Parlando di radici cristiane dell’Europa… il diritto è romano-napoleonico, il liberalismo nasce (almeno in Italia) anti-clericale e massonico, vuoi vedere che l’unico retaggio cattolico è la socialdemocrazia? Vallo a dire a Rothbard…
Roby non penso che ci sia molto da insegnare al Santo Padre, certo le questioni teologiche le espone con argomenti perfetti e inconfutabili (se si avesse la pazienza di leggere i suoi studi prima di giudicarli) mentre per quanto riguarda l’economia si limita a dire quello che una coscienza cristiana ritiene evidente, cioè evidenziare essere un errore credere che il principio guida della vita degli uomini debba essere esclusivamente il profitto, che comunque il Papa ritiene “necessario allo sviluppo economico”; certo magari noi ci divertiamo a fare i cinici ma è ovvio che, ad esempio, non credento ai torquemada dell’ambientalismo, se per la produzione di un mio prodotto fossi costretto a rilasciare sostanze tossiche in un fiume la logica del profitto mi “imporrebbe” dico “imporrebbe” di tralasciare qualsiasi accorgimento non economicamente vantaggioso che ne limiti i danni.
Comunque per fortuna viviamo in una società ancora fortemente condizionata dai millenni di storia Cristiana, e questo fa si che Bill Gates risulti essere allo stesso tempo l’uomo più ricco del mondo e anche il più caritatevole (economicamente), questo non ha nientre a che fare con il “capitalismo” e se mi si ribatte che quella beneficenza la detrae e la da alle sue organizzazioni di comodo, va da se che se esisono delle leggi che stimolino la beneficenza è sempre per quella storia di millenni di storia e bla bla bla.. scusa la prolissità.
brandavide
Dopo le parole del pontefice mi ci sarei giocato la casa che il tenutario del sito avrebbe “distillato” la sua pillola di saggezza(infatti ho vinto)!!!
Quello che ancora il tenutario del sito non riesce a capire e che “la dottrina sociale cattolica ha sempre sostenuto che l’equa distribuzione dei beni è prioritaria”, ma non, come crede il tenutario del sito, “imposta dall’alto (molto dal sapore comunista e socialista) oppure da una legge”, ma al contrario lasciata alla reale conversione dell’uomo. Perchè la conversione o avviene nel cuore di ognuno di noi in libertà, oppure è solo costrizione. Quello che ancora il tenutario del sito non capisce e che il pontefice esorta alla “carità” ma senza costringere nessuno. Il Santo Padre non è contro capitalismo (e lo dice chiaramente che il benessere è basilare) ma al contrario esorta ognuno di noi alla “vera carità” che deve essere interiorizzata e non imposta dall’alto. Da qui il grande errore di confondere la social democrazia (che non c’entra nulla con la fede e la verità, la fede non è politica) mischiandola alla Chiesa cattolica ed alla verità del Vangelo. Cristo è il più grande liberale esistente, perchè ci lascia sempre liberi di scegliere, anche nell’errore, senza imporre perchè ci ama. La Chiesa, istituita da Cristo verso Pietro, non fa altro che divulgare il suo insegnamento, esortando, ma mai costringendo. Di certo non vedrai mai nessuno del Vaticano a bussare alla tua porta per costringerti a fare ciò che tu non vuoi, ma non per questo non può nascondersi davanti alla fede che deve professare, perchè sua missione. Conosco molti altri invece, di alcune piazze rosse, che mettono si il sociale come priorità, non tenendo conto però della proprietà privata e dell’interesse personale che è sacrosanto. Tocca a noi poi capire il confine delle cose, anche attraverso della regole e dei valori, che però non violino mai la liberta individuale (che non contrastino con la vita e la dignità dell’uomo) di ognuno di noi.
sì crhis, ma se usava termini come “avarizia” e “egoismo” era un po’ meglio e più chiaro.
io da parte mia dico invece di abbandonare sto termine del menga (capitalismo) e di usare liberismo che è molto più ad oc, e così quando uno dice il liberismo produce miseria siamo sicuro che sta parlando di limitare le libertà economiche.
p.s. capitalismi cattivi essitono, vedi Fiat, Vedi un po’ tutta l’economai francese, ecc…il fatto è che capitalsimo indica solo la proprietà privata dei mezzi di produzione, che poi questi siano sussidiati dallo stato o usati per atti criminali non è specificato.
Fiat non è capitalismo astrolabio è “statalismo e monopolio” e con questo ne converrai con me. La Chiesa forse un errore lo fa: “la comunicazione”. Forse ancora (in un epoca mai mediatica quanto questa) non ne è capace, ma da qui a fare di tutta un erba un fascio ce ne corre.
@ Brandavide & Tenutario del suo commento (cosa che obbliga a “mischiare” le risposte)
Che il Papa (in particolare questo Papa) sia o meno persona dotta e colta non è oggetto di questo post. Allo stesso tempo mi permetto di dire in massima libertà (e quindi immagino senza che nessuna fatwa mi travolga) quello che penso riguardo alle sue esternazioni.
Nel momento stesso in cui BXVI dice che:
Dietro «l’emergenza della fame» e la questione «ecologica» c’è «la logica del profitto», a cui si contrappone quella «della condivisione e della solidarietà»
le sue parole non sono passibili di interpretazione. Queste visioni attingono a piene mani nel mare di ignoranza delle teorie della solidarietà “imposta” o “suggerita” che contrastano le più lampanti evidenze dell’esperienza. Nessuna forzatura quindi nel vederci un elogio della Socialdemocrazia messa a contrappunto al modello capitalistico. Nessuna forzatura quando il Papa dice cose come “il capitalismo non va considerato come l’unico modello valido di organizzazione economica” o come “«la logica del profitto» e quella della «equa distribuzione dei beni» non sono «in contraddizione l’una con l’altra», purché «il loro rapporto sia bene ordinato»”
Ecco… per sbugiardare queste farneticazioni utopistioche non serve scomodare Friedman… bastano un paio di occhi ed un briciolino di antivirus socialista. Non è un caso infatti che ogni modello in cui qualcuno abbiamo voluto “ordinare” più o meno forzosamente questo rapporto abbia prodotto miseria, povertà, arretratezza e umiliazione. E’ ormai sotto gli occhi di tutti che ad affamare il terzo mondo non sono i capitalisti e le multinazionali ma piuttosto le risultanti delle politiche socialiste e protezioniste ed i disastri del buonismo (prova su tutti la guerra contro il lavoro minorile in paesi che necessitano anche di questo per creare una ricchezza che non provenga esclusivamente dalla prostituzione o dal traffico di droga). Sono le tante organizzazioni “umanitarie” le uniche che si avvantaggiano di questa distorta visione… e se ne avvantaggia anche la multinazionale Romana (copyright Marco).
Se poi qualcuno vuole sostenere che la Chiesa Cattolica non è mai stata nemica del Capitalismo allora si accomodi a Fantasilandia dove potrà discutere anche del fatto che Marx era un liberale.
Colgo l’esempio di Brandavide: Bill Gates. Il suo atteggiamento è il più chiaro esempio della risultante Capitalista in cui le radici Cristiane contano ben poco. Bill Gates si è arricchito dal nulla grazie ad un modello capitalista e in piena libertà senza che nessuno lo obblighi decide di destinare parte di questa ricchezza a progetti volti a migliorare le condizioni di vita dei più bisognosi (cosa ben diversa dall’umiliante ed inefficiente beneficenza). Nel farlo evita accuratamente di passare per qualsiasi organizzazione (che gli darebbe maggiore popolarità) perchè vuole assicurarsi di come vengono getiti i SUOI soldi.
Poi lo so che la Chiesa non mi costringe a farlo ma questo non toglie che il suo ingombrante messaggio va a concimare chi da oltre un secolo pretende di farlo arruolando tra le sue fila schiere interminabili di nemici della libertà e del Capitalismo.
Mi sono sempre battuto perchè sia chiaro che la Chiesa ha il diritto di parlare di tutto. Spero che adesso qualcuno non voglia togliere questo diritto al sottoscritto.
Mi preoccupa infine che Chris sprechi tempo a scommettere cosa Robinik scriverà. Sapevo del suo complesso di inferiorità e della sua frustrata ossessione nei miei confronti ma non pensavo arrivasse a tanto. Io a quello che scrive lui non ci ho mai pensato…
A Brandavide (il cui tono è decisamente meno acido in quanto si riduce ad un’auspicabilissimo confronto su visioni differenti) suggerisco infine del diffidare di alcuni costrutti mentali che contengono la risposta che ci si vuole dare (mi riferisco a quel “mi imporrebbe”). E’ ancora la storia a dimostrarci che nei liberi mercati le logiche del profitto si piegano anche agli interessi della collettività. A meno che non si voglia credere che le fabbriche sovietiche, cinesi e dell’est europeo fossero meno inquinanti di quelle Statunitensi o Britanniche.
@ Astrolabio
Capitalismi cattivi non esistono. Esistono persone che credono di essere capitalisti che esprimono al massimo le naturali tendenze “cattive” dell’animo umano quando a proteggere i mercati ci sono le socialdemocrazie
Io non voglio cambiare termine voglio solo fare chiarezza su cosa significhi (non con te ovviamente ).
@ Davide
Non ti preoccupare non dubito della cosa E poi non ti dare pena per Chris. E’ un anticapitalista dichiarato… come Diliberto
“A meno che non si voglia credere che le fabbriche sovietiche, cinesi e dell’est europeo fossero meno inquinanti di quelle Statunitensi o Britanniche”
Uno potrebbe dire che nei paesi comunisti, in assenza di un’opinione pubblica e di una coscienza sociale, l’unico parametro era il “profitto” (di Stato: nei termini di industrializzazione ecc. ecc.).
Di fatto, i più rapidi aumenti di produttività (lasciamo perdere le conseguenze a lungo termine) della storia sono stati ottenuti da stati socialisti o socialistoidi (Hitler), quando cioè l’efficienza è stata messa in primo piano rispetto alla dignità umana.
Leggendola così, l’affermazione di Ratzinger è scontata è condivisibile, per chi come me non crede a un capitalismo virtuoso e capace di auto-regolarsi in assenza di contradditorio democratico e delle conquiste della lotta sociale, che tra l’altro è stata portata avanti da gruppi di ispirazione marxista come da gruppi cattolici, tornando così al mio commento iniziale che non è forse cazzaro come credevo.
E’ proprio perchè è compassionevole che gli serve una lezione di economia
@ Cachorro
In realtà hai dimostrato come la logica del profitto produce danni in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di libertà.
@ ZCZC
Se non fosse che già mi stanno appiccicando l’etichetta di eretico radicalloirde (si mettessero d’accordo con quelli che mi danno del papista) ti direi che sono le interpretazioni del messaggio dei profeti la cosa più dannosa che sia potuta capitare all’umanità. Forse ti direi che le religioni sono un problema in sè che però non deve essere risolto cancellandole perchè altre ne prenderebbero il posto ma qui si aprirebbe un lungo discorso.
Così evito di dirtelo e mi risparmio fatwe e lunghi discorsi
Nel meraviglioso aggregatore dove opera Chris e un altro manipolo di dotti con disturbi comportamentali svetta in primo piano questo
Quelli di Triares se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Appena sostengo qualcosa loro sono li a dimostrarmela.
Imperdibile il passaggio di come il fascismo risolve il dilemma meritocrazia/egalitarismo
Un po’ meno imperdibile il banner “Io sto con Oriana”. Se solo avessero letto per sbaglio un suo libro avrebbero scoperto che Oriana odiava i fascisti. Li riteneva ai pari degli integralisti islamici… beata ignoranza…
Non me ne vorrai Rob, ma questi ce li ha voluti il nano pelato: come tu hai sempre sostenuto, la politica è proporre idee.
Berlusconi lo ha fatto, è stato mandato a cagare ed allora ha cominciato a “socializzarsi e cattolicizzarsi”: inevitabile per una politica basata sul consenso per accaparrarmi la poltrona. I PC che mandano un presidente del consiglio DC sono un altro esempio.
Ma tu sei speranzoso, io no, ma non tanto perché la politica non cambia, ma che la gente resta sempre quella.
Si l’accoppiata è abbastanza imbarazzante. Questi però non li ha voluti il cav (nano pelato fa troppo grillo ). Li ha voluti Pannella da una parte quando ha iniziato a blaterare sul fatto che le riforme libertarie si potevano fare solo alleandosi con Diliberto e un mare di ignoranza con la legge elettorale come ciliegina sulla torta dall’altra.
una cosa per ridere però c’è: ai destri destri basta proporre una vittoria e ti mettono pure il banner del PDCI
Io non è che sono speranzoso. Ritengo che è solo trasferendo cultura e conoscenza che si superano queste cose (religione compresa) e quindi non smetto di combattere la mia piccola personale battaglia. Sulla politica del consenso hai più che ragione. E’ una mezza eternità che ho un post in testa sull’argomento ma non ho mai il tempo di scriverlo.
Ullallà, mi son perso la “rispostona” di Robinik.
Nulla da fare Rob sei e rimarrai sempre un “ganassa”.
Se per te un mio commento all’anno qua sopra (pari alle mie stesse visite), significa avere un complesso di inferiorità e di una mia frustrata ossessione nei tuoi confronti, permettimi ma è un problema tuo. Io sinceramente non ti penso mai, anche perchè non credo tu sia “biondA” e con una quinta di seno:), ragion per cui non vedo il motivo per pensarti. Visto ed ascoltato l’angelus del papa, mi sono limitato solamente a fare il giro dei blog dove ero certo di trovare le solite “panzane” sulle parole del pontefice, e (mi ripeto) ho avuto ragione (non le ho trovate solo da te, anche da qualche altro, pochi per fortuna). Tu continui a farne un problema di tecnica economica, io di fede. Siamo su due binari diversi, ma io al contrario tuo, non ho offeso, mentre tu si. Questione di stile.
Benedetto XVI con le sue parole ha voluto solamente rimarcare la distinzione operata già da Giovanni Paolo II nel paragrafo 42 della Centesimus annus (1991) tra un capitalismo che offre gli strumenti di cui l’uomo può servirsi per venire incontro ai bisogni propri e degli altri ed un capitalismo che pretende di essere eletto a padrone dell’uomo (ma è lo stesso uomo che decide di eleggerlo), asservendo le persone alla ricerca della ricchezza materiale a scapito della salvezza dell’anima. Questo c’è da leggere nella parole del papa e null’altro. Se poi tu ci vedi lo statalismo ed il comunismo incombente, questo è sempre un problema tuo. Ed è sempre un problema tuo se vedi nella Chiesa la foraggiatrice dei vari Diliberto e compagni. Se alcuni uomini strumentalizzano le parole di Cristo per fine politico, questo non è un problema ne della Chiesa e ne di Cristo, ma bensì di chi strumentalizza. Per evitare questo allora la Chiesa dovrebbe starsene zitta? O dovrebbe essere l’uomo ad avere un minimo di dignità e non abusare? Libertà e ben diverso da imposizione. Almeno abbiamo fatto sentire le due campane. Sempre la stessa musica dopo un pò stona e stufa no?
P.s Si aggrego in Triares, non sono fascista, sono moderato e sono in disaccordo con molti di quelli (quasi tutti) che aggregano. Nonostante questo continuo ad inserire le mie cose con la speranza, magari, di poter far cambiare opinione a qualcuno. Credo che un blog debba agire anche in questo modo e non solo vivere per “l’autoreferenzialità”. A buon intenditor poche parole…
Apprendiamo da Chris che il Papa e Dio sono biondi e con una quinta di seno.
Che lui aggregasse ovunque gli cedano un link era cosa nota.
Per le stupidaggini scritte tra le due “news” visto che oggi sono buono evito di rispondere
Chris … non sono io che ho detto che se uno non è biondo con la quinta di seno tu non trovi motivi per pensarlo…
Scusa… vieni qui a fare il saccente, provocatore pensando che commentare scrivendo “il tenutario” ti renda più cool e magari pure educato non-insultante.
nella risposta mi accusi di giudicare l’economia con la teoria economica mentre tu lo fai con la fede e dovrei pure trovare la pazienza di risponderti quando so che i talebani sono più elastici mentalmente di te? Stai scherzando?
P.S. Con questa è la terza visita oggi. Posso sperare che per due anni non ti vedremo o era solo una delle tante stupidaggini che scrivi?
Chris, mi spiace ma stai parlando di una specie di capitalismo etico, che poi è la faccia in borghese di quello protetto dallo Stato. Che a dirigere gli obbiettivi di impresa (il profitto) sia uno Stato o una Chiesa non fa alcuna differenza. Bendetto XVI dice la sua, legittimamente, ma usando argomentazioni “terze” rispetto all’argomento. E si espone a critiche che non sono confutabili sfogliando Bibbia o Vangeli. Mi dici come si quantifica un profitto “equo”? Quant’è? Il 10%, il 15%? Credo che questqa domanda sia sufficiente a risolvere la questione, perchè tra profitto realizzato in condizioni di equlibrio di mercato (o anche in disequilibrio, ma nelle condizioni determinate dalla situazione corrente di domanda e offerta) e un profitto predeterminato come “equo” o “giusto” c’è il fosso che separa una libertà economica da una regolamentazione illiberale. Se poi il problema è quello di aderire o meno alle teorie economiche cattoliche per ragioni di fede, beh, mi sembra un problema diverso. Però qui i riferimenti dottrinali sono per lo meno ambigui perchè ci sarebbe anche la faccenda dei talenti che si presta ad interpretazioni non esattamente univoche.
Ciao a tutti, anch’io scrivo qui una volta l’anno (anzi forse è solo la seconda in assoluto) a differenza di Chris però vorrei essere meno polemico verso il padrone di casa.
Massimizzare il profitto sfruttando disperati e inquinando l’ambiente, dice il Papa, non è ciò che Cristo ci insegna (forse basterebbe leggere il Vangelo di domenica scorsa per averne conferma).
Che poi i sinistri useranno le parole del Papa pompando la loro propaganda eco-catastrofista e terzo-mondista è un altra banale scomessa vinta. Ma questa conseguenza scontata non può bollare il monito papale come “colpa-sbaglio-assist” a favore dell’utopia socialista. Benedetto XVI ovviamente non ha fatto un discorso da economista e nemmeno da politico, ma semplicemente da sacerdote cattolico che commenta il vangelo domenicale (Lc 16, 1-13).
Farlo passare per un discorso da cattocomunista secondo me è un autogol nel cercare di anticipare l’avversario. Semmai proporrei di lasciare che i sinistri lo strumentalizzino e poi noi ribattere che sono loro che interpretano il Papa senza leggersi il Vangelo.
scusa, però quello che ha il costrutto mentale sarai te
con la logica del profitto e con il “capitalismo come unico modello valido di organizzazione economica,” la beneficenza o il “destinare parte di… ricchezza a progetti volti a migliorare le condizioni di vita dei più bisognosi” di Bill Gates, converrai, centra niente.
Nell’epoca delle post ideologie (a parte, come diceva il compagno DANKO, “il capitalismo” che pare sia duro a scomparire) e del culto del relativismo il Santo Padre ci chiede di tracciare una rotta verso il futuro che non segua la logica dell’interesse economico come unica stella polare; le fabbriche USA inquinavano meno di quelle sovietiche non per la logica del profitto, ma per una coscenza o per delle leggi di ispirazione diversE dal s-o-l-o-p-r-o-f-i-t-t-o, (mi pare una cosa talmente scontata da sentirmi stupido a scriverlo, o no?).
Quale dovrebbe essere la logica che ispira le leggi di una Europa sempre più secolarizzata? l’ecologismo dei verdi che fà vietare i suv? il socialismo dei rossi che inventa le aliquote progressive? o il capitalismo di Putin?
Come dice pechenito pare che questa volta sia stato tu a essere caduto nel pregiudizio cattocomunista inverso rapportando tutto in una contrapposizione destra sinistra non tenendo conto che il messaggio del Papa è per sua definizione universale, perchè non guardare alle decine di tiranni, emirati e sultani che impestano il mondo e non pensare che si riferisse anche e soprattutto a loro? non pensi che abbiano (non solo loro, ci mancherebbe) delle responsabilità per la povertà dei loro paesi? e a quali principi credi si ispirino all’islamismo sufi? cordiali salutie e niente fatwe per nessuno.
26 comments
Parlando di radici cristiane dell’Europa… il diritto è romano-napoleonico, il liberalismo nasce (almeno in Italia) anti-clericale e massonico, vuoi vedere che l’unico retaggio cattolico è la socialdemocrazia? Vallo a dire a Rothbard…
lol @ Cachorro
Roby non penso che ci sia molto da insegnare al Santo Padre, certo le questioni teologiche le espone con argomenti perfetti e inconfutabili (se si avesse la pazienza di leggere i suoi studi prima di giudicarli) mentre per quanto riguarda l’economia si limita a dire quello che una coscienza cristiana ritiene evidente, cioè evidenziare essere un errore credere che il principio guida della vita degli uomini debba essere esclusivamente il profitto, che comunque il Papa ritiene “necessario allo sviluppo economico”; certo magari noi ci divertiamo a fare i cinici ma è ovvio che, ad esempio, non credento ai torquemada dell’ambientalismo, se per la produzione di un mio prodotto fossi costretto a rilasciare sostanze tossiche in un fiume la logica del profitto mi “imporrebbe” dico “imporrebbe” di tralasciare qualsiasi accorgimento non economicamente vantaggioso che ne limiti i danni.
Comunque per fortuna viviamo in una società ancora fortemente condizionata dai millenni di storia Cristiana, e questo fa si che Bill Gates risulti essere allo stesso tempo l’uomo più ricco del mondo e anche il più caritatevole (economicamente), questo non ha nientre a che fare con il “capitalismo” e se mi si ribatte che quella beneficenza la detrae e la da alle sue organizzazioni di comodo, va da se che se esisono delle leggi che stimolino la beneficenza è sempre per quella storia di millenni di storia e bla bla bla.. scusa la prolissità.
brandavide
Dopo le parole del pontefice mi ci sarei giocato la casa che il tenutario del sito avrebbe “distillato” la sua pillola di saggezza(infatti ho vinto)!!!
Quello che ancora il tenutario del sito non riesce a capire e che “la dottrina sociale cattolica ha sempre sostenuto che l’equa distribuzione dei beni è prioritaria”, ma non, come crede il tenutario del sito, “imposta dall’alto (molto dal sapore comunista e socialista) oppure da una legge”, ma al contrario lasciata alla reale conversione dell’uomo. Perchè la conversione o avviene nel cuore di ognuno di noi in libertà, oppure è solo costrizione. Quello che ancora il tenutario del sito non capisce e che il pontefice esorta alla “carità” ma senza costringere nessuno. Il Santo Padre non è contro capitalismo (e lo dice chiaramente che il benessere è basilare) ma al contrario esorta ognuno di noi alla “vera carità” che deve essere interiorizzata e non imposta dall’alto. Da qui il grande errore di confondere la social democrazia (che non c’entra nulla con la fede e la verità, la fede non è politica) mischiandola alla Chiesa cattolica ed alla verità del Vangelo. Cristo è il più grande liberale esistente, perchè ci lascia sempre liberi di scegliere, anche nell’errore, senza imporre perchè ci ama. La Chiesa, istituita da Cristo verso Pietro, non fa altro che divulgare il suo insegnamento, esortando, ma mai costringendo. Di certo non vedrai mai nessuno del Vaticano a bussare alla tua porta per costringerti a fare ciò che tu non vuoi, ma non per questo non può nascondersi davanti alla fede che deve professare, perchè sua missione. Conosco molti altri invece, di alcune piazze rosse, che mettono si il sociale come priorità, non tenendo conto però della proprietà privata e dell’interesse personale che è sacrosanto. Tocca a noi poi capire il confine delle cose, anche attraverso della regole e dei valori, che però non violino mai la liberta individuale (che non contrastino con la vita e la dignità dell’uomo) di ognuno di noi.
Quando l’ho sentito ero sicuro che avresti scritto questo post: non hai più segreti! LOL
sì crhis, ma se usava termini come “avarizia” e “egoismo” era un po’ meglio e più chiaro.
io da parte mia dico invece di abbandonare sto termine del menga (capitalismo) e di usare liberismo che è molto più ad oc, e così quando uno dice il liberismo produce miseria siamo sicuro che sta parlando di limitare le libertà economiche.
p.s. capitalismi cattivi essitono, vedi Fiat, Vedi un po’ tutta l’economai francese, ecc…il fatto è che capitalsimo indica solo la proprietà privata dei mezzi di produzione, che poi questi siano sussidiati dallo stato o usati per atti criminali non è specificato.
Fiat non è capitalismo astrolabio è “statalismo e monopolio” e con questo ne converrai con me. La Chiesa forse un errore lo fa: “la comunicazione”. Forse ancora (in un epoca mai mediatica quanto questa) non ne è capace, ma da qui a fare di tutta un erba un fascio ce ne corre.
@Rob: naturalmente il mio “ero sicuro” non era saccente come quello del “hezbollah cattolico” prima di me
@ Brandavide & Tenutario del suo commento
(cosa che obbliga a “mischiare” le risposte)
Che il Papa (in particolare questo Papa) sia o meno persona dotta e colta non è oggetto di questo post. Allo stesso tempo mi permetto di dire in massima libertà (e quindi immagino senza che nessuna fatwa mi travolga) quello che penso riguardo alle sue esternazioni.
Nel momento stesso in cui BXVI dice che:
le sue parole non sono passibili di interpretazione. Queste visioni attingono a piene mani nel mare di ignoranza delle teorie della solidarietà “imposta” o “suggerita” che contrastano le più lampanti evidenze dell’esperienza. Nessuna forzatura quindi nel vederci un elogio della Socialdemocrazia messa a contrappunto al modello capitalistico. Nessuna forzatura quando il Papa dice cose come “il capitalismo non va considerato come l’unico modello valido di organizzazione economica” o come “«la logica del profitto» e quella della «equa distribuzione dei beni» non sono «in contraddizione l’una con l’altra», purché «il loro rapporto sia bene ordinato»”
Ecco… per sbugiardare queste farneticazioni utopistioche non serve scomodare Friedman… bastano un paio di occhi ed un briciolino di antivirus socialista. Non è un caso infatti che ogni modello in cui qualcuno abbiamo voluto “ordinare” più o meno forzosamente questo rapporto abbia prodotto miseria, povertà, arretratezza e umiliazione. E’ ormai sotto gli occhi di tutti che ad affamare il terzo mondo non sono i capitalisti e le multinazionali ma piuttosto le risultanti delle politiche socialiste e protezioniste ed i disastri del buonismo (prova su tutti la guerra contro il lavoro minorile in paesi che necessitano anche di questo per creare una ricchezza che non provenga esclusivamente dalla prostituzione o dal traffico di droga). Sono le tante organizzazioni “umanitarie” le uniche che si avvantaggiano di questa distorta visione… e se ne avvantaggia anche la multinazionale Romana (copyright Marco).
Se poi qualcuno vuole sostenere che la Chiesa Cattolica non è mai stata nemica del Capitalismo allora si accomodi a Fantasilandia dove potrà discutere anche del fatto che Marx era un liberale.
Colgo l’esempio di Brandavide: Bill Gates. Il suo atteggiamento è il più chiaro esempio della risultante Capitalista in cui le radici Cristiane contano ben poco. Bill Gates si è arricchito dal nulla grazie ad un modello capitalista e in piena libertà senza che nessuno lo obblighi decide di destinare parte di questa ricchezza a progetti volti a migliorare le condizioni di vita dei più bisognosi (cosa ben diversa dall’umiliante ed inefficiente beneficenza). Nel farlo evita accuratamente di passare per qualsiasi organizzazione (che gli darebbe maggiore popolarità) perchè vuole assicurarsi di come vengono getiti i SUOI soldi.
Poi lo so che la Chiesa non mi costringe a farlo ma questo non toglie che il suo ingombrante messaggio va a concimare chi da oltre un secolo pretende di farlo arruolando tra le sue fila schiere interminabili di nemici della libertà e del Capitalismo.
Mi sono sempre battuto perchè sia chiaro che la Chiesa ha il diritto di parlare di tutto. Spero che adesso qualcuno non voglia togliere questo diritto al sottoscritto.
Mi preoccupa infine che Chris sprechi tempo a scommettere cosa Robinik scriverà. Sapevo del suo complesso di inferiorità e della sua frustrata ossessione nei miei confronti ma non pensavo arrivasse a tanto. Io a quello che scrive lui non ci ho mai pensato…
A Brandavide (il cui tono è decisamente meno acido in quanto si riduce ad un’auspicabilissimo confronto su visioni differenti) suggerisco infine del diffidare di alcuni costrutti mentali che contengono la risposta che ci si vuole dare (mi riferisco a quel “mi imporrebbe”). E’ ancora la storia a dimostrarci che nei liberi mercati le logiche del profitto si piegano anche agli interessi della collettività. A meno che non si voglia credere che le fabbriche sovietiche, cinesi e dell’est europeo fossero meno inquinanti di quelle Statunitensi o Britanniche.
@ Astrolabio
Capitalismi cattivi non esistono. Esistono persone che credono di essere capitalisti che esprimono al massimo le naturali tendenze “cattive” dell’animo umano quando a proteggere i mercati ci sono le socialdemocrazie
).
Io non voglio cambiare termine voglio solo fare chiarezza su cosa significhi (non con te ovviamente
@ Davide
Non ti preoccupare non dubito della cosa
E poi non ti dare pena per Chris. E’ un anticapitalista dichiarato… come Diliberto 
è un Papa compassionate
Ma io gli voglio bene quando parla di Dio. E tanto mi basta. Sul resto chiedo libertà di coscienza
“A meno che non si voglia credere che le fabbriche sovietiche, cinesi e dell’est europeo fossero meno inquinanti di quelle Statunitensi o Britanniche”
Uno potrebbe dire che nei paesi comunisti, in assenza di un’opinione pubblica e di una coscienza sociale, l’unico parametro era il “profitto” (di Stato: nei termini di industrializzazione ecc. ecc.).
Di fatto, i più rapidi aumenti di produttività (lasciamo perdere le conseguenze a lungo termine) della storia sono stati ottenuti da stati socialisti o socialistoidi (Hitler), quando cioè l’efficienza è stata messa in primo piano rispetto alla dignità umana.
Leggendola così, l’affermazione di Ratzinger è scontata è condivisibile, per chi come me non crede a un capitalismo virtuoso e capace di auto-regolarsi in assenza di contradditorio democratico e delle conquiste della lotta sociale, che tra l’altro è stata portata avanti da gruppi di ispirazione marxista come da gruppi cattolici, tornando così al mio commento iniziale che non è forse cazzaro come credevo.
Ma io gli voglio bene quando parla di Dio. E tanto mi basta. Sul resto chiedo libertà di coscienza
E’ la grandezza del Cattolicesimo: ciascuno prende cio’ che gli pare ed interpreta come vuole le parole del papa. Cosi’ tutti sono sempre contenti!
@ Freedomland
E’ proprio perchè è compassionevole che gli serve una lezione di economia
@ Cachorro
In realtà hai dimostrato come la logica del profitto produce danni in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di libertà.
@ ZCZC
Se non fosse che già mi stanno appiccicando l’etichetta di eretico radicalloirde (si mettessero d’accordo con quelli che mi danno del papista) ti direi che sono le interpretazioni del messaggio dei profeti la cosa più dannosa che sia potuta capitare all’umanità. Forse ti direi che le religioni sono un problema in sè che però non deve essere risolto cancellandole perchè altre ne prenderebbero il posto ma qui si aprirebbe un lungo discorso.
Così evito di dirtelo e mi risparmio fatwe e lunghi discorsi
lol
Nel meraviglioso aggregatore dove opera Chris e un altro manipolo di dotti con disturbi comportamentali svetta in primo piano questo
Quelli di Triares se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Appena sostengo qualcosa loro sono li a dimostrarmela.
Imperdibile il passaggio di come il fascismo risolve il dilemma meritocrazia/egalitarismo
Un po’ meno imperdibile il banner “Io sto con Oriana”. Se solo avessero letto per sbaglio un suo libro avrebbero scoperto che Oriana odiava i fascisti. Li riteneva ai pari degli integralisti islamici… beata ignoranza…
E cosa ne dici del banner dei Riformatori Liberali insieme a quello di Fiamma Tricolore.
Non me ne vorrai Rob, ma questi ce li ha voluti il nano pelato: come tu hai sempre sostenuto, la politica è proporre idee.
Berlusconi lo ha fatto, è stato mandato a cagare ed allora ha cominciato a “socializzarsi e cattolicizzarsi”: inevitabile per una politica basata sul consenso per accaparrarmi la poltrona. I PC che mandano un presidente del consiglio DC sono un altro esempio.
Ma tu sei speranzoso, io no, ma non tanto perché la politica non cambia, ma che la gente resta sempre quella.
@ Davide
Si l’accoppiata è abbastanza imbarazzante. Questi però non li ha voluti il cav (nano pelato fa troppo grillo
). Li ha voluti Pannella da una parte quando ha iniziato a blaterare sul fatto che le riforme libertarie si potevano fare solo alleandosi con Diliberto e un mare di ignoranza con la legge elettorale come ciliegina sulla torta dall’altra.
una cosa per ridere però c’è: ai destri destri basta proporre una vittoria e ti mettono pure il banner del PDCI
Io non è che sono speranzoso. Ritengo che è solo trasferendo cultura e conoscenza che si superano queste cose (religione compresa) e quindi non smetto di combattere la mia piccola personale battaglia. Sulla politica del consenso hai più che ragione. E’ una mezza eternità che ho un post in testa sull’argomento ma non ho mai il tempo di scriverlo.
Ullallà, mi son perso la “rispostona” di Robinik.
Nulla da fare Rob sei e rimarrai sempre un “ganassa”.
Se per te un mio commento all’anno qua sopra (pari alle mie stesse visite), significa avere un complesso di inferiorità e di una mia frustrata ossessione nei tuoi confronti, permettimi ma è un problema tuo. Io sinceramente non ti penso mai, anche perchè non credo tu sia “biondA” e con una quinta di seno:), ragion per cui non vedo il motivo per pensarti. Visto ed ascoltato l’angelus del papa, mi sono limitato solamente a fare il giro dei blog dove ero certo di trovare le solite “panzane” sulle parole del pontefice, e (mi ripeto) ho avuto ragione (non le ho trovate solo da te, anche da qualche altro, pochi per fortuna). Tu continui a farne un problema di tecnica economica, io di fede. Siamo su due binari diversi, ma io al contrario tuo, non ho offeso, mentre tu si. Questione di stile.
Benedetto XVI con le sue parole ha voluto solamente rimarcare la distinzione operata già da Giovanni Paolo II nel paragrafo 42 della Centesimus annus (1991) tra un capitalismo che offre gli strumenti di cui l’uomo può servirsi per venire incontro ai bisogni propri e degli altri ed un capitalismo che pretende di essere eletto a padrone dell’uomo (ma è lo stesso uomo che decide di eleggerlo), asservendo le persone alla ricerca della ricchezza materiale a scapito della salvezza dell’anima. Questo c’è da leggere nella parole del papa e null’altro. Se poi tu ci vedi lo statalismo ed il comunismo incombente, questo è sempre un problema tuo. Ed è sempre un problema tuo se vedi nella Chiesa la foraggiatrice dei vari Diliberto e compagni. Se alcuni uomini strumentalizzano le parole di Cristo per fine politico, questo non è un problema ne della Chiesa e ne di Cristo, ma bensì di chi strumentalizza. Per evitare questo allora la Chiesa dovrebbe starsene zitta? O dovrebbe essere l’uomo ad avere un minimo di dignità e non abusare? Libertà e ben diverso da imposizione. Almeno abbiamo fatto sentire le due campane. Sempre la stessa musica dopo un pò stona e stufa no?
P.s Si aggrego in Triares, non sono fascista, sono moderato e sono in disaccordo con molti di quelli (quasi tutti) che aggregano. Nonostante questo continuo ad inserire le mie cose con la speranza, magari, di poter far cambiare opinione a qualcuno. Credo che un blog debba agire anche in questo modo e non solo vivere per “l’autoreferenzialità”. A buon intenditor poche parole…
Apprendiamo da Chris che il Papa e Dio sono biondi e con una quinta di seno.
Che lui aggregasse ovunque gli cedano un link era cosa nota.
Per le stupidaggini scritte tra le due “news” visto che oggi sono buono evito di rispondere
Povero Rob, in effetti hai ragione, dopo una battuta così fuori luogo, ti conviene non rispondere.
Chris … non sono io che ho detto che se uno non è biondo con la quinta di seno tu non trovi motivi per pensarlo…
Scusa… vieni qui a fare il saccente, provocatore pensando che commentare scrivendo “il tenutario” ti renda più cool e magari pure educato non-insultante.
nella risposta mi accusi di giudicare l’economia con la teoria economica mentre tu lo fai con la fede e dovrei pure trovare la pazienza di risponderti quando so che i talebani sono più elastici mentalmente di te? Stai scherzando?
P.S. Con questa è la terza visita oggi. Posso sperare che per due anni non ti vedremo o era solo una delle tante stupidaggini che scrivi?
Rigirare le frasi a tuo piacimento per aver l’ultima parola non ti fa avere ragione Rob. Chiudo qui.
Ecco lo sapevo che scrivi solo stupidaggini
Chris, mi spiace ma stai parlando di una specie di capitalismo etico, che poi è la faccia in borghese di quello protetto dallo Stato. Che a dirigere gli obbiettivi di impresa (il profitto) sia uno Stato o una Chiesa non fa alcuna differenza. Bendetto XVI dice la sua, legittimamente, ma usando argomentazioni “terze” rispetto all’argomento. E si espone a critiche che non sono confutabili sfogliando Bibbia o Vangeli. Mi dici come si quantifica un profitto “equo”? Quant’è? Il 10%, il 15%? Credo che questqa domanda sia sufficiente a risolvere la questione, perchè tra profitto realizzato in condizioni di equlibrio di mercato (o anche in disequilibrio, ma nelle condizioni determinate dalla situazione corrente di domanda e offerta) e un profitto predeterminato come “equo” o “giusto” c’è il fosso che separa una libertà economica da una regolamentazione illiberale. Se poi il problema è quello di aderire o meno alle teorie economiche cattoliche per ragioni di fede, beh, mi sembra un problema diverso. Però qui i riferimenti dottrinali sono per lo meno ambigui perchè ci sarebbe anche la faccenda dei talenti che si presta ad interpretazioni non esattamente univoche.
Ciao a tutti, anch’io scrivo qui una volta l’anno (anzi forse è solo la seconda in assoluto) a differenza di Chris però vorrei essere meno polemico verso il padrone di casa.
Massimizzare il profitto sfruttando disperati e inquinando l’ambiente, dice il Papa, non è ciò che Cristo ci insegna (forse basterebbe leggere il Vangelo di domenica scorsa per averne conferma).
Che poi i sinistri useranno le parole del Papa pompando la loro propaganda eco-catastrofista e terzo-mondista è un altra banale scomessa vinta. Ma questa conseguenza scontata non può bollare il monito papale come “colpa-sbaglio-assist” a favore dell’utopia socialista. Benedetto XVI ovviamente non ha fatto un discorso da economista e nemmeno da politico, ma semplicemente da sacerdote cattolico che commenta il vangelo domenicale (Lc 16, 1-13).
Farlo passare per un discorso da cattocomunista secondo me è un autogol nel cercare di anticipare l’avversario. Semmai proporrei di lasciare che i sinistri lo strumentalizzino e poi noi ribattere che sono loro che interpretano il Papa senza leggersi il Vangelo.
@ pechenito
Sono di corsa ma ti devo una seria risposta.
Se avrai la pazienza di tornare ne parliamo
Ciao!
scusa, però quello che ha il costrutto mentale sarai te
con la logica del profitto e con il “capitalismo come unico modello valido di organizzazione economica,” la beneficenza o il “destinare parte di… ricchezza a progetti volti a migliorare le condizioni di vita dei più bisognosi” di Bill Gates, converrai, centra niente.
Nell’epoca delle post ideologie (a parte, come diceva il compagno DANKO, “il capitalismo” che pare sia duro a scomparire) e del culto del relativismo il Santo Padre ci chiede di tracciare una rotta verso il futuro che non segua la logica dell’interesse economico come unica stella polare; le fabbriche USA inquinavano meno di quelle sovietiche non per la logica del profitto, ma per una coscenza o per delle leggi di ispirazione diversE dal s-o-l-o-p-r-o-f-i-t-t-o, (mi pare una cosa talmente scontata da sentirmi stupido a scriverlo, o no?).
Quale dovrebbe essere la logica che ispira le leggi di una Europa sempre più secolarizzata? l’ecologismo dei verdi che fà vietare i suv? il socialismo dei rossi che inventa le aliquote progressive? o il capitalismo di Putin?
Come dice pechenito pare che questa volta sia stato tu a essere caduto nel pregiudizio cattocomunista inverso rapportando tutto in una contrapposizione destra sinistra non tenendo conto che il messaggio del Papa è per sua definizione universale, perchè non guardare alle decine di tiranni, emirati e sultani che impestano il mondo e non pensare che si riferisse anche e soprattutto a loro? non pensi che abbiano (non solo loro, ci mancherebbe) delle responsabilità per la povertà dei loro paesi? e a quali principi credi si ispirino all’islamismo sufi? cordiali salutie e niente fatwe per nessuno.