Dialogando su Destra e Sinistra…
La scorsa settimana sono stato in visita da clienti in Emilia-Romagna. Il tempo di percorrenza del tratto Bologna-Imola e l’attesa in sala d’aspetto mi hanno dato l’occasione per dialogare con il nostro agente di zona su alcune considerazioni di carattere politico. La discussione partiva da una mia affermazione che più o meno suonava così:
“Per quanto possa essere partorita con buonissimi propositi l’idea che lo Stato possa assolvere alla funzione di fornitore di servizi che non siano la tutela dell’ordine pubblico e la sicurezza è destinata a peggiorare i problemi che si propone di risolvere o nella migliore delle ipotesi a fallire”
Abbiamo quindi parlato delle varie casistiche. Dalle baby-pensioni nate per creare lavoro e finite per diventare un fardello insostenibile del servizio di previdenza al discorso sugli investimeti nella ricerca, tema caro ad entrambi gli schieramenti durante le campagne elettorali, paragonando la nostra utopia centralista che nulla ha mai prodotto con i venture capitalist dell’università di Stanford che hanno permesso la nascita di società quali Google, Yahoo e mille altre passando per la distruzione del concetto propagandistico secondo il quale negli Stati Uniti possono accedere alle migliori università solo i figli dei “ricchi”.
Entrambi eravamo d’accordo su tutto ed in particolare con l’idea che prima si lasciano al sistema privato e al mercato questi “servizi” togliendoli dalle grinfie di un sistema centralizzato che fagocita risorse per restituire inefficienze prima si avrà un paese moderno sulla strada dello sviluppo. Cosa c’è di strano direte voi?
La cosa strana è che lui vota da sempre a sinistra mentre io da sempre a destra. La cosa strana è che difficilmente non siamo d’accordo quando si parla di politica e non lo siamo fino al momento di entrare in cabina di voto. Curioso vero?
Voglio risparmiarvi una facile conclusione che è quella che lui sbaglierebbe a votare il csx e che semplicemente votando cdx contribuirebbe al raggiungimento del nostro “sogno”. C’è infatti un’altra cosa sulla quale abbiamo concordato ed è la constatazione che gli attuali schieramenti politici polarizzatisi intorno ai discriminanti “antifascismo vs anticomunismo” non producono quello che sarebbe giusto aspettarsi, ovvero la creazione di due poli che propongono soluzioni alternative allo stesso problema, ma piuttosto due aree partitiche entrambe ingessate.
L’ingessamento è dovuto al fatto che, come si sostiene da tempo, i protagonisti delle due aree (capitalisti vs. socialisti) sono sparpagliati nei due poli. Se a sinistra c’è infatti una lunga tradizione delle idee “centraliste” a destra abbiamo chi vede nell’amministrazione pubblica un bacino elettorale imperdibile (oltre a varie forme di ex-neo-socialisti).
Il nostro destino per ora è assistere a dibattiti televisivi in cui gli esponenti delle due coalizioni fanno a gara a chi ha “speso di più” a chi ha bruciato più risorse nell’utopia socialista. Speriamo che nel futuro la scelta di nuovi discriminanti possa definire insiemi più omogenei e magari un briciolo di cultura in più.
Buona Vita!


23 comments
messa così la questione sembra abbastanza paradossale: quasi a dire che, pur condividendo le medesime posizioni, poi ci si ritrova in cabina elettorale a dare un voto non ad una idea propositiva, bensì, in negativo, a quell’idea che non si vorrebbe vedere attuata, prescindendo dal fatto che poi le nostre speranze vedano la luce.
il paradosso starebbe nel fatto che in Italia, come dici anche tu, destra sociale e sinistra liberale sembrano stare nel posto sbagliato! forse, meglio di una contrapposizione ideologica, sarebbe una contrapposizione politica/pratica. Mi spiego: non un destra contro sinistra, ma statalisti contro liberali e all’interno di questi due paraschieramenti accogliere chiunque purchè mosso dalla stessa ambizione, imbrigliare o liberare il cittadino.
ma se questo vale per le materie economiche, sulle quali, tutto sommato, se ci fosse un po’più di maturità nei nostri politici, si potrebbe pervenire ad un accordo anche sedendo su scranni diversi, certamente non vale per le altre questioni: quelle etiche, ad esempio…e credo siano decisamente rilevanti, ai nostri giorni!
ma anche ideologiche: di fatto, prima di un passo verso una migliore gestione, da parte della politica, del Paese, sarebbe necessario l’abbandono delle ideologie.
cosa attualmente improbabile: di qui, la necessaria contrapposizione tra antifascisti (ma esistono ancora i fascisti??) vs anticomunisti!
in questo senso…scusa il gioco di parole, Destra e Sinistra hanno ancora senso!
un saluto
Si Marco,
).
la situazione è davvero paradossale ed in Italia, come dici, si vota contro per una serie interminabili di motivi tra i quali spicca quello che gli elettori di dx e sx non si parlano (vuoi per l’anatema “di politica non si parla” vuoi che non hanno le basi culturali per farlo e si riducono all’insulto reciproco
Detto questo (e detto che si… i fascisti esistono ancora… l’ho sperimentato sulla mia pelle da poco) ti propongo un ragionamento puramente matematico.
Posto come problema il raggruppamento delle “soluzioni politiche” e preso atto che l’attuale raggruppamento non è “funzionale” si scelgano i discriminanti “migliori”.
Io credo che le questioni “etiche” alle quali ti riferisci siano tema del parlamento nel senso che sono trasversali tra gli schieramenti ad un punto tale che definirebbero, qualora venissero usate come discriminanti, due coalizioni in grado di discutere solo di temi etici (o ancora peggio del singolo tema etico).
Sulle ideologie (che io evito come la peste) siamo già attualmente divisi e 60 ani di democrazia parlamentare italiana non mi sembra abbiano prodotto grandi risultati…
Per questo personalmente preferisco dividerle su temi economici o politici/pratici.
Sulle ideologie/2 infine: Quando arriverà quel giorno che comunisti e fascisti si renderanno conto di essere identici per moltissime cose non sarà mai troppo tardi
Ciao!
C’è però una differenza sostanziale tra voi due: tu che hai sempre votato a destra puoi dire di averlo fatto in chiave anti-comunista e anti-socialista in generale cercando nel panorama politico italiano un partito che sostenesse il liberismo, lui che ha sempre votato a sinistra che motivazioni ha? Non mi pare che nella sinistra italiana ci siano mai stati partiti che non facessero esplicito riferimento al socialismo. E se tanto mi dà tanto, vista la provenienza del tale, il suo voto è sempre andato al PCI…sia chiaro cambiare idea è legittimo, ben vengano gli ex-comunisti che (schiaffeggiati dall’evidenza) abbracciano il capitalismo, ma nascondersi dietro il fatto che “dall’altra parte ci sono i socialisti neri (e bianchi)”, francamente mi sembra ridicolo.
Correggimi se sbaglio ma il tale in questione sostiene come te (e come me) che la contrapposizione dovrebbe essere tra liberisti e socialisti, sostiene che si sente apparetenente alla prima categoria e…vota per il partito del socialismo europeo?
JA non ha tutti i torti! e se proprio vogliamo dirla tutta, mi hanno sempre fatto ridere quelli che la pensano in un modo ma poi votano da tutt’altra parte (con una incoerenza palese)!
sulle ideologie: Rob, aspetto anch’io quel giorno…
sostanzialmente, comunque… dici che sarebbe possibile avere due schieramenti con obiettivi economici ben distinti e lasciare alla propria coscienza i temi etici? senza bisogno di scomporre le coalizioni?
é un po’ che penso che servirebbe un aggregazione delle forze liberali. Ma mi sto sbattendo sul muro della collozazione.
Ovvero, prima di fare massa critica da qualche parte bisognerebbe pur stare.
allora, Cape, è più logico farla da destra…anzi, dal centrodestra…
intendevo la massa…fare massa dal centrodestra! lì, almeno, un minimo di liberalismo si mastica e si parla…
@ JA (e con lui anche Marco).
Alla fine ha ragione Cape. In questo senso. Certo.. Io ho un piccolo lasciapasare nel senso che posso sostenere che la mia speranza di una “rivoluzione Capitalista” è stata tradotta con un voto “un briciolo più coerente”. Solo nelle intenzioni però perchè di fatti ce ne sono stati pochi anche dai governi di cdx. Così come l’opposizione di cdx non tarda ad abbaiare a timidi tentativi di liberalismo quando arrivano da sx (e non mi sto riferendo solo a Bersani).
In verità però qui non si sta ragionando su chi abbia votato “bene o male” ma si sta sostenendo che nel caso in cui si creasse un “polo” coerente questo otterrebbe anche il suo voto mentre la cdl questo voto non lo ottiene. Poi magari andiamo a fondo e capiamo il perchè (non è difficile da capire che certi rigurgiti di An e certi esponenti del cdx sono magari da noi digeriti mentre a lui stanno sullo stomaco) ma nel farlo andiamo verso una discussione che non è quella che questo post vuole sollevare
@ Marco (edited):
Si se ne parla e basta però. Vorrei ricordare che l’ultimo aumento di 100 € agli statali (tra le altre cose) porta la firma del governo Berlusconi. Vorrei ricordare che se fai questi discorsi ad alcuni elettori di AN o ad alcuni dell’UDC (come il permalosetto che vede nei Chicago Boy’s un gruppo di dementi e del quale non faccio il nome per pietà) ti sparano
il concetto è chiaro Rob!
al di là delle scelte di voto attuali (comprensibili) rimane solo da sperare che un giorno o l’altro vi sia una presa d’atto della politica in Italia che è impossibile restar fermi impalati su posizioni ideologiche, sperperando di fatto tante buone iniziative o possibilità per far davvero qualcosa di utile per il paese!
certo mi farebbe strano vedere uno di centrodestra stilare una legge con un deputato del centrosinistra, ma se questa fosse cosa buona e giusta non vedo perchè non si dovrebbe fare!
di fondo, comunque, ci rimane solo una cosa: la constatazione di quanto oggi, i politici, siano più interessati al muro contro muro che ad altro; il potere prima di tutto…ma sono stupidi, perchè non capiscono che se facessero le cose nell’interesse dei cittadini verrebbero premiati comunque…ma in più avrebbero la coscienza a posto!
altra cosa: secondo te perchè le forze della sinistra liberale e quelle della destra liberale non provano a federarsi, ma anzi…cercano di allontanarsi sempre di più? paura di fare le cose per bene? paura di “sporcarsi” con l’avversario?
possibile si debba vedere solo bianco e solo nero?
Marco.
In realtà la classe dirigente giocando a “muro ontro muro” riesce ad ottenere il nostro voto senza necessariamente rendere conto del proprio operato… digli nulla….
Sulla tua domanda finale:
Da un lato molti elettori sono talmente ossessionati dal demonizzare la squadra avversaria che non riescono a fare una serena autocritica. Dall’altro i politici hanno riflessi pavloviani per la gestione del potere che rendono impossibile dividere il merito con “l’altro” (o ancora peggio lasciarglielo) [bicamerale docet].
Aggiungi che non hanno cultura politica e quindi che nemmeno possono arrivarci per il 90% dei casi.
)
Aggiungi che per una distorta percezione del consenso ormai lavorano con l’auditel (e noi andiamo in piazza…
Ma questo è un altro discorso ancora…
Ciao!
ok Rob, la situazione è deprimente!
e io che pensavo che fossero proprio quelli lontani dalla politica (alla Silvio, per intenderci - anche se poi tanto fessi non sono) che potessero cambiare le cose: fuori dalla logica partitica, dentro ai reali bisogni della gente!
non oso smentire i fallimenti (importanti) della CdL negli scorsi 5 anni, ma è difficile che a sinistra si possa fare di meglio: per questo a Roma, in piazza, sarei sceso anch’io! ma non contro Prodi perchè Prodi, bensì contro Prodi perchè Prodi rappresenta l’esatto contrario di ciò che vorrei: meno stato, più mercato!
e in questo senso l’elettorato può far poco: sarà anche vero che è il popolo a scegliere il leader, ma finchè saremo costretti a scegliere il “menopeggio” chissà quando avremo al gioia di determinare la politica per il nostro Paese!
c’è una cosa, poi, che non capisco: i cambi di fronte sono squallidi, ma raramente poi pesano nelle scelte dei votanti! insomma, se uno passa da sinistra a destra, non è che io non lo voto…anzi, quasi quasi lo voto più volentieri perchè me lo immagino come una specie di “convertito”; ma allora perchè è così difficile accordarsi?!
mi fa una gran rabbia questo!
il significato? che siamo tutti vittime e carnefici di noi stessi!
io non mi sottraggo alle responsabilità: anch’io sono spesso cieco…formalmente…perchè poi dentro di me so che potrei pure fare altri tipi di discorso, ma la logica del “muro contro muro” ha il suo fascino! purtroppo!
vabbè…devo maturare!
posso dirti una cosa (anche se sa di sviolinata)?
apprezzo molto la tua capacità di analisi e spesso sei un punto di riferimento per me, per come si dovrebbero affrontare certi problemi senza troppi paraocchi!
Credo, però, di avere ancora parecchio da lavorare su di me…
Secondo me il problema discende direttamente dal modo di far politica. Intendo dire che finché i partiti saranno l’unico riferimento del sistema è chiaro che gli scontri forzati ed ideologici saranno usati per mantenere il “potere”. Francamente non credo all’idea che i politici siano stupidi, al di là di casi veramente clinici, anzi appunto per questi messi lì apposta, credo che la maggioranza delle persone siano semplicemente dei profittatori che sfruttano questo sistema per garantirsi ritorni economici.
Il cambiamento dovrebbe provenire da una nuova coscienza delle persone (sarò ottimista, ma considero la manifestazione del 2 dicembre un primo passo) perché possano guadagnare una sorta di “controllo” sui partiti e quindi sui politici.
Quasi ovviamente il modello (come da lettura di The Right Nation, quindi parlo per “sentito dire”) è quello americano con partiti “culturalmente leggeri”, che sono controllati indirettamente da gruppi di pressione culturali.
Rob, un paio di considerazioni.
.
Uno: sei molto fortunato perché io persone così di sinistra non ne incontro mai
Due: è vero che dx e sx sono “luoghi” confusi. Su tutto (dal liberalismo alle questioni etiche). Non sono così sicuro che quest’ultime (intese in senso lato, anche in rif.to al ruolo che la religione può e deve avere in una società libera e virtuosa), saranno ininfluenti anche in futuro.
Di certo non credo di poter stare nello schieramento di chi sostiene il “fascismo insito in ogni religione”, come dice Cape…
Personalmente guardo con molta simpatia chi a sinistra combatte battaglie liberali, con distacco le posizioni liberal(i) -anche dei radicali di centrodestra-, sulle cd. libertà personali, affrontate mi pare sovente con una superficialità che non va nella direzione della costruzione di quella società libera e virtuosa di cui sopra (e di cui parla molto bene nei suoi lavori per esempio don Robert Sirico, che di certo non è fascista).
ciao a tutti, Paolo
Io invece la vedo diversamente. Piuttosto che una improbabile divisione tra liberali e socialisti, penso a aggregazioni dove le idee liberali siano un dato acquisito. Un pò come negli stati uniti dove ci si divide su un sacco di cose, ma i valori di fondo sono condivisi. Allora si potrà continuare ad essere di destra o di sinistra e contrapporsi su un sacco di questioni, ma condividendo i valori forti di base. Insomma, io non credo a un partito di “buoni” contro un partito di “cattivi”, molto meglio due partiti di buon livello. L’importante è non lasciare il pallino in mano agli estremisti, ma per fare questo basterebbe cambiare legge elettorale togliendo potere di ricatto ai partitini.
@ Marco
Troppo buono…. sono onorato
@ Mente
Sicuramente il fatto che in italia i politici sono visti come potenti a cui raccomandarsi e di fronte ai quali scappellarsi e non per quello che sono (nostri dipendenti da controllare a vista e ai quali rendere conto) non aiuta…
@ Paolo
Io non ne incontro molti ma qualcuno si. Tra questi c’è anche Cape che sicuramente con quella frase non ti avrà esaltato ma vale 100 dei nostri destri
La mia posizione sulla religione è poi nota com’è noto che i radicali sono tutto tranne che liberali: un’accozzaglia squadrista che rende ancora più difficile la comprensione dei concetti liberali…
Giancarlo:
Magari…. magari!
Segnalo a tutti un clamoroso e gradito ritorno:
http://www.ilpiave.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3225
Hai straragione Rob. E’ un ragionamento che faccio spesso anche io
Ciaooo
Andrea… graditissimo è una parola forte…
Grazie Luca
Cioè, un paese che non può cambiare direzione. I principi liberali SONO acquisiti. I principi LIBERISTI non devono esserlo, ma devono essere propugnati da una parte politica e controbilanciati da un’altra.
Magari avete ragione voi e i Chicago Boys. Magari il mercato si auto-regola e lo Stato fa solo danni. Oppure, ho ragione io e istruzione e sanità private sono la sòla del ventunesimo secolo.
Ci dev’essere la possibilità di scegliere; negli USA non c’è.
Sulla questione morale, concordo con Robinik: non può che essere “trasversale”. Perchè inevitabilmente ci saranno conservatori in entrambi gli schieramenti. Tanto la società, da quel punto di vista, va avanti inevitabilmente più veloce della politica.
Nel passato in Italia il riformismo etico è sempre stato di sinistra, e anche oggi (tutto sommato) c’è più coraggio da una parte che dall’altra; non è detto però che debba rimanere così per sempre.
Cachorro
)
Te lo dico sinceramente: Ti stavo aspettando per vedere la tua reazione e ti dico sinceramente che non sono d’accordo con quello che scrivi (ma tu non me ne vorrai
Breve sunto delle obiezioni:
1) I principi Liberali non sono acquisiti. Non nell’europa socialdemocratica ne tantomeno nell’Italia assistenzialista-centralista
2) I principi liberisti sono libertà economiche. Mi chiedo come mai la gente si stracci le vesti per le libertà individuali quando queste riguardano libertà di espressione, di culto (ad esempio) e non quando sono economiche. Io credo che sia un rigurgito dello snobbismo che vede nelle cose economiche un materialismo da disprezzare ma qualcuno mi deve spiegare come mai la libertà economica non deve essere riconosciuta come fondamentale
3) Su Sanità ed Istruzione. Sarebbe facile farti notare che nemmeno in Italia c’è scelta perchè in Italia è vero che solo i ricconissimi possono accedere ad Università che garantiscano un titolo decente ma voglio andare oltre.
Come mai le università migliori e le migliori scoperte scientifiche e le migliori imprese sostenute dalla ricerca sono proprio nel modello USA che tu definisce sòla? Ti prego non rispondermi che “sono cervelli europei”. non è sempre vero e nemmeno è pertinente come risposta.
Voglio sapere come mai quel modello ha permesso che si sviluppassero ed il modello socialista no.
Ciao
1) probabilmente hai ragione, alcuni principi liberali devono ancora essere acquisiti (penso al corporativismo, agli ordini professionali…), ed effettivamente questi dovrebbero essere valori comuni che vadano al di là di destra e sinistra. Però vorrei distinguere una necessaria “liberalizzazione” dall’applicazione di una ricetta economica liberista, giusta o sbagliata che sia, che invece è più sano appartenga solo a una determinata corrente politica.
2) riconosco, nel differenziare libertà economiche e libertà personali di essere pesantemente ostaggio di un retaggio marxista e probabilmente anche pre-marxista (cristianesimo pauperista, filosofia classica…). Forse è per inclinazione personale che non ritegno la libertà economica un diritto fondamentale (quello alla proprietà sì, intendiamoci eh…). Ma al contempo, credo che definendo la libertà con i confini della libertà degli altri, quella economica sconfini più spesso rispetto a quella di culto o di espressione.
3) questo è un discorso complesso. Ma credo si debba differenziare la formazione di eccellenza, dalla formazione di base. Se l’obiettivo è semplicemente quello di selezionare e sfruttare al meglio le menti migliori, al fine di ospitare nel proprio paese il massimo della creatività e dell’innovazione, gli USA sono sicuramente al top. Semplicemente, mi sembra un obiettivo riduttivo (da un punto di vista etico) e non particolarmente lungimirante (da un punto di vista utilitaristico). Non è etico perchè lascia indietro ragazzi meritori e perchè comporta un livello di formazione di base non adeguato. Non è lungimirante, perchè nel momento in cui altri paesi diventeranno più competitivi, perderà l’apporto fondamentale non tanto dei cervelli europei quanto di quelli asiatici e est-europei. Tra l’altro, ho come l’impressione che l’istruzione obbligatoria americana abbia preso il peggio del sessantottismo (io sono ultra-conversatore quando si parla di scuola dell’obbligo).
Comunque la concentrazione di innovatività e scoperte negli USA è anche un fenomeno auto-alimentantesi.
@cachorro: in un paese dove vige la par condicio non mi sembra che sia acquisito un bel niente, lì si vede la differenza tra il liberale first emendament e il welfarizzante articolo 21 cost. (che di per se sarebbe liberale, il fatto è che ne hanno datto interpretazioni aberranti)
La sinistra ha barattato la libertà di stampa col pluralismo.
comunque non so dov’è la divergenza con robinik, mi sembra che anche lui vede una divisione tra liberisti e welfaristi, se ci fosse un parlamento di soli liberisti sarebbe una democrazia che somiglia paurosamente a quella che avevano in mente i filosofi liberali
Voglio solo precisare che io parlavo di principi liberali. A me gli “ismi” danno l’orticaria.