Category — Prodi
Contvovdine, compagni
Preso serenamente atto di essere incorsi nella cantonata della vita auspicandosi la vittoria di Prodi, al Corriere hanno, come dire, invertito la rotta. Il giornalone di via Solferino, nell’ultimo periodo, in maniera più o meno manifesta, più o meno strumentale, più o meno da figlidimignotta, non ha lesinato siluri di differenti grandezza e portata nei confronti del Professor Mortazza, insistendo vieppiù sui tasti dolenti della sua testè avviata avventura governativa: vale a dire la disinvolta ed invasiva politica fiscale, la ridotta presentabilità di diverse componenti della maggioranza ed i rischi che determinate azioni della suddetta facciano girare le sacre balle alla Nota Multinazionale Romana.
Breve riepilogo:
- Quando le trattative per la formazione del governo sono ancora in alto mare e l’unica certezza pare l’ingresso sottogovernativo di Gianni Minà - quota Pdci, of course - con delega allo sport, il Corriere gli fa un’intervista assolutamente immotivata in cui gli fa dire che Bush è infame e Fidel è una bravissima persona. Chi di dovere legge e buonanotte Minà.
- Quando il governo si mette il vestito della festa e va a giurare, Ostellino informa i lettori che “Nasce un governo sbilanciato a sinistra”, esecutivo che “non rispecchia né le aspettative di gran parte dei suoi stessi elettori né il naturale orientamento della coalizione”.
- Tre giorni fa Battista scodella il trio monnezza (rosa) Bindi-Turco-Bonino accreditandole come novelle zapatere, foriere di rivoluzionarie conquiste sociali, laiche e civili. Diversi malori segnalati Oltretevere. Non distante da tanta agnizione, Vlad Visco che vaticina imminenti stangati onde correggere il disastro dei conti berlusconiani. Lacrime, sangue e nozze gay, insomma.
- Ieri, il capolavoro: con la scusa di una innocente intervista sulle Grandi opere, il mefistofelico Cazzullo pizzica il ministro comunista Bianchi e gli fa dire roba da chiodi su Bush, Fidel, i terroristi iracheni, la guerra e via delirare. Si condisce il tutto con titolo a effetto (”Bush ha i paraocchi e Castro mi emoziona”) e foto del detto ministro che sfodera il ghigno un po’ frate indovino e un po’ christopher lee. Casino assicurato. Poche pagine più avanti, la pin up dell’Unione Giovanna Melandri manda a dire alle tre carampane e al paese tutto che non vale, che è zapatera anche lei e che è brutto che chicchessia accrediti altri come zapateri senza nemmeno avvertirla, lei che a 44 anni è ancora una giovane contestatrice, ecco.
- E arriviamo a oggi, con Dario di Vico che non le manda precisamente a dire, una testata sull’Unione che manda in culo il Bianchi di cui sopra e una bella intervistona a Diliberto sulla sporca guerra per il petrolio imperialista, la bellezza degli attentati suicidi e l’elogio di Fidel, che sono quarant’anni che resiste eroicamente ai satanassi americani e se non è una brava persona lui.
Motivo di tanta retromarcia è facilmente spiegabile: la variegata ed abbiente proprietà del Corriere, che pensava di avere solo da guadagnare dal berluscocidio, si è accorta di essere nella palta anche e di più con il Prodino (Della Valle è nei casini col calcio, e Silvio ha dato una bella mano all’ambiente, Fiorentina in testa; Confindustria si è visto ieri quanto e cosa avesse da recriminare; le banche si sono rotte le balle di vedere i correntisti che, terrorizzati dalle tasse, prelevano a tutto spiano e imbertano nel materasso).
Pertanto, dai salotti della proprietà del Corriere, è partito il segnale: contvovdine, compagni. Avidatece ev puzzone.
May 26, 2006 19 Comments
Il manuale Tafazzi
Sono dei geni, poche palle.
Prima ti stracciano le palle per cinque anni dicendo che il Berlusca se non sei un idiota totale non ti dà mezza poltrona (il che è tutt’altro che falso, ma notarlo arreca sacramenti anziché sollievo), ti dicono che loro, col popò di eminenti personalità con i controcazzi che si ritrovano un po’ ovunque, daranno nuovo lustro alle istituzioni, porranno fine all’imbarbarimento berlusconiano, alla mortificazione della politica nazionale, al suk delle poltrone e via restaurando. Accade anche che, comprensibilmente scornato per esserti fatto una legislatura rappresentato nel mondo da simili demotivanti soggetti, tu li voti pure, e pazienza se per farlo devi turarti il naso con una colata di calcestruzzo.
Poi, i cazzoni che dovrebbero riempire le più alte cariche dello Stato con le eminenti personalità, nell’ordine
- Eleggono alla Camera un poco presentabile Peppone.
- Eleggono al Senato una cariatide democrista.
- Eleggono al Quirinale uno che l’ultima volta che gli ha battuto il cuore governava Mariano Rumor
- Impongono come vicepremier una impalpabile baciapile e un oscuro funzionario di partito
Ora, se detto sfacelo fosse stato motivato da esigenze drammatiche e non altrimenti gestibili (tipo lo scoppio di una guerra batteriologica o il collasso dell’economia universale), uno potrebbe anche capire. E invece no. Tale deprimente spettacolo è dettato da uno ed un solo motivo: gli scazzi tra i partiti. E’ in nome delle ripicchette, dei veti incrociati, dei vaffanculi silenziosi, dei ricattucci e dei pappappero se le eminenti personalità - che pure là in mezzo non mancano - che i posti chiave dello Stato sono stati assegnati ad una imbarazzante teoria di imbecilli. Segue sintetica ricapitolazione ad uso di chi avesse avuto la fortuna di trascorrere le ultime settimane su Plutone
- Camera: Berty la rivendica a uso terrorista islamico minacciando un ‘98-bis e tuttiacasa. Il Mortazza, che solo a vedere Fausto inizia a sudare a bestemmiare San Giovanni da Capistrano per riflesso condizionato, dice come no senza neanche prendere fiato e appende un ex voto al Divino Amore per ringraziare che Berty non gli ha chiesto anche un televisore, le chiavi della macchina e un rene.
- Senato: Rutelli ha da ringraziare Marini, che gli ha fatto a memoria le liste elettorali di tutti i collegi, la spartizione dei seggi blindati la mappa delle commissioni e i compiti di matematica della figlia. Ergo lo impone: Prodi, previa rapida consultazione del Cencelli, dice come no.
- Quirinale: D’Alema, dando segni di vita il suo encefalogramma, fa una paura dell’ostia a tutti. I quali tutti, che hanno già una miriade di cazzi per la testa, mica possono perdere il sonno perché al Colle c’è uno che potrebbe anche fare qualcosa. Molto meglio scongelare Napolitano: Prodi, capofila dei tutti, dice come no.
- Vicepremier: Pur di togliersi Rutelli dalle palle, D’Alema (che si è fatto i congressi del Pci e ha gli intrallazzi nel sangue) si autosega, esclude i capoccia di partito dal novero dei papabili e candida Livia Turco. Di là, pur non dandosi ancora per vinti, mandano avanti Parisi, che è più prodiano di Prodi e costituisce non indifferente credito per il futuro, che è lecito immaginare incerto e tumultuoso. Prodi dirà come no
E qui tocca dare ragione al Berlusca, che mestizia: un po’ coglioni lo sono.
May 13, 2006 15 Comments
You wanted the best, you’ve got Napolitano
E Gene Simmons perdonerà lo scrivente deviazionista per l’indebita citazione.
Tutto questo per dire semplicemente che la probabilissima elezione di Giorgio Napolitano al Colle più alto equivale, per l’elettorato di centrosinistra rappresentato dallo scrivente (cioè se stesso e pochi altri), ad immergere lo scroto in un pentolone pieno di acqua bollente per sette lunghi anni. Qui lo si afferma senza tema di smentite: Napolitano ci lesserà le palle peggio di Ciampi sotto valium. Il perché è presto detto: trattasi di uomo grigio e anonimo, destrorso quando era nel Pci, centrista quando era nel Pds, in sonno da quando è nei Ds. Di lui si ricorda solo, da ministro dell’Interno, la pedissequa e un po’ forzata applicazione del codice Rocco contro i leghisti a via Bellerio (oddio, la Digos che mazzola Maroni non è spettacolo disprezzabile, ma da qui a costituire merito ce ne passa). Per il resto, il solito migliorista, che in teoria vuol dire coraggioso riformista attento ai cambiamenti del mondo e in pratica indica chi pur di non prendere una posizione in vita propria si farebbe scuoiare vivo dagli apache. Ecco, e ora ce lo becchiamo.
Se ce lo becchiamo è essenzialmente perché i sinceri democratici non hanno avuto le palle di andare fino in fondo con la candidatura di D’Alema (e non mi si venga a dire che su Baffino non c’era la convergenza istituzionale: al suk dell’Udc tutto ha un prezzo, pure i voti per Luxuria, e sai la difficoltà di convincere Tabacci a votare D’Alema). Principalmente perché D’Alema a sinistra e non solo faceva incazzare un bel po’ di gente. Ecco, per paura degli altrui maldipanza ci becchiamo Napolitano. Perché D’Alema faceva incazzare un po’ tutti, e il bello suo questo era.
Faceva incazzare i cattolici (L’house organ della Nota Multinazionale Romana che si straccia le vesti perché è inammissibile che uno non battezzato vada a fare il presidente della Repubblica è una meraviglia. Da votarlo compatto solo per vedere i preti che si suicidano in massa, altro che sto cialtronazzo infame), faceva incazzare buon parte della sinistra (Udeur per lo stesso motivo del clero; Margherita per quello e per l’ostacolo da lui rappresentato nei rapporti di forza interni all’Unione; Diesse fassiniani e veltroniani per comprensibili motivi di bilanciamento interno al partito; dipietri, travagli, floresdarcais e altri eticamente superiori per le note prescrizioni di cui ha goduto; comunisti vari per la barca e gli intrallazzi finanziari e chi più ne ha più ne incazzi), faceva incazzare buona parte della destra (Udc per il motivo dell’Udeur, ma meno convinti; An per cui D’Alema era e resta un pericoloso bolscevico; ex dc ed ex psi che non gli perdonano di essere stato membro del partito delle manette che li ebbe a spazzare via; già socialisti di Forse Italia per l’appena citata ragione). Si salvavano, paradossalmente, i leghisti e gli ex diccì azzurri (Silvio in testa, per acclarati e bicamerali motivi). Evidentemente non bastavano.
Avremmo avuto per la prima volta (si dirà di Scalfaro, ma lo scrivente preferisce non ricordare) un presidente interventista e non spaventato dal dover fare il politico, quando necessario. E invece ci becchiamo Napolitano, l’ennesimo bollito buono per i discorsi del duegiugno, i valoridellaresistenza, e la difesadellacostituzioneantifascista. Cheppalle.
May 10, 2006 30 Comments
Sempre più in basso
Lo scrivente deviazionista, data la situazione istituzionale, ora come ora vorrebbe solo bestemmiare sant’Anna e niente più. Non prima però di un paio di doverosi discorsi.
Il primo è che una roba indecente come quella che si è vista al Senato - ossia uno psicodramma coinvolgente trecento anziani signori abbastanza per bene che rischiano l’ictus per colpa di due matusalemmi democristi - può funzionare come reclame del kit del piccolo suicida, ma quanto a serietà al governo se ne vede poca. Poi vedi gente tipo lui che, senza curarsi di matematica e decenza, suona fischia e canta e dice che “le elezioni di oggi dimostrano che abbiamo la maggioranza”. Ora, per eleggere il candidato di sinistra meno di sinistra della storia e per battere uno che solo a sentire il nome ti fa venire la depressione terminale sono stati necessari: giorni di ricatti incrociati e immonde profferte di presidenze di commissione (il tutto culminato nei sublimi voti a Francesco Marini, roba che fuori da Palazzo Madama si chiama estorsione ed è punita dal codice penale); sequestri di persona (lei a un certo punto della votazione di venerdì notte se ne voleva andare ma è stata costretta a rimanere si suppone con minacce di violenza bestiale. Segnalati altri abusi); riti vodoo a base di spilloni roventi intinti nel curaro e conficcati nel pupazzetto di zio giulio; pellegrinaggi sulle ginocchia da Caracalla al Divino Amore. Quattro votazioni quattro. Maggioranzona, sì sì sì.
Di là va anche peggio: il sincero democratico e sincero progressista e sincero uomo dello Stato proiettato verso il futuro si insedia (anche con i voti della liberale Rnp, ossignore come mi sono fatto prendere in giro pure stavolta) e richiama nell’ordine i seguenti temi di scottante attualità; la lezione di Calamandrei; i partigiani morti per la Costituzione; le verdi colline di Marzabotto; l’eredità civile di don Lorenzo Milani. E meno male che i vecchi tromboni reazionari e passatisti sono tutti di destra.
Detto questo, lo scrivente deviazionista inizia a sospettare che il berlusconicidio democratico abbia avuto dei costi umani intollerabili e torna a rivolgersi a Sant’Anna.
p.s. Poi se qualcuno mi spiega per quale motivo un miliardario sessantacinquenne ex tossicomane sente il bisogno di salire su una palma e di fracassarsi la capa cascando dalla medesima, mi fa un favore. Grazie
April 29, 2006 20 Comments
Pagliacci e Pagliacci… si divertono con poco
Ale 18:40, quando sembrava certa l’elezione di Marini al Senato, a Palazzo Madama è scoppiato un boato da stadio. L’euforia è stata trasmessa anche alla Camera. Un evento epocale.
Pierluigi Castagnetti si è lasciato scappare “L’Unione ha dimostrato di sapere superare le prove più difficili“. Tutto questo per quello che è semplicemente un esercizio di potere: una prova di maggioranza senza nessun argomento “spinoso” sul tavolo. Tutto questo per 162 voti, il minimo sindacale. Voti che sarebbero diventati 161 per le future “prove di maggioranza”.
Aspettiamo l’Unione sull’Economia, sulla Politica estera ecc. ecc. (sempre che al terzo tentativo ce la facciano a dimostrare quanto sono “forti”)…
Buona Vita!
P.S. Tornate a dare il benvenuto a Marco…
UPDATE: Ore 00.31. Quei mattacchioni di “cinque anniiiiiii cinqueeeeeeeee” hanno costretto dei poveri vecchietti (alcuni venuti da lontano) a stare al Senato fino a questa tarda ora per scazzare la terza votazione di fila. Complimentoni!
UPDATE/2: Polito sta dicendo a Matrix “Non è la prima volta che si elegge un Presidente del Senato alla quarta votazione“. Vero. Peccato che ad oggi la cosa in fortissima discussione è la tenuta dell’Ulivo al Senato e questa avrebbe dovuto essere la dimostrazione della “tenuta”
UPDATE/3: Ore 01.30 Stanno ancora discutendo. Forse è vero dureranno 5 anni ma li impiegheranno tutti per eleggere il Presidente del Senato
UPDATE/4: Ore 02.11 Qualcuno deve ripagarmi del fatto che sono stato costretto a provare la brutta emozione di apprezzare il discorso conclusivo di Scalfaro. Qualcuno invece dovrà spiegare ai vecchietti che tra sole otto ore sono di nuovo al Senato…
A meno di cose particolari lascio il Blog a Marco per il week-end (sempre che lo voglia :P)
April 28, 2006 16 Comments
Pagliacci e Terroristi
Ieri sera, nel corso della trasmissione “Porta a Porta“, Franco Giordano, capogruppo alla Camera di Rifondazione Comunista e candidato alla segreteria del partito dopo la “poltronatio Bertinottorum”, ha detto che per il ritiro (immediato) delle truppe Italiane in Iraq il centrosinistra si deve “confrontare” solo ed esclusivamente con il governo Iracheno e non con quelli che loro ritengono essere gli occupanti (gli Americani). [qui il video]
Sappiamo oggi cosè successo.
Quella di Giordano non solo è una posizione disdicevole, non solo è una posizione bislacca (il Governo iracheno è conseguenza della cosidetta “occupazione” e quindi in base a questi presupposti è illegittimo ed il centrosinistra si dovrebbe consultare con Saddam Hussein) ma è la posizione ufficiale di Rifondazione Comunista che rappresenta circa il 15% della maggioranza Prodiana, è la posizione ufficiale dei Comunisti Italiani (confronta qui) che rappresentano circa il 4/5% della maggioranza Prodiana, è la posizione ufficiale dei Verdi di Pecoraro Scanio che rappresentano il 4/5% della maggioranza Prodiana.
In Sintesi il 23-24% della maggioranza che sostiene Prodi considera quella dell’Iraq un’invasione, un’occupazione illecita dove i colpevoli sono gli anglo-americani e le forze a loro collegate e coloro che sono stati ingiustamente invasi sono Saddam Hussein ed il suo sanguinario regime. Se aggiungiamo il correntone DS possiamo affermare senza timore di essere smentiti che questa è la posizione della maggioranza della maggioranza di Romano Prodi (ripetizione voluta e necessaria n.d.r.).
Oggi Bertinotti si unisce al dolore del popolo Italiano ma solo due giorni fa dal sito ufficiale di Rifondazione Comunista Lidia Menepace spiegando a noi poveri idioti il significato del 25 Aprile scriveva:
Per non essere reticente dirò -ad esempio- che la resistenza iraqena è certamente legittima e ha diritto al nome di resistenza
Le persone che hanno ucciso i nostri militari sono resistenti, e sono legittimi. Non serve altro.
Quello che mi disgusta è che queste persone non abbiano nemmeno il coraggio delle proprie idee.
Lo dicano chiaro e tondo che non hanno ancora digerito la Democrazia, la libertà di tutti di percorrere la propria esistenza che comprende anche la libertà di crescere, la libertà di essere migliori, la libertà di arricchirsi, la libertà di desiderare una vita materialmente e fottutamente migliore.
Lo dicano chiaramente che ancora non resistono al fascino delle dittaure, siano esse Cubane, Islamicofasciste o Comuniste perchè non riescono a resistere all’idea di uno Stato che decide provvede e comanda e livella tutto al più basso gradino di dignità, povertà e miseria.
Lo dicano chiaramente che tra loro ed Ahmadinejad c’è solo il Dio a differenziare una posizione che vede nei fottutissimi Americani il nemico di sempre. Sempre così stronzi loro a rinfacciarci la libertà e a difenderla a costo della propria vita. Sempre così fottutamente vincenti, sempre così bastardamente in mezzo ai coglioni quando si tratta di proporre quelle “eguaglianze sociali”.
Lo dicano e non se ne vergognino perchè mi deturpa l’anima vedere parole come Democrazia e Libertà nelle loro bocche che ancora emanano un puzzo di fogna che ammorba la vita da tante volte hanno pronunciato la parola di una dittatura sanguinaria: Il Comunismo.
Lo dicano loro e lo dica quel Pagliaccio di Prodi al quale avrei voluto dare rispetto come mi impone il rispetto del voto Democratico costato la vita a “giovani che hanno attraversato l’Oceano per ridare dignità e libertà ad un popolo oppresso” (altro che le stronzate che racconta Lidia Menepace)
Lo dicano chiaro agli Italiani quali sono il loro presupposti ideologici perchè altrimenti, a malincuore, il rispetto Democratico che devo a questo governo mi è impossibile visto che il voto che hanno chiesto agli Italiani è stato da loro nutrito dall’odio, fomentato dalle falsità e costituito dal nulla. Una richiesta di voto che ha nascosto dietro alla maschera dell’antiberlusconismo la loro malcelata intolleranza nei confronti della Democrazia e della Libertà.
Questo Blog cessa il rispetto al Governo Prodi. Scusate le volgarità e se non siete d’accordo andatevene tutti affanculo.
Buona Vita!
April 27, 2006 47 Comments
Due minuti solo due minuti…
Sono quelli che servono a leggere questa bellissima lettera di Costantino Belluscio, segretario particolare del Presidente Saragat e ex-partigiano.
Sono quelli che andrebbero dati ad un Presidente che scambia la Costituzione con la Bibbia per andarsene dal Quirinale.
Sono quelli dovrebbe durare questo Centrosinistra che oggi si guadagna il secondo articolo sui quotidiani esteri.
Sono quelli che Gerardo D’ambrosio ha impiegato per dimostrare la sua concezione di legalità dichiarando che gli insulti di Milano ad un ex-deportato sono giustificati se a spingere la carrozzella è un suo nemico politico.
Buona Vita!
UPDATE: Sono quelli passati affinchè le richieste di Milano venissero esaudite
April 26, 2006 18 Comments
Prodi in Pectore, Centrosinistra in Angina Pectoris
Se non fosse che che si sta parlando di una cosa che dovrebbe essere seria (la politica e la guida del paese) le avventure di Prodi e del Centrosinistra dopo il voto del 10-11 Aprile sarebbero la cosa più spassosa dopo i Simpson. “Un posto a Palazzo Chigi” è di gran lunga la fiction più surreale dei nostri temnpi. In questo sta la cura dimagrante proposta da Bertinotti: Un realiti sciò de noantri in netta concorrenza con il biscione.
Lui, Prodi, il PdC in Pectore è pronto. Lui smania nell’attesa dell’agognato incarico. La sua sedicente-maggioranza ha, invece, un’angina pectoris e c’è il serio rischio che a furia di figuracce e “Benvenuti sulla Terra” (copyright TRN) abbia un infarto prima di iniziare a governare.
Delle figuracce internazionali in Politica Estera e della sua vittoria di Pirro abbiamo già detto. Da allora sono passati solo 9 giorni e la situazione è peggiorata.
Si è aggiunta la pagliacciata sulla Presidenza della Camera, con la lettera aperta di Fassino e con Prodi che dimostra di possedere contratto di affitto per le proprie palle nelle mani di Bertinotti. Si è proseguito con le korazzate mediatiche della kampagna elettorale che avvisano che l’economia è già in ripresa togliendo ogni possibile merito a Prodi e alzandogli l’asticella oltre il +2%.
Ancora il Mieli dell’endorsement che non perde occasione per delegittimarlo.
Ma le tegole non finiscono.
Nell’ordine:
April 26, 2006 19 Comments

