Category — Prodi
Andate a cagare

Grazie a Daw recupero il vergognoso volantino con il quale l’Unione (si perchè è firmato Unione e non solo RC…) “pubblicizza” la finanziaria 2007: Anche i ricchi piangano.
Lo slogan è vomitevole di per sé quasi quanto la performance di ieri sera del Ministro Gentiloni che nel salotto di Vespa si è vantato di promuovere una “redistribuzione del reddito“. Metodo questo che si è dimostrato storicamente inutile, fallimentare oltre che scusante alle più vergognose dittature.
L’invito espresso nel titolo è rivolto a tutti coloro (giornali, associazioni, elettori) che hanno permesso a questi delinquenti incapaci di governare. Robinik appartiene infatti a quella vergognosa schifosa pericolosa fascia di reddito che sti stronzi vogliono punire.
Non sapevo di essere ricco fino a quando non mi ha messo l’Unione in questa categoria. Mi piacerebbe che questi rosiconi provassero a farsi la metà del culo che mi sono fatto e mi faccio per guadagnarmeli e per mantenerci con questi moglie e figli.
Spero infinitamente che tra gli elettori dell’Unione ce ne siamo molti come me e spero che quando in busta paga si troveranno meno soldi capitino su questo post e possano leggersi, rileggersi il titolo e magari vergognarsi un po’.
September 29, 2006 51 Comments
Teoremi e dintorni
Nel dibattito seguito al vergognoso discorso di Prodi riguardo al caso Telecom qualcuno (ahimè anche da destra) ha rivendicato l’orgoglio nazionale. Il teorema sostiene che è doveroso guardare con sospetto ad eventuali acquisizioni straniere di Telecom poichè “come si è visto in questi giorni” il giocattolino è molto delicato.
Peccato che la Telecom di questi giorni sia azienda fin troppo italiana…
*Update: Per chi volesse leggere la migliore analisi sul discorso di Prodi il link è questo
September 28, 2006 12 Comments
Prodi: “I Never had conversation with that man”
*Nota: Sembra che Rovati non abbia portato come d’abitudine la giacca in tintoria.
** Update: Secondo alcune fonti Prodi riferirà su Telecom prima di Mancia sul Manciagate
September 18, 2006 22 Comments
Ci pensa Super Prodi!!!
Comprereste un oggetto che non vi viene consegnato?
Ancora più esplicito: entrate in un bar e chiedete una Coca-Cola. Il barista vi sfila 4 Euri e vi saluta senza darvi la Coca-Cola. Siete felici?
Eppure questo accade ogni giorno senza che la quasi totalità delle persone abbia nulla da dire. Si chiama amministrazione pubblica ed è il modo in cui lo Stato utilizza i soldi che gentilmente ci preleva (probabilmente certo che se ce li lasciasse non sapremmo farne buon uso ma questo è un altro discorso).
Capita però che qualcuno ogni tanto alzi la voce e se non è un Leghista relegabile in due secondi a minus habens ma uno stimato professore, ex-sindacalista (CGIL) di area DS che scrive sul Corriere si è quasi obbligati a prestargli attenzione.
Pietro Ichino scrive l’ennesima pagina che la destra non riesce a scrivere e punta il dito verso i dipendenti pubblici nullafacenti: quelle persone che hanno il lusso di vivere con i nostri soldi senza dover far nulla. Ci si aspetta un commento del Capo del Governo che controlla questi nostri dipendenti e la risposta non tarda a venire.
Prodi (quello che in Campagna elettorale ricordava a noi poveri stolti che le tasse servono per i malati, per la scuola e per tutte le cose belle Nutella compresa) a detta del Corriere si affretta ad “aprire” alla proposta Ichino salvo però specificare che in questa discussione devono avere parola anche i Sindacati.
La cosa già puzza. Sembra che i Mieli’s Boys di via Solferino vogliano difendere il loro candidato.
Suona in fatti molto strano che gli stessi sindacati che hanno già emesso una fatwa su Ichino e che hanno già dichiarato la loro totale contrarietà ad accettare di licenziare dei nullafacenti possano essere la chiave di volta per la risoluzione del problema ed in effetti basta leggere l’articolo e le dichiarazioni dei sindacalisti per rendersi conto che Prodi non ha aperto ma chiuso:
Paolo Nerozzi della segreteria Cgil:
«Non esistono nullafacenti - ha detto -. Le responsabilità dell’inefficienza dovrebbero essere ricercate piuttosto nelle dirigenze, non sempre idonee, e gli sprechi nel moltiplicarsi dei consigli di amministrazione e degli enti inutili, rispolverati nei cinque anni di governo Berlusconi».
Nerozzi che è probabilmente cresciuto a pane e Comunismo prima nega l’evidenza, poi si dimentica che i dirigenti sono anch’essi dipendenti pubblici nonostante la loro vicinanza ai “padroni” e poi accusa Berlusconi che male non fa mai…
Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil:
«Il professor Ichino sbaglia e persevera [sempre in tema di fatwe... n.d.r.] nell’errore» e ancora… «Ichino non dà dati empirici, non fa confronti con il resto d’Europa, né segnala un caso in cui queste ricette abbiano dato risultati. Quella di Ichino è solo campagna diffamatoria, in linea con la posizione sui dipendenti pubblici di Berlusconi quando era presidente del Consiglio. Ichino è rimasto vittima di un colpo di sole».
Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil:
«Se le cose non funzionano e ci sono i nullafacenti bisogna vedere perché si permette loro di esserlo. Ci sono modi per verificare chi lavora e chi no. Spetta ai capiufficio e ai dirigenti individuare chi non lavora. Non si capisce perché debba toccare al sindacato».
Tradotto: Non sono cazzi nostri non ne vogliamo sapere nulla.
Gianni Baratta, segretario confederale e responsabile del pubblico impiego della Cisl:
«È una provocazione che spero e credo non abbia ispiratori nel governo [...] Un atteggiamento di moralizzazione ogni oltre limite che non dà un contributo serio al problema di migliorare l’efficienza dei servizi nella pubblica amministrazione. E poi le purghe appartengono alla cultura bolscevica».
Complimenti professor Prodi (in tema con il discorso professori nullafacenti…). Avrebbe fatto prima a dire ad Ichino quello che gli disse tempo fa (raccontato dallo stesso Ichino): “Le tue idee sono vincenti ma io non posso metterle in atto”
Un bell’esempio di informazione e di politica all’italiana quindi: tanto rumore per nulla mentre le idee e le soluzioni muoiono sull’altare del quaqquaraqquismo. Noi intanto continuiamo a comprare servizi che non ci vengono resi….
Buona Vita!
August 30, 2006 25 Comments
Buone notizie per Prodi
Arrampicarsi sugli specchi è possibile.
July 27, 2006 4 Comments
5 minuti
June 14, 2006 Comments Off
Portiamoli a casa
Un altro Italiano muore in territorio Iracheno. L’ennesimo da quando il voto Democratico ha premiato l’Unione di Romano Prodi con la sua forte coda “pacifista”. Le cosa può sembrare strana ad un illuso pacifista, ad un convinto Zapaterista ma non lo è.
I terroristi non hanno l’anello al naso. I terroristi non sono un branco di ignoranti folli. I terroristi sono persone lucide e razionali che hanno già dimostrato, ad esempio nel caso Sgrena o nei sequestri di Italiani in generale, di conoscere molto bene quello che fanno. Ancora meglio conoscono la Politica Italiana e stanno palesemente approfittando della mollezza Unionista per ingrassare l’opinione pubblica (l’arma più forte che hanno da sempre).
Appare ormai evidente che l’investimento populista verso il pacifintismo ha reso l’attuale Governo incapace di proteggere i nostri ragazzi. Ragazzi che muoiono sotto giusti ideali e pertanto sono destinati a vedere premiati i loro carnefici. Il Governo non ha solo il diritto di finanziare o meno la missione di pace in Iraq ma ha il dovere di utilizzare la tanto decantata diplomazia per garantire la sicurezza dei militari impegnati. Romano Prodi ed il centrosinistra in genere sono semplicemente “unfit”. Non può preoccupare l’ennesima figuraccia dell’Italia di Prodi quando i nostri ragazzi stanno diventando carne da macello.
Tutti a casa.
Subito
June 6, 2006 49 Comments
Agenda Giavazzi, un paio di ca**i
Della serie “Che la farsa sia con voi”.
Era novembre quando Prodi, scosso dalla lettura della ormai celebre “agenda Giavazzi” sul Corriere della Sera, ebbe a pronunciare cinque convinti sì a detta agenda, suscitando il plauso unanime di rosapugnoni, diesse non eccessivamente cazzoni, Enrico Letta e - in generale - di quanti all’interno dell’Unione hanno una vaga idea di che cosa voglia dire politica economica.
Ebbene, sul medesimo Corriere di oggi (che non mette in rete l’articolo, mannaggia a lui), il medesimo Giavazzi torna a riproporre - con integrazioni e vari update - la medesima agenda, dato che il medesimo Prodi ha vinto le elezioni e sarebbe il caso di dare uno straccio di seguito ai famosi cinque sì. Quello che il medesimo Giavazzi non ignora - e questo spiega il perché del reprint - è che nel frattempo il medesimo Prodi ha, appunto, vinto le elezioni: le ha vinte col contributo dei compagni, i quali vedono il giavazzismo come il fumo negli occhi. Urge pertanto ricordare la suddetta agenda, nella speranza che il cencellismo governativo non ne abbia già sancito la non applicabilità. Intento lodevole, ma sciaguratamente già superato dall’evolversi degli eventi: per rendersi conto di come l’agenda sia già stata tacitamente relegata nel dimenticatoio, giova esaminare punto per punto la proposta odierna di Giavazzi, unitamente a quello che ministri e affini hanno da dire sul tema.
- Sostiene Giavazzi che urge una “riforma di notai e farmacisti approvata dal Parlamento entro giugno”. Della assoluta bontà della proposta c’è poco da discutere. Qui si rimanda succintamente alla lettura di questo fondamentale saggio dello stesso Giavazzi. Poi uno apre la stampa di stamattina e legge che le corporazioni, orfane della mitologica Maria Grazia Siliquini, hanno trovato una nuova paladina nella pia Livia Turco. E se poi ti serve un’aspirina e c’è la farmacia chiusa sono cazzacci tuoi, tesoro.
- Sostiene Giavazzi che il mese di luglio deve essere “dedicato a compiere un passo avanti rispetto alla legge Biagi. Per ottenere un po’ più di flessibilità bisognerà investire qualche risorsa negli ammortizzatori sociali”. E qui arriva la mazzata numero due, con i sindacati e le forze di maggioranza - dal correntone diesse in là - che minacciano sfaceli (esplicitamente di piazza, implicitamente parlamentari) qualora detta legge non venga cestinata quanto prima.
- Sostiene Giavazzi che, sempre in luglio, è opportuno “vendere il 30% di Enel che lo Stato ancora possiede”. Ahia. Le spinte stataliste all’interno dell’Unione sono diverse e vieppiù vigorose. Cara grazia se si riuscirà a mantenere lo stato attuale delle privatizzazioni, figurarsi progredire.
- Sostiene Giavazzi che in agosto sarà l’ora di dare “il via a tre rigassificatori, altrimenti prima o poi finiremo alla mercè di Putin che, insieme agli algerini, può decidere di lasciarci al buio”. Lo vada a spiegare a lui, a lui e pure a loro. Poi, se ne ha ancora voglia, ne riparliamo.
- Sostiene Giavazzi che, da ultimo, in settembre dovrà essere la volta della Finanziaria, “con un’innovazione importante: poiché Sanità e Commercio sono competenze comunali e regionali, i trasferimenti a questi enti dovrebbero essere proporzionati ai progressi che essi compiranno su ticket e liberalizzazioni. [...] Lo stesso per le società municipali: i comuni e le province che si considerano abbastanza ricchi da acquistare autostrade riceveranno di meno”. E qui lo scrivente si risparmia la fatica di cercare i link, data la palese connotazione utopica del presente punto dell’agenda.
Pertanto, l’agenda Giavazzi nasce lettera morta, e pazienza per i cinque sì (soprattutto pazienza per chi ha votato l’Unione perché desse seguito a questi cinque sì). In compenso, qualcuno potrà organizzare oceanici cortei sbandierando il fondamentale merito di avere introdotto “più diritti per tutte e tutti”.
May 29, 2006 31 Comments


