Unfit
Ascoltare ieri sera il neo-presidente della Camera Gianfranco Fini è stato a tratti imbarazzante. Si vorrebbe scusarlo pensando che durante il week-end a Capri un’insolazione abbia combinato qualche pasticcio ma il timore è che, a sostegno di teorie che suonerebbero male in bocca ad un politico qualsiasi e suonano peggio se sentite dalla terza carica dello stato, ci sia semplicemente l’evidenza di un’inadeguatezza culturale. Lasciamo perdere, per amore di brevità, i continui richiami alla necessità dello stato di svolgere “funzione pedagogica” e andiamo al punto più dolente.
All’interno della discussione riguardande i fatti di Verona Fini ha in prima battuta condannato senza se e senza ma gli aggressori (vorrei vedere il contrario..) salvo poi esibirsi in improbabili distinguo sul parallelo, da lui stesso giudicato imparagonabile, con i fatti di Torino. L’apertura è causa di eritema cerebrale: Secondo il Presidente della Camera i ragazzi di Verona “non hanno valori, non hanno riferimenti e non hanno riferimenti ideologici”. Si fa fatica a stare seri. Ragazzi con riferimenti ideologici, culturali e con valori (seppur discutibilissimi) più definiti dei naziskin sono difficili da definire. Sono figli non solo di una delle porcate ideologiche derivanti dal Socialismo (Comunismo, Fascimo e Nazismo) ma sono anche pregni di una distorta e demenziale cultura dell’ordine e del rigore morale che una certa destra, di cui Fini ha fatto e fa parte, non ha mai condannato a dovere. Condannarli anche in tal senso invece di voler sciacquarne le connotazioni sarebbe stato preferibile.
Il peggio però arriva nella frase sul paragone con le bandiere bruciate: “Quei fatti sono ancora peggio”.
Basterebbe spiegare al Presidente della Camera che bruciare una bandiera non può essere peggio del togliere la vita ad un ragazzo ma vogliamo andare oltre spiegandogli un elementare concetto di libertà. Quella stessa libertà che ha provato a teorizzare zoppicando, quella libertà che da sempre abita nel paese la cui bandiera è stata bruciata.
Non serve recarsi negli Stati Uniti per sapere che per gli Americani la loro bandiera è un vero feticcio. Ogni palazzo, strada o quartiere la espone con fierezza. Eppure bruciare la bandiera Statunitense non è considerato reato negli USA. Le condizioni poste per farlo liberamente sono solo due: Si deve essere proprietari della bandiera e si devono osservare rigorosamente le norme antincendio. Dietro queste regolette che posso far sorridere l’acculturato europeo abituato a teorizzazioni giuridiche di spessore più elevato sta il segreto della libertà. Sei libero di pensare ciò che vuoi, sei libero di disporre ciò di cui sei proprietario a patto di rispettare gli altri. Grandioso.
L’ho imparato, a fatica, nel museo della Libertà di Chicago dove questo concetto, illustrato con le fotografie di giovani contestatori che bruciano la old glory, sta a fianco di una bandiera salvata dalla strage dell’11/9. E’ quello il luogo in cui viene spiegato quanto importante sia il fatto che qaulcuno abbia il diritto di manifestare le proprie idee.
Ecco… vorremmo tanto che Gianfranco Fini si fosse nutrito di questi concetti elementari prima di candidarsi alla Presidenza della Camera. Avremmo preferito sentire un Presidente che, motivando il proprio sacrosanto dissenso nei confronti dell’antisemitismo e dell’antiamericanismo (dissenso che qui è di casa) non avesse rinunciato ad un briciolo di onestà intellettuale. Avremmo preferito non sentire quella frase “Quei fatti sono molto più gravi” perchè è semplicemente inspiegabile, così come la sua nomina.
Certi della spazzatura ideologica che abita tanto i naziskin quanto i “burner” rossi abbiamo il motivato timore che il sonno della ragione continuerà a generare mostri.
Buona Vita!
Update: Lettura Consigliata


24 comments
immagino che per fini sia indispensabile per qualificare un omicidio “politico” che sia compiuto da iscritti di partiti politici in regola con i pagamenti delle relative tessere di partito, compiuto con manganelli e spranghe riportanti il logo originale del partito (non schifezze taroccate cinesi), nei confronti di iscritti regolari di altri partiti politici,
nell’ambito di sezioni ufficiali dei medesimi partiti,
meglio se facenti parte dell’arco costituzionale e rappresentati in parlamento
perchè in caso contrario potrebbe insorgere qualche dubbio di politicità.
ma insomma: ’sto tizio col codino poteva andare a rompere i coglioni a qualcunaltro invece di sollevare tutto ’sto casino?
Si… e poi mi piacerebbe che i naziskin dicesero a Fini cosa farebbero con una bandiera di Israele tra le mani…
Mmmhhh, anche se non mi piace, per una volta non sono molto d’accordo con te ;)))
Ieri sera non ho sentito Fini e mi fido del tuo giudizio su quella frase su Torino.
Però non credo che l’omicidio di Verona c’entri moltissimo con l’appartenenza politica dei 3 pezzi di merda.
Non fraintendiamo: indubbiamente il fasci-nazismo è pieno zeppo di violenza e farebbero bene a chiudere i centri sociali dei naziskin e ad arrestarli tutti (così come quelli degli ultras e dei comunisit), ma qui credo che ci troviamo di fronte ad altro.
A leggere le cronache e stando a quello che ha detto l’amico del morto, è difficile trovare un movente politico all’aggressione.
Io un episodio del genere lo metterei più in quella cosa che i giornali si ostinano a chiamare “bonariamente” bullismo.
Bonariamente perché da un po’ di tempo a questa parte episodi del genere (soprattutto stupri) se ne verificano in modo impressionante e quindi sarebbe ora di smetterla di affibbiare un termine semplice come bullismo per spiegare violenze di queste proporzioni.
E’ che lo stato più che educare, “diseduca”: questi 3 erano già all’attenzione della magistratura e mai una volta che si sia preso un provvedimento nei loro confronti. A lungo andare ci scappa il morto.
Per quanto riguarda le bandiere bruciate, penso che Fini si riferisse alla mentalità politica che c’è dietro. Ovviamente ha sbagliato a paragonarle visto che poco prima aveva detto che non era possibile farlo (e cmq paragonare un ragazzo morto ad una bandiera bruciata è inaccettabile), ma i fatti di Torino sono preoccupanti tanto quanto quelli di Verona.
Quelli di Torino per le dimensioni massicce delle “bande rosse” che sono una vera e propria organizzazione sul territorio nazionale ed europeo che alimenta un circuito dell’odio da cui partono atti di violenza politica molto gravi (per non parlare delle neobrigate rosse che sempre da lì nascono).
Quelli di Verona sono altrettanto gravi perché, a mio modestissimo parere, nascono da qualcosa che ancora non riusciamo a comprendere. Pestaggi, droga, stupri, alcolismo, bande di teppisti giovanissimi, violenze inaudite su handicappati… ovviamente qualcuno trova valvole di sfogo in una cultura criminale come quella nazi-fascista, ma quanto accaduto a Verona mi sembra c’entri marginalmente con gli istinti criminali di questi mostri.
Sì, è vero, mi mette più paura Verona che Torino perché nel secondo caso mi “consolo” pensando che basterebbe chiudere i centri sociali per far terminare quella “mafia”. Nel primo caso invece mi sento disarmato perché anche mettendo in galera tutti i naziskin(magari nelle stesse celle dei “compagni”), credo che rimarrebbe quel qualcosa che spinge i più giovani ad una violenza totalmente irrazionale.
Insomma non so se mi fanno più impressione le bombe carta che vengono mandate alle stazioni dei carabinieri, oppure ’sti matti, cani sciolti disadattati. Il nazifascismo per questi mi sembra più un approdo che una partenza.
PS: spero di non essermi spiegato male, ma i fatti di Verona m’hanno lasciato interdetto sia per quel poveretto, sia perché faccio fatica a dar loro come spiegazione quella della matrice politica.
Minchia quanto è venuto lungo il mio commento…
Vabbé lo uso per il post di domani ;)))
il tutto comunque è nato dal solito modo di trattare le notizie dei giornalai di casa nostra.
detto questo, pur avendo io un’opinione diversa dalla tua sulla faccenda, voglio solo ricordare che quando fu rilanciata dalle prime pagine dei giornali la vicenda di Verona, il primo a parlare fu Veltroni, tacciando quell’episodio di una inesistente connotazione politica.
Da lì tutti si sono sentiti autorizzati ad associarvi anche i fatti di Torino.
giusta, secondo me, quindi, la precisazione di Fini.
politicamente parlando, i fatti di Torino sono più gravi di quelli di Verona, che pur richiedono delle risposte sociali, ma che non possono esser paragonati agli altri sul piano politico!
spero d’esser stato chiaro…insomma!
ciao Rob
Marco
@ Marco
Io ho visto la trasmissione non mi sono basato sui “giornalai” e quando Fini ha detto quella frase mi si è gelato il sangue.
Il fatto non è dare o meno connotazione politca agli episodi (e qui rispondo a K) ma esprimere un concetto in qualità di terza carica istituzionale che può essere riassunto in “Gli episodi di Torino (e quindi le badiere bruciate e quindi la connotazione politica) sono più gravi rispetto all’episodio di Verona (e quindi l’uccisione di un ragazzo con o senza connotazione politica)”.
Per assurdo si finisce a dare connotazione politica anche all’episodio di Verona. Episodio che in ogni caso una sfaccettatura, se non una connotazione, politica ce l’ha. Non ho visto nessuno (a destra) dopo il G8 limitarsi a definire quei coglioni come teppisti senza appiccicarci il bollino rosso.
Ecco… questo è il ragionamento che si riassume nel titolo: unfit… inadatto…
P.S. Politicamente poi (sempre @Marco) sono comunque convinto che l’episodio di Verona sia più grave. Per quanto lo trovi intollerabile non vedo nessuna violazione di nessuna libertà nel bruciare una bandiera. Violare una vita credo sia peggio… “just a bit”
@ K
Oltre a quanto detto a Marco a me interesa poco stabilire se il nazifascismo sia una partenza o un arrivo. Mi sembra chiedersi se sia nata prima la gallina o l’uovo. Mi preoccupa molto di più che approdo o arrivo che sia, riguarda uno stagno culturale alimentato da destra… anche con l’atteggiamento di chi vuole sminuire, scollegare o condannare “episodi più gravi”.
Un Presidente della Camera a poche ore dalla morte di un ragazzo dovrebbe colegare il cervello e scollegare l’opportunismo… che la campagna elettorale è finita…
rob, non per fare il saccente, ma c’è un articolo del codice penale che considera reato il vilipendio di una bandiera di un paese estero: e bruciarla mi pare alquanto irriguardoso! di liberà, quindi, semmai ce n’è un eccesso.
e se è consentito è solo perchè ancora lo si considera espressione di un proprio pensiero.
ma quel pensiero altro non è se non la concretizzazione di un preconcetto ideologico.
infarcito di politica!
io comunque condivido ciò che dici.
mi sarebbe stato bene però in un’altra situazione.
in questa invece c’è stata la meticolosa ricerca della bagarre.
colpevole Fini che c’è caduto dentro.
ma non riesco a vedere come del tutto sbagliate le sue dichiarazioni.
per me quello di Verona rimane un fatto di cronaca.
quello di Torino, come fu per Genova, invece ha un suo collegamento necessario col mondo dei movimenti politici.
è innegabile.
detto questo, poi, si può discutere sul fatto che vivere in mezzo a neofascisti ti istighi non poco ad esser violento in ogni situazione, ma…c’è un MA:
credo che quando agiamo siamo solitamente spinti da uno scopo.
se quello scopo non è politico, non vado certo ad appiccicargli un bollino colorato.
tutto qui…
PS: è scontato che la graduatoria sulla gravità dei due fatti sia inopportuna.
ma se uno ti fa tutta una bella prolusione sul background culturale eccetera eccetera, allora beh…è più grave si una bandiera bruciata, perchè richiama molti più morti di quanti si possano contare nelle cronache dei giornali…
Boh, io ho provato pure a pensare che avrei scritto se 3 no-global avessero ammazzato di botte un pariolino perché gli aveva negato una sigaretta, ma sinceramente anche in quel caso non mi verrebbe in mente di parlare di delitto dovuto all’ideologia marxista.
Ovviamente direi che fare uso di violenza nelle manifestazioni poi ti fa sembrare che con la violenza si risolva tutto, ma più di questo sinceramente non andrei.
Altrimenti finiremmo in una pericolosa spirale di stereotipi che sinceramente non mi sembra molto corretta.
Giusto spazzare via nazifascismo e centri sociali, ma se un no-global ruba una macchina o stupra una ragazza, il legame con la politica magari c’è, ma meno netto di quanto appaia.
E cmq è molto differente dal caso di Genova o di Torino dove quei crimini erano dovuti proprio all’idea politica e quindi ad un insieme di idee condivise da una grande numero di persone e molto più pericoloso che non un caso isolato.
Anche se, ripeto, quello di Verona per me non è affatto un caso isolato, ma l’ideologia politica c’entra poco.
K, ce la intendiamo su questo eh…
Invece io condivido il tuo post. Questo è un post da Robinik
Ciao fratello!
D’accordissimo con te. Imbarazzante è l’aggettivo giusto. Oramai le spataffiate dei Nostri non si contano più. Resta solo un gran dolore per Nicola Tommasoli.
@ Cape Thx
@ K
Io se tre no-global avessero ucciso un pariolino un pensierino a Bertinotti che li coccola l’avrei fatto. Detto questo ribadisco che disquisire se i fatti di Verona abbiano valenza politica significa solo “ciurlare nel manico”. Basterebbe (in linea logica volta al solo metodo scientifico) immaginare cosa ne fanno di una bandiera di Israele quei naziskin per terminare i volteggi finiani.
Io dico che è inacettabile che un PdC si permetta di dire che una bandiera bruciata è peggiore di un ragazzo morto qualsiasi sia il reagente contestuale al quale sottopone i fatti (morale, politica ecc. ecc.).
A me che i fatti di Verona abbiano o meno connotazione politica interessa poco. Se qualcuno mi dicesse che sono la risutante “della vittoria delle destre” mi metterei a ridere così come ho riso (dalla disperazione) quando Fini ha voluto neutralizzare la loro imbarazzante casacca…
@ Marco
Esiste anche un articolo del codice penale che vieta l’omicidio…
In ogni caso ti sei risposto da solo: il paragone tra i due fatti è inaccettabile. Per il resto ho gà detto a K
P.S. Lo so che esiste il reato per la bandiera. Io ho espresso il mio parere a riguardo…
Ciao!
@ Arca
Concordo… (e grazie )
Boh, io ho sempre pensato che la strage di Columbine non fosse colpa di Bush o dei videogiochi, ma del fatto che al mondo esistono persone psichicamente folli e che a seconda del luogo dove si trovano tendono ad usare gli “strumenti” che permettono loro di compiere crimini tanto efferati per soddisfare la loro crudeltà.
In qualsiasi sistema gli elementi fuori controllo esistono sempre, indipendemente dalla cultura.
Però trovo francamente difficile considerare la strage di Columbine una cosa più pericolosa per gli americani che non l’antiamericanismo stesso o il fiancheggiamento al terrorismo.
E almeno fino adesso a me sembra che questi matti siano un gruppo minuscolo (anche se in netta crescita).
Ovviamente cose come la strage di Columbine o il massacro di Verona lasciano il segno più di una manifestazione di no-global o di una città messa a ferro a fuoco.
Ma mentre il fiancheggiamento al terrorismo si può combattere perché è figlio di una certo logica e soprattutto è un sistema che tende ad espandersi ed ha determinate regole (ogni no-global è sempre inserito in una struttura che lo protegge, gli dà un avvocato e magari lo nasconde pure), per i matti come quelli di Verona non serve a niente un Fini che si scusa o che prende le distanze. Quelli sono fuori dalla logica.
Un pazzo è un pazzo: uno che ammazza un’altra persona perché non gli offre una sigaretta non credo possa dipendere dal fatto che Fini non si sia scusato abbastanza.
PS: i no-global qui a Roma stai sicuro che non ammazzano un pariolino. C’avrebbero troppa paura di far fuori il figlio di Bertinotti stesso ;)))
Da leggere anche il pezzo sul Giornaleche ovviamente sarà anche di parte, ma fissa qualche punto fermo sugli “skinheads”.
Che poi, per carità, lungi da me sminuire il fenomeno della violenza, ma capire da cosa dipende è fondamentale tanto quanto non mandare in prigione un innocente.
[...] up sul tema: - Unfit (by Robinik) - In difesa di Gianfranco Fini (by il Pensatore): contiene anche il video di Porta a [...]
quoto Kagliostro nel commento numero 3 in tutto.
GB
leggendo i titoli dei giornali anche io avevo interpretato come te le parole di Fini e c’ero rimasta piuttosto male. Ma poi ho guardato la puntata di Porta a Porta sui Rai click e ho ascoltato con attenzione tutto quello che ha detto e devo dire che per me Fini ha ragione. Non ha affatto messo le due cose sullo stesso piano, non ha usato lo stesso metro per valutarle. Ha chiarito molto bene che la “maggior gravità” stava nel fatto che dietro l’aggressione di Verona (che ha condannato in ogni sua frase) ci sia un gruppo di violenti con le teste vuote e come invece dietro chi brucia le bandiere di Israele ci sia un movimento politico che fino a poco tempo fa era rappresentato in parlamento. Penso che credere che per Fini una bandiera abbia maggior valore della vita di un ragazzo denoti una certa malafede o disattenzione.
OT: Rob ho fatto quella cosa usando il tuo link. Mi ero pure segnato il codice a parte in caso l’avesse chiesto durante la procedura di registrazione, ma non l’ha chiesto.. speriamo che l’abbia preso.
PS: finalmente sono anch’io un cliente millebolle (proprio il giorno che m’hanno tolto l’ADSL, ma tant’è… ;)))) )
@ K
Mi è arrivata 2 minuti fa la conferma del referral
Grazie mille!
io sono in disaccordo sulla graduatoria, d’accordo sulla considerazione politica finiana. non è che queste considerazioni si possono fare dopo e invece subito dopo il fatto no, è ipocrisia a mio parere.
In ogni caso vorrei sottolineare l’ennesima manovra della sinistra che sta tentando di attribuire il fatto al clima razzista della città per dare la colpa a Tosi, sindaco della Lega. Non ho parole.
Benissimo così! tra l’altro ’sto coso è una figata incredibile. Manca solo il pulsante per bombardare Cuba eppoi c’ha tutto ;)))
PS: ovviamente visto che ci devo lavorare mi affido alla tua solita iper-discrezione. Mica siamo vischiani noi ;)))
Ciaoooooo
Quoto in pieno il tuo post Robinik!
Anche a me ha dato fastidio. E anche io trovo assolutamente illiberale che uno non possa bruciare una bandiera legalmente acquistata.
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