Censura rossa
Loro dicono che l’11/9 l’ha fatto il mossad e tu devi stare zitto, sennò sei un servo del sistema
Tu dici qualcosa che a loro non va bene e questi mettono in mezzo gli avvocati
Oddio, e ora torna pure Santoro…
September 8, 2006 17 Comments
L’uragano Latrina
Evviva, abbiamo un altro Fahrenheit 9/11. E’ “When the levees broke: a requiem in four acts” di Spike Lee. Il contenuto del polpettone - quattro ore e cotica di documentario - è arcinoto, e qui lo si ricorderà sommariamente: l’anno scorso a New Orleans c’è stato l’uragano, gli argini non hanno retto, è morta un sacco di gente e la colpa è di quel porco di Bush e dei suoi amici neocon. La stampa mondiale - quella italiana in testa - ha fatto la solita gara a spompinare Lee (approfittando della contemporaneità del lancio del film di Stone sull’undici settembre, da stroncare senza alcuna pietà perché mica puoi fare i film sul terrorismo islamico dicendo che effettivamente i terroristi sono stronzi e pensare di passarla liscia, no no no). Si vedano i quotidiani di oggi - Repubblica, Liberazione e Unità su tutti: c’è anche il manifesto, chiaro, ma qui si preferisce ricordare di quando, l’anno scorso, scrissero che Bush aveva usato Katrina per fare puilizia etnica a New Orleans. Quello che nessuno però dice - e qui il parallelo col panzone maledetto si fa più stringente - è che il film di Lee, come peraltro larga parte delle opere partorite a gettone per sostenere una tesi con piglio e argomentazioni da talebano, è una sequela di balle di clamorosa portata, imbarazzanti forzature e omissioni interessate. Segue breve ma succoso elenco.
- Il sindaco Ray Nagin - la cui incompetenza è stata ampiamente dimostrata dai fatti - è presentato come l’eroe della situazione: giova ricordare che il Nagin: a) dispose l’evacuazione dei quartieri a rischio della città 24 ore prima dell’arrivo di Katrina nonostante Bush glielo avesse chiesto invano da giorni; b) che il Comune di N.O. non si era mai sentito in dovere di predisporre un piano anti-uragano nonostante il rischio fosse reale da anni; c)Nagin ne ha dette di ogni a Bush perché sosteneva di non avere mezzi per evacuare la gente: e invece li aveva, solo che non li ha usati; d) . Giova anche ricordare che Nagin è - al pari del Governatore Blanco - espressione dei Democratici, e questo chiude la faccenda.
- Lee dà conto delle teorie secondo le quali gli argini sono stati intenzionalmente fatti saltare (e si torna alla storia dle manifesto) senza preoccuparsi di smentirle o, quantomeno, di confutarle. Sarà perché ci crede.
- Lee enfatizza come - ovviamente per colpa di Bush - dopo l’uragano si sia scatenata la più grossa ondata (scusate il calembour) criminale a memoria di niuorliansese: peccato che contemporaneamente la polizia spieghi questa cosa qua
- Il massimo referente politico di Lee è Harry Belafonte, ripreso mentre parla male di Bush insieme a Hugo Chavez, noto difensore dei diritti umani
- Non si fa menzione di tale William Jefferson: costui è da sedici anni membro del Congresso per conto di New Orleans, e l’unica cosa che si ricorda abbia fatto riguardo all’uragano - invece, tanto per dire, di controllare gli argini, organizzare le simulazioni pre-impatto o altre cose utili - è stato precipitarsi in città a disastro avvenuto (a bordo di un furgone della Guardia nazionale, che stile) per mettere in salvo elettrodomestici e altro mobilio. L’uomo - che l’Fbi ha documentato essere uno dei tangentari più impenitenti della storia americana - è però Democratico e membro del Black Caucus. Ergo, silenzio.
- Sfanculare Bush “perché non ha messo piede a N.O. dopo Katrina” è una bestialità: l’avesse fatto, le già insufficienti forze dell’ordine disposte dal governatore della Louisiana in città sarebbero stae completamente assorbite dalla sicurezza di Dabliu, e sai che bel casino che succedeva.
- Si manda in culo a più riprese Condoleezza Rice che fa compere mentre la gente soffre. Certo, la Rice è segretario di Stato (e pertanto ha mansioni che con la protezione civile c’entrano quanto lo scrivente con la pesca sportiva) ma di ricordare questa cosa non pare il caso: come se in Italia ci fosse un terremoto e la gente si incazzasse con D’Alema.
Forte di tanto prodotto, il regista si augura che il film “sia mostrato nelle scuole”. Come se il Camera Fabietti non bastasse
Ultima noterella: l’epocale e coraggioso film di denuncia sociale in questione che tanto gioverà al risveglio democratico delle coscienze intorpidite da anni di edonismo reaganiano e immoralità diffusa è stato realizzato con i quattrini della Hbo, l’impegnata emittente che ha rieducato le trentenni del pianeta spiegando loro che per emanciparsi davvero non devono più nemmeno sposare Simon Le Bon, basta si comprino un paio di scarpe.
ps che c’entra poco: voi non so, ma io questo lo vorrei menare.
Sullo stesso Tema (segnalato da Robinik):
Lexi Amberson: Cinema e Realtà
UPDATE!!! E qui si consuma lo sconcio finale
September 2, 2006 65 Comments
La turpe egida/2
August 26, 2006 5 Comments
La turpe egida
Con gente così siamo in una botte di ferro
August 24, 2006 7 Comments
Mao più senza
Epocale pezzo di Rina Gagliardi sul domenicale di Liberazione: la vestale del giornalismo progressista riscopre Mao Tse Tung e il basilare contributo dato dal maoismo al risveglio delle coscienze democratiche negli anni belli. «Certo», ammette la Gagliardi, «sottovalutammo gravemente i costi umani - e sociali - della rivoluzione culturale» ma vuoi mettere. Loro volevano cambiare il mondo, e Mao era l’unico «leader libertario capace di scatenare l’iniziativa di massa contro le gerarchie calcificate, di mettere in discussione la sacralità del partito, di pensare alla rivoluzione permanente». E poi, che belle cose che c’erano scritte nel Libretto rosso, che belli gli slogan tipo “Bombardate il quartier generale”, che belli i dibattiti nelle università occupate sulle possibili applicazioni del pensiero del Grande Timoniere nella corrotta società occidentale. Per tacere del decisivo contributo dato dal maoismo alla causa della «liberazione della donna» e alla fine della «mortificazione dei contadini».
La stagione del maoismo all’italiana pertanto fu, in ultima analisi «uno straordinario ingrediente dei nostri bisogni di cambiamento». E non si venga a ritirare in ballo la solita storia dei milioni di morti ammazzati. I costi umani - e sociali - loro li avevano sottovalutati. E mica li vorremo mettere in croce per una sciocchezzuola del genere.
August 21, 2006 20 Comments
Idioti (istruttive letture per il weekend)
August 19, 2006 4 Comments
Il militare ignoto
Dice oggi Paolo Cento, che per chi se ne fosse scordato è sottosegretario dell’economia, che “la missione italiana in Libano deve essere di pace e nel rispetto della risoluzione dell’Onu: per questo è meglio che i militaristi che continuano a pensare ad una missione italiana come ad una missione militare offensiva tacciano ed evitino di esporre i nostri soldati a rischi e pericoli”. La linea è la stessa dell’ultrasinistra, che adesso dice bella la missione di pace, andiamo lì a portare solidarietà figurarsi non dico di sparare ma nemmeno di portar via i razzi ai terroristi.
Peccato solo che a leggere bene la risoluzione Onu che tutti ora citano manco fosse il Vangelo, al paragrafo otto c’è scritto testualmente che la forza multinazionale avrà, tra gli altri, il compito di perseguire il “full implementation of the relevant provisions of the Taif Accords, and of resolutions 1559 (2004) and 1680 (2006), that require the disarmament of all armed groups in Lebanon, so that, pursuant to the Lebanese cabinet decision of 27 July 2006, there will be no weapons or authority in Lebanon other than that of the Lebanese State”
Ecco, chi glielo va a spiegare?
August 16, 2006 10 Comments
Hanno fatto il culo a Fidel
No, sul serio.
August 9, 2006 13 Comments

