Blogging in a USA State of Mind

Tutto (quasi) normale

Ma quali diversi? Siamo uguali

Dottore… è normale? “No… potrebbe avere una malformazione

Il “politically correct“, alcuni residui del mito dell’egualitarismo, l’insieme di chi confonde il liberalismo con il nichilismo e l’ignoranza umana (quella ahimè non manca mai) stanno combattendo una guerra contro la diversità, il nostro vero e più grande patrimonio. Rimaniamo attoniti ad osservare i diversi livelli di danni provocati certi come sempre che l’unica cosa da temere è la normalità, magari nell’orrore di un mondo immaginario dove tutti sono uguali.

Buona Vita!

19 comments

1 Capemaster { 03.09.07 at 11:49 am }

Attoniti sì, ma le soluzioni non sono quelle di B XVI o della Binetti per dirne un paio a caso.

2 Robinik { 03.09.07 at 12:01 pm }

Non ho scritto questo ;)

3 Kagliostro { 03.09.07 at 12:07 pm }

Concordo, anche se ultimamente, in entrambi gli schieramenti si vedono riflessioni importanti su parecchi di questi temi caldi.
Una notizia come quella di Firenze, qualche anno fa non l’avrebbero nemmeno messa sul giornalino locale.

Sinceramente io non ci credo che qualcuno riuscirà a fermare l’eugenetica e l’invasione dei bimbi con gli occhi azzurri (e speriamo anche di bambine con tette grosse ;))) ), però cambiare la sensibilità della gente, anche mettendo in evidenza (non-)notizie come quella di Firenze, può aiutare.

Ciaoooo

4 Capemaster { 03.09.07 at 12:56 pm }

si si lo so

ma la soluzione a quallo che sollevi poi qual’è?

La difesa del liberalismo o la imposizione di un’etica?

5 Astrolabio { 03.09.07 at 1:36 pm }

cape, non esistono solo questioni politiche, lo so che sei de sinistra e non lo capisci :-) probabilmente nessuna delle due è la soluzione ottimale, la soluzione è diventare più responsabili e coraggiosi e meno edonisti, e non penso che la politica possa aiutare.

6 Cachorro Quente { 03.09.07 at 2:01 pm }

Non capisco, sinceramente, cosa tu voglia dire. Citare il caso del bambino di Firenze mi pare pretestuoso.
Voi sapete cosa vuol dire nascere con un’atresia intestinale? Vuol dire andare avanti con la Nutrizione Parenterale Totale fino a che non ti si fottono tutti gli accessi venosi, a meno che non ti parta il fegato prima. Per quel momento (a 10, 15 anni) devi trovare un donatore di fegato e intestino (con un intervento che ti farà sopravvivere 10 anni, se riesce - cosa tutt’altro che probabile). Se una donna è pronta a sostenere un calvario di questo tipo, ha tutto il mio rispetto; altrimenti non ha certo il mio biasimo. Non stiamo parlando di perfezione.
Ogni test ha un suo margine di errore; nessuno è preciso al 100%. L’ecografia per le malformazioni intestinali è molto specifica, diciamo 99,5%; rimangono quei casi in cui ci si sbaglia. E’ inevitabile, così com’è inevitabile (in un numero piccolissimo di casi) operare persone sane o dare farmaci sbagliati. Anche l’amniocentesi per la diagnosi di Down non è specifica al 100%. Sarebbe bello che non fosse così, ma non c’è nulla da fare, solo migliorare la tecnologia e le conoscenze in nostro possesso.

@ Kagliostro: l’eugenetica non c’entra un cazzo. Eugenetica vuol dire migliorare (in vario modo; dalla sterilizzazione dei malati di mente messa in atto in Scandinavia e negli USA all’inizio del ventesimo secolo, alla Soluzione Finale tedesca e al breeding dei figli delle SS) il pool genetico di una popolazione; le malformazioni come quella del caso di Firenze non sono malattie genetiche, e le malattie monogeniche che si cercano di evitare con la diagnosi pre-impianto sono recessive, dunque non si elimina la persistenza del tratto eterozigote nella popolazione (nè, sostanzialmente, se ne intacca la frequenza) ma si evita solo di mettere al mondo figli malati. Tutti i casi citati nel precedente post di Robinik non hanno nulla a che fare con la diagnosi pre-impianto, che riguarda malattie gravi e debilitanti che difficilmente permettono a qualcuno di diventare Beethoven o Stephen Hawkings. Leopardi, poi, probabilmente era celiaco; con una dieta senza glutine sarebbe cresciuto arzillo come i suoi coetanei, e magari non avrebbe imparato il latino, il greco e l’ebraico. Sarebbe stato eugenetico e nazista curarlo?

Come studente di medicina, sono perfettamente conscio del problema culturale (ma QUESTA è la civiltà occidentale; se non vi va bene, andatevene in Iran! :)) legato al mito della salute, del benessere fisico, alla rimozione del concetto di morte. Problema che va ben al di là della diagnosi pre-impianto, dell’aborto preventivo o del counselling genetico, che per il 99% dei casi riguardano legittimi problemi medici, e non certo l’edonismo nichilista di una società senza Dio visto che il rabbino di New York ha vietato il matrimonio in Sinagoga per gli ebrei che non hanno fatto il test genetico per la malattia di Tay Sachs (http://en.wikipedia.org/wiki/Tay-Sachs). Anche lui un eugenetista, visto che si augura la scomparsa di questa malattia?

7 Kagliostro { 03.09.07 at 4:20 pm }

Cachorro, ho parlato di eugenetica, ma non ho detto che riguardava in particolare questo caso.

Il senso della mia frase era questo: situazioni come l’aborto, ed in futuro l’eugenetica (perché un giorno arriveremo anche lì) sono impossibili da evitare o vietare: l’unico modo è responsabilizzare, studiare, migliorare. Ad aborto ed eugenetica possiamo aggiungere l’eutanasia e altro.
E la pubblicazione della notizia del feto abortito, che ha vissuto per 1 giorno intero, credo aiuti moltissimo proprio questa presa di coscienza.

A tutto quello che hai detto aggiungerei che ho letto da qualche parte (mi sembra TGCOM) che il direttore dell’ospedale aveva avvertito la donna che occorrevano altre ben altre analisi. Altro che precisione al 99,5%.

Per quanto riguarda la Binetti e Ratzinger, è vero che non esistono solo le soluzioni proposte da loro come abrogare la legge sull’aborto, ma almeno si potrebbe mettere in pratica la 194 in tutte le sue parti (i soldi a centri di aiuto psicologico alle partorienti etc etc)?

8 Robinik { 03.09.07 at 4:25 pm }

Io non propongo soluzioni. Mi limito a sollevare dubbi.
Pensavo questo post venisse frainteso e per il momento questo fortunatamente non è accaduto.

Mi preoccupa la battaglia contro chi non accetta il diverso affinchè diventi uguale (dico) e la battaglia di chi non tollera il diverso perchè crede che la normalità sia condizione necessaria e sufficiente ad una vita degna di essere vissuta.

La soluzione potrebbe essere quella di iniziare a dire che l’uguaglianza è un male e che le diversità sono un bene tanto per iniziare.

A Cachorro dico che (se vogliamo stare sul caso di Firenze) quel bambino NON AVEVA quel problema. Dico che siamo tutti pronti ad emozionarci quando leggiamo di una persona disabile o “non-normale” che compie atti importanti (scoperte scientifiche, risultati nell’arte o nello sport) ma non siamo disposti a dare credito di fiducia a chi parte con un ipotetico svantaggio. Preferiamo ucciderlo. Per il suo bene… :S

lol @ Astro

9 Cachorro Quente { 03.09.07 at 5:15 pm }

Se veramente la diagnosi doveva ancora essere confermata, ci troviamo in una situazione legalmente incerta. L’aborto è avvenuto ben oltre i 90 giorni prescritti dalla 194, quindi l’esistenza di una malformazione “che comporti pericolo per la salute psichica e fisica della madre” non poteva essere un sospetto peregrino.

Ma questo non cambia nulla del problema generale che è: esistono malattie gravi, molto gravi, non “difetti” o “svantaggi”, che alcune famiglie sono nelle condizioni di supportare, mentre altre no. Non essendo i test per diagnosticare questi difetti MAI sicuri al 100%, errori come questo sono inevitabili. Come è inevitabile che, una volta su 10.000 o 100.000 o un milione, una persona giovane e sana muoia per un banale intervento di appendicite. Se ci sono delle responsabilità i medici e il personale devono essere condannati; altrimenti, sono non-notizie. A me pare che la stessa forma mentis di chi esige il “figlio perfetto” stia in chi non accetta l’idea dell’erraticità della vita come della medicina e dell’inevitabilità della morte.

Non credo che dobbiamo diventare “più responsabili, più coraggiosi, meno edonisti”. Semplicemente sarebbe bello se tutti ragionassero in maniera razionale e avessero un approccio realistico anche a temi carichi di contenuto emotivo come quello della maternità/paternità. Non credo che esista un rischio “eugenetica”; credo che esistano singole deformazioni e aberrazioni della nostra cultura, problemi da esaminare uno per uno. Non si può cambiare la testa alla gente per decreto legge, su questo sono sicuro di trovarvi d’accordo; è compito del medico spiegare a una donna sotto i 35 anni che il rischio di un’amniocentesi ne supera i benefici (ad esempio); è compito dello stato (IMHO, of course) migliorare la qualità della vita di chi nasce con uno “svantaggio”; ecc. ecc.

Sul tema della diversità ti pongo questo problema di tipo medico-morale (secondo me molto più insidioso dell’eliminazione degli embrioni con talassemia o Tay-Sachs o dell’IVG per gravi malformazioni). E’ giusto curare precocemente la sordità connatale (con impianti cocleari)? O, girando la medaglia, è giusto per una coppia di sordomuti negare al figlio un intervento precoce (l’unico efficace)? I sordomuti (o sordi preverbali per il corrente PC) sono una comunità unita da una lingua e da una cultura precipue. E’ giusto che queste scompaiano? Non è forse omologazione, paura del diverso?

10 Paolo { 03.09.07 at 6:27 pm }

“La difesa del liberalismo o la imposizione di un’etica?”

… la fretta con cui sento sempre porre questa domanda, a mio modesto parere è parte del problema :-( .
Penso sempre questo anche quando sento parlare di libertà di drogarsi, e tutti a correre a disquisire su cosa lo stato deve o non deve fare, senza per primo affermare con forza che la libertà è naturalmente incompatibile con ogni tossico-dipendenza.
ciao

11 Kagliostro { 03.09.07 at 7:12 pm }

Cachorro ben vengano le CURE genetiche per i sordomuti. Però, appunto, quelle sono CURE, cosa molto diversa dalla selezione ragionata di un ovulo e di una spermatozoo e ancor di più, dalla soppressione di un embrione perché “non sta venendo bene”.
Sono due cose completamente diverse.

12 Davide { 03.09.07 at 7:50 pm }

Tua moglie non ha fatto l’Amniocentesi? Ma come lo spiegavi a tuo figlio, quando adulto, se nasceva con una la spina bifida, malformazione che in molti casi è curabile nello stato fetale.

Scusa, ma o non riesco proprio a capirlo.

Non riesco a commentare il post di oggi, perché non capisco quello vecchio.

13 Cachorro Quente { 03.11.07 at 12:51 pm }

Per chi crede al rischio eugenetica: negli ultimi vent’anni gli strumenti per diagnosticare anomalie e malformazioni sono migliorati in maniera esponenziale, ma gli aborti si sono dimezzati (http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/diagnosi-prenatali/diagnosi-prenatali/diagnosi-prenatali.html).
Questo nonostante l’uso improprio che si fa di alcuni mezzi diagnostici prenatali.

14 kagliostro { 03.11.07 at 2:24 pm }

Cachorro mi sa proprio che non ci capiamo. Io per eugenetica intendo l’atto di SOPPRIMERE una vita perché non corrispondente a certi parametri.
Se viceversa quegli strumenti vengono usati per SALVARE una vita o diagnosticare e CURARE una malattia, ben vengano.

Lo strumento non è mai responsabile di alcune degenerazioni dell’uomo: se ti dicono che quel bambino al 50% sarà malato e tu lo sopprimi perché per motivi tuoi non vuoi prendertene cura, o non era così che te lo aspettavi, la colpa non è dello strumento.

Ed infatti la discussione attorno alla legge 194 e all’aborto, non è di eliminare i “mezzi” né tantomeno l’aborto, quanto di AIUTARE le donne a fare una scelta “diversa”.

Se hai sentito la trasmissione di Ferrara e letto il Foglio di ieri, dicevano che non solo gli aborti sono la metà, ma di quella metà, la maggior parte non lo fa per motivi ideologici, ma “pratici” come la mancanza di soldi.
In quel caso io credo che si potrebbe fare qualcosa: magari non fatto direttamente dallo stato, ma da privati cittadini (chessò, creare una rete di solidarietà per aiutare queste persone, ingegnarsi a trovare un lavoro per la mamma e roba simile).
Però se ogni volta che si parla di roba del genere si viene scambiati per fondamentalisti anti-abortisti che vogliono vietare l’aborto a tutti i costi, allora non ci siamo.

Ad es. io credo che una donna che rimanga incinta senza volerlo, sia di solito sconvolta all’idea del cambiamento che le sta per accadere. Però se avesse più tempo per decidere, magari frequentando per un paio di settimane altre donne che hanno lo stesso suo “problema” di una gravidanza non voluta, è chiaro che potrebbe farsi forza e trovare il coraggio di non ricorrere all’aborto.
E penso che siamo d’accordo che abortire e non abortire non siano proprio la stessa cosa!

ciao

15 Cachorro Quente { 03.11.07 at 7:32 pm }

Il fatto che buona parte degli aborti abbia una motivazione “economica” e non “ideologica” dovrebbe essere uno spunto alla sinistra (anche quella “radicale”) di occuparsi di più della tutela della maternità e meno di difendere alcuni privilegi; l’Italia è indietrissimo in questo rispetto ad altri paesi (naturalmente un libertario o liberista ha idee diverse al riguardo).

Quello che distingue la mia posizione dalla tua è, fondamentalmente, che io ritengo l’aborto una procedura medica da ridurre il più possibile in quanto potenzialmente traumatica per la madre, mentre tu una extrema ratio che sacrifica un’individualità. Sono posizioni difficilmente conciliabili, ma siccome entrambi ci auguriamo una riduzione degli aborti si può tranquillamente discutere delle proposte politiche. Io penso che “l’applicazione dello spirito della 194″ come lo intende il movimento della vita (volontari cattolici nei consultori ecc. ecc.) sia controproducente e ideologico; molto meglio aiutare la maternità (con programmi statali o “di rete” semiprivati all’americana, a seconda di come uno la vede).

L’aborto terapeutico (dopo il primo trimestre) riguarda una minoranza irrisoria (2,6%) delle IVG. Io penso che una donna abbia diritto a decidere di abortire un figlio con elevato rischio di essere malformato; la scienza medica ha invece il dovere di prevenire (vedi varie misure di igiene in gravidanza) e trattare le malformazioni nel maggior numero possibile dei casi. L’aborto terapeutico NON è eugenetica perchè l’eugenetica è una cosa precisa che non c’entra niente; se poi vogliamo chiamarla eugenetica, c’è solo da mettersi d’accordo sui termini. Però, in questo caso, è un termine che richiama il recente passato europeo in maniera retorica IMHO.

16 kagliostro { 03.11.07 at 11:24 pm }

Cachorro a me dell’ideologia non me ne può fregare di meno. Il metodo americano a te piace di più e salva qualche feto e qualche mamma in più? APPLICHIAMOLO!

Sulla tutela del feto E della madre per me non ci sono differenze e proprio non le vedo in opposizione. Ma è chiaro che se per te il feto è un essere umano cn diritti solo DOPO la nascita, allora è ovvio che sia per te incociliabile metterle sullo stesso piano.

Eppoi sfatiamo un mito: i liberali/libertari seri che conosco io, sono le persone più pragmatiche del mondo e meno ideologizzate della terra. Se si trattasse di salvare qualche feto vedrai che un’eccezione alla teoria sono sicuro che la farebbero (a differenza di altri provenienti da ben altre ideologie) e si troverebbero d’accordo a rimandare la trasformazione libertaria del pianeta terra anche di un paio di anni.

Ma davvero pensi che aiutare una mamma in maternità non sia liberale o libertario? ma chi credi che siano ’sti liberali? dei pazzi assassini?

PS: sicneramente sarò limitato, ma anche se non conosco come funziona negli States, non mi pare che dire di creare “una rete semiprivata di aiuto alle mamme che vorrebbero abortire” sia molto diverso che dire “mettiamo volontari cattolici dentro i consultori”. Mah, cmq se ti fa più felice IMPORTIAMO gli USA in Italia ;))))))

17 Joliet Jake { 03.12.07 at 12:33 pm }

Ti insegnano che devi accettare il diverso e poi scopri che sempre gli stessi non accettano di avere un figlio “diverso”.

Quando si parla di coerenza…

18 Robinik { 03.12.07 at 5:14 pm }

Verissimo JJ e la cosa ancora più drammatica è che ti insegnano ad accettare il diverso in quanto UGUALE :S

Qui stà l’errore drammatico. Il diverso è prezioso in quanto diverso. ‘Sti ugualitaristi… :roll:

19 Cachorro Quente { 03.12.07 at 7:12 pm }

Per “aiuto” intendevo “aiuto economico”. Un ciellino brufoloso che ti spiega il valore della maternità non è aiuto, è presa per il culo. Comunque non dicevo che i libertari sono contro l’aiuto alle madri, ma che sono contro l’aiuto statale (cioè la sanità socializzata), e che questo non c’entra con il tema del topic; dal loro punto di vista, la solidarietà privata e spontanea in un libero mercato con tassazione vicina a zero è più efficace del welfare state.

Robinik, visto che continui a parlare di diversità, rispondi al mio quesito sui sordomuti! Io credo nel valore della diversità; e credo anche che esistano diverse uguaglianze. L’omosessuale è diverso dall’eterosessuale, la donna è diversa dall’uomo, ma sono tutti uguali di fronte alla legge. Penso anche la sofferenza si avvicini in alcuni casi a un valore oggettivo, e non c’entri con la diversità; tutti i malati soffrono (e per questo non vedo perchè la sanità debba essere differenziata, ma non entriamo in questo); tutti i bambini con gravi malformazioni avranno una vita breve e causeranno sofferenza alla famiglia. Questa sofferenza potrà essere compensata dall’amore genitoriale e da altre condizioni soggettive, ma credo che sia diritto della madre (e in seconda battuta del padre) valutare i pro e i contro.