Blogging in a USA State of Mind

Category — Comunisti

Non c’è limite al peggio

Non pensavo che qualcuno avesse ancora il coraggio di promuovere certi concetti e nemmeno che fosse così folle da proporli nello stesso stile di allora. Da leggere l’articolo di Fausto Carioti del quale però non condivido il finale. I precendenti illustri di Sanguineti (Potop, LC, PL, Autonomia ecc. ecc.) usavano le stesse parole. Vendevano lo stesso odio.

Buona Vita…

January 6, 2007   4 Comments

Dialogando su Destra e Sinistra…

La scorsa settimana sono stato in visita da clienti in Emilia-Romagna. Il tempo di percorrenza del tratto Bologna-Imola e l’attesa in sala d’aspetto mi hanno dato l’occasione per dialogare con il nostro agente di zona su alcune considerazioni di carattere politico. La discussione partiva da una mia affermazione che più o meno suonava così:

Per quanto possa essere partorita con buonissimi propositi l’idea che lo Stato possa assolvere alla funzione di fornitore di servizi che non siano la tutela dell’ordine pubblico e la sicurezza è destinata a peggiorare i problemi che si propone di risolvere o nella migliore delle ipotesi a fallire

Abbiamo quindi parlato delle varie casistiche. Dalle baby-pensioni nate per creare lavoro e finite per diventare un fardello insostenibile del servizio di previdenza al discorso sugli investimeti nella ricerca, tema caro ad entrambi gli schieramenti durante le campagne elettorali, paragonando la nostra utopia centralista che nulla ha mai prodotto con i venture capitalist dell’università di Stanford che hanno permesso la nascita di società quali Google, Yahoo e mille altre passando per la distruzione del concetto propagandistico secondo il quale negli Stati Uniti possono accedere alle migliori università solo i figli dei “ricchi”.
Entrambi eravamo d’accordo su tutto ed in particolare con l’idea che prima si lasciano al sistema privato e al mercato questi “servizi” togliendoli dalle grinfie di un sistema centralizzato che fagocita risorse per restituire inefficienze prima si avrà un paese moderno sulla strada dello sviluppo. Cosa c’è di strano direte voi?
La cosa strana è che lui vota da sempre a sinistra mentre io da sempre a destra. La cosa strana è che difficilmente non siamo d’accordo quando si parla di politica e non lo siamo fino al momento di entrare in cabina di voto. Curioso vero?

Voglio risparmiarvi una facile conclusione che è quella che lui sbaglierebbe a votare il csx e che semplicemente votando cdx contribuirebbe al raggiungimento del nostro “sogno”. C’è infatti un’altra cosa sulla quale abbiamo concordato ed è la constatazione che gli attuali schieramenti politici polarizzatisi intorno ai discriminanti “antifascismo vs anticomunismo” non producono quello che sarebbe giusto aspettarsi, ovvero la creazione di due poli che propongono soluzioni alternative allo stesso problema, ma piuttosto due aree partitiche entrambe ingessate.
L’ingessamento è dovuto al fatto che, come si sostiene da tempo, i protagonisti delle due aree (capitalisti vs. socialisti) sono sparpagliati nei due poli. Se a sinistra c’è infatti una lunga tradizione delle idee “centraliste” a destra abbiamo chi vede nell’amministrazione pubblica un bacino elettorale imperdibile (oltre a varie forme di ex-neo-socialisti).

Il nostro destino per ora è assistere a dibattiti televisivi in cui gli esponenti delle due coalizioni fanno a gara a chi ha “speso di più” a chi ha bruciato più risorse nell’utopia socialista. Speriamo che nel futuro la scelta di nuovi discriminanti possa definire insiemi più omogenei e magari un briciolo di cultura in più.

Buona Vita!

December 18, 2006   23 Comments

I Cancelli della Cina

Dopo un traghetto superveloce arrivo nella Repubblica Popolare Cinese e l’inizio è inquietante con quella bandiera che sventola nel darmi il benvenuto… quella bandiera che fino ad ora avevo visto solo nei videogiochi e che, con quella dell’U.R.S.S., ha sempre rappresentato per me “il male” in senso assoluto. Vengo da una Hong Kong tutta grattacieli e luci ed il contrasto è rumoroso.
Passo la dogana e trovo il primo paese comunista che abbia mai visitato. Il primo paese che una generazione ci ha raccontato come modello da seguire sulle ali di un mito romantico condito con il veleno della rabbia, dell’invidia e dei peggiori mali che il pensiero umano possa partorire.
Il caso vuole che in questi giorni io stia legendo questo libro e quello che vedo si mescola con quello che leggo e ricordo. Ne esce una miscela di emozioni esplosiva ma tiro dritto. Sono qui per lavoro e non posso fare il turista.
La realtà però non accetta questa mia decisione e mi sbatte in faccia quello che la Cina (la parte sud… nemmeno la peggiore) di oggi è. Strade inesistenti, una sporcizia senza fine, un posto dove essere semplicemente poveri è un lusso per pochi. Desolante.

Arrivo ai cancelli dell’azienda che devo visitare presidiata da uomini armati. L’azienda è più grande di molti paesi italiani. All’interno è un oasi occidentale creata da ex-cittadini di Hong Kong che hanno trasferito qui l’attività una volta avuto il nulla osta dalla Cina per poter operare liberamente. A fianco di un numero elevatissimo di capannoni ci sono i palazzi dove vivono gli operai. Ci sono le scuole, i campi da tennis, le piscine, giardini curati come nei palazzi reali. Un mondo a sè rispetto alla desolazione provata prima.

Dopo un delizioso pranzo offerto dai “capi” esco a fumare una sigaretta e vedo il cancello che separa questa oasi dal disastro lasciato da anni di comunismo e ripenso a quel libro, ripenso a quei tempi.
Mi chiedo quanto dovrà passare perchè un Sofri Cinese, uno studente, un professore cazzofacente decida di donare la sua vita all’operaio massa con un in(?)conscio desiderio di terminarne altre attraverso questo “target”.
Mi chiedo quanto tempo dovrà passare perchè a quei cancelli arrivino i Sofri, i Deaglio, i Panella, i Liguori (mi fermo qui potrei scrivere ducento nomi ad oggi rispettabilissimi) in versione cinese per fondersi con l’operaio-mito, per fargli fare la rivoluzione, per iniettare il virus letale che in Italia ancora vive e che terminerebbe il faticoso cammino di queste persone che sulla strada del capitalismo stanno trovando una nuova e migliore vita.
Giusto il tempo di ricordarmi uno dei capolavori dell’Anarca (forse “il” Capolavoro) e mi rassereno.

Quella squadra di animali parlò agli operai propronendogli il comunismo più sfrenato. Un po’ come potrebbe fare un dottore che prescrive un virus letale ad un influenzato. Qui quel virus l’hanno sperimentato per anni e sono convinto che abbiano anticorpi a sufficienza per rispondere ai sofri di domani quello che andava risposto a quelli di ieri:
“Ma vedi dannaaaaaaaaaaaaaaffanculo. Stronzo!”

Buona Vita!

P.S. Il libro ovviamente è consigliatissimo. Soprattutto per capire con questo post quanto una parte della destra faccia buona compagnia ad una parte della sinistra nel ricordo di allora. Inutile dire che sono le parti peggiori. La feccia squadrista.

November 27, 2006   23 Comments

Comunisti per il Capitale

Vuoi che mi piaceva l’idea di fare il controcanto a questo post, vuoi che sono qui da solo in camera dopo un viaggio molto lungo e dopo una musica (live) molto bella… apro il blog e mi viene voglia di scrivere.
L’ultima volta che sono stato ad Hong Kong era il 1987. Questa era una colonia inglese e davanti all’hotel dove sono alloggiato anche ora stazionava fissa la V flotta statunitense. Cinque navi da guerra riuscivano a svolgere il doppio compito di proteggere l’isola e la baia e ricordare al visitatore che questo era un presidio del Capitalismo Liberale in opposizione al regime comunista cinese.
Ai tempi avevo 17 anni e tra le varie cose accalappiate nei giorni di shopping acquistai una t-shirt estremamente significativa: sul petto stava la bandiera di HK sulla quale colava come sangue (con tanto di rivoli) la bandiera cinese. Alla base una scritta che pareva l’epitaffio di una parentesi di gioia: Hong Kong 1997.

Eravamo a 10 anni dal momento in cui la Cina avrebbe (ri)preso possesso di questa terra e la maglietta che purtroppo ho perso era indicativa della predisposizione negativa con la quale questa gente (ed in realtà il mondo intero) attendeva quel momento.
La flotta Americana salpò pochi giorni prima del cambio della guardia ma furono molti quelli che emigrarono prima di quella data e moltissimi (la quasi totalità di coloro che potevano permetterselo) quelli che mandarono i loro figli negli States a studiare con la speranza che non tornassero più.

Il 30 giugno 1997 Deng Xiaoping si affacciò dal palazzo che posso vedere dalla finestra alle mie spalle per prendere il controllo di Hong Kong formulando il principio “Un paese, due sistemi” secondo il quale la Repubblica Popolare Cinese si impegnava a non interferire con il sistema capitalistico del vecchio territorio per i 50 anni a seguire.
Il 2047 è lontano e nessuno di noi può sapere se allora la Cina imporrà la collettivizzazione delle risorse o altre visioni comuniste.
Quello che vedo fa pensare il contario. Oggi ho incontrato il primo dei molti “boss” (tutti di provenienza “Hong Kong-ese” in verià) che opera sfruttando i rischi/benefici dell’impresa privata sul terriorio cinese.

L’impressione, ad ulteriore conferma del fatto che qualcuno dovrebbe avertire il capitalismo che ha vinto per ko tecnico anche se stenta a realizzarlo e a dichiararlo, è che una volta percepita, assaggiata, conosciuta la Libertà nessuno, nemmeno il più forte residuo di comunismo, ha il coraggio di abbandonarla.

Buona Vita!

P.S. Questo post, come del resto gran parte della vita mia, è dedicato a Barbara, con la malinconia di non essere accanto a lei il giorno del suo compleanno, con la gioia di appartenergli e con l’amore che ho per lei.

Rob

November 25, 2006   10 Comments

Capitali per il Comunismo

Giovanni Sassoli de’ Bianchi è un uomo di 73 anni divenuto miliardario una decina d’anni fa grazie al fatto che la sua famiglia ha venduto l’importante azienda di cui era proprietaria. Apprendo dalla lettura de “il Giornale” che questo signore, fino ad oggi a me sconosciuto, ha deciso di fondare un nuovo partito. Che dire? Se ne sentiva decisamente il bisogno.
Sicuramente la frammentazione politica Italiana non è sufficientemente infinitesimale e ha lasciato scoperta qualche necessità che il Sassoli ha identificato come orfana di rappresentanza ed ha così avuto quest’alzata di ingegno. I miliardi messi a disposizione al momento non sono serviti granchè ivsto che gli iscritti sono 3 Sassoli compreso. Eppure è strano perchè questa nuova realtà, chiamata “Il Partito dei nuovi Villaggi”, parte da un presupposto molto allarmante:

«Bisogna essere ciechi per non vederlo: il mondo sprofonda nel caos, la malapianta del sistema in cui viviamo ormai produce solo frutti marci. Non possiamo perdere tempo»

Allarmato per la situazione decido quindi di leggere il programma al quale sembra si sia interessatta “addirittura” Rosy Bindi… :

..lavoro garantito a tutti, ma per un massimo di quattro ore al giorno perché ognuno abbia più tempo per se stesso. Casa, cibo, istruzione e cure mediche saranno gratis. Le tasse abolite. Anzi, di più: a essere abolito sarà direttamente il denaro. Il tutto, appunto, nei nuovi villaggi, città ideali da costruire a cura dello Stato. Una volta creati saranno basati su alcuni principi, illustrati nel documento pubblicato: «Eliminazione dei consumi dannosi o eccessivamente voluttuari, disponibilità di quanto gli abitanti necessitano per il loro sviluppo fisico o spirituale, destinazione del surplus prodotto alla creazione di nuovi villaggi o al sostentamento di villaggi meno fortunati, eliminazione delle burocrazie non funzionali, gestione veloce e diretta della giustizia».

Non c’è che dire… un genio il Sior Giovanni. A 17 anni dal più clamoroso attestato di fallimento del Comunismo il ragazzino ce lo ripropina in stile Valtur. Una visione, la sua, per la quale si garantisce il mio più sincero augurio di finire nel dimenticatoio dell’umanità. Nel mio dimenticatoio c’è già finito.
Io, a costo di rischiare di sprofondare nel caos, voglio infatti godere di tutti gli sfrenati, dannosi ed inutili consumi che il surplus da me prodotto (che voglio tenere ovviamente tutto per me) sarà in grado di garantirmi. Voglio esagerare: per quelli eccessivamente voluttari sono disposto a fare anche un debituccio in Banca. Villaggi, fortunati e non, è termine che voglio sentire (peraltro con una non eccessiva goduria personale) solo quando decido di concedermi una meritata vacanza durante la quale, ne sono certo, eviterò di espormi alle immani stronzate che il Sassoli de’ Bianchi di turno mi vorrà propinare.

Mi rimane un unico dubbio. Com’è che il redattore Angelo Allegri definisce questo progetto come qualcosa che “supera le tradizionali distinzioni tra destra e sinistra” … “un progetto al quale nessuno può dire di no“. Semplice ignoranza, difficoltà di riconoscere il Comunismo per il profumo dei soldi che copre la puzza o perchè in effetti a destra e sinistra si annidano i peggiori social-comunisti-fascisti ex-neo e post e nessuno più distingue nulla?

Buona Vita!

November 22, 2006   22 Comments

Comunismo e Democrazia

“Non parlerai, non c’è bisogno che stia qui a spiegarti perché”

Questa la frase con la quale è stato liquidato il Senatore Fernando Rossi del PDCI al quale è stato negato il diritto di parlare. Il gravissimo reato di cui si è macchiato Fernando è riassunto dalle parole del sempre pessimo Diliberto (quello che vuole parlare sempre e comunque anche rischiando di rimediare figuracce inenarrabili):

“È inutile che Rossi parli, tanto quello che doveva dire l’ha detto al Giornale”

Ci si può e ci si deve idignare per una violazione così palese dei più elementari fondamenti della nostra Democrazia ma limitarsi alla semplice indignazione non basta. Sarebbe preoccupante non realizzare che nei comportamenti dei vertici del PDCI non c’è nulla di strano dal momento che il comunismo è da sempre contrario alla Democrazia, da sempre contrario alla libertà.
Sarebbe ora di dire a chiare lettere che l’Italia, in quanto Repubblica democratica, ripudia non solo il fascismo ma più in generale tutti i regimi dittatoriali contrari allo spirito democratico e alla Libertà tra i quali è annoverato da sempre il comunismo. Partiti come RC o il PDCI dovrebbero essere considerati fuorilegge in quanto contrari alla nostra Costituzione, la famosa bibbia laica del Sior Ciappi che non fa mancare un voto a questa pessima maggioranza.
Si abbia il coraggio di difendere la Libertà, quella vera, dai fascisti ma anche da pericolosi antifascisti e da “orgoglioni comunisti”.

Vedi anche Comunismo e Libertà

October 23, 2006   44 Comments

Andate a cagare

Explicit Lyrics

Grazie a Daw recupero il vergognoso volantino con il quale l’Unione (si perchè è firmato Unione e non solo RC…) “pubblicizza” la finanziaria 2007: Anche i ricchi piangano.

Lo slogan è vomitevole di per sé quasi quanto la performance di ieri sera del Ministro Gentiloni che nel salotto di Vespa si è vantato di promuovere una “redistribuzione del reddito“. Metodo questo che si è dimostrato storicamente inutile, fallimentare oltre che scusante alle più vergognose dittature.

L’invito espresso nel titolo è rivolto a tutti coloro (giornali, associazioni, elettori) che hanno permesso a questi delinquenti incapaci di governare. Robinik appartiene infatti a quella vergognosa schifosa pericolosa fascia di reddito che sti stronzi vogliono punire.
Non sapevo di essere ricco fino a quando non mi ha messo l’Unione in questa categoria. Mi piacerebbe che questi rosiconi provassero a farsi la metà del culo che mi sono fatto e mi faccio per guadagnarmeli e per mantenerci con questi moglie e figli.

Spero infinitamente che tra gli elettori dell’Unione ce ne siamo molti come me e spero che quando in busta paga si troveranno meno soldi capitino su questo post e possano leggersi, rileggersi il titolo e magari vergognarsi un po’.

September 29, 2006   51 Comments

Screw the UN (Open)