Blogging in a USA State of Mind

Category — Destre e Sinistra

Caro Prof. Ichino, questa volta sbaglia…

Caro Prof. Ichino,
un dibattito imbarazzante tra Luca Barbareschi e Stefano Menichini, uno dei tanti in cui chi rappresenta quella che dovrebbe essere la mia parte politica mi piace meno di chi invece dovrebbe essere etichettato come avversario, mi fa tornare alla mente un post letto questa mattina dall’amico Mario attraverso il quale ho letto le motivazioni del suo “rifiuto”. In mezzo al disgusto e alla disillussione che ogni dibattito politico mi provoca ho assistito ad un esempio di prova di dialogo con tanto di onestà intellettuale naufragare in mezzo all’ignoranza e allo squadrismo politico ed ho ripensato a quel post e a quel rifiuto.

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April 28, 2008   6 Comments

Collezione (temporanea) di etichette

Fusionismo Tocque-Villiano Positivo

Firmato
Un esclusivista negativo

UPDATE:
Questo invece sta a sinistra… su Kilombo.
Il Priorato di “volemmosse bene che te lo imparo io il fusionismo” presidia i confini a sinistra e protegge la destra.

… Ma complimentoniiiiiiiiiiii!

July 18, 2006   60 Comments

Parole Sante

Quelle di Tudap, come commento al post di Andrea riguardante il post di Abr:

A proposito di Right Nation, ancora l’anno scorso sono stato ad un convegno organizzato dalla Fondazione Liberal il tema era la costituzione del partito unico. Mi ricordo che Adornato disse che quelli di Destra Sociale potevano entrare nel partito unico perchè erano socialisti e non statalisti (?). Se uno si va a vedere il sito di Area (la rivista e movimento politico-culturale delle Destra Sociale) non pensa neanche che si stia parlando di una rivista/associazione di un partito (corrente) della CdL, fondato da due ministri di spicco del precedente Governo Berlusconi (Alemanno e Storace): dichiaratamente contro la globalizzazione, non nascondono la loro antipatia per gli americani… Mi domando cosa avrebbero costoro a che fare con la Right nation italiana di cui tanto si parla su Ideazione e su Tocque-ville? Non sarebbe bene sollevare (col dovuto tatto) questo problema prima che sia troppo tardi?

Dico sul serio, non è un problema secondario, se Berlusconi ha deluso le aspettative è perchè non è riuscito a fare la rivoluzione liberale promessa. Non è risucito a farla anche a causa di Destra Sociale. Ora mi domando, perchè, se Destra Sociale rimane, dovrebbe riuscirci la prossima volta?

Per quanto riguarda l’UDC sarebbe bene che si ispirassero un’pò di più a Don Sturzo e ascoltassero qualche consiglio dell’Acton Institute

Viva Tudap!

June 16, 2006   23 Comments

Destra, Sinistra e Religione Cattolica

Arriviamo dopo tre post sull’argomento destra / sinistra a parlare di una cosa a me molto cara.

Qual’è il ruolo della Religione o della visione religiosa in politica? Ma soprattutto… in futuro avrà senso parlare di cattolici e laici?
Partiamo innanzi tutto da una piccola e senza pretese fotografia della situazione attuale.

Dopo la scomparsa della DC [segnalo una serie di tre post di Velenero per una bella analisi] e la successiva frantumazione della sua classe dirigente in partiti partitucoli e partitelli, l’elettorato che aveva un suo punto di riferimento nella balena bianca ha subito una vera e propria diaspora.

Chi in Forza Italia, chi nell’UDC, chi nell’UDEUR, chi nella Margherita, chi nei DS (perfino!).

Questa frammentazione dell’elettorato cattolico ha portato una serie di conseguenze negative. In primis tutti i partitini si fanno esegeti dei dettami della nota multinazionale romana (*) col risultato che la forza dei Ruini e dei Ratzinger del momento s’è notevolmente incrementata. (Non ho fatto il conto, ma tra tutti credo che la percentuale relativa della somma dei partiti vaticanisti sia maggiore dell’ex DC).
Nella nuova collocazione politica lascerei l’anticlericalismo e le battaglie anni settanta a chi vuole ancora farle.
A me interessa la creazione di due schieramenti che possano dirsi sovrani della politica.
Non me me frega nulla e non dovrebbe fregare a nessuno di ciò che esterna la nota multinazionale romana.

Detta così è impopolare, lo so, ma riflettiamoci bene.

Abbiamo un retroterra culturale più o meno comune. (tra Liberali e Socialisti se ci sta bene la nomenclatura)

Quindi non possiamo non dire che la nostra morale è di stampo cattolico.

E allora smettiamola con questa pantomima dell’accaparramento-del-voto-cattolico (che in realtà è la ricerca del voto della casalinga di Voghera) perchè è patetico.
I cattolici non hanno bisogno di un sistema di riferimento, hanno già il loro. Cercare di sovrapporre all’universo cattolico, come si fa adesso, una etichetta politica non ha più senso. Se vogliamo uscirne bisogna smettere di leccare i piedi ai Ruini.
Usiamo con parsimonia e intelligenza, senza forzature, i riferimenti etici e morali che la religione cattolica ci ha dato, ma non facciamone bandiera o peggio l’unica bandiera. (evito link per non scatenare l’inferno).

E in più: la politica, a mio avviso, è (dovrebbe) uno degli esercizi più alti della mediazione sociale, con la sua missione di pacificazione culturale esercitata attraverso un “buon compromesso”.
La domanda è come può essere la Chiesa Cattolica (e quindi la sua gerarchia e la comunità dei fedeli) portatrice di compromesso culturale, quando le sue fondamenta si basano su assoluti inamovibili?
Dove sta, in fondo in fondo, la grande divisione tra chi si professa laico e chi cattolico? Relativismo vs assolutismo?
L’unica soluzione è quella di affidarci ai cattolici maturi, per dirla alla Prodi, e incrociare le dita, altrimenti non usciremo mai da logiche democristiane.

Riassumendo, nel futuro nessun partito o schieramento multinazionalista, accordi trasversali su temi etici.

(*) Marco, grazie.

E grazie anche a Robinik per aver accettato una seconda serpe in seno.

June 12, 2006   30 Comments