Blogging in a USA State of Mind

Caro Prof. Ichino, questa volta sbaglia…

Caro Prof. Ichino,
un dibattito imbarazzante tra Luca Barbareschi e Stefano Menichini, uno dei tanti in cui chi rappresenta quella che dovrebbe essere la mia parte politica mi piace meno di chi invece dovrebbe essere etichettato come avversario, mi fa tornare alla mente un post letto questa mattina dall’amico Mario attraverso il quale ho letto le motivazioni del suo “rifiuto”. In mezzo al disgusto e alla disillussione che ogni dibattito politico mi provoca ho assistito ad un esempio di prova di dialogo con tanto di onestà intellettuale naufragare in mezzo all’ignoranza e allo squadrismo politico ed ho ripensato a quel post e a quel rifiuto.


E’ difficile che io non sia d’accordo con Phastidio e lo stimo così tanto che quando capita penso che alla fine devo avere torto, eppure questa volta mi riesce più difficile perchè non sono assolutamente d’accordo con il suo rifiuto. Ad essere sincero nemmeno la sua lettera mi ha fatto cambiare idea.
E’ un peccatto perchè quando ho letto della sua candidatura ho vissuto uno dei pochi momenti di re-illusione nei confronti del vecchio amore della politica.
Quella candidatura faceva pace con una delle sue considerazioni che non ho mai condiviso. Lei la fece oltre due anni fa, la prima volta che mi capitò di ascoltarla nel corso di una conferenza trasmessa da Radio Radicale. Il suo assunto era più o meno il seguente:
Ho parlato più volte con leader politici (citò D’Alema e Prodi n.d.r.) che si sono dichiarati in sintonia con le mie convinzioni. Mi hanno spiegato, però, che le mie idee sono “troppo avanti” e che la gente non le capirebbe. Nello stesso ragionamento spiegava che era corretto che i politici non facessero proprie le sue proposte perchè la politica ha anche il dovere di generare il consenso mentre agli “studiosi” è lasciato il compito di analizzare e proporre soluzioni, anche se magari sono “troppo avanti”.

Non ho mai condiviso questa sua convinzione perchè non ho mai creduto alla politica come risultante delle analisi di mercato e dei sondaggi. Non ho mai creduto alle proposte politiche cofezionate come un prodotto che si appresta a sfidare le insidie del mercato dell’opinione pubblica e che viene tarato sulla “pancia” degli elettori o come conseguenza alle analisi delle sconfitte.
Ho piutttosto creduto che chi ha l’intelligenza per individuare la strada corretta da imboccare per risolvere un problema debba semplicemente avere il coraggio di esporla e la convinzione per promuoverla perchè la pancia della gente è sempre troppo impegnata a digerire delusioni e malumori per poter essere propositiva. Allo stesso tempo l’intelligenza che non arriva a proporre ha, a mio parere, una buonissima probabilità di capire la proposta corretta e se chi la detiene non la promuove è dura…

La politca ha la necessità di cercare il consenso ma non ha il dovere di farlo. Lo dico da uomo di marketing che non si stufa di ripetere che chi vuole promuovere quello che tutti vogliono e segue il “modus operandi” dominante non avrà mai il piacere di godere delle soddisfazioni dell’innovazione.

Ecco… la sua candidatura mi aveva reso felice perchè lei stesso rompeva questo schema deviante impegnandosi in prima persona ad essere il promotore di quello in cui crede. Ho anche sperato silenziosamente che i vincitori delle elezioni si riferissero a lei quando parlavano di “un ministero ad un esponente dell’opposizione”. L’ho sperato, lo confesso, anche come piccola rivincita degli insulti ricevuti quando, rompendo uno schema squadrista che mai mi avrà, ho più volte elogiato la sua figura promuovendo un dialogo che deve svilupparsi tra persone di buon senso e non all’interno di gabbie ideologiche.

Immagino che lei sia così impegnato da avere altro da fare che leggersi questo ormai troppo lungo post. Lo immagino anche se so che la sua disponibilità e la sua umiltà l’hanno portata ad accettare più volte un’intervista su questo Blog. Se però per caso capitasse da queste parti la invito a ripensare con estrema serietà al fatto che chi, come lei, ha senno, buon senso e idee valide ha il dovere, innanzitutto verso sè stesso, di promuoverle con tutte le forze e che, per quanto ragionevoli, le sue motivazioni non sono sufficienti a rinunciare ad un incarico grazie al quale lei avrebbe la massima probabilità di vedere realizzato quello in cui crede.
La prima volta in cui le ho scritto privatamente una mail mi disse che conordava con me sul fatto che “destra e sinistra” sono termini senza senso, fuori dal tempo. Prenda questa proposta come occasione per fare quello in cui tanto crede e come inizio di una nuova politica che va oltre le logiche di parte che hanno reso l’Italia quello che oggi è. In caso contrario sarebbe deludente assistere ad eventuali critiche rivolte a chi accetterà responsabilità verso le quali lei, oggi, si sottrae.

Buona Vita!
Rob

6 comments

1 Simone { 04.29.08 at 8:33 am }

Scriviamogli tutti, si convincerà. Speriamo almeno nella presidenza della Commissione Lavoro, sarebbe un bel segnale.

2 Davide { 04.29.08 at 5:57 pm }

…Non ho mai condiviso questa sua convinzione perché non ho mai creduto alla politica come risultante delle analisi di mercato e dei sondaggi…
…La politica ha la necessità di cercare il consenso ma non ha il dovere di farlo. Lo dico da uomo di marketing che non si stufa di ripetere che chi vuole promuovere quello che tutti vogliono e segue il “modus operandi” dominante non avrà mai il piacere di godere delle soddisfazioni dell’innovazione….

Capisci perché le urne non mi hanno visto in questa mandata elettorale? Io non sono per l’antipolitica, sono per “l’antipopolo di merda di questa nazione”. Mentre tu sei andato a votare il più populista tra i partiti che spesso ha sparato caxxate che vanno bene forse a Brescia o a Bergamo…

Ok: proviamo il federalismo fiscale, ma tutto il resto… mi cadono le braccia

Sai come la penso Rob che questo governo ha “l’ultima chance” in mano per rendere questo un paese moderno, ma modernità e Lega cozzano tra loro… E Della Vedova muto e zitto, anzi no… sbraita dall’enorme cassa di risonanza del suo blog

Mha…

3 Robinik { 04.29.08 at 8:21 pm }

Caro Davide,
come sai nemmeno io volevo votare e quindi capisco la tua delusione e la tua amarezza. Come sai l’ho fatto e come sai non è reato :)
Quando ho deciso di votare non sapevo che pesci pigliare. Ho scelto la Lega che non ritengo un partito populista.
La Lega, al contrario, è un partito molto pratico che parla dei problemi REALI della persone che vuole rappresentare e si impegna per risolverli.
Nel quinquennio 2001-2006 si è comportata correttamente facendo di tutto per realizzare quanto promesso, il più delle volte ci è riuscita.
Grazie alla Lega il governo Berlusconi ha varato riforme che magari all’opposizione non piaccione ma delle quali il PdL si vanta (Legge Biagi x ex.).
E’ dipinta come un partito estremista, un po’ macchietta e fino a quando la percepiranno così prenderà sempre più voti.
Le ideologie sono finite e la gente si accorge dei problemi reali: Possibilità economiche e sicurezza. La lega ha delle soluzioni non ideologiche e per questo attira consensi…
Sui temi della Lega ad oggi si vincono le elezioni (si veda Roma) …

In ogni caso… non voglio farti diventare leghista voglio solo dirti che la modernità cozza molto più con tutti gli altri partiti ;)

Per il resto speriamo… questa è l’ultima occasione per governo ed opposizione di non essere spazzati via…
Della Vedova poi cosa deve fare porello? Per fortuna c’è

Ciao!

4 Cachorro Quente { 04.30.08 at 12:18 am }

La Lega mi ricorda quel film di Alberto Sordi (credo “Il vigile”) dove un politico si lamenta del maltempo, dicendo: “Se straripa il Tevere, il comunista gode”.

Le mutazioni del panorama globale, le migrazioni, la globalizzazione, il confronto con culture diverse, la crisi del welfare-state e la riduzione del potere d’acquisto, lo spostamento dell’asse economico verso oriente sono processi ineluttabili e ubiqui in tutto il mondo. Il fatto che siano o meno “i problemi reali della gente” non cambia il fatto che la Lega, al riguardo, non ci possa fare niente, per quanto possa essere brava a giocare su queste paure e per quanto bene possa essere radicata nel territorio.

Di conseguenza, tornando a Sordi e seguendo il tuo ordine di idee, non capisco perchè tu non abbia votato il PCI per tutti gli anni ‘80. Con la differenza, ovviamente, che il PCI stava alla Lega come Marlene Dietricht sta a Loredana Lecciso (?).
Tu dici: “soluzioni non ideologiche”, io invece non vedo sinceramente cosa ci sia di non ideologico nella Lega, a parte il pragmatismo e l’efficienza delle amministrazioni locali (ma, di nuovo, allora perchè non votare PCI?). Ideologica è la lettura del fenomeno dell’immigrazione, ponendo risalto sul finto problema dell’Islam (con tanto di passeggiate col maiale: ma non ti fa neanche un po’ schifo quel porco, nel senso di Calderoli?) sulla scia della letale Fallaci, quando è evidente che gli extracomunitari più sono osservanti musulmani meno rompono i coglioni. E parlando di criminalità, è un fenomeno stabile dai tempi di Caino e Abele, il fatto che la Lega sia riuscita a convincere gli italiani che dipende dal “lassismo” della sinistra è un successo solo in termini gramsciani di egemonia culturale, non certo un grande merito per un liberale. Io che liberale non sono poi tanto l’egemonia culturale la rispetto, se non fosse che è stata conquistata con il barbatrucco. Per quanto riguarda il tanto decantato federalismo fiscale, per quanto ne posso capire mi sa tanto di sparata demagogica.

5 Robinik { 04.30.08 at 9:42 am }

No dai… non parliamo della Lega qui :P

6 Robinik { 05.01.08 at 12:56 pm }

Pubblico qui per tutti la risposta di Pietro Ichino inviatami via mail:
Caro Roberto,
ho letto il post. Dovendo rispondere ad altre centinaia di messaggi, non posso dilungarmi; ma spero di essere capace di rispondere coi fatti, nei mesi (e anni) prossimi.
Grazie del messaggio e dell’attenzione!
Pietro Ichino

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