dire che, molti anni dopo la morte di Potop, alcuni ex militanti si siano avvicinati alle BR (che già non erano più quelle del ‘70) è una cosa su cui si può discutere. Ma dire che Potop abbia tenuto a battesimo le BR è una barzelletta. Se Piperno avesse provato a “tenere a battesimo” Curcio molto probabilmente si sarebbe trovato una pallottola in testa…
Le BR figlie del movimento degli anni ‘70 sono un falso storico. Le BR esistevano prima, e politicamente ci sono ere geologiche tra i loro ragionamenti e quelli di gruppi come LC o Potop.

22 Robinik { 12.01.06 at 7:10 pm }

Eppure Masaccio anche questo libro sostiene il contrario della tua tesi, ovvero chele BRfurono tra i vari gruppi che misero in pratica le provocazioni militaristiche di quei tempi (semplificando) e lo fecero dopo LC e dopo PO.

Prima (in effetti) non se ne ha notizia.
O vogliamo tornare alle “sedicenti” brigate rosse?

23 masaccio { 12.02.06 at 12:14 pm }

No, non c’entrano niente le Brigate “sedicenti” Rosse, quella è una bufala. Le Brigate Rosse erano rosse sul serio, o almeno lo erano dal proprio punto di vista, che ovviamente non è il mio.
Ora devo scappare per cui non ho il tempo di spiegare la cosa per filo e per segno, spero di poterlo fare domani. Ma il punto è che la BR non scelsero la via militare su ispirazione di Potop, dato che lo fecero prima (e questa è cronologia, non sono opinioni). Puoi dire che le due scelte, anche se ideologicamente distantissime, nacquero nello stesso clima politico e culturale, e di questo possiamo discutere. Ma che una derivi dall’altra non è opinabile, è proprio logicamente e cronologicamente insostenibile.