La vita non è fatta a compartimenti stagni
Voglio scrivere un post sul PD ma non ho tempo. Qui voglio solo rispondere all’amico Pierluigi la cui analisi, per una volta, mi pare poco puntuale.
Se passasse il concetto che i blogger devono rimanere semplici commentatori, se fosse vero che c’è una barricata dove si sceglie da che parte stare allora dovremmo chiedere ai giornalisti di professione ed ai politici di lasciare il weblog all’istante. Abbiamo tifato per l’amico Mariniello. Non capisco come mai quando il blogger candidato è a sinistra dobbiamo brindare ad una sconfitta…


19 comments
Hai ragione Rob. L’unico punto, a mio modo di vedere, è che bisognerebbe discernere tra programmi politici e loro qualità, e non per categorie socioprofessionali di chi tali programmi propone. Altrimenti scadremmo nel neocorporativismo che infesta questo paese. Per me un programma è valido se ha sostanza, coerenza e chiarezza, indipendentemente dal fatto che chi lo presenta sia un blogger o altro. Il problema è che purtroppo io finora ho visto alcune furbate rivestite della carta stagnola del Web. Sotto il blog niente.
E io sono d’accordo con te Phas. Ho sostenuto “l’impresa di Mario” dal momento che lui quando si è trattato di differire tra le squadre e di elogiare il sottoscritto non si è mai tirato indietro.
Poi nel post che scrivemmo era ben esplicitato il fatto che dalle sue posizioni ci separava l’universo ma augurargli buona fortuna mi sembrava il minimo.
Ciao!
Trovo confusionaria l’idea secondo cui un blogger, ancorché giornalita, non avrebbe sufficienti basi per progettare direttive politiche. Adinolfi ha un’idea - condivisibile o meno - di quello che dovrebbe essere il Partito Democratico nello scenario; Veltroni è più sbiadito, più “pacato” per dirlo alla Crozza, e forse anche questo ha inciso.
sono d’accordo con te, i blog sono uno strumento nuovo che permette di dire scemate o frasi sensate, comunque ad un numero potenzialmente molto alto di persone. E i blogger vengono selezionati dai lettori, per tipo di lettore più che di blogger.
Purtroppo però sono strumenti ancora poco potenti come impatto sulle decisioni politiche dei più, se non sei già beppe grillo, per intenderci. Difronte agli sforzi economici e di visibilità di un politico affermato, è un mezzo ancora troppo poco forte.
Se poi le elezioni sono già decise prima, allora…
A me dispiace per Mario. Non ho fatto il tifo per lui, quella del Pd è una partita che non mi appartiene. Ma ha avuto il coraggio di provarci, e merita rispetto.
Grazie per la citazione.
Credo che Mario abbia fatto l’ennesimo tentativo e gli è andata male: ma lui faceva politica ben prima di fare il blogger.
Io non faccio il consigliere comunale grazie al blog, ma grazie al lavoro mio e soprattutto della mia stupenda comunità di AG nella mia città. Il blog mi ha portato poco (1-2 voti di persone che comunque conoscevo ma mi avevano perso di vista).
Come ha detto anche Carioti, il mondo dei blogger è autoreferenziale: io aggiungo che è un neonato e che deve crescere.
E soprattutto l’Italia non è l’America (e te diresti “purtroppo”), dove la scarsa densità abitativa e le grandi distanze rendono il web il più potente ed immediato strumento di contatto tra le persone.
@ GM
Lo so che non sei in consiglio comunale per il blog (anche se comunque credo sia innegabile che il blog ti ha permesso di allacciare relazioni che altrimenti non avresti avuto l’opportunità di costruire). Ti ho preso come esempio solo per specificare la contraddizione del rilevare la distinzione “o blogger o politico” solo con un candidato di sinistra.
Ciao!
Quoto (ovviamente) Simone, GL e Marco.
P.S. Ho poi seri dubbi sul fatto che a Mario sia “andata male”. Se ha ottenuto un posto nel PD ha raggiunto l’obiettivo massimo. Se non l’ha ottenuto ha amplificato la sua visibilità/popolarità di giornalista…
Il blog è uno strumento potentissimo per allacciare relazioni e gliene sarò sempre grato!

Adinolfi era politico 15 anni fa ed è politico oggi, poi ha aperto un blog e poi si è candidato alle Primarie.
Se Grillo scendesse in campo e prendesse il 4% (in Italia risultato che consente di essere determinante) questo è solo grazie al blog?
Il blog è uno strumento, come ha detto Phas: a me è ervito per esprimere quello che non avrei potuto dire nella mia sezione, in federazione provinciale, in direzione nazionale, etc.
Riguardo alla tua considerazione sulla visibiltà di Marione, concordo: a suo modo l’obiettivo lo ha raggiunto e se domani lo dovessimo vedere seduto in Parlamento, in tanti rosicherebbero!
Meglio non dire nulla sul partito poco democratico
Perché diamine devo essere sempre d’accordo con FreedomLand?
Ciao Robinik, ciao a tutti. Sono d’accordo anch’io con Robinik sulla permeabilità tra il mondo dei blog e quello della politica.
Invece, per quanto riguarda i modesti risultati ottenuti in termini elettorali da un blogger, sono convinto che questo sia imputabile alla situazione italiana e in particolar modo al modo con cui in Italia si fa politica (molto diverso, per esempio a quello Americano).
Su media2000, come tu già sai, ho avuto modo di definire la blogosfera un fenomeno “marginale” nel complesso mondo della creazione diretta dei consensi e credo che anche questo caso avvalori la mia tesi.
Ciao a tutti, è un piacere risentirvi. Credo che il mio post sia stato frainteso, e vi spiego il perché. Lungi da me l’idea di giudicare negativamente Adinolfi solo perché si è candidato con il PD. Chi ha letto ultimamente il mio blog, sarà semmai rimasto sorpreso per l’approccio curioso verso l’esperienza del Partito democratico. Non avevo l’abitudine a dividere il mondo in buoni e cattivi, se stavano a destra o a sinistra, quando dirigevo una pur equilibrata rivista politica, figuriamoci adesso che ho un ruolo più libero. Ho simpatia per le novità, spero che possano smuovere il nostro paese dalla paralisi in cui è piombato. A differenza di altri, ho anche seguito il percorso di Adinolfi con una certa curiosità. E mi è capitato come giornalista di incrociare Adinolfi non dai tempi (recenti) del suo blog, ma da molto prima, da quando frequentava il Ppi e la segreteria del ministro per l’Università e la Ricerca scientifica Ortensio Zecchino (governo D’Alema, per intenderci). Non credo per nulla che la vita sia fatta a compartimenti stagni. Io, quei compartimenti, li attraverso da destra a sinistra, da sud a nord, con curiosità e senza alcun pregiudizio.
Dunque, il giudizio sul risultato di Adinolfi è semplicemente riferito alla idea che i blog possano essere la sostituzione della politica. Questa, in fondo, è l’idea che sostanzia l’antipolitica di Grillo. E - ma qui chiudo la questione perché non sarebbe elegante - è il motivo per cui sono uscito da Tocqueville. Non si fa politica con i blog. La politica si fa con gli strumenti della politica. Dice Mariniello: “Io non faccio il consigliere comunale grazie al blog, ma grazie al lavoro mio e soprattutto della mia stupenda comunità di AG nella mia città”. E’ esattamente quello che dico io. E Adinolfi troverà il suo consenso e il suo seguito buttandosi nell’agone della politica che è un’arena più larga e complessa di quella di una comunità di blogger. Trasformare un’aggregatore di blogger in una presunta forza d’impatto politica è il grande errore, la grande incomprensione che è toccata alla comunità cui appartenevamo. Tutto qui. Vi ringrazio per avermi dato l’opportunità di tornare a scrivere un paio di righe sulle vicende italiane, che continuo a seguire a distanza e senza il velo di divisioni ideologiche (tanto che ultimamente, nonostante i giudizi che leggo, mi pare che le novità più interessanti vengano da sinistra e non da destra, ma forse mi sbaglio). Un abbraccio a tutti e ora mi rituffo nella mia Germania e nella mia Europa orientale. Ciao Rob, grazie per l’opportunità.
Pierluigi
@ Deco
benritrovato. Sulla marginalità del mondo blog come sai sono d’accordo
@ Pierluigi
Sono molto contento della tua precisazione. Dal tuo post onestamente non l’avevo capita.
Sottoscrivo il tuo intero commento compresa la volontà di attraversare le cose, la diffidenza verso i muri e la (nostra) diversa visione su esperienze passate.
Un abbraccio
Rob
E’ proprio bravo ’sto FreedomLand
Simo, mi spiace ammetterlo ma credo sia proprio vero
Nooooooo Domenico!!!!!!!!!!!
SImone è compassionevole…. non va bene. Tempo 5 anni lo troviamo a cantare l’internazionale
Intervengo anche io, anche se credo di aver già chiarito sul mio blog. Personalmente non penso che i blog ed i blogger, in quanto tali, debbano far politica col blog (ed in questo sono d’accordo con Pierluigi). Credo che però l’impegno che uno profonde nel blog possa tranquillamente riversarlo in politica, prima durante e dopo il ‘bloggare’, che è e resta, per me, una cosa privata a dimensione pubblica (ossimorica affermazione, ma che rende l’idea; come diceva Mariniello, sul blog uno può esprimersi più ‘liberamente’). Sicuramente Adinolfi faceva politica da ben prima della sua esperienza come blogger, ma il risultato e la visibilità ottenuta con questa candidatura ne rendono più incisiva l’azione futura. Sempre meglio di quelli che, osannati più o meno nella blogosfera, diventano poi agnellini balbettanti davanti alla prima occasione di esprimere pubblicamente il loro pensiero o le loro obiezioni. O peggio di coloro che affermano di avere in mano la ‘verità’ e poi si chiudono nella torre d’avorio dell’incomunicabilità.
Risulta davvero difficile immaginare che una manifestazione di pensiero ricca come il tazebao dei Bolgger non sia paragonabile al fare politica. Lo è perchè ci concede spunti da vera “polis”, incontri nella piazza che portano ad allargare il nostro orizzolnte di ignoranza su temi sociali, economici..
“la nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita” (Karl Popper)
Permettetemi di dire un paio di baggianate.
Innanzitutto paragonare il mondo dei blog alla “polis” greca o alla acropoli romana è molto suggestivo ma mi sembra azzardato.
In quei luoghi si decidevano i destini della città, mentre i blog mi sembrano di più la versione del XXI secolo di Hide Park o dei capannelli che si formavano nelle nostre piazze per discutere di politica, sport o altro.
Adinolfi… non saprei dire se sia un blogger che faccia politica o un politico con un blog, ma posso sicuramente affermare che la gran massa dei votanti dell’altro ieri lo conoscano solamente per il suo filmato della riunione organizzativa con i candidati alla segreteria del PD.
E su questa base il suo non mi sembra un cattivo risultato.
P.S. Un’ultima scemata… ho letto un sacco di blog in questi giorni, ma non ho trovato nessuno che abbia dato risalto a quella che ritengo sia l’unica novità di queste primarie: finalmente il partito di maggioranza relativa della sinistra ha presentato un proprio leader in contrapposizione a Berlusconi.
Speriamo bene…