Matematica e Fede 1/bis
Che poi la polemica non è stata proprio inutile come pensavo.
Grande scivolone della democrazia e della libertà quello di accettare il ricatto di una minoranza. Grave precedente creato. Un punto a favore delle posizioni illiberali.
Il dubbio è che tutti questi errori si siano consolitati con la scelta del papa la cui missione, mi dicono, è quella di portare “il verbo”. Posso sbagliarmi ma mi chiedo: “Gesù Cristo avrebbe rinunciato?”
La discussione su Matematica e Fede però prosegue qui.


57 comments
Ti dirò.. il dubbio l’ho avuto anch’io, però credo che è ora di cambiare completamente prospettiva.
Non è un problema di Papa o non Papa: La Scemenza rappresenta ormai l’Italia, ovvero un luogo okkupato dove comandano frange estremiste.
Frange estremiste che nascondono il loro nazismo rosso dietro il diritto di contestare tutto.
E soprattutto contestano scelte democratiche (dai termovalorizzatori, alle leggi sul lavoro).
In pratica ogni manifestazione possibile immaginabile è dominata da questi pezzi di merda che fanno il bello e cattivo tempo.
Dal Papa agli ebrei, dai politici di destra ai professori che osano ribellarsi e vengono denunciati da queste milizie armate.
La domanda semmai è: è giusto continuare a far finta di niente, andando a farsi contestare? personalità del mondo ebraico, politici di destra, giornalisti di sinistra (Pansa), intellettuali di sinistra e compagnia sono andati a farsi contestare da bastardi che agitavano un manganello.
Quella non è una contestazione: quella è una violenza, una dimostrazioe che i nazisti back in action.
Io mi domando: ma PERCHE’ bisogna sopportare tutto questo?
Perché bisogna CEDERE ai RICATTI di questi qui che okkupano aule universitarie dietro la minaccia del manganello?
è giusto che chi non rispetta la democrazia goda di TUTTI i diritti che la democrazia concede? io credo che questa domanda dovremmo iniziare a farcela.
Altrimenti più che cittadini di una democrazia, ne diventeremo vittime.
Dunque va benissimo il diritto, la libertà di “contestare” chiunque, ma quello di questi qui mi sembra un’abbondante presa per il culo che mina alla base l’essenza stessa del diritto alla contestazione.
Ed essere preso per il culo non mi piace.
Credo che bisognerebbe iniziare a distinguere tra contestatori “democratici” e criminali: quelli della Scemenza sono criminali come gli ultras degli stadi (che però operano solo la domenica) a cui i diritti di libertà di contestazione vanno dati se e solo se rispettano determinati standard democratici durante la settimana.
Altrimenti si fa come gli americani fanno con i terroristi islamici: li si porta a Guantanamo e gli si fa ascoltare Britney Spears per 24 ore di figa.. di fila!
Non siamo più nel 1800, non ci sono più regimi e compagnia. Il diritto di contestazione è diventata più una farsa, una scusa per instaurarla la dittatura che per toglierne una che esiste solo nelle loro teste malate.
Però se ne approfittano (come fanno Bin LAden e company) perché sanno che il politically correct impone il dover accettare pure la merda.
Finché qualcuno non dice basta.
Ecco, ora basta.
Allo stesso modo fa bene Galan che lascia i rifiuti campani in Campania: basta con la presa in giro che bisogna essere solidali con le teste di cazzo come Bassolino e Jervolino. Solidarietà a chi veramente se la merita e non a prescindere. Altrimenti addio meritocrazia e addio pure alla democrazia stessa.
ciao Robu, ma Elena non scrive piu’ qui?
sai dove posso recuperarla?
grazie
Marcello
Minchia, scusa il commento lunghissimo.
Cmq il succo è: sì ha fatto bene e penso sia ora che tutti ne seguano l’esempio amplificando al massimo il vittimismo e denunciando il nazismo rosso di queste teste di cazzo.
Perché la loro non è libertà di contestazione, ma atti di banditismo contro tutti i nemici politici: dal Papa agli ebrei, da Pansa agli intellettuali scomodi.
Libertà di contestare a loro, libertà di boicottare e sputtanarli a tutti gli altri.
Sennò la democrazia diventa una barzelletta.
Soprattutto in una logica “capitalista” cioé capitalizzare il più possibile il dissenso per sputtanarli in maniera durissima (che con Pannella allo 0,1% funziona alla grande!).
Non vedo nulla di illiberale nel dire “Tu non vieni”, seppure con deboli argomentazioni.
copio e incollo il mio commento da LibertyFirst
I fatti sono: 67 persone firmano una lettera (condivisibile o meno). Il destinatario decide di non andare, ma invia comunque il discorso di circostanza.
Tutto molto politico, non vedo nulla di illiberale, visto che la sicurezza era stata garantita.
Il Papa s’è comportato laicamente da codardo non andando, e tutti a dire che ha vinto perchè ha smascherato i comunisti che hanno preso la mazzata sulla schiena.
Ripeto, il Papa non è andato, nessuno gli ha impedito nulla.
Quanto ci siamo messi a ridere su Di Pietro e Mastella che se ne andavano dalle trasmissioni sgradite?
Parecchio per quanto mi riguarda.
Cape, falsificare la realtà non ti fa onore.
1) 67 hanno scritto una lettera fascista denunciando peraltro un fatto che non era nemmeno vero.
2) (dimenticato da Cape): un centinaio di coglioni ha proclamato la settimana anti-cklericale, proteste e cortei vari, musica a tutto volume per coprire i discorsi dell’aula ed impedire il discorso.
3) a seguito delle minaccia delle contestazioni e non della lettera, il Vaticano ha ringraziato dell’invito e della protezione al Papa, ma ha preferito non esporre il Papa né chi voleva ascoltarlo a contestazioni NON PACIFICHE.
Inutile che ci giriamo intorno Cape: parte della sinistra ha un enorme deficit culturale e democratico che dimostra ormai da anni. Continuare a far finta di niente e che stiamo parlando solo del diritto di contestare è una balla che è impossibile continuare a raccontarci.
“Ed essere preso per il culo non mi piace”… non ti deve piacere molto la vita allora.
Grigio, mi consolo sapendo che te stai messo molto peggio di me.
“Gente che va cacciata con le armi se necessario”… quando il coglione è a destra!
Ti consoli con le illusioni… mi fa piacere.
Grigio, i locali okkupati vanno sgombrati altrimenti si okkupa suolo pubblico che appartiene a tutta la comunità.
Eppoi basta non mettersi sulla traiettoria della pallottola: che problema c’è? perché ai rapinatori in banca si può sparare e ai no-global okkupanti no? che differenza c’è fra i due espropri?
Spariamo a tutti quelli che scioperando occupano le autostrade.
Non conviene Grigio: meglio usare uno schiacciasassi così rifacciamo il manto stradale ;)))))
PS: non cercare di confondere le cose. Un conto è una manifestazione, un altro occupare locali aggratise vita natural durante con la scusa della contestazione al sistema.
“67 hanno scritto una lettera fascista”
Ma cos’è, vi siete scazzati dei comunisti che per anni davano a tutti del “fascista” e ora volete regolare i conti?
La storia di Galileo era marginale, e comunque Benny prendeva le distanze dalla citazione di Feyacoso dopo averla utilizzata per le sue argomentazioni (come dire: “Anche un filosofo laico ha detto che alla fine che non si può leggere la vicenda di Galileo in maniera unidirezionale; ma non sfrutterò questo fatto”, figura retorica che si chiama, se non erro, praeteritio). Se quei professori hanno percepito l’invito a Ratzinger come un inchinarsi a una Chiesa Cattolica sempre più esigente, hanno fatto bene a scrivere una lettera.
UNA LETTERA.
In cui non c’era nemmeno scritto “bruceremo il Vaticano con dentro il Papa” o “Impiccheremo l’ultimo prete con le budella dell’ultimo borghese”.
Il prossimo che parla di censura, o di fascismo, scappotto.
A me pare che parlare con la musica ad alto volume fuori sarebbe stata un’esperienza salutare per il Papa. Tutti i grandi oratori, da Demostene e Cicerone, hanno dovuto superare con la voce il rumore della folla, delle contestazioni, degli insulti, dei tumulti e anche delle bombe e dei proiettili in alcuni casi… invece probabilmente Ratzy aveva un uditorio silenziosissimo anche quando insegnava all’università; lo vorrei ben vedere a dare una lezione di teologia in un’aula da 300 persone con studenti del primo anno del DAMS! O alle medie, se per questo.
Se non altro è una buona gavetta, e non è mai troppo tardi per imparare.
E il bello che in questo clima illiberale, in questo paese secolarista, laicista, che ha perso le sue radici cristiane e che perseguita i preti, TUTTO e dico TUTTO l’arco parlamentare, da Storace a Rifondazione, esclusi i Radicali vecchi e rincoglioniti (ma non quelli giovani e rincoglioniti, vedi Capezzone), ha difeso il povero Papa “censurato”.
Non so voi, ma io quando mi rendo conto di essere d’accordo con tutti i politici italiani, riconsidero le mie opinioni.
Curioso il modo di ragionare dei laicisti, sempre ben disposti verso i “compagni che non sbagliano”.
Adesso la colpa e il complotto sarebbero del Santo Padre e del Vaticano, il secondo avrebbe ordito tutto politicamente, il primo doveva andare - farsi sbertucciare e quasi spintonare.
Sì, penso proprio che a Gesù Cristo non sarebbe piaciuto vedere il Suo Vicario in Terra protetto dietro schiere di poliziotti, farsi insultare dai facinorosi.
E poi magari sarebbe scappato l’incidente, naturalmente imputabile al Papa-Nazi e alla sua serva, la Polizia di Stato.
Fin prima di leggere il discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare di persona a La Sapienza, questa vicenda mi aveva provocato molta rabbia, ora francamente non più: non mi sorprende che i sordi tardoideologici non vogliano ascoltare Lezioni Magistrali di Libertà.
Ciao.
Parliamo di questa gentaglia.
SAPIENZA: MANIFESTANTI IMPEDISCONO INGRESSO A MONS.DIECI
Bloccato dai manifestanti all’esterno della Sapienza e dunque impossibilitato a celebrare la funzione religiosa in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. E’ quanto accaduto a monsignor Enzo Dieci, uno dei vescovi ausiliari della diocesi di Roma, con competenza su questa parte della citta’, e dunque sull’universita’. Al suo posto e’ stato uno dei cappellani dell’ateneo a celebrare la funzione religiosa nell’edificio di culto che e’ affidato ai gesuiti. Ovviamente l’iniziativa dei manifestanti che sono all’esterno dell’universita’, fronteggiati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, non ha mancato di suscitare critiche e interrogativi tra i docenti e quegli studenti che invece sono all’interno dell’area universitaria e che dopo la cerimonia nell’aula magna si erano spostati verso la cappella.
“…un conto è… un conto non è… un conto è e non è”
Cachorro, continuiamo a far finta di non capire.
Qui non è in gioco la libertà di contestare.
Qui è in gioco ben altro.
E’ un po’ come quando il capoufficio fa capire in maniera velata alla sottoposta che se non gliela dà non farà più carriera.
Allo stesso modo, i collettivi, guidati dai cattivi maestri, utilizzano mezzi “al limite” della legge per far vedere a persone a loro sgradite… cosa vuol dire “essere sgraditi”. E noi si continua a chiudere gli occhi e a sopportare umiliazioni su umiliazioni.
Vuoi contestare? ok, ti dò l’indirizzo di un campetto fuori Roma e vai lì a fare la tua sfilata.
E’ inutile che giriamo e rigiriamo solo attorno alla lettera: quella è solo l’inizio. Nelle aule con i ragazzi contestatori c’erano pure alcuni firmatari ben felici di mostrarlo “duro” al nemico.
Ma perché continuare a negare realtà così evidenti?
E soprattutto è giusto che chi non rispetta la democrazia, abbia diritto a goderne tutti i privilegi?
Cazzarola, ricordiamoci che se il re avesse sparato su quelli della marcia su Roma non avremmo avuto la dittatura.
http://www.storace.it
Roma, 16 gen. - Alla notizia dell`occupazione dell`Aula della Camera da parte dei parlamentari de La Destra Teodoro Buontempo, Daniela Santanchè e Roberto Salerno, i militanti della Destra di Francesco Storace affluendo a Piazza di Montecitorio in segno di solidarietà e sostegno verso i loro deputati”. Lo rende noto Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce Capitolino del Partito.
Dai Kagliostro… spariamoli.
Grigio:
1) sfondi una porta aperta: usiamo i fucili a pompa che fanno più scena. Oppure la 44 magnum. Ovviamente poi li asfaltiamo così iniziamo a vedere come viene la strada ;)))
2) tu non distingui tra manifestazione legale ed occupazione illegale. Perché non vai da Odifreddi e ti fai spiegare la differenza tra la manifestazione e lo sciopero di un metalmeccanico e l’okkupazione abusiva di aule pubbliche?
Kagliostro perchè non vai da Paperino e ti fai spiegare un pò di buon senso?
Comunque… per molto meno l’omonimo proprietario dell’indirizzo web ha Trollato chi usciva fuori tema (La discussione su Matematica e Fede però prosegue qui) e chi usava propaganda e polemica senza la dovuta logica e cognizione della realtà!
@ Kagliostro

Daccordo che ti chiami Kagliostro con la K, ma se scrivi ancora un po’ di volte occupato con le k, mi faccio dare il tuo indirizzo da Rob, vengo li e ti rigo la macchina.
E ti va bene perchè io sono contrario alla pena di morte fatta eccezzione per:
1) Quelli che si inchiappettano i bambini.
2) Quelli che parlano al cinema.
3) Quelli che usano le k al posto delle c.
…
“Cazzarola, ricordiamoci che se il re avesse sparato su quelli della marcia su Roma non avremmo avuto la dittatura.”
Mi permetto di dubitare. Fortemente.
Al massimo, avremmo avuto la dittatura del re, a questo punto meglio Mussolini che almeno faceva colore.
Edmund, se fai fuori pure quello che riesce sempre a precedermi fregandosi tutti i nick “cagliostro” mi faresti un grosso favore.
;)))
Cachorro, mi permetto di ricordarti che il re aveva governato e riunificato l’Italia.. e conquistato pure lo stato Vaticano.
Fai un po’ te quanto è convenuta quella marcetta
Kag: è vero o no che ha rinunciato???
Che ti frega del divario culturale? Hai una missione per sanarlo?
Che in democrazia non si ha il diritto di essere stupidi e anacronistici?
Quello che intendevo è che se il Re avesse ordinato di sparare sui fascisti che marciavano su Roma (a parte che non è che non l’ha fatto perchè era un imbelle pacifista, ma perchè pensava di usare Mussolini) l’unica conseguenza possibile era una dittatura militare con a capo il Re.
Cape, se uno prima mi invita eppoi mi fa prendere a sputazzi (ricordiamoci l’autorizzazione al corteo all’interno della Sapienza data dal rettore), se permetti io dico “no grazie”. Io ne ricordo un paio di quelle manifestazioni atuorizzate durante il quinquennio berlusconiano: pareva di stare a Genova durante il G8.
Ed il problema è che tutti alla fine rinunciano: gli esponenti israeliani, i politici di destra, Pansa che è stato cacciato etc etc.
Arrivano, tentano di parlare, la sala viene occupata e via di corsa a casa. SEMPRE SEMPRE SEMPRE!
Senza dimenticare che questi sono solo una piccolissima parte di tutti gli episodi che mensilmente avvengono alla Scemenza (andrebbero citati tutti i convegni dove si affrontano temi particolari o addirittura i concerti di inizio anno sempre interrotti dall’arrivo in sala della feccia rossa).
I professori di certe facoltà, invece di lavorare, fanno politica. Si permette ai collettivi di avere aule riservate ed i collettivi fanno da “galoppini” con i centri sociali. E’ una situazione assurda e antidemocratica.
Il Papa ha fatto benissimo a rinunciare: ha creato un “precedente” che speriamo abbia ampissima risonanza per tantissimo tempo. Così alla prossima “lettera di protesta per una presenza incongrua”, ci scappa una bella serie di prepensionamenti anticipati.
Spero che da oggi in poi tutte le personalità invitate, se sottoposte ad accoglienza simili, alzino i tacchi e se ne vadano, perché l’inciviltà non deve aver diritto di asilo da nessuna parte.
Ma non dovremo aspettare molto: da quello che scrivevano sul Foglio, a sinistra si sta già organizzando una bella manifestazione anti-semita per la fiera del libro di Torino.
Io spero vivamente che stavolta non ci faremo trovare impreparati e che si trovi un modo per rispondere in modo durissimo a chi agita il manganello a scopo intimidatorio contro il prossimo.
Ad es. iniziando a riprendere quello che è dello stato come le aule ed i centri sociali occupati e mai fatti sgombrare per paura di queste milizie armate.
Mamma mia quanto vi incaxxate
Io dico solo alcune cose.
1. Chiunque ha diritto a manifestare. Nessuno ha diritto di impedire.
2. E’ triste che Sofri possa parlare a Rai3 senza che nessuno si indigni mentre se parla il papa alla Sapienza succede un putiferio ma questo poco conta.
3. Il papa ha sbagliato a non andare. ha sbagliato in ogni caso. Al papa non è concesso di offendersi. Se è vero che Cristo si è fatto crocifiggere lui poteva pure farsi spennacchiare… ed ha creato un precedente…
4. Gli scienziati che tuonano contro il papa li vorrei vedere tuonare pure contro altri ma tant’è
5. La marcia su Roma è stata una farsa… ed in ogni caso non si dice “se avesse sparato”
Notte mie cari… vi leggo
Mi dispiace Rob, ma stavolta dissento da te.
Se io e te andassimo a manifestare contro Sofri a Rai3 (che poi ’sti gran caxxi di Sofri), la giornata si svolgerebbe così:
- ore 8 cappuccio
- ore 9 arrivo alla Rai con cazzeggio
- ore 10 distribuzione di volantini con un paio di frasi di Rothbard scritte da Astro
- ore 11 cappuccio
- ore 12 passeggiata lungo i viali degli studi di Miss Italia
- ore 13 pranzo
Quando si svolge una protesta di questi qui (e lo so perché le ho “vissute”) funziona così:
- ore 5: briefing con dettagliata spiegazione di quali oggetti contundenti passeranno sotto i metal detactor
- ore 6: presidio militare davanti alle porte dell’università
- ore 7: tentativi di sfondamento per entrare
- ore 8: entrata da porte laterali
- ore 9: inizio della guerriglia
- ore 10: primo lancio di biglie
- ore 11: primi vetri (o vetrine) rotti
- ore 12: scritte sui muri completate
- ore 13: si dà fuoco a qualche macchina
- ore 14: pranzo sociale con qualche bambino figlio del nemico preso in ostaggio cucinato sul cofano della macchina che brucia
Per non parlare di novembre quando le scuole vengono occupate a forza per l’autogestione e restituite a dicembre completamente devastate.
Quello che fanno non c’entra niente col diritto legittimo di protestare. Perché la protesta non è un momento in cui possono essere sospesi i diritti di tutti gli altri cittadini tra cui quello di non essere presi in ostaggio da bande di teppisti.
La verità è che per “quieto vivere” ormai si permette a determinate bande di violare ogni norma.
E questo non va più bene perché è un palese controsenso.
Nel 2008, scomparsi i regimi ed i reami, alcuni concetti andrebbero aggiornati considerando che la democrazia si regge su un patto sociale fra cittadini e non sulla violenza delle armi. E quel patto sociale richiede un po’ di “creanza” da parte di tutti.
“la protesta non è un momento in cui possono essere sospesi i diritti di tutti gli altri cittadini”
Kakkiostro allora spariamo hai manifestanti in autostrada?
…hai…
Grigio mi sembri un po’ fissato… schioda il disco dai!
Sto manifestando senza sparare. Non dovrebbe infastidirti.
k… io e te nemmeno andiamo a protestare quindi l’esempio tuo va pure oltre.
Il discorso è che … poco conta l’intensità della protesta di questi… rimane che lui ha rinunciato. Sono poco informato ma mi sembra che vogliano re-invitarlo… a dimostrazione che il managment dell’università non ha ceduto e non cederà alle proteste…
Ciao a tutti,
il parogone con Cristo che si è fatto crocifiggere secondo me qui non regge, perchè allora le guardie proteggevano chi gli sputava. Invece i finti crocifissi stavolta sarebbero sembrati i maltrattati dalla celere per difenderlo, solito copione consolidato e che fa raccogliere tanti adepti tra i giovani aspiranti ribelli.
Inoltre Gesù quando era invitato veniva trattato con il massimo rispetto ed era lui il primo a pretenderlo, viceversa quando veniva cacciato non imponeva la sua presenza, se ne andava e ordinava ai suoi discepoli di fare lo stesso. Il Papa ha seguito alla lettera il suo insegnamento.
Il discorso preparato prima del rifiuto era basato sul concetto di non voler imporre la fede, coerentemente con tale concetto ha fatto bene a non andare, rendendo comunque pubblico il contenuto del discorso.
Ora qualcuno dirà che passo da qui solo quando c’è da difendere il Papa… stavolta mi sa che quel qualcuno ha proprio ragione! Cercherò quindi di passare più spesso, sempre che sia bene acetto… di questi tempi non si sa mai
Rob, io credo che la costruzione di una società passi per varie tappe paragonabili alla costruzione di una casa.
Prima i pilastri, poi i muri, infine riverniciatura.
Se nel ventesimo secolo l’idea era quella che qualunque tipo di contestazione andasse bene visto che non se ne poteva fare nessuna, oggi che quel traguardo è stato raggiunto, ce n’è uno nuovo più ambizioso che permetta a qualcuno di contestare e alla controparte di “fare”.
Un conto sono le rivendicazioni sotto un regime contro un dittature o un re, un conto quelle in una democrazia in cui i cittadini hanno stipulato un patto di parità giuridica e regolato il tutto con la meritocrazia.
Le contestazioni di ieri erano manifestazioni di libertà e richiesta di democrazia, quelle di oggi sono richiesta di repressione. E non si possono mettere sullo stesso piano.
Mentre scrivevo m’è venuto in mente l’episodio del figlio di Calabresi che se ne andò da una festa in cui una signora calunniava sua madre. Lo stesso Calabresi accettò l’invito di lavorare a REpubblica dove scriveva Sofri.
Ecco, io mi ritrovavo in questo tipo di ragionamenti: la calunnia, l’insulto, non fanno parte di una società civile. Non si può stare o tollerare di stare insieme a teppaglia ideologicizzata a meno che quella teppaglia non accetti quantomeno di comportarsi in maniera “civile”.
Bisogna passare da una democrazia v1.0 ad una democrazia v2.0.
Tra l’altro le condizioni di andare non c’erano proprio:
- i professori avevano chiesto che una persona che ha pronunciato una frase (a loro sgradita) non avesse accesso alla Sapienza
- i comitati di “benvenuto” non volevano affatto un confronto ma solo lanciare sassi ( i cartelli li abbiamo visto tutti e chi frequenta la Sapienza sa come funziona)
- l’idea del confronto è venuto a qualcuno che accortosi della figura di merda ha cercato di porre rimedio. Ma spiegami tu che tipo di confronto si può fare su un discorso sulla pena di morte. Cini cosa doveva chiedere al Papa? in pratica un cazzata senza senso.
- l’unica era quella di andare a prendersi fischi e sassi, ma se l’avesse fatto, subito avrebbero detto che lo faceva per mettersi in mostra e far vedere il degrado della Scemenza e mettere ancora più in imbarazzo i coglioni. Avrebbero detto che andava a fare il martire.
Io dall’inizio della vicenda non smetto di ripetere che il problema non è il Papa. Chiunque vada in università occupate subisce un simile trattamento che non c’entra una ceppa col confronto o con una contestazione civile.
E permettimi di dire che è pure inutile chiedersi come ci si deve comportare in queste occasioni.
Un ebreo negli anni ‘30 o chinava la testa rinunciando alla sua dignità (almeno momentaneamente) oppure doveva accettare di essere massacrato di botte.
Il problema non è come si comporta l’ebreo con i nazisti.
Il problema sono SEMPRE E SOLO i nazisti.
Fermo restando che esistono modi CIVILISSIMI di contestare. Io questa cosa che le uniche contestazioni VERE sono quelle di chi agita manganelli in aria o espropria aule non riesco proprio a concepirla perché secondo me non è democrazia.
Meglio… non è democrazia 2.0 da paese civile ;))
Non so se è una scorrettezza o meno nei confronti del proprietario di questo sito, ma non ho tempo di scrivere; e non lo faccio quando qualcuno esprime meglio di me il mio esatto pensiero.
A Kakkiostro consiglierei di proferire frasi meno violente di quelle scritte nel suo sito, altrimenti, minimo si pone al pari di chi (presumibilmente) condanna.
Saluti
Da http://colombarigiancontardo.blog.lastampa.it
Pinuccio Ratzy e la Sapienza: riflettere
Da liberale, penso che Benedetto XVI avrebbe dovuto avere accesso all’Università “La Sapienza” di Roma e dire quello che voleva. Personalmente ho orrore di qualunque tipo di censura e ritengo che ognuno debba avere la possibilità di esprimere liberamente il suo pensiero.
Da persona senza il paraocchi, ho visto chiaramente che quegli studenti che hanno protestato contro quella visita del Papa sono portatori di una cultura intollerante come quella di certe religioni rivelate. Un conto è dissentire da un’iniziativa e un conto è cercare di impedirla con la forza.
Detto questo, va però rilevato che l’idea di invitare Pinuccio Ratzy alla Sapienza è stata quanto meno inopportuna. E’ da almeno un anno che assistiamo ad una vera e propria excalation di interferenze della Chiesa nella vita degli Stati (non solo in Italia ma anche nella Spagna di Zapatero), interferenze che oltretutto mirano a negare diritti a categorie “non omologate” di persone (come i conviventi e i gay). E’ da almeno un anno che la Chiesa dimostra sempre più sordità di fronte ai drammi personali di molte persone (il caso Welby, per esempio) e che si limita a dire dei “no” senza proporre soluzioni alternative. E’ da almeno un anno che intellettuali e clero appartenenti alla cordata vincente fanno affermazioni in campo filosofico e storico a dir poco deliranti. In questo contesto, l’invito rivolto al Papa di parlare alla Sapienza non poteva non suonare come una provocazione.
Fra parentesi, si è trattato di un invito giunto dopo un invito, doveroso, che la Chiesa non ha fatto: l’invito al Dalai Lama ad incontrare il Papa.
Io non penso che la maggioranza di chi ha visto negativamente la visita di Pinuccio Ratzy alla Sapienza sia mossa da sentimenti antireligiosi e anticristiani. Se l’invito fosse stato rivolto al card. Martini o a don Ciotti o a don Andrea Gallo, nessuno avrebbe avuto alcunché da ridire.
Ma invitare la punta di un iceberg nel cui fondo ci sono le radici dell’ostilità verso idee e concezioni di vita diverse è stata, ripeto, una provocazione, voluta o no.
Inoltre, si è creata una situazione da cui il partito clericale avrebbe comunque tratto vantaggio: se il Papa fosse andato alla Sapienza, l’evento sarebbe stato mediaticamente propagandato come l’espugnazione di un’altra fortezza della cultura laica e scientifica; se invece, com’è avvenuto, il Papa avesse rinunciato, si sarebbe dato il via (com’è effettivamente avvenuto) al vittimismo e alle grida contro la persecuzione (lo sport preferito dai clericali).
Un’ultima cosa sulle proteste degli studenti dell’estrema sinistra. E’ evidente che, se la cultura laica latita nella difesa della laicità, questa difesa viene strumentalizzata da chi con la laicità non ha proprio a che fare. Forse (anche se la Storia non si fa con i “se” e con i “ma”) se intellettuali e politici laici avessero dimostrato fermezza nel difendere i valori della laicità anziché retrocedere e “in nome del dialogo” mandare in soffitta disegni di legge come quello sui Dico, l’invito-provocazione a visitare la Sapienza non sarebbe nemmeno stato rivolto e non si sarebbe creata una situazione da cui solo i clericali hanno tratto vantaggio.
La paura è probabilmente l’ultimo dei motivi che ha indotto il Papa a rinunciare.
Cavolo è andato persino in Turchia con tutte le minacce che gli piovevano addosso.
L’immagine del Santo Padre asserragliato e protetto dietro schiere di poliziotti, che impone il Verbo in un luogo laico, era proprio ciò che volevano creare gl’ignoranti facinorosi.
Hanno perso due volte, perché la Saggezza della Chiesa ha fatto rompere lo schema, e perché il discorso poi letto alla Sapienza era costruttivo per la libertà di tutti.
Paolo, io aggiungerei che gli ignoranti ed i facinorosi vogliono che TUTTI noi parliamo blindati e asserragliati protetti da cordoni di polizia.
Ecco perché bisogna mettere fine ad uno scempio che è tutto meno che democratico.
In un paese democratico, modi di contestare civilmente ce ne sono a bizzeffe. Invece casualmente le frange estremiste di sinistra (e talvolta di destra) utilizzano sempre il manganello agitato in ariao il “bullone a lunga gittata”… chissà come mai.
Scusa Kagliostro è da un po’ che volevo chiedertelo… ma questi manganelli che continui a citare… dove li hai visti precisamente?
“Hanno perso due volte, perché la Saggezza della Chiesa ha fatto rompere lo schema, e perché il discorso poi letto alla Sapienza era costruttivo per la libertà di tutti.”
Ricordo Guzzanti: “…che vuol dire… SAGGEZZA!”
Dai, la saggezza della Chiesa, per favore. Risparmiatecela.
Il discorso del Papa era cortese e conciliante, ma ribadiva il concetto per cui la sua presenza all’inaugurazione dell’anno accademico era incongrua: e cioè l’impossibilità di cercare una ragione a-storica, che sfugga alla tradizione (sottinteso: “giudaico-cristiana!!!” come ha urlato alla manifestazione il sempre più imbarazzante Ferrara).
Un’idea che rispetto e che Ratzy può dire quando e come vuole, ma che non dev’essere onorata da un’istituzione scientifica e laica.
Ahmadinejad per dire la sua alla Columbia University ha accettato di prendersi gli insulti e le domande imbarazzanti degli infedeli amerikani (”il grande Satana”).
Il Papa, in teoria, dovrebbe essere più pluralista e pronto al dialogo di un dittatore fanatico religioso.
1. ma come si può pensare che abbia un senso il dibattito in aula tra chi, come il Papa, afferma il connubio fede e ragione, e chi, come i 67 affermano l’ìincomunicabilità tra scienza e fede.
Tra chi, come Ratzy, valuta positivamente la figura di Galilei e chi, come Cini, afferma che Ratzy ha condannato ancora una volta, nel 1990, Galileo.
Sarebbe un dibattito tra sordi, tra suocera e nuora, uno dei due mente o non ha capito o non vuole capire (come autorevoli colleghi hanno detto a Cini).
Ho avuto l’impressione che il contrasto sia dettato da una questione accademica: lo scienziato non vuole sentire caxxi dal filosofo. Come, (chi era, correggetemi se sbaglio) Lavoisier che quando Napoleone gli chiese dove stava Dio nella ricerca scientifica, rispose, ah no Dio è fuori.
2. i collettivi avevano chiesto l’intervento dei centri sociali e alla prefettura sapevano che erano già organizzati pullman per portare gente da Torino, milano, Napoli, e cioè un altro G8. Ed hanno fatto sapere che si, Ratzy poteva partecipare, ma loro, la prefettura, non garantivano la piazza.
quindi, perchè non ammettere la saggezza del Papa?
non è Lavoisier, è Laplace….
Cachorro, il problema è che te sei del nord… anzi sei quasi tedesco.
Qui siamo in un altro mondo.
Solo a Roma un paio d’anni fa c’erano 36 centri sociali e come ti ho già detto, ogni facoltà conta la sua aluletta occupata. In più anche alcune scuole ospitano presidi permanenti.
E sono tutti collegati tra loro: ovvero, se qualcuno fa qualche cosa sgradita ad uno di questi collettivi, la “cellula” si attiva e scattano le “rappresaglie” di tutti gli altri.
E guarda che quando parlo di rappresaglie intendo proprio rappresaglie.
Ad aggravare il conflitto, il fatto che Forza nuova sta prendendo largo (alcuni anni fa tra centri sociali e fasci ci fu un allegro scambio di bottiglie incendiare) e le differenti posizioni sugli immigrati.
L’anno scorso sui giornali si parlò molto dell’aggressione fascista di quelli di forza nuova durante un concerto dei no-global (credo al pincio). Ecco cose del genere avvengono settimanalmente anche se i giornali non le riportano.
Insomma è una guerra fra bande e a farne le spese sono tutti gli altri.
Poi non so come state messi al nord, ma qui è così.
Ma scusa, tu non vai all’università? nella tua facoltà c’è o non c’è il presidio dei collettivi di sinistra con l’auletta occupata? ed il collettivo non è collegato con qualche professore che ha garantito per loro?
OT: Rob, ma con ’ste pubblicità di google si guadagna qualcosa? è una settimana che ho sporcato il blog e ancora non ho visto una lira. Non è che quei due baroni di (Sergey) Brin e (Larry) Page se stanno solo a fregà i soldi?
“Cachorro, il problema è che te sei del nord… anzi sei quasi tedesco.”
Semmai, sono quasi sloveno! Un quarto d’ora dal confine (che non c’è più)….
Comunque che a Roma ci siano “guerre tra bande” lo so. Qualche tempo fa un mio amico che studia là (peraltro comunistissimo) girava con suoi compagni di corso a San Lorenzo. Uno di questi aveva non so che maglietta comunemente associata ai pariolini, o ai fascisti, non so bene e dei ragazzi dei centri sociali hanno scatenato una rissa…
Da noi l’università è poco politicizzata, ovviamente ci sono i collettivi e anche i professori solidali ma non mi risulta nessun tipo di abuso; la politica universitaria “istituzionale” è generalmente dominata da CL e dalla lista teoricamente apolitica ma in realtà legata a FI.
Io comunque come studente di medicina vivo in un mondo a parte, ultimamente di politica ne ho fatta ben poca. Quando partecipavo di più ho conosciuto ragazzi sia della sinistra trotzkista RC che anarchici, gli unici che rompevano veramente i coglioni e che erano intolleranti, anti-democratici e talora violenti erano i Disobbedienti.
Per strada dominano i fasci, o almeno dominavano fino a qualche tempo fa; in genere come città è tranquilla (anche se l’elevata presenza di forze dell’ordine per i miei gusti raggiunge spesso lo stato di soffocante).
Resta il fatto che questi manganelli e questo “G8″ in previsione del Papa sono assolutamente ipotetici. Non credo si sarebbe parlato di grandi numeri di manifestanti e la sicurezza sarebbe stata sicuramente imponente.
Se volete chiamare “saggezza” il fatto che Ratzinger voleva evitare casini fatelo pure, ma almeno non mettete la “s” maiuscola.
E “opportunità” mi sembra un termine molto migliore.
Cachorro hai descritto molto meglio di me la situazione (magari la cosa accaduta al tuo amico è un po’ fuori norma pure per Roma ;)) .
E puoi capire che per uno che vorrebbe nel tuo “stato di polizia”, non è proprio bello ritrovarsi dall’altro lato della barricata.
Per quanto riguarda il Papa, non è un problema di “s” maiuscola o minuscola (pure per me ad es. è stata saggezza e non Saggezza). Però, come nel caso degli ebrei negli anni ‘30, non è un problema di ebrei, ma di nazi che non sanno stare a posto loro.
Adesso speriamo che la stessa mobilitazione si verifichi per TUTTI quelli che quotidianamente subiscono gli stessi attacchi (che non vuol dire che non si può contestare una visita o non si debbano avere idee diverse, ma che lanciare pietre e sfasciare vetrine non dovrebbe far parte delle cose tollerabili).
Minchia, a Treviso c’avete lo stato di polizia… beati voi ;))
Trieste! Non confondiamo.
A Treviso non c’è lo stato di polizia, sono dispiegate direttamente le armate dell’inferno guidate dal luogotenente Gentilini. Treviso sta all’Italia come Mordor sta alla Terra di Mezzo.
non mi leggo tutti i commenti, però dico che la vicenda è molto simile a quella di Biagi, adesso senza che sto a discutere se trattasi di censura o meno, ma chi gridò alla censura e all’editto bulgaro all’epoca dovrebbe parlare di censura anche adesso.
l’aggravante è che non ci stava striscia la notizia in qualche altra aula che obbligava a una scelta di palinsesto.
Paragonare 67 professori che scrivono una lettera ad un rettore per esprimere un aperto dissenso al proprietrio di 3 TV, che “controlla” altre 3 TV, capace di influire su un’altra TV privata… è una minkiata.
no è la stessa cosa, a Biagi proposero di spostare il programma in seconda serata, lui rifiutò e si gridò alla censura.
a me sembra molto molto simile come cosa.
Dai Astrolabio, puoi contestare l’uso del termine “censura” nel caso Biagi ma la similitudine è veramente forzata.
Tra l’altro, cose che non stanno ricevendo grande pubblicità:
a) i 67 professori quella lettera l’hanno scritta a novembre… non ricevendo neanche una risposta dal rettore (della serie: chi è che non vuole il dialogo).
b) http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2008/01/co_9_080117033.xml (della serie: chi è che difende la libertà di parola)?
E questo Maiani, a quanto pare, è un grande della fisica non un galoppino politico.
Censura un corno. Oggi il Papa ha continuato ad essere mediaticamete presente, come è stato e sarà sempre.
Sicuri che sti poveri censori non abbiano influito?
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=235447
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=235650
Per un’istante ho pensato che vi azzuffaste tirandovi i capelli!
Kagliostro è un pò confuso,descrive quei 100 sfigati davanti alla sapienza con questi epiteti:fascisti,nazisti,dittatori,teste di cazzo,coglioni,galoppini.A parte gli ultimi 4 aggettivi,che ci possono e ci devono stare,gli altri due sono fuor di dubbio “storicamente”di destra.Insomma, insegna la democrazia a senso unico.La democrazia vale solo quando il papa vuole parlare,perché lo sanno tutti che è censurato.Qualche ipocrita Neocon ha addirittura strumentalizzato il Dalai Lama ed ora che fine ha fatto?Per quanto riguarda questi personaggi il santo Lama potrebbe essere inchiappettato dietro un cespuglio. Quei 100 sfigati hanno dato visibilità a Ratzinger,infatti la manifestazione anticlericale non se la é cacata nessuno(invito uno solo di voi a citare una delle iniziative!),mentre il pope oggi é di gran moda.Ma non mi dilungo,se volete potete leggervi i miei post.
Per un’istante ho pensato che vi azzuffaste tirandovi i capelli!
Kagliostro è un pò confuso,descrive quei 100 sfigati davanti alla sapienza con questi epiteti:fascisti,nazisti,dittatori,teste di cazzo,coglioni,galoppini.A parte gli ultimi 4 aggettivi,che ci possono e ci devono stare,gli altri due sono fuor di dubbio “storicamente”di destra.Insomma, insegna la democrazia a senso unico.La democrazia vale solo quando il papa vuole parlare,perché lo sanno tutti che è censurato.Qualche ipocrita Neocon ha addirittura strumentalizzato il Dalai Lama ed ora che fine ha fatto?Per quanto riguarda questi personaggi il santo Lama potrebbe essere inchiappettato dietro un cespuglio. Quei 100 sfigati hanno dato visibilità a Ratzinger,infatti la manifestazione anticlericale non se la é cacata nessuno(invito uno solo di voi a citare una delle iniziative!),mentre il pope oggi é di gran moda.Ma non mi dilungo,se volete potete leggervi i miei post ed in particolere quello su mio nick.
free baccara online…
permeation Charleston steelers plainness democracies …