DICO-no solo stupidaggini
L’ho scritto qui con un post.
L’ho scritto qui con dei commenti.
Lo si può evincere da qui con un articolo.
Il comunismo privato dalla storia di motivazioni ad esistere ci sta proponendo altre forme di egualitarismo ugualmente ridicole ed allo stesso tempo pericolose.
Buona Vita!


19 comments
Vabbé, dipende pure da com’è la sorella ;)))
Mah, io mi sto convincendo che tutto questo buttarla sempre sulle questioni di coscienza è solo un modo per evitare di parlare di cooperative rosse e di “quattrini”.
La cosa buona è che affrontando questi temi diamo un senso alle cose, al perché sono così e non colì etc etc.
Di sicuro mi spaventa moooooooolto di più le leggi inglesi sull’eugenetica che ’sta roba qui.
Voglio prevenire stuoli di commenti dai talebani laicisti radicali politacl correct e chi peggio ne ha…
Quando dico pericolosi non mi riferisco al caso di incesto ma piuttosto alla base argomentativa (o al presupposto logico fate vobis) che sta alla base delle noiosissime argomentazioni a favore dei PACS o dei DICO.
Sono pericolose perchè, come nel caso del comunismo, se tutto è uguale allora non ci rimane nulla del nostro patrimonio più grande: la nostra diversità con l’aggravante che spesso e volentieri queste battaglie vengono combattute sull’odio di “classe” (è solo cambiato il tipo di classe) e con un egualitarismo al ribasso di cui non si sente proprio il bisogno.
l’unico motivo percui fare i Pacs è per tutelare le coppie omosessuali, ed è giusto farli..
se uno non ha voglia di sposarsi, non si sposi, dovremo pure avere qualche modello no?
Se uno vuole fondare una società la fonda con tutto ciò che essa comporta, se vuole fare il free-lance, lavorerà in autonomia con partita Iva, ma non può pretendere di avere i benefici della società..senza fare società ma creando un miscuglio del cavolo.
Ok tutelare chi non ha possibilità di tutela altrimenti e prova sentimenti e affetti per un’altra persona, boh, vedremo.
M
Ciao Robinik secondo me hai fatto bene a nominare il comunismo; molti cadono vittime dell’illusione del potere e considerano l’esplosione di “diritti” per i quali si pretende una certificazione di stato, una degenerazione individualista.
In realtà a mio parere è l’esito naturale della parabola comunista, e a ben vedere semplicemente statalista, che prima ha atomizzato l’uomo schiacciandolo sui paradigmi egualitaristi che l’hanno slegato da ogni appartenenza (a cominciare da quella primaria che è la proprietà di sé).
Poi a questo “piccolo-Io”, pauroso e solo, non è rimasto altro che “ricollettivizzarsi”, sotto le sottane di mammastato.
E’ il serpente che si morde la coda.
Il fatto che i comunisti riciclino la loro ideologia in questo modo, non mi sorprende quanto il fatto che molti “liberali” cadono nel tranello.
ciao
e quindi la California, il Connecticut, le Hawaii, il Maine, il New Jersey, il Vermont, and il District of Columbia sono lande comuniste? quindi non è vero che il comunismo ha perso se si è mangiato 7 stati dell’unione.
ps. le matite colorate non dico fossero meglio della bandiera ma erano molto molto belle, non si possono re- integrare?
No, perché negli stati che citi oltre ai pacs ci sono tante altre cose.
Ma i pacs sì che sono comunisti
Le matite colorate erano carine ma la bandiera sul mio blog non può mancare.
Per rispondere in tema:
Quel giorno che vorremo importare il modello americano TUTTO in Italia sarò l’uomo più felice del mondo.
x paolo:
non è che sei proprio convincentissimo, visto che in ogni caso i regimi comunisti erano poco tolleranti con gli omosessuali mentre lo erano con forme spiccie di matrimonio.
posso seguirti se mi dici che le sinistre europee (post e neo comuniste) hanno preso le difese di ogni qualsivoglia minoranza in modo acritico, ma negli stati uniti forme di unione civile gay sono di matrice liberal che proprio non ha nulla a che vedere col comunismo.
quanto poi all’atomizzazione della società e dell’individuo non sono fenomeni del comunismo ma della società moderna: il liberalcapitalismo da risposte differenti non propone la mamma-stato ma ha anche lui quegli stessi problemi da affrontare.
x robinik:
mica ho detto di levare la bandiera, anzi quellimagine li è proprio bella. ma quelle matite che andavano da destra a sinistra dello schermo e separavano titolo da post non erano affato male.
Ok ruys ma non (farmi) esagerare.
So bene che i regimi comunisti imponevano ben altro dei pacs, io accennavo alla parabola di un’ideologia, perdente. Sei tu che hai tirato fuori gli stati uniti, in cui peraltro l’ideologia liberal c’entra a mio avviso ben poco con il liberalismo per come lo desidero io
(non credo al mantra dei giovani radicali nostrani, secondo cui il liberale/libertario sarebbe un liberal sui diritti civili ed un conservatore in economia).
Per quanto riguarda l’atomismo invece dissento radicalmente perché penso sia precisamente il frutto velenoso della modernità politica (e non certo del cattivo capitalismo come pensano i vari no global).
La società libera e proprietarista si fonda invece, come ha spiegato per esempio molto bene Carlo Lottieri, sulla relazione con l’altro da sé, altro che atomismo!
ciao
esagerare per chiarisi le idee non fa male. io ho tirato fuori gli stati uniti per far vedere che i pacs ci sono anche dove l’ideologia comunista non abbocca, e suggerivo che forse il pacs è una risposta ad una domanda della società che non deriva dall’ideologia (la domanda) ma dall’evoluzione della società che porta alla rottura dei legami tradizionali. senza andare a citare lottieri basta un piu noto durkheim per comprendere che un diritto di equiparazione statale si rende necessario per cementare una nuova identità sociale. ma questa identità si forma però indipendentemente dal tipo di stato e dal tipo di ideologia che lo anima.
Non siamo d’accordo soprattutto perché tu non vedi il serpente che si morde la coda che vedo io.
A parte il fatto che personalmente non attribuisco allo stato il compito di cementare alcuna identità, il punto è che le identità sociali cui ti riferisci non sono affatto “indipendenti dallo stato e dalle ideologie che lo animano”, bensì il precipitato della sua violenza rivoluzionaria. Come cercavo di dire sopra. ciao
non ci capiamo mi sa, ma non è un dramma, solo tre precisazioni:
Il serpente che si morde la coda non è un modello che aiuta la comprensione, perche, siccome parliamo di fatti sociali, politici e culturali, sono le discontinuità che ci interessano, non le continuità (Rickert).
Definire derivante da una violenza rivoluzionaria una pressione identitaria è come la frenologia, non più scienza da almeno 150 anni (benedict anderson, clifford geertz). Lo status quo tradizionale della famiglia non esiste gia più, non è una rivoluzione ma una istituzionalizzazione di un dato di fatto.
Che tu non veda nello Stato l’ente che deve certificare i diritti è irrilevante visto che è nell’Occidente funziona cosi e discutiamo appunto di gente che richiede questi diritti, e in un occidente molto variegato vediamo la pressione per forme di pacs, dai log cabin republicans a niki vendola (dovè l’ideologia unica?).
La discontinuità è lo stato moderno, mi sembrava di averlo scritto.
Il paragone con gli states regge poco, anche perché lì venerano i padri della patria, mica lo Stato rivoluzionario, come qui in Europa.
Lo stato moderno è una discontinuità che non arriva a spiegare, a secoli dalla sua comparsa, forze che chiedono la revisione dei codici di famiglia. poi lo stato come fine unico non è, ancora una volta, una peculiarità del comunismo ma una radice hegeliana rintraccibile in moltissimi pensieri politici distanti anni luce dal comunismo.
gli stati uniti sono un esempio dell’errore di considerare pacs dico et similia come un tema di sinistra post/neo-comunista. sono un tema della modernità di cui qui in europa si sono appropriate determinate forze politiche ma che non hanno nulla a che vedere con queste forze. è vero che storicamente non hanno avuto liberteegalitefraternite, ma non possiamo dimenticare che alcuni fenomeni che chiedevano equità nella società civile mediante un riconoscimento statuale sono nati in america, rosa parks non si è alzata perche si sentiva uguale non perche si sentiva libera di essere uguale.
Chiedere equità nella società civile contro le discriminazioni politiche non mi sembra esattamente la stessa cosa che chiedere un registro civile e/o un piccolo matrimonio per coppie etero e/o gay.
).
Questa richiesta non è affatto connaturata alla modernità (malgrado la tua insistenza, non mi farai diventare antimoderno
Grillini per esempio non mi sembra affatto “più moderno” di Benedetto XVI o, se vuoi, di Oscar Wilde, che non ce lo vedo a chiedere i Dico.
D’accordo che i pacs non sono comunisti, è che sono statalisti, ed il comunismo ha riciclato la propria fallita ideologia nelle retoriche stataliste ed egualitariste dei “diritti civili”.
Quanto all’ideologia liberal, mi sembra la versione moderata e made in usa dello statalismo europeo.
mi spiace ma la tua spiegazione delle lotte per i diritti civili in america è sbagliata se va bene e razzista se va male: non si trattava affatto di discriminazioni “politiche” ma “identitarie”, non era mica costretta a stare in piedi rosa parks perche votava in un certo modo, ma per quello che ERA. anche i gay chiedono piu diritti per quello che SONO, non per quello che votano, non votano tutti uguali. non entro neanche nel merito se sia giusto o meno concederlo loro, è pero cieco dire che sono un rigurgito statalista, come il mercato ha la sua base nello stato (che ne ha difeso l’origine e lo sviluppo e ne difende tuttora i valori e i presupposti) così anche la società civile ha nello stato la sua conferma e protezione. “meno stato” non vuol dire “no stato”, sono gli anarcoinsurezionalisti quelli.
appunto perche oscarwilde non se lo sognava di chiedere i dico è indicativo di come la cesura che cerchi non è la nascita dello stato moderno.
liberal: secondo me fai un po di confusione su cosa vuol dire liberal in america. i liberal è una tendenza politica non un partito, nixon era un liberal, clinton no.
Caro ruys rapidamente solo due cose: se c’è un regolamento che dice che una categoria di persone deve stare in piedi nell’autobus, magari imponendo delle sanzioni dichiarate o nascoste, e quindi imponendosi con l’uso della forza, lì si ha discriminazione politica (mi rifaccio precisamente alla definizione libertaria di politica come uso della forza).
Che il mercato abbia la sua base nello stato è poi semplicemente bizzarro, come la teoria secondo cui il capitalismo si sarebbe formato grazie agli stati nazionali (altra cosa è il pensiero che afferma la necessità di uno stato minimo, che ha le sue motivazioni che si possono ben rispettare).
comunque c’è coerenza nella tua posizione. ciao
E qui (passo e) chiudo: la modernità politica ha innescato (l’innesco è la cesura) un processo di svuotamento identitario progressivo, non certo istantaneo e nemmeno definitivo (sono pieno di speranza). comunque neanche Testori e Pasolini che non sono di un’epoca poi così diversa da quella del Grillini si sarebbero mai sognati di chiedere i dico…
Sul pensiero liberal: so bene che è come il “radicalismo” nostrano, come l’edera che s’attacca dappertutto (le vicende dei partiti mi interessano sempre poco). buona fortuna ciao
sul mercato intendo la necessità di uno stato minimo ovviamente. come ovviamente il mercato non nasce con gli stati nazionali, ma prima di questi era un qualcosa di assolutamente irriducibilmente altro. il mercato che esiste in età feudale non è il mercato di inizio novecento, non ha lo stesso status, la stessa propulsività, le stesse tutele, la stessa centralità nello sviluppo economico e democratico dell’occidente.
sulla discriminazione siamo lontanissimi, anche accettando (e bada bene che non ci penso neanche) la tua definizione di “discriminazione politica” siamo sufficentemente grandi e maturi per guardare non ai formalisimi ma alla sostanza: quella discriminazione era ontologica: sei nero stai in piedi. se lo decide lo stato è chiaro che lo stato tutelerà la sua decisione con la forza, ma questo è lapalissiano non aiuta a spiegare nulla. il punto è che quel movimento è incontrovertibilmente nato per chiedere una sanzione statuale per una tutela di diritti, ed è nato negli stati uniti, senza influenze giacobine, hegeliane o comuniste.