Never Forgive
Ci arrivo in una giornata particolarmente grigia. Il cielo è coperto e New York ricorda Londra in una delle sue peggiori giornate. Appena sbuco dalla subway vedo il ponte di Brooklyn in una delle tante immagini in cui sembra di essere finiti su un set cinematografico.
“Dove stiamo andando papà?” mi chiede mia figlia Chiara. Sono così orgoglioso di lei. Ha solo 7 anni ed in quattro giorni ha camminnato per chilometri senza mai lamentarsi. Le spiego nel modo più elementare possibile che stiamo visitando un posto dove una volta c’erano i due grattacieli più alti del mondo e che ora non ci sono più. All’inevitabile domanda a seguire (”Perchè non ci sono più?”) non so cosa rispondere. “Delle persone cattive le hanno abbattute“.
Percorro tutto il “City Hall Pk” rispondendo alle domande che le frullano per la testa. E’ sempre stata così… non si ferma mai alla superficie delle cose… Ma questa volta è più difficile risponderle. Non è semplice raccontare ad una bambina cosa sia stato l’11/9.
Eppure tutto intorno qualcosa sembra già raccontarlo. Forse è solo un’impressione ma NY qui è meno caotica, sicuramente meno chiassosa. Le persone camminano con un modo di fare “più raccolto”, come è raccolto il modo in cui ci si avvicina ad un dolore così forte.
Giusto il tempo di girare sulla Fulton St. e quello che vedo mi lascia senza parole. La cosa che colpisce di più di Ground Zero è l’aria. L’enorme spazio d’aria lasciato dai giganti caduti.
Entriamo nel WTC Path Station ed anche i bimbi smettono di parlare. Non che ci sia nulla di particolare. Alla fine per una persona che non sa cosa sia successo tutto quello che ci circonda sembra solo un cantiere.
Ma cè qualcosa nell’aria, il silenzio delle persone, cosa inimmaginabile nella grande mela, che fanno percepire che qualcosa è successo e che la gente non ha ancora dimenticato.
Le persone che si sono recate qui hanno perso le parole. Ci sono solo volti coperti di stupore e rammarico. Sono passati sette anni ma ancora una spiegazione non la si trova.
Mi giro verso il pannello che riporta i nomi delle vittime e per caso trovo Lucy, alla quale ho l’onore di conservare “eterna memoria“. Penso a lei e a quel giorno in cui ha perso la vita proprio qui insieme ad altre migliaia di persone. Penso alle migliaia di famiglie distrutte. Penso che potrei esserci stato io e che quei bimbi che ora mi stringono le mani non avrebbero rivisto loro padre. Perchè è successo?
I pensieri corrono veloci e sento un groppo in gola che non mi vuole abbandonare. Non si può raccontare un’emozione del genere. Torno con il pensiero al 1996 quando stavo lì sotto con il naso alzato verso la torre sud senza riuscire a vederne la fine. Era Agosto. Un agosto terribilemente caldo e avevo percorso la strada che divide Time Square dal WTC (per chi non conoscesse NYC è molta… moltissima). “Ci salirò la prossima volta” mi sono detto. Così… dando per scontato che ci sarebbe stata una prossima volta mentre ora le torri non ci sono più.
Voglio ricordarmelo.
Voglio ricordarmi di vivere così. Con la consapevolezza dell’importanza di ogni singola cosa che ci circonda. Perchè domani potrebbe non esserci. O potresti non esserci tu.
Lasciamo la Path Station e ci dirigiamo verso Wall Street, dove si è insediato George Washington, dove per la prima volta si è riunito il Congresso degli Stati Uniti d’America e sento un forte contrasto. Solo pochi metri separano l’inizio della Democrazia Occidentale ed uno dei più grandi sfregi da essa ricevuti. L’undici settembre ancora non mi ha abbandonato e tra pochi minuti apre il museo della memoria.
Quando ci entro mi si chiude il cuore. Ci sono divise di eroi insieme ad altri mille oggetti recuperati dalle macerie. Ci sono video che raccontano l’evento con la voce dei protagonisti. C’è il video del giorno dopo, quando migliaia di persone hanno sfilato con bandiere americane urlando “USA! USA! U S A!”.
Non lo so… faccio fatica a spiegarvi. Solo stando lì si può capire.
Quando sto per uscire mi accorgo che ho perso di vista per un attimo mia figlia. Mi giro e la vedo lì. Seduta sulla poltrona che sta di fronte alla parete con le fotografie delle vittime.
Sta piangendo. Verrebbe da dire che sta piangendo come un bambino ma non è così. Sta piangendo come un adulto perchè quell’emozione ha ferito anche lei. Ha ferito anche lei. Bastardi. Non vi perdonerò mai.
Anche lei, come tutte le persone che gli ingegneri dell’11/9 hanno voluto piegare nello spirito non si piegherà. Quell’evento è un germoglio in lei che fortificherà il suo valore della libertà e la sua forza nel difenderla. Ci sono io accanto a lei ed ha già smesso di piangere. Le dico che non succederà più e mi ripeto che l’unico insegnamento che voglio lasciarle è quello della libertà, del suo valore, di cosa è costata e di quanto sia importante proteggerla. Senza dimenticare.


20 comments
Beato te che sei negli States… Io non ci posso andare, altrimenti 1) non torno più 2) svaligio l’Apple Store
P.S.: me lo riporti un iPhone, vero?
In realtà sono già tornato …
Questo è un ricordo della settimana scorsa. Eviterò di raccontarti com’è l’Apple Store sulla 5th Ave 
UE’, allora bentornato!!
aspetto con ansia che carichi pure le foto su Flikr
E’ meraviglioso il tuo ricordo– condiviso con tua figlia che le torri non le ha mai viste. Il ricordo di quel giorno non mi abbandona mai e credo che rivivendo quella giornata riportiamo in vita anche chi non c’e’ piu’.
Grazie di cuore Maria Luisa
ecco: pensa a quale OPINIONE si può avere di tutte quelle jene che dopo tutti questi anni continuano incessantemente a starnazzare che “le cose non sono andate come si racconta”….
nonostante tutto…. ancora li a spargere spazzatura
e a me fanno una gran rabbia… e comincio a pensare che non basta avere braccia gambe e testa per ESSERE “UMANO”….
neanche certi rettili mi provocano tale ribrezzo….
freedom is not free
un saluto…
@ Gabbiano Urlante
Tra le jene starnazzanti ci metti pure i parenti delle vittime che non accettano una versione ufficiale lacunosa e menzognera?
Buona vita
@ Gabbiano Urlante.
Purtroppo è così… e le dietrologie ed i complotti si permettono sempre il lusso di sostenere follie lasciando l’onere della prova all’accusato…
@ George
Non è così ed in ogni caso in questo post non ho voglia di discuterne… o meglio… non ho voglia di discuterne proprio.
Ad entrambi consiglio la lettura di questo libro, vincitore del premio Pulitzer scritto da un liberal americano perchè è vero che la storia è molto più complessa di quella che è di dominio pubblico ma leggendo il libro si capisce la verità.
Ciao!
Spesso sono le versioni ufficiali a sostenere follie, mentre dall’altra parte spesso ci stanno persone (assimilate volutamente ed erroneamente ai “complottisti per hobby”)che fanno domande a cui non viene data alcuna risposta.
Leggerò anche quel libro.
Grazie.
Caro George,
è sicuramente vero che in molti casi alcune versioni ufficiali “fanno acqua”. E’ altresì vero che ogni caso che segna fortemente la storia e l’opinione pubblica è destinato ad avere complottasti come zecche. E’ vero perché queste persone non fanno “domande alle quali non viene data risposta” ma hanno la presunzione di affermare il vero senza provarlo e lasciando a chi sostiene una versione diversa e provata il compito di smentire.
Io non ho la presunzione di possedere la verità sull’11/9 anche se rido (a fatica ma rido) quando sento le versioni “non ufficiali” alla Michael Moore & c. Quello che però è sicuramente vero è che quel giorno sono morte molte persone. Sono morte più persone di quelle cadute durante lo sbarco in Normandia. Evento che ci ha liberato dalla dittatura del nazismo e del fascismo sul quale peraltro nessuno dubita l’esistenza…
Quelle persone sono morte e quello è il motivo per il quale piangeva mia figlia che a 7 anni è fortunatamente lontana dallo schierarsi al fianco degli americani o tra le fila dell’antiamericanismo.
Quello l’ha ferita e quello rimane qualsiasi sia il motivo/gruppo di persone che ha provocato quel delitto.
Non mi metterò a sfilare né il fioretto né la sciabola per aver ragione di teorie complottistiche o ufficiali. Ho abbandonato tempo fa la voglia di farlo. Mi tengo la mia idea e lascio a te la tua. E’ uno dei doni che abbiamo ricevuto da quello sbarco in Normandia.
Ciao!
Possedere la verità su questo tipo di eventi? Come si fa? L’importante è cercarla, anche con la consapevolezza che non la sapremo mai (aspetto che ci può far desistere da qualsiasi ricerca, come affermi tu); tuttavia converrai con me che è fondamentale proprio la distinzione tra chi “presume il vero” e chi pone questioni serie e, purtroppo, discusse con sufficienza da chi aveva il dovere di farlo.
Porre questioni serie è sintomo di rispetto per quelle vittime; chi non ha voluto affrontarle, presumendo una propria verità, in nome di chissà quale americanismo, si è rivelato il vero anti-americano, perchè nel frattempo, in base alle frottole su armi chimiche, su inventati finanziamenti ad Al-Qaeda mai provati ecc. ecc., ha scatenato una guerra, con ulteriori vittime… anche americane.
@ George
Quello che dovevo dirti te l’ho detto. Sul resto non mi avrai.
Ciao!
Sul resto non mi avrai… mah…
Ciao
..mah…
Non ho voglia George… perdonami. Ho così tanti caxxi per la testa che proprio non ne ho voglia.
non ho voglia di mettermi a discutere sulla verità o meno delle versioni. L’ho fatto 2.000.000 di volte e 2.000.000 di volte io e i miei 2.000.000 di interlocutori non avevamo basi sufficienti a farlo. Abbiamo discusso per ore difendendo il nostro credo.
Non ne ho voglia. Non mi interessa. E’ un argomento al quale non voglio dare nemmeno lo “status” di argomento.
Poi se vuoi (in un altro post… non in questo) parliamo anche per ore del percorso che ha portato all’11/9, degli errori che potevano essere evitati, del perchè è successo e del perchè non doveva succedere.
Dicutere del come siano crollate, perchè e dell’esistenza o meno delle armi chimiche mi annoia. Non mi interessa.
Spero non vorrai fucilarmi per questo ok
Ciao (e spero concluso l’argomento
)
Ho fatto il servizio civile, non so tenere in mano nemmeno una fionda, non preoccuparti
Volevo soltanto sottintendere che non era mia intenzione “averti”.. ;-b
Buona serata a te
lol
carissimo Robinik,
ritornato al computer passo subito a salutarti e a scusarmi per non essere passato da te per gli auguri di Pasqua. perdona il mio ritardo, dovuto anche ad alcuni impegni familiari durante le feste. E anche all’episodio che ha colpito la mia zona. ti abbraccio con immenso affetto e ci ri-sentiamo presto.
GB
Uè, viaggiatore della memoria…Un abbraccio di passaggio…
Nello stesso tuo 1996 io sulle torri ci sono salito.
Al tempo mi sembrava una cosa normale (lo era): vista dall’alto, simile a quella che ANCORA OGGI si può ammirare dell’Empire State Building, panorama stupendo, skyline a nord di Manhattan, piccolissimo scorcio di Battery Park e poi il mare a sud.
Ci sono tornato per altre due volte dopo l’11 settembre. Beh ti dico che non mi sento per niente fortunato ad essere stato sulle torri.
Come hai giustamente riportato tu, l’atmosfera a Ground Zero è surreale: in una città caotica come NYC, sembra quasi impossibile esista un posto con tanto silenzio (Central Park l’ho trovato più “chiassoso”), un posto che ti “rapisce” la serenità e la spensieratezza, anche se il WTC non l’avevi mai visto prima.
In fondo è giusto che l’atmosfera e le emozioni di chi transita siano condizionate, serve affinchè il ricordo rimanga per sempre vivo.
E alla domanda che Darryl Worley pone “Have you forgotten how it felt that day?” semplicemente rispondo “I’ve not forgotten”
Robinik, if you have not been keeping up with the case of Mikko Ellila in Finland, here is one link: http://www.samizdata.net/blog/archives/2008/03/the_fall_of_fin.html. I have also posted on it. Mikko was convicted essentially of “hate speech”, and ordered to burn the offending post - offensive to the North African Muslims and Middle Eastern Muslims migrating to Finland.
Hope you are well! I feel so woefully inadequate when I go to Mikko’s blog or to yours. In the United States these days, we are just busy learning enough Spanish to get by…
Stay well. A friend of mine was there just a few weeks ago speaking against Islamofascism and the spread of Islamic Imperalism. Small world isn’t it…