A volte ritornano/2 (e ritorneranno)
Sono tornati.
Probabilmente non sono mai scomparsi ma in ogni caso ieri ci siamo svegliati con un colpo di nocca del passato sulla porta del 2007. E’ una notizia della quale stupirsi? Credo di no.
In un paese che da oltre 60 anni vive in perenne guerra civile, un paese dove alla volontà di intelligere si è sostituito il cortocircuito mentale dell’ideologia, dello squadrismo, un paese dove una manifestazione sportiva è occasione per manifestare gli istinti più beceri, un paese ignorante che contempla solo l’odio verso l’altro da sè è strano che avvengano questi fenomeni?
In un paese in cui per 10 lunghissimi anni fior di intellettuali hanno alimentato il conflitto sociale ed invocato la lotta armata, un paese dove uno dei principali artefici di quella campagna d’odio, un signore che ancora è debitore nei confronti della giustizia viene invitato come innovatore di idee ad un congresso politico c’è da stupirsi se la famosa “acqua in cui nuotano i pesci” è ancora abbondante?
Siamo squadristi e produciamo squadrismo. Nulla di cui stupirsi.
Io non posso dimenticare che le mie posizioni nei confronti di Pietro Ichino (uno dei “bersagli umani”) hanno suscitato odio, rancore, sfottò in nome della necessità di un “muro fortificato a sinistra”. Ichino non può essere elogiato perchè ha un passato (ed un presente) a sinistra (cfr mio commento). Non posso dimenticare che la mia pubblicazione di un post di Capemaster sul primo portale di “The Right Nation” portò ad insulti nei confronti della mia persona irripetibili. Non era concepibile dialogare con chi ha votato a sinistra. Piuttosto si è preferito tenersi ben stretti nostalgici fascisti.
Non posso dimenticare che la presa di posizione della redazione di TRN contro la discriminazione sessuale provocò la pubblicazione sulla casa del fascio di post nei quali si invitava il gentile pubblico a farmi fare la fine di Pinelli. Non posso dimenticare che questa banda di squadristi è stata accolta a braccia aperte dai maestri del confusionismo solo per il gusto di consegnare loro la maglia della squadra. Sono gli stessi che ad oggi proclamano post di indignazione solo per il malcelato gusto di puntare il dito contro la sinistra senza interrogarsi sul problema culturale che ha permesso che ancora oggi giovani di 30 anni abbiano scelto la lotta armata come forma di espressione politica.
questo non interessa a nessuno. Interessa solo un nuovo motivo per dire che a sinistra sono tutti coglioni. Poco conta se nel percorso che avrebbe dovuto portare ad una “rivoluzione culturale” si è preferito scegliere lo squadrismo come metodo di “selezione del personale”.
Nell’accusa alla sinistra si ripete lo schema squadrista del dibattito sulla legge Biagi ben raccontato da Ichino sul Corriere di oggi:
Marco Biagi ha scritto di suo pugno il progetto di una legge sul mercato del lavoro, che era per molti aspetti la naturale prosecuzione del cammino di riforma avviato con le leggi Treu del 1997. Ma che cosa disponesse davvero quella legge non interessava molto, né a destra né a sinistra. Al governo di centrodestra interessava soltanto presentarla come «la grande liberalizzazione », quella che avrebbe fatto del nostro mercato del lavoro «il più fluido d’Europa»; all’opposizione di sinistra non è parso vero di prendere il «nemico» in parola, presentandola come la legge della «liberalizzazione selvaggia», che avrebbe «spalancato le porte al precariato».
Da una parte e dall’altra se ne è fatto un simbolo: bandiera da sventolare per gli uni, da abbattere per gli altri; indifferenti tutti a che cosa prevedesse davvero.
Anche oggi alla sinistra interessa più ridurre le perdite di immagine e alla destra cavalcare la demonizzazione dell’avversario.
Chi, come il sottoscritto, si sforza di ragionare subisce (con diversi livelli di pericolosità) quello che, il sempre illuminante Ichino descrive così bene:
Chi non si rassegna a omologarsi con il «pensiero corazzato» dell’un campo politico o dell’altro rischia di trovarsi isolato e schiacciato tra le opposte faziosità. Viene temuto come il demonio dalle vestali di quel «pensiero corazzato», perché il suo discorso problematico squalifica i loro slogan facili, le loro scorciatoie concettuali; quindi finiscono col demonizzarlo, nel tentativo di chiudere il dibattito prima ancora che esso si apra.
Non c’è quindi da stupirsi se ancora oggi in Italia “c’è … qualcuno che la «chiusura preventiva del dibattito » la intende in un altro modo”
Poco entusiasmo… ritorneranno.
P.S. Al professor Ichino, persona di rara gentilezza, va ovviamente ancora una volta la mia più sincera solidarietà.


12 comments
I tuoi discorsi non fanno mai una piega e leggerti è davvero un gran bel piacere.
Diciamo che … sei una persona di rara intelligenza
mi fai arrossire
Grazie di cuore. Un abbraccio!
Bentornato Pinelli!
“Anche oggi alla sinistra interessa più ridurre le perdite di immagine e alla destra cavalcare la demonizzazione dell’avversario.”
Come darti torto!
Quà la mano.
Pienamente d’accordo!
Tra l’altro, ma questa è una mia opinione personalissima che non m’importa se non sarà condivisa dai più, io non capisco proprio perché ieri sera a Porta a Porta ce la menavano con l’ipocrisia del paese unito. Perché uniti solo per queste occasioni?
PErché mi vengono a cercare per stare “uniti” solo quando li beccano con le mani nel sacco?
Io posso tenermi stretti un Cape ed un Carletto, ma non chi ancora sventola la falce e martello. L’unità del paese dovrebbe essere: “io metto da parte i vetero-fascisti, ma tu devi condannare SENZA SE E SENZA MA il COMUNISMO!”.
Giuro che quelle facce incredule di Epifani e compagnia cantando non le sopporto: mai una parola contro i totalirismi eppoi si meravigliano se dentro la CGIL qualcuno ancora crede nel comunismo.
In Italia abbiamo più partiti comunisti che squdre di calcio ed i centri sociali sembrano caserme col campo minato per i non-addetti ai lavori… poi si meravigliano se qulcuno ci crede ancora nella lotta di classe!
Mah… sono veramente disgustato!
Ciao ROB.
Bentornato!
Ciao Simone

Eccola Edmund
@ Kagliostro
Concordo a mia volta con il tuo commento.
Invocano l’unità figurata perchè non hanno argomenti che non siano “pronti da mangiare”.
In realtà nella prassi quotidiana viviamo il problema opposto. La scena politica è talmente svuotata di argomenti reali che riesce solo a produrre un muro contro muro squadrista che non è più nemmeno ideologico.
Sull’incredulità poi hai ragione da vendere.
Immagino infatti che le persone che vivono nelle case di riposo ed i fans della Pausini siano tutti brigatisti… :S
Ieri a 8 e 1/2 ho sentito un sindacalista CGIL-FIOM che diceva che il terrorismo è generato dalla solitudine
Aggiungo infatti che se è vero (come ho scritto nel post) che tutti hanno le loro belle colpe l’accettazione e la promozione di frange estremiste e violente da parte della sinistra è intollerabile ed individua una loro chiara responsabilità.
Ciao!
P.S. E’ un ritorno momentaneo… adesso torno in ritiro
Impossibile per qualunque persona civile non sottoscrivere tutto ciò, e quanto dice Pietro Ichino. Fatto è che anch’io, che giustificazionista non sono mai stato, continuo a chiamare terrorismo genericamente “rosso” il terrorismo comunista. E se ci pensi bene, è questo stesso pervasivo prurito di perbenismo che ci impedisce, spesso in nome di una malintesa libertà di espressione, di chiamare fiancheggiatori, istigatori, ideologi e ispiratori con il loro nome.
Son stato lontano dal blog un po’ di tempo, in questi giorni mi chiedevo come Robinik poteva reagire a quanto è accaduto e lo ha fatto nel migliore dei modi.
A parte i vari salamelecchi, cosa fare Rob? Come cambiare un paese contemporaneamente allo sbando ed alla deriva?
Gente come Ichino è destinata a morire, solo ideologicamente spero. Da dove cominciare? Non credo assolutamente che uno spiritista ed un liberalMonopolista possono questo.
Possiamo farlo noi? E come? Io non conosco le persne che frequenti ma dalle mie parti si parla ancora di fascismo e comunismo, di nemici da combattere.
Io mi sento decisamente impotente, ora anche spaventato! Ma non solo dalle nuove BR, ma dal mio stesso vicino di casa.
Questa è guerra civile!
Davide
E’ una guerra civile perchè le ideologie sono vecchie, consumate ed imparate per slogan e perchè la gente non ha accesso a raginamenti diversi.
Ieri sera Ichino a Matrix diceva che alla fine è giusto che i politici dicano cose diverse dalle sue perchè i politici devono procurarsi il consenso OGGI e non fra tre anni mentre gli studiosi/osservatori come lui possono/devono parlare con chiarezza.
E’ una delle poche cose sulle quali dissento da Ichino.
Se accettiamo il suo ragionamento dobbiamo accettare che è la domanda che determina l’offerta e non (come ampiamente dimostrato e come io credo) il contrario.
Penso che se Ichino (e quelli come lui) avesse uno spazio mediatico adeguato otterrebbe un consenso superiore a qualsiasi Prodi o Berlusconi perchè le cose che dice sono semplici, chiare, razionali e comprensibili a tutti.
Qui vengo quindi alla tua domanda: cosa possiamo fare noi?
Possiamo leggere, parlare, ragionare con calma con le persone che conosciamo e trasferire questi concetti semplici.
Come Blogger avremmo potuto/dovuto percorre questo tipo di strada. AVremmo potuto/dovuto rilanciare questi concetti, scardinare l’informazione propagandistica di destra e sinistra che serve solo a tenere questa classe dirigente inadatta al potere.
I blog sono però diventati la brutta copia della politica e dei gironali e quindi non ho grandi speranze.
Vero è però che questo tipo di consenso si ottiene “step by step”… una persona alla volta.
Se anche nel weblog (vedi il manciagate) c’è chi preferisce pensare alla pagnotta quotidiana piuttosto che alla “rivoluzione culturale” a beneficio delle prossime generazioni questo non deve impedirci di dire le cose così come le pensiamo
Ciao!
Ichino è un ipocrita furbacchione, esempio tipico di certi professori universitari che si arrogano il diritto di essere i grandi manovratori della politica, guadagnandoci pure sopra.
Scrive libri dove attacca intere categorie per poi andare in tv a dire ‘certo non penso che tutti gli statali siano nullafacenti’.
E’ un altro appartenete al grande coro del bla bla contro la pubblica amministrazione, salvo poi riceverne dei bei guadagni.
‘Chi non si rassegna a omologarsi con il «pensiero corazzato» dell’un campo politico o dell’altro rischia di trovarsi isolato e schiacciato tra le opposte faziosità.’
Datto da un campione del ‘pensiero unico’ fa solo incazzare… meno ipocrisia e più attinenza ai fatti.
PIù che anonimo polemico direi anonimo pirla… o anche anonimo e basta… come il contenuto di un messaggio fatto da chi, con ogni evidenza, non ha letto una sola riga dei libri di Ichino.
Mi ricorda il Prirla
Ciao Rob…
dopo settimane di scarsa vena e avvenimenti che si commentano da soli, mi fa piacere rileggerti.
Un post da taggare in deliciuos.
Ci sentiamo tra poco per mail.