Category — Europa
E tre!
Ennesimo, giusto, fallimento del pastone burocratico europeo. Ogni volta che l’obrobrio partorito dai politici abili a misurare zucchine è stato sottoposto al parere popolare è stato sonoramente bocciato.
Diciamo che il malloppo rispecchia perfettamente la giurassica mentalità europea almeno quanto le dichiarazioni del nostro presidente Napolitano rispecchiano i suoi retaggi culturali cresciuti in ideali dove il volere democratico si schiacciava con i carroarmati.
L’Europa è Barrosa…
June 13, 2008 10 Comments
No non mi sono innamorato di Camillo…
… è solo che l’ennesima dimostrazione di quanto gli Stati Uniti siano superiori alla vecchia noiosa e vanitosa Europa (per non parlare dell’Italia che è il terzo mondo…) vale l’ennesimo link.
Si attendono numerosi i conosciuti troll che ci parleranno di genocidio degli Indiani d’America, della non adesione al protocollo di Kyoto, di come gli americani siano stupidi con le loro corse nei sacchi, della superiorità del modello scolastico italiano (sic!), di come in realtà non hanno storia rispetto agli europei (è dominio comune il fatto che gli americani siano nati sulle piante il 4 Luglio del 1776) e di tutte quelle cose che permettono ai cervelli europei di comportarsi come il nobile decaduto che dal suo decadente trono sentenzia dall’alto dei suoi calzini bucati quanto stolto sia il poverello di un tempo che ha fatto fortuna.
God Bless America
June 6, 2008 12 Comments
Se non ci fosse bisognerebbe inventarla
Da non perdere l’ennesimo capolavoro di Lexi.
Update: Come se non bastasse è tornato a scrivere anche quell’idolo di Astrolabio. Un altro post da non perdere da uno dei pochi in grado di capire e spiegare il libertarismo che altrimenti rimarrebbe solo nella brutta versione marxista-radicale ![]()
May 4, 2007 29 Comments
Teste di Dazio
Vorrei raccontarvi un sacco di cose, vorrei scrivere il seguito di questo post con le cose nuove che ho visto ma non ho un secondo libero (lo scriverò però) e nel frattempo sono arrivato a Bangok.
Di questa giornata Thailandese vi racconto quest’episodio:
Oggi ho incontrato un nostro cliente. Un colosso nel blow-film con il quale si fanno (tra le altre cose) i “sacchetti di plastica”. Gli chiedo come va “il business” e mi dice che quest’anno non è andata molto bene a causa del “dumping” che in pratica sono i dazi che l’Europa ha imposto (vanno da un 15 ad un 30%).
Queste genialate protezionistiche in teoria dovrebbero proteggere i nostri mercati. Cosa succede invece?
Succede che aziende come quelle nella quale lavoro che hanno ottimizzato e investito al punto di riuscire ad esportare sui mercati orientali battendo la concorrenza cinese solo grazie alle proprie capacità vengono penalizzate (il cliente con un minore business mi farà meno ordini l’anno prossimo) a causa di un teorico favore a quelle aziende che invece sono invecchiate senza rinnovarsi e hanno perso competitività ma che vogliono stare lo stesso sul mercato anche se il “mercato non le premia”.
La cosa curiosa è questa. Questi pachidermi non vengono protetti nemmeno con i dazi perchè la Malesia (che è rimasta fuori dalla lista) sta crescendo vertiginosamente in questo settore. Quando aggiungeranno la Malesia ce ne sarà uno nuovo.
Complimenti a questi politici improvvisati che riempiono le fila delle teste di dazio (mi è parso di notare che anche nel weblog le tdz stanno aumentando pericolosamente…)
November 29, 2006 9 Comments
Midterm e paraocchi, ovvero Topo Gigio for president (in Italia però!)
Solo adesso sappiamo esattamente come è andata: è andata che i repubblicani hanno perso la maggioranza sia alla Camera che al Senato.
Ieri , tuttavia, nessuno era a conoscenza di questa informazione.
Ieri l’unica cosa certa era che i repubblicani avevano perso la maggioranza alla Camera, cosa peraltro prevista da almeno due mesi.
Questo scontato esito è stato però sufficiente a dare la stura al solito pressapochismo disinformato.
Ieri pomeriggio mi danno il “Corriere della sera- anteprima”, la versione gratuita distribuita a partire dalle 5 di sera circa all’entrata della metropolitana. Titolo:”BUSH SCONFITTO”.
Non faccio tempo ad arrivare a casa che al telegiornale mi devo sorbire la sequela di idiozie poi riportate dal’ANSA da parte del nostro governo.
November 9, 2006 25 Comments
Stars & Stripes for dummies
Oggi è il giorno in cui gli Americani sono chiamati a rinnovare la Camera ed un terzo del Senato di Washington. In Italia sono in molti (a mio parere il migliore è Camillo) a parlare di sondaggi e ad affrettarsi a trarre conclusioni sul significato politico dei futuri risultati. A grandi linee sappiamo che i Democratici, dopo anni di batoste Repubblicane, sono in vantaggio grazie ad uno spostamento “a destra” (tanto che che qualcuno li chiama “neodem”) e sappiamo che i Repubblicani hanno ridotto lo svantaggio iniziale di parecchio e stanno rimontando anche grazie ad una macchina organizzativa che fa delle loro “ultime 72 ore” il punto di forza che ha già costretto Kerry ad ingoiare un boccone amarissimo nel 2004 e a noi di avere una copertina da incorniciare a vita (*nota: è incredibile il numero di mail che sto ricevendo dagli amici statunitensi per invitarmi a votare. Immagino spediscano mail a tutta la rubrica senza nemmeno preoccuparsi di selezionarla… cosa impossibile in Italia).
Per analisi più dotte e per i risultati vi invito a navigare in siti più competenti di Robinik, quello che qui mi interessa è evidenziare quanto sia inutile (ed anche pericoloso) l’osservare la politica americana (ma l’America in genere) con lenti europee-italiote.
E’ azzardato il trarre conclusioni affrettate nel caso in cui non si conosca realmente l’America, un paese dove “liberal” indica lo schieramento di sinistra e “rossi” quello di destra. Un popolo tanto semplice e pragmatico da risultare complesso ed incomprensibile a chi ragiona con il sistema operativo contorto dell’italianità. Un Paese che considera diritto fondamentale quello di poter bruciare la propria bandiera, di protestare vivamente contro il governo, di promuovere film critici verso l’America stessa ma sempre pronto a stringersi attorno a quella bandiera, attorno al proprio Presidente.
Guardate i due simboli elettorali. Negli Stati uniti non si stanno confrontando una coalizione con aspirazioni liberliste “I would but I can’t” come quella di Silvio Berlusconi ed un’accozzaglia vetero-comunista-massimalista come quella di Romano Prodi ma piuttosto due diverse realtà che pur percependosi come diversissime sono, rispetto a noi, due minime variazioni di un modello liberale al quale noi possiamo solo aspirare. I simboli elettorali sono entrambi “Stars & Striped“, non ci sono falci a martello, non ci sono posizioni distanti anni luce tanto da pensare che la vittoria dell’uno comporti una politica diametralmente opposta a quella dell’altro.
Si rassegnino dunque sinistrati centrini e destrorsi antiamericani di casa nostra. Anche in caso di vittoria dei liberal, anche nel caso in cui vincessero le presidenziali 2008, l’America continuerà ad essere la patria della Libertà, dell’Individuo, della Libera Iniziativa, della Responsabilità del singolo, del Pragmatismo e di una serie infinite di cose che qui sono temute e osteggiate grazie ai tentacoli di una piovra secolare che non vuole saperne di lasciarci liberi e non smette di volerci far credere che se fa tutte queste stronzate è solo perchè “si occupa di noi”.
Non si affrettino a collegare la guerra in Iraq ed i giudizi, anche negativi, che molti Americani esprimono nei suoi confronti alle posizioni massimaliste che strizzano l’occhio ai terroristi della socialista ed autoreferenziale vecchia europa. Evitino di vedere in un possibile ridimensionamento dell’amministrazione Bush la prova provata di tutte le loro critiche al modello americano.
L’America sarà sempre a Stelle e Strisce e (ahimè) sarà sempre lontana. Troppo lontana.
Buona Vita!
Dimenticavo: Vote Repubblican!
Aggregato su “The Right Nation”
Nota: Da leggere l’analisi di Phastidio
November 7, 2006 20 Comments
Inside 9/11: Europe is Guilty
Il documentario visto sull’11 settembre non smette di tormentarmi. Mi sono chiesto per ore come sia possibile che delle persone provenienti da una famiglia laica, inviate in Europa per studiare possano sposare il mito del martirio e della morte fino ad organizzare un evento così tragico. “Com’è possibile che la nostra cultura non li abbia intaccati?” mi sono chiesto più volte, “come hanno potuto rimanere impermeabili al modello occidentale convivendo con quello che volevano distruggere?“. Ho tirato i soliti sproloqui contro le teorie multiculturaliste e poi sono andato a nanna.
Questa mattina però ho capito e a farmelo capire sono stati diversi commenti ai precedenti due post:
La nostra cultura (europea) li ha intaccati. Ancora di più. Li ha plasmati, forgiati, convinti.
L’Europa che da oltre un secolo ha prodotto i peggiori regimi della storia è imbevuta della peggiore propaganda antiamericana. Sono tutti piccoli slogan, pronti all’uso dai quali siamo bombardati ogni giorno attraverso le cose meno appariscenti. Nessun ragionamento… solo piccoli slogan che possano concimare l’anticapitalismo, la lotta alle plutocrazie e tutte quelle schifezze di lontana memoria prese a vessillo dal regime di turno che si oppone a qualsiasi modello voglia permettere all’individuo di pensare con la propria testa.
La nostra cultura è finita per essere una miccia esplosiva su persone che provengono da paesi in cui la frustrazione è dietro l’angolo e su persone sulle quali i diktat dell’Imam sbagliato possono fare disastri.
Questo è stato il secolo dell’Antiamericanismo in cui Comunismo, Fascismo e (spiace dirlo) una parte importante di un inconsapevole(?) Cattolicesimo hanno creato l’ambiente ideale per combattere il nemico di sempre: La libertà, da sempre identificata (non a torno) negli Stati Uniti d’America.
Non sono mai stato fiero di essere europeo. Oggi lo sono (se possibile) ancora meno.
God Bless USA!
Ruond Up/Must Read:
Il Blog dell’Anarca: Vittime di chi?
The Jawa Report: Terrorist Love the left
OT at: Plank’s Constant; Stingray; Historymike; The Median Sib; Is it Just Me?; Third world country; Linkfest Haven; Adam’s Blog; The Random Yak; The Liberal Wrong Wing; The Pirate’s Cove; Pursuing Holiness
September 5, 2006 33 Comments
Inside 9/11: Il nemico in casa
Un meraviglioso documentario quello trasmesso ieri da National Geographic Channel (canale 402 di Sky) sull’11/9. Quattro ore (pubblicità comprese e purtroppo tante) da non perdersi assolutamente. Qui trovate la presentazione del documentario (in inglese) e qui potete acquistarlo.
La cosa che colpisce maggiormente di tutto il lavoro è la parte iniziale dove viene mostrato il percorso attraverso il quale si arrivò a quel tragico evento. Nessuna reazione a nulla: gli attentatori iniziarono il lavoro nel 1993 e fu il fallimento di quell’operazione ad ispirare all’allora attentatore il più grande attacco alla civiltà occidentale dei giorni nostri. Ancora più istruttivo per i lobotomizzati europei il profilo degli attentatori. Nessuno di loro viveva in povertà in quelle zone del terzomondo che ci vengono così spesso e così facilmente addebitate dall’easy thinking di casa nostra. I comandanti delle 4 missioni di quel tragico giorno vivevano in Europa o negli Stati Uniti, il loro leader proveniva da una famiglia laica egiziana. Tutti loro hanno conosciuto il mito del martirio e della Jihad nella moschea vicino a casa: In Europa. Molti di loro studiavano nelle Università europee e tutti hanno vissuto a stretto contatto con noi, con la nostra civiltà che non è riuscita minimamente ad intaccarli ma, al contrario gli ha fornito, attraverso le sacche di un’errata concezione della tolleranza, la strada del martirio. Finanziati dalle loro famiglie per gli studi e successivamente dal miliardario saudita (ripeto MILIARDARIO) per realizzare il loro folle piano hanno vissuto gli 8 anni del progetto al fianco dell’Occidente che odiano e che vogliono distruggere.
L’ordine di uccidere bin Laden che per due volte viene ritirato dall’amministrazione Clinton (la prima perchè vicino alla sua tenda c’erano dei bambini, la seconda per il caos suscitato dalle polemiche del sexygate), il drammatico racconto minuto per minuto del giorno fatale dove si incrociano le storie di uomini che hanno perso la vita per uccidere e quella di uomini che l’hanno persa per salvare vite.
Una buona lezione per il nichilismo e l’aspirazione al suicidio di molti occidentali che ancora credono che i cattivi siano gli Stati Uniti ed Israele. Una buona lezione per tutti i Michael Moore del mondo. Nuovi ignari(?) fiancheggiatori del nuovo nazismo.
Round Up/Must Read:
Michelle Malkin: Convert or Die
Little Green Footballs: Inside 9/11
Hot Air: terrorist Loves Michael Moore
Flopping Aces: 9/11 the liberal Way
The Jawa Report: Why hating liberals is a Survival trait
California Conseravtive: The Threat Within
9/11 Public Discourse Project
Unpolitically Correct: Salviamo l’UCOII da Magdi Allam
Cox & Forkum: Bowling for Fallujah
Linked at OT: Bloggin’ Outloud; Stop The ACLU; Conservative Cat; Right Wing Nation; Imagine Kitty Magazine; Is it Just me?; Linkfest Haven; Pursuing Holiness
September 4, 2006 50 Comments



