Quando il nemico è a destra
Moralizzazione del capitalismo, Felicità, Protezione dalla delocalizzazione, Repubblica fraterna. Già nel discorso finale c’erano tutte le indicazioni per capire che Sarkozy non solo è un Francese, ma è pure più socialista di Prodi. Ho provato a spiegarlo tempo fa. L’ho fatto anche con chi vede di buon occhio i compassionevoli (un modo carino per dire socialisti statalisti del XXI° secolo) ma non c’è stato verso.
Mi hanno ripetuto che “Sarko” è il nuovo che avanza, che gli argomenti della sua campagna elettorale erano viziati dal dover prendere voti ma che poi… vavavuva!.
Ebbene… questo campione europeo che dovrebbe dare la linea alla nuova destra sta muovendo i primi passi. Tra questi “spicca” l’aver preteso (e ahimè ottenuto) “che il principio della «libera concorrenza », uno dei cardini storici della costruzione europea, venisse tolto dall’articolo 3 del nuovo Trattato“.
L’Europa cambia le priorità. Dal Mercato unico alla “tutela della concorrenza non distorsiva”, alla “pace” e alla “lotta alla povertà del mondo” (che sappiamo essere causata anche dai protezionisti alla Sarkò”… n.d.r.). Lo fa con grandiosi politici come Nicolas Sarkozy che tanti campioni di liberismo de noantri hanno salutato con entusiasmo.
Complimenti


22 comments
A me Sarkozy non è mai piaciuto,mi è sempre parso più un populista che un liberista.
Come sai, ci ho provato anch’io, e più volte, a farlo capire. Ma l’esperienza diretta resta sempre il test migliore.
Mah, anche a me l’ “orgasmo sarkozista” è sembrato sempre un po’ eccessivo.
Però considerando che prima c’era Chirac e che l’alternativa a Sarkozy era la Segolene…
Il problema è che le destre europee mi sembrano tutte abbastanza “fragiline”. Magari fanno anche grandi numeri, ma nella migliore delle ipotesi sono “modal libertarian”.
Io sarò ottimista e troppo buono con l’Italia, ma secondo me quelli più avanti, almeno quanto a idee o a obiettivi (che magari non raggiungeremo MAI!), siamo proprio noi in Italia. Dal federalismo all’immigrazione, dall’americanismo (da noi l’antiamericanismo è tanto, ma MAI come nel resto dei grandi paesi europei) all’uso della parola “liberismo”.
Eppoi a me ’sto Sarkozy sembra un Berlusconi con un decimo delle idee di quest’ultimo.
In ogni caso credo che dalla Francia più di questo non ci si possa proprio aspettare.
Vedremo in futuro che cacchio combinerà.
CIAOOOOOOOOOOOO
@ Frank 77
Diciamo un socialista…
@ Phastidio
Si. Ricordo benissimo. Come ricordo che i tuoi post erano scritti molto meglio e con maggiore competenza rispetto ai miei… ma anche questa volta ha vinto il tifo di squadra
Ciao!
@ Kagliostro
“considerando che prima c’era Chirac e che l’alternativa a Sarkozy era la Segolene…“.
Questo l’avrei capito da un cittadino francese che vuole esercitare il suo diritto di voto… non da osservatori italiani che lo prendono come esempio della nuova right.
Per il resto io allo stesso Cav. non credo più. O sgancia le zavorre socialiste e inizia a promuovere una vera politica nuova oppure finisce per confondersi con i soliti politici di sempre.
Le soluzioni per avere una reale crescita ed un vero paese moderno sono elementari. Sono convinto che se venissero spiegate alla gente attvs i mass-media otterrebbero non meno del 70% dei consensi.
Il problema è che porterebbero ad una drastica riduzione della politica e dello stato (o degli organi centrali in generale).
Quale politico ha il coraggio di farlo?
Ciao!
nessun politico che abbia una qualche possibilità di essere eletto e poi fare quello percui è stato mandato li. io in via cautelativa ho firmato il referendum con la speranza che il premio per i partiti eviti coalizioni eterogenee e questi cosa fanno? i partiti di persone con idee eterogenee.
Allons enfants de la Patrie…
Le jour de gloire est arrivé!
In campagna elettorale però avevo sparato contro le 35 ore di Jospin (se la mia memoria non va a farsi benedire :)), aveva detto di volersi avvicinare un po’ al mondo lavorativo americano (facendo gli opportuni distinguo e precisazioni) e tuonando contro il ‘68 sembrava che volesse comunque eliminare una certo tipo di collettivismo .
Ora, considerando che comunque e’ stato formato dalla cultura politica francese e mitteleuropea (il nonno era ungherese di alto livello sociale) e che mi pare che finora le cose che ha detto le ha mantenute, un po’ di tempo di assestamento glielo lascio… sperando per il meglio ma preparandomi al peggio!
@ Ruys
Già…
@ Cachorro
Appunto…
P.S: Poi mi spiegherai cosa temi della concorrenza. Poi magari qualcuno mi spiegherà come si possa far crescere i paesi africani se non gli si permette di esportare le banane ed altro in europa a causa dei mercati protetti…
@ Ale
Quindi il contrario di quello che mi è stato detto… in campagna elettorale ha detto cose più “liberiste” rispetto a quello che poi ha fatto
P.S: Tu puoi anche dargli tempo ma la “cagata” lui l’ha fatta e ne pagheremo tutti ler conseguenze…
Stavo fondamentalmente scherzando, diciamo all’80%. In realtà la domanda è: la libera concorrenza è un mezzo o un fine? Secondo me è un mezzo, ma è molto importante, ed è abbastanza naturale che sia un principio fondante del Trattato costituzionale europeo (visti gli intenti del progetto ab initio). Credo che sia una polemica molto ideologica, e che comunque le conseguenze saranno più che altro cosmetiche.
D’altra parte, che la Francia mantenga le sue resistenze anti-liberiste mi rassicura, da un punto di vista assoltuamente irrazionale. Mantiene l’equilibrio nella Forza, diciamo.
Stavo fondamentalmente scherzando, diciamo all’80%
Lo so
Però rimane il fatto che le posizioni anti-liberiste della Francia sono proprio le baronie e i privilegi che a sinistra volete combattere ma finite per rafforzare con l’antiliberismo. Rimane il fatto che i mercati protetti sono un disequilibrio nella forza…
Le conseguenze non saranno cosmetiche.
Credimi Cachorro… in un’Europa già alla corda grazie alla cultura socialista il cedimento su questi temi è la classica goccia che farà traboccare il vaso. siamo dei vecchi decaduti in mutande e con i buchi alle calze che continuano ad atteggiarsi come nobili…
Secondo me sbagli quando definisci “socialista” qualsiasi forma di statalismo; l’intervento statale in economia, giusto o sbagliato, nasce ben prima del socialismo.
I mercati protetti non sono socialisti; sono il risultato dell’homo homini lupus internazionale. Penso che la politica economica globale sfugga alle definizioni politiche correnti.
Penso altresì che perchè la libera concorrenza, che dà fastidio all’elettorato di Sarkozy, sia un valore aggiunto (all’interno del mercato europeo, per il momento), devono essere riconosciuti anche quei principi che danno fastidio all’elettorato di Blair. I problemi sono due: da una parte la diffidenza verso il modello liberista nell’accezione più ampia (per me salutare), dall’altra l’egotismo dei francesi (gollista più che socialista), che in politica estera hanno sempre agito in solitaria e si sono appellati all’Europa solo quando faceva comodo. Poi ci sono gli inglesi, che come i personaggi maschili delle sit-com americane hanno il terrore di impegnarsi troppo e sono convinti che basta una firma inaccorta e si ritrovano nel cortile le armate di Napoleone.
@ Cachorro
Socialismo significa propio quello. Non sbaglio io. E’ la sua definizione economica.
I mercati protetti sono semplicemente inutili ma adesso sono di frettissima. Se riesco più tardi ti rispondo dettagliatamente.
Ciao!
Scusa, se l’intervento statale è indirizzato a “livellare” o “creare equità” sono d’accordo con te, se invece è indirizzato a proteggere qualsiasi forma di (presunto) interesse nazionale cosa c’è di socialista? Non so a quale definizione di socialismo tu ti riferisca.
A quella più elementare possibile Cachorro:
Preso atto dei problemi della convinvenza ci sono due soluzioni:
- Centralizzare = socialismo
- Lasciare all’iniziativa dei singoli = capitalismo
Che poi qualcuno mi deve spiegare come la protezione del mercato francese o europeo sia collegabile all’interesse nazionale. I cittadini non possono acquistare merci a basso prezzo e le imprese inefficienti vengono tenute in vita…
A quelli di sinistra bisognerebbe far fare solo dipinti e canzoni.
Alla politica e all’economia dovrebbero pensare i liberali ;P
Non ci stiamo capendo. Il socialismo, nella variante socialdemocratica (perchè se no andiamo da Lenin ai socialisti utopisti), prevede uno stato forte che riduca le disuguaglianze con degli interventi mirati (lasciamo perdere in questo momento se ciò sia giusto o sbagliato).
Non necessariamente uno stato forte che sostiene determinati settori dell’economia, o tanto meno uno stato protezionista; posso concedere che uno stato socialdemocratico (o tanto più uno stato comunista, o autoritario socialisteggiante tipo dittature del M.O.) possa essere facilmente tentato dal protezionismo o dalla difesa dell’”interesse nazionale”, ma la storia dimostra che non è sempre così.
Quando parlo di interesse nazionale intendo un interesse a breve termine, o l’interesse di una lobby/categoria che sostiene il potere o una fazione politica. Ad es., giusto per citare non socialisti, la Lega che propone dazi contro la Cina e l’amministrazione Bush che difende il settore petrolifero (e in genere le politiche americane fatte in difesa dell’acciaio, dell’agricoltura, non diverse da quelle della nostra, “socialista”, Europa…).
Tutto questo solo per contestare l’automatismo dell’accostamento statalismo-socialismo.
Ma infatti la Lega che propone i dazi contro la Cina propone stupidaggini socialiste. Così come gli USA quando proteggono i loro mercati ;P (quest’ultima non te l’aspettavi vero? nemmeno io).
Io lo so perchè non ci capiamo. Tu ne fai una questione puramente politica mentre io la guardo dal lato della politica economica.
I dazi alle importazioni sono una soluzione statalista che non risolve il problema.
Ora… se lo statalismo non è socialista dimmi cos’è. Capitalista no di certo…
lo statalismo è socialista,ma i dazi appartengono alla politica di un acerta destra.
Lo statalismo è statalista. Nasce quando nasce lo stato… dal momento in cui il Re Pincopallo di Pincopallandia decide di tassare le importazioni di zenzero perchè i lavoratori del pepe non scendano in piazza con i forconi e le torce.
Esatto. E infatti la distinzione non è destra o sinistra (che, ad esempio in Italia ma anche altrove in termini di statalismo spesso coincidono) ma statalisti e non statalisti. So bene che per te è chiaro, ma, come vediamo bene, non è chiaro almeno in mezz’Europa. Ciao. Radiconed
Radicon Ciaoooooooo!!!!
E’ sempre un piacere ritrovarti
Ciao Caro, ti avevo perso di vista un attimo ma poi, cerca cerca, ti ho ritrovato .net
Adesso ti linko e via… così non mi scappi più !
Ecco… lo faccio pure io così risolvo lo stesso problema ;P
Un abbraccio